Effetto Doppler in Ecografia: Funzionamento e Applicazioni

L’eco-Doppler, o ecocolorDoppler, è un esame diagnostico non invasivo che combina l’ecografia (o ultrasuoni) con l’effetto Doppler. Viene utilizzato per visualizzare i vasi sanguigni e valutare il flusso sanguigno all’interno di essi.

Come Funziona l'Eco-Doppler

Come anticipato, l’ecodoppler è un esame particolare che combina l’uso di due tecnologie: l’eco, appunto, e il doppler. Un doppio principio di funzionamento che è fondamentale per visualizzare le strutture interne del corpo e valutare il flusso sanguigno.

Il Principio dell'Ecografia

L’ecografia è una tecnica di diagnostica per immagini molto popolare. Contrariamente ai metodi come le radiografie, non fa uso di radiazioni ionizzanti, bensì crea un’immagine dell’interno del corpo usando onde sonore di alta frequenza, che non possono essere captate dalle nostre orecchie: gli ultrasuoni.

La tecnologia è nota fin dal diciottesimo secolo, e l’uso in medicina fu suggerito per la prima volta dal medico austriaco Karl Theodore Dussik, nel 1941. Di solito, tuttavia, si citano il medico ostetrico Ian Donald e l’ingegnere Tom Brown come pionieri dell’ecografia, in quanto negli anni Cinquanta del Novecento svilupparono un prototipo di apparecchio ecografico (detto ecografo o sonografo) da usare per scopi medici, principalmente per individuare eventuali malformazioni fetali. L’ecografia si è diffusa in tutto il mondo a partire dagli anni Settanta.

I suoni che riusciamo normalmente a udire hanno una frequenza che va dai 20 hertz ai 20.000 hertz al massimo (dove un hertz corrisponde a una vibrazione al secondo); gli ultrasuoni per la diagnostica medica hanno invece frequenze da uno a venti megahertz (cioè milioni di hertz).

Modalità di Esecuzione dell'Ecografia

Per effettuare un’ecografia, il medico utilizza una sonda di dimensioni ridotte, da tenere in mano, detta trasduttore, che viene appoggiata sulla pelle in corrispondenza dell’area da esaminare. Questo apparecchio emette impulsi sonori di alta frequenza nel corpo, e funge sia da trasmittente sia da ricevente, captando gli impulsi riflessi dall’organo o dal tessuto da esaminare. Più nello specifico, ogni volta che le onde sonore incontrano una superficie di separazione tra diversi tipi di tessuto, parte di esse vengono riflesse all’indietro e sono captate dal trasduttore.

Il principio è simile a quello dell’ecolocazione usata da numerosi animali (come i delfini e molti pipistrelli) o del sonar, con la differenza che il sonar funziona tramite onde elettromagnetiche mentre l’ecografia fa uso di onde meccaniche. Per “sigillare” lo spazio tra il trasduttore e la pelle, e garantire così una miglior propagazione delle onde meccaniche, si usa un gel denso a base acquosa che viene spalmato sulla cute subito prima dell’esame.

Ogni sonda contiene numerosi cristalli piezoelettrici, ossia materiali ceramici che vibrano in risposta al passaggio di elettricità, producendo le onde sonore; viceversa, quando la sonda capta le onde riflesse dall’area esaminata succede l’opposto - cioè i cristalli convertono la pressione delle onde in corrente, e questa corrente forma un segnale che viene trasformato in immagine dal sonografo.

La strumentazione è di fatto in grado di calcolare la distanza tra i diversi tessuti a partire dal tempo impiegato dalle onde per tornare alla sonda e dalla velocità del suono attraverso i tessuti del corpo. È grazie a questa informazione che il sonografo riesce a ricostruire l’immagine dell’area che si sta analizzando. Oggi, con questa tecnologia, abbiamo la possibilità di visualizzare immagini tridimensionali anche in grande dettaglio.

