Onde T Negative: Cause e Diagnosi

L'elettrocardiogramma (ECG) è un esame semplice ed efficace che registra l'attività elettrica del cuore in forma di grafico, attraverso una sequenza di onde e segmenti rettilinei. Una di queste onde - l’Onda T - rileva in particolare la ripolarizzazione ventricolare, potremmo dire il “tempo di ricarica” del cuore. Normalmente la forma di questa Onda è positiva, con la curva verso l’alto rispetto all’asse orizzontale del grafico.

Onde T Negative: Un Segno da Non Sottovalutare

La presenza dell’Onda T negativa nell’elettrocardiogramma, dunque, o "Inversione dell’Onda T" (WTI), va registrata come anomalia della ripolarizzazione e può generare qualche sospetto anche in soggetti molto giovani e apparentemente sani, fino a determinare una controindicazione alla pratica sportiva agonistica.

Le alterazioni della fase di ripolarizzazione ventricolare all'elettrocardiogramma, tra cui rientra anche la presenza di onde T negative, rappresentano un riscontro occasionale piuttosto frequente nella popolazione generale, anche in assenza di cardiopatie strutturali.

Cause delle Onde T Negative

Le onde T a morfologia ischemica possono presentarsi anche in condizioni non direttamente connesse a coronaropatia (problematiche cerebrovascolari, cardiomiopatie, embolia polmonare, memoria elettrica, pericardite, effetto iatrogeno, ecc.).

1. Memoria Elettrica

L’ECG d’esordio depone pertanto per onde T negative da memoria elettrica, condizione benigna e transitoria caratterizzata da alterata ripolarizzazione ventricolare rilevabile al termine di un periodo con anomala depolarizzazione; il tempo di normalizzazione ECG è proporzionale alla durata di tale periodo.

La causa più frequente è la stimolazione ventricolare elettroindotta da pacemaker, più rare risultano la preeccitazione ventricolare, la tachicardia ventricolare e il blocco di branca sinistra.

2. Ischemia Miocardica e Sindrome di Wellens

Il termine “ischemia”, in senso elettrocardiografico, indica la presenza di onde T negative simmetriche, con uguale pendenza nelle due branche e apice appuntito (in questo caso molto profonde). Una variante è rappresentata dall’onda T difasica positivo/negativa.

La diagnosi corretta è sindrome di Wellens, condizione pre-infartuale caratterizzata da pattern elettrocardiografico tipico associato a coronaropatia critica dell’IVA prossimale.

3. Altre Cause

  • Cardiomiopatie (es. Cardiomiopatia ipertrofica apicale, Cardiomiopatia tako-tsubo)
  • Embolia polmonare

Importanza dello Screening ECG nello Sport

L’elettrocardiogramma (ECG) per il rilascio della certificazione sportiva agonistica rappresenta un ottimo strumento di screening per individuare precocemente eventuali cardiomiopatie, o altre patologie, che possono aumentare il rischio di morte improvvisa anche in giovani atleti apparentemente sani.

Uno studio dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, pubblicato sulla rivista ufficiale della Società Europea di Cardiologia Pediatrica (Cardiology in the Young), ha rilevato la presenza di anomalie nel tracciato elettrocardiografico per il 9% dei circa 600 tra bambini e ragazzi esaminati.

La ricerca, svolta in collaborazione con i colleghi della Radiologia Toracica e Cardiovascolare Avanzata e della Cardiologia e Aritmologia di San Paolo, Palidoro e Santa Marinella, ha coinvolto 581 giovani atleti - età media 15 anni, per l’80% di sesso maschile - selezionati nell’arco di 18 mesi per la valutazione dell'idoneità all’attività sportiva agonistica.

Per 53 di loro (9%) sono state rilevate anomalie nel tracciato ECG legate alla presenza dell’inversione dell’Onda T (WTI). Sottoposti a indagini ulteriori (ecocardiogramma, Holter ECG, RMN o TAC cardiaca), 17 di loro (il 3% sul totale degli atleti analizzati) non hanno potuto ricevere l’idoneità all’attività sportiva agonistiche a causa delle patologie cardiache riscontrate: 8 cardiomiopatie, 2 miocarditi, 5 ponti miocardici, 2 anomalie coronariche.

Commenta Ugo Giordano, responsabile dell’Unità Operativa di Medicina dello Sport e ipertensione arteriosa dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: «La probabilità che gli atleti agonisti abbiano una cardiomiopatia nascosta è bassa, ma non trascurabile. Lo screening elettrocardiografico, preliminare all’idoneità sportiva agonistica, si conferma dunque un’ottima opportunità per identificare precocemente cardiomiopatie e altre patologie che aumentano il rischio di morte improvvisa in giovani atleti apparentemente sani. Le eventuali anomalie della ripolarizzazione, segnalate dall’inversione dell’Onda T, vanno sempre indagate e approfondite rivolgendosi a centri specializzati.

In Italia i protocolli di valutazione per l’accesso all’attività sportiva agonistica sono giustamente molto rigorosi. La visita specialistica per il rilascio dell’idoneità prevede la visita cardiologica, l’elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo, l’esame spirometrico e un referto di esame delle urine.

Caso Clinico

Uomo di 54 anni, fumatore, iperteso e dislipidemico, senza precedenti cardiologici di rilievo, ricoverato per toracoalgia aspecifica e dispnea da sforzo da alcuni giorni; all’ingresso parametri vitali, curva troponinica ed ecocardiogramma nella norma.

Descrizione dell’ECG:

  • Bradicardia sinusale, frequenza cardiaca 50 b/min
  • Asse QRS 50°
  • Intervallo PR 150 ms, QRS 110 ms con ritardo di conduzione intraventricolare aspecifico
  • Onde T negative V1-V3, isodifasiche D1 e aVL
  • QT nei limiti (440 ms, QTc secondo Bazett 400 ms)

Il secondo giorno di ricovero si rileva la comparsa di blocco di branca sinistra completo che perdura per circa 24 h; il successivo studio coronarografico non evidenzia stenosi coronariche e le alterazioni della ripolarizzazione regrediscono progressivamente entro il quinto giorno.

Riferimento a un caso clinico di un uomo di 74 anni con dolore retrosternale oppressivo. L'ECG mostrava ischemia anteriore estesa (V1-V6, I e aVL) e QTc lungo (565 ms). La coronarografia rivelò una stenosi critica ostiale dell’arteria discendente anteriore (IVA).

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