Edema Polmonare: Interpretazione Radiografica, Cause, Sintomi e Diagnosi

Si definisce edema polmonare la presenza di liquidi in eccesso all’interno dei polmoni e, in particolare, degli alveoli, ossia le strutture dell’apparato respiratorio dove avvengono gli scambi gassosi tra aria e sangue. Si tratta di una condizione patologica assai grave; infatti, la presenza insolita di fluidi compromette la funzione svolta dagli alveoli durante la respirazione. Negli alveoli avvengono gli scambi gassosi che permettono la respirazione umana.

Alveoli e capillari polmonari sono a stretto contatto tra loro, separati soltanto da un sottile strato di cellule; è in quest'area di contatto che il sangue capillare si carica dell'ossigeno inspirato con l'aria e trasportato dalle vie aeree sino alle cavità degli alveoli; al tempo stesso, negli alveoli il sangue si libera di anidride carbonica, cioè del prodotto di scarto del metabolismo cellulare. A scambio avvenuto, il sangue ossigenato ritorna al cuore per essere pompato negli organi e nei tessuti da ossigenare.

Perché si forma l’edema polmonare?

Le cause di un edema polmonare possono essere moltissime, ma si possono suddividere essenzialmente in due grandi insiemi. L'edema polmonare consiste nella fuoriuscita di liquidi dal sistema capillare dei polmoni, con conseguente accumulo di acqua ed altre componenti plasmatiche nello spazio extravascolare. Gli edemi polmonari possono essere dovuti ad una alterazione del sistema alveolo-capillare a livello delle pareti vasali che possono subire delle lesioni a causa di un processo di natura infiammatoria.

Trasudazione ed Essudazione

La fuoriuscita di liquidi dai capillari, verso gli spazi interstiziali prima (edema interstiziale) e in direzione di bronchioli e alveoli poi (edema alveolare), può avvenire in due modi. Un primo modo viene definito trasudazione, che si verifica nel momento in cui l’aumento della pressione all’interno dei vasi sanguigni determina la fuoriuscita di liquidi, il cosiddetto trasudato. L'aumentata pressione nei capillari induce la fuoriuscita di liquido, il trasudato, nonostante la parete vasale mantenga la propria integrità.

Si parla di essudazione, invece, quando un processo di natura infiammatoria compromette la permeabilità delle pareti vasali, causando una lesione che consente la fuoriuscita di liquidi, detti appunto essudato. C'è una lesione e ciò permette la fuoriuscita di essudato, che proprio per questo è un liquido molto più ricco di componenti solide (proteine plasmatiche e cellule ematiche) rispetto al trasudato.

Il verificarsi di una delle due modalità di fuoriuscita dipende dalle cause d'insorgenza dell'edema polmonare. La fuoriuscita di liquido (essudato o trasudato) avviene a ridosso degli spazi interstiziali. Si parla in tal caso di edema interstiziale. Come accennato, in condizioni normali, i capillari venosi e linfatici drenano, entro certi limiti, l'eccesso di liquido interstiziale.

Cause di Edema Polmonare

Le cause di edema polmonare sono diverse: può verificarsi a seguito di un aumento della pressione sanguigna nei capillari polmonari (insufficienza cardiaca, stenosi mitralica), può derivare da una lesione della parete vasale dei capillari polmonari o può insorgere per cause particolari, classificabili come cause "di altra natura".

Pertanto, per semplificare, è possibile suddividerle in due gruppi, in base alla loro patogenesi:

  • Edema polmonare cardiogeno. Esso trae origine da un un'anomalia del cuore.
    • Cardiopatie ipertensive.
    • Cardiopatie ischemiche.
    • Valvulopatie (stenosi aortica; stenosi mitralica).
    • Cardiopatie congenite.

    Ciascuna di queste anomalie ha caratteristiche particolari, ma tutte hanno un carattere comune tale da indurre edema polmonare: colpiscono la metà sinistra del cuore. Infatti, vengono anche definite patologie dello scompenso cardiaco sinistro.