Applicazioni dell'Ecografia

L’ecografia viene spesso associata alla gravidanza poiché, non facendo uso di raggi X, è molto sicura per il feto, che è estremamente sensibile agli effetti delle radiazioni ionizzanti. Tuttavia, gli ultrasuoni sono adatti a moltissime indagini che coinvolgono i tessuti molli: dagli esami ginecologici e urologici all'ispezione dell’interno del collo e della testa in otorinolaringoiatria, dall’osservazione della struttura intracranica dei neonati all’individuazione di calcoli renali o biliari, fino all’ecocardiogramma, cioè l’analisi ecografica del cuore che può permettere di monitorare il battito e il corretto funzionamento delle valvole, e in caso di valutare l’entità di un danno al tessuto cardiaco dopo un infarto.

Speciali apparecchi endoscopici (sonde cioè che vengono inserite all’interno del corpo) a ultrasuoni sono impiegati per fornire immagini dettagliate del tratto gastrointestinale. Oltre che per uso diagnostico, l’ecografia è utilizzata nelle biopsie degli organi interni, durante le quali consente guidare meglio lo strumento con cui si preleva il tessuto da analizzare.

La frequenza delle onde sonore utilizzate varia a seconda del tipo di analisi. Per esempio, per strutture superficiali come la tiroide, i muscoli, i tendini, i legamenti e le ghiandole del seno si usano ultrasuoni di frequenza maggiore (7-18 megahertz), mentre per esaminare gli organi più in profondità come il fegato, i reni e il cuore, o per visualizzare l’interno dell’addome, è più adatta una sonda che produce onde di frequenze inferiori (1-6 megahertz).

Il Principio dell'Effetto Doppler

Con l’ecografia è possibile anche monitorare il flusso nei vasi sanguigni, tramite una modalità di analisi detta ecografia doppler o eco-doppler. Il principio fisico alla base è l’effetto Doppler, per cui, quando ricevitore e sorgente si trovano in movimento l’uno rispetto all’altro, le onde sonore percepite dal primo hanno una frequenza diversa rispetto a quella dei suoni emessi dalla seconda. L'efffetto doppler è perciò il principio su cui si basano molte tecniche ecografiche in cui si esplorano tessuti biologici in movimento. è quel fenomeno fisico per cui la frequenza di un'onda sonora che incontra una struttura in movimento subisce una variazione che è direttamente proporzionale alla velocità del movimento stesso.

In particolare, se l’onda recepita dalla sonda ha una frequenza superiore rispetto a quella emessa, ricevitore e sorgente si stanno avvicinando, mentre se, viceversa, si stanno allontanando, la frequenza risulterà inferiore.

Applicazioni dell'Eco-Doppler

L’eco-doppler è molto utilizzata nell’analisi del flusso venoso e può fornire informazioni che riguardano la velocità e la resistenza allo scorrimento del sangue, consentendo di mettere in evidenza restringimenti (stenosi) dei vasi, rallentamenti o inversioni della regolare direzione del flusso sanguigno. Eco-Doppler e Eco-color-Doppler hanno un elevato valore diagnostico in campo vascolare e cardiologico.

Queste informazioni possono essere visualizzate colorando in modo diverso nell’immagine le parti di flusso in avvicinamento e quelle in allontanamento (tipicamente di rosso le prime e di blu le seconde), e si parlerà in questo caso di ecocolordoppler. Il color-doppler si basa sullo stesso principio del doppler pulsato: tale sistema, infatti, integra l'informazione relativa ai flussi e l'immagine bidimensionale in tempo reale dove, per convenzione, i flussi in avvicinamento hanno colore rosso e quelli in allontanamento hanno colore blu. Nel caso della presenza di una turbolenza, per esempio in sede di biforcazione del vaso, si avrà un'alternanza di chiazze blu e rosse.

Tale tecnica non consente di visualizzare molto bene i vasi più piccoli, più profondi o con un flusso molto lento, per i quali si preferisce usare il cosiddetto power Doppler, che misura l’energia delle onde riflesse e ha maggior sensibilità (anche se non consente di individuare la direzione del flusso). Le due tecniche si possono combinare nel power doppler direzionale, che unisce un’alta sensibilità alle informazioni fornite dall’ecocolordoppler.