  • Edema polmonare non cardiogeno. Insorge per cause diverse.
    • Malattie veno-occlusive polmonari.
    • Ipertensione delle vene polmonari.
    • Pneumotorace.
    • Malattie del pericardio.
    • Epatopatie.
    • Polmoniti.
    • Inalazione di gas tossici.
    • Alta quota.
    • Embolia polmonare.
    • Overdose da oppiacei.
    • Shock allergico.
    • Eclampsia.
    • Alterazioni della permeabilità della membrana alveolo-capillare (ARDS).

Meccanismi Fisiopatologici

I meccanismi fisiopatologici che stanno alla base della distinzione in edema polmonare cardiogeno e non cardiogeno sono suddivisi in tre categorie:

  1. Alterazione delle forze di Starling. È all'origine di edemi polmonari cardiogeni e non cardiogeni.
  2. Alterazione della normale parete vasale del sistema alveolo-capillare. È all'origine di edemi polmonari non cardiogeni.
  3. Alterazione dovuta a meccanismi diversi dai precedenti. È anch'essa all'origine di edemi polmonari non cardiogeni.

La legge di Starling è un’equazione che definisce quali siano gli equilibri fisiologici che consentono un regolare scambio capillare e impediscono la fuoriuscita di liquidi. Per non complicare questo testo, si eviterà di riportare nel dettaglio la legge di Starling e le forze implicate nella relativa equazione. È opportuno sapere che questa legge considera le pressioni oncotiche (in cui ci sono anche le proteine) e idrostatiche all'interno dei capillari e nell'interstizio (nel caso in esame, dei polmoni). L'equazione descrive la condizione fisiologica, cioè normale, e l'equilibro tra le varie pressioni in gioco; equilibrio che regola gli scambi capillari evitando eccessive fuoriuscite di fluidi. La stessa equazione dice anche che, quando si presenta un aumento di pressione di una certa entità, il sistema capillare polmonare non è più in grado di controllare tale alterazione, consentendo così al liquido capillare di fuoriuscire in grandi quantità ed invadere gli spazi interstiziali e gli alveoli.

Si ricorderà che questo liquido - particolarmente ricco di acqua e povero di proteine ed elementi cellulari - è stato chiamato, all'inizio della trattazione, trasudato. Si sviluppano, secondo questo meccanismo fisiopatologico, non solo gli edemi polmonari cardiogeni, ma anche alcune forme non cardiogene, che si caratterizzano per un'aumentata pressione a livello del sistema vasale polmonare.

In questo caso, la parete capillare subisce una lesione, ad esempio in seguito ad un processo infiammatorio, tale per cui il liquido contenuto fuoriesce dal vaso. È il già citato essudato. L'essudazione fa sì che il liquido ricco di componenti ematiche vada a invadere gli alveoli, posti a stretto contatto con il sistema capillare.

L'edema può insorgere in base a condizioni particolari. Rientrano in questa categoria, ad esempio, il carcinoma del sistema linfatico, l'overdose da oppiacei, l'eclampsia o l'edema polmonare da alta quota.

Quali sono i sintomi di un edema polmonare?

L'edema polmonare si contraddistingue per alcuni sintomi, quali:

  • Dispnea ed ortopnea.
  • Sudorazione eccessiva.
  • Colorazione cianotica.
  • Tosse secca.
  • Dolore toracico.
  • Cardiopalmo (palpitazione).
  • Aritmie cardiache (tachicardia).
  • Emoftoe.
  • Ipertensione.

I sintomi dell'edema polmonare sono numerosi ed il più evidente è la dispnea, cioè la difficoltà respiratoria. Con il termine dispnea si descrive la difficoltà a respirare, che può essere accusata dal paziente dopo uno sforzo o, fatto questo più grave, anche a riposo. La difficoltà è indotta dall'inefficace meccanismo di scambio gassoso (ossigeno/anidride carbonica), a livello del sistema alveolo-capillare. L'ortopnea è la dispnea in posizione sdraiata.

Un altro sintomo piuttosto frequente nei pazienti con edema polmonare è la tosse con escreato che presenta tracce di sangue. L'emoftoe è il cosiddetto sputo ematico, dovuto alla rottura delle venule bronchiali, nei polmoni.

Il cardiopalmo e le aritmie cardiache, in particolare la tachicardia, determinano un battito cardiaco alterato nel ritmo. In altre parole, al manifestarsi di questi sintomi, il ritmo cardiaco generato dal pacemaker naturale (chiamato nodo seno atriale) subisce dei cambiamenti di frequenza e velocità. Le conseguenze riguardano il flusso sanguigno, che risulta insufficiente a soddisfare le richieste dell'organismo, e il numero degli atti respiratori, che aumentano.

Il dolore toracico, quando presente, può essere dovuto ad angina pectoris. L'angina pectoris insorge quando le arterie coronarie del cuore non supportano le richieste d'ossigeno del miocardio, il muscolo del cuore. Entrambe le situazioni sono legate a cardiopatie; pertanto, il dolore toracico è tipico dell'edema polmonare cardiogeno.

L'ipertensione è l'innalzamento di pressione all'interno dei vasi sanguigni. Nei casi di edema polmonare cardiogeno, l'ipertensione può insorgere a causa di uno scompenso cardiaco sinistro, conseguente a cardiopatie che colpiscono la parte sinistra del cuore. Esempi di scompenso cardiaco sinistro sono le valvulopatie (patologie a carico delle valvole cardiache), come la stenosi mitralica, l'insufficienza mitralica o la stenosi aortica. L'ipertensione, inoltre, può contraddistinguere anche alcuni edemi polmonari non cardiogeni: è il caso di un'ipertensione polmonare dovuta alla formazione di trombi all'interno delle arterie polmonari (i trombi sono masse solide, composte da piastrine, che ostacolano il flusso sanguigno).

Come viene diagnosticato un edema polmonare?

L'edema polmonare, per la sua gravità, richiede una diagnosi tempestiva, utile anche a fare luce sulle cause. Per diagnosticare un edema polmonare, è necessario innanzitutto essere auscultati con lo stetoscopio, tramite il quale il medico può identificare determinati suoni caratteristici durante l’atto respiratorio come i rantoli. Una diagnosi di edema polmonare può essere effettuata mediante:

  • Ascoltazione.
  • Radiografia del torace (Rx torace).
  • Elettrocardiogramma (ECG).
  • Ecocardiografia.
  • Cateterismo cardiaco e cateterismo polmonare.
  • Emogasanalisi.

Ascoltazione

Mediante analisi stetoscopica, è possibile ascoltare determinati suoni, o rumori, che sono chiamati rantoli. Essi si percepiscono durante l'atto respiratorio e sono dovuti al liquido fuoriuscito e alle bolle che esso crea negli alveoli. Inoltre, in presenza di una determinata patologia cardiaca, l'identificazione mediante stetoscopio del soffio caratteristico permette di scoprire la causa a monte dell'edema.

Radiografia del torace (Rx torace)

In presenza di un’anamnesi e di un esame obiettivo toracico compatibili (presenza di reperto grossolanamente rantolare all’auscultazione del torace), la conferma diagnostica dell’edema polmonare è radiologica, in quanto è in grado di confermare o escludere il sospetto formulato sulla base della sola visita del paziente. È l'esame diagnostico consigliato per individuare un edema polmonare. Permette di distinguere tra un edema polmonare interstiziale ed uno alveolare. Con l'evolversi dell'edema polmonare, infatti, si accentuano le zone opache in corrispondenza dei polmoni. Tale opacità va a discapito