Infine, speciali stetoscopi che fanno uso della tecnologia eco-doppler riescono a convertire le onde riflesse in suono e possono essere usati - per fare un esempio - per ascoltare il battito cardiaco fetale già a partire dalle 8-12 settimane di gestazione.

Modalità di Esecuzione dell'Eco-Doppler

Solitamente l’esame avviene con il soggetto sdraiato supino. L’eco-Doppler è una tecnica diagnostica non invasiva, della durata di circa 30 minuti, che permette di studiare dal punto di vista anatomico e funzionale tessuti e organi altrimenti difficilmente valutabili quali vasi sanguigni e cuore.

Esistono due tipologie principali di eco-Doppler:

  • Onda Continua: la sonda utilizza due cristalli in contemporanea, uno in continua emissione, l’altro in continua ricezione degli ultrasuoni. Ad onda continua (CW), in cui il trasduttore è costituito di 2 cristalli montati sullo stesso supporto, uno continuamente emittente e l'altro continuamente ricevente, ed emette un'oscillazione costante.
  • Pulsato (PW): la sonda emette e riceve i fasci di ultrasuoni in tempi alterni utilizzando un solo cristallo. Pulsato (PW), in cui l'emissione è fasica, in relazione alla funzione alternata trasmettitore/ricevitore di un unico cristallo; questo sistema permette di ottenere informazioni anche sulla distanza superficie riflettente/trasduttore.

La variazione di frequenza degli echi riflessi è in relazione alla velocità e alla direzione dell’elemento riflettente.

Gli apparecchi Eco-color doppler consentono di ottenere, simultaneamente ed in tempo reale, informazioni su morfologia e struttura degli organi esaminati e sulle caratteristiche di flusso nei vasi al loro interno, rappresentandole sotto forma di punti variamente colorati. La frequenza delle due onde, incidente e riflessa, è di tipo ultrasonoro, nell'ordine di Mega Hertz, non udibile dall'orecchio umano. Al contrario, la loro differenza è nell'ordine dei Kilo Hertz (KHz = mille Hertz), quindi nell'ambito dell'udibile se opportunamente amplificata.

Sicurezza dell'Ecografia

L’ecografia è un esame molto sicuro, non invasivo e completamente indolore. Nella sua pur breve storia di uso medico non è stato confermato alcun caso di effetti indesiderati per l’utilizzo di questa tecnica con le apparecchiature moderne e in mano a professionisti con adeguata formazione. Tuttavia, ovviamente si verificano effetti fisici: le onde sonore infatti sono in grado di esercitare pressione e trasferire energia meccanica ai tessuti, riscaldandoli. Anche se normalmente il flusso sanguigno è in grado di trasportare il calore in eccesso dai tessuti, in linea teorica non si possono escludere, in circostanze particolari, effetti biologici derivanti dall’aumento di temperatura.

In alcuni esperimenti condotti inviando ultrasuoni ad alta potenza a feti di piccoli mammiferi , è stata osservata una riduzione nella funzionalità di alcune aree del midollo spinale. Per questo motivo, così come per le altre tecniche diagnostiche, l’esposizione agli ultrasuoni va limitata al minimo indispensabile, specialmente per quanto riguarda quelli a maggior intensità emessi dai dispositivi per l’eco-doppler.

Limiti dell'Eco-Doppler

I limiti di questa metodica sono legati all’ubicazione anatomica dei vasi sanguigni (non sempre raggiungibili) e alla conformazione fisica del soggetto: sovrappeso, obesità, edema possono compromettere la qualità della finestra acustica e, di conseguenza, dell’esame.

In sintesi, l’eco-Doppler è uno strumento diagnostico fondamentale in medicina, utilizzato per valutare la salute dei vasi sanguigni e del cuore, e per guidare le decisioni terapeutiche in caso di problemi vascolari.

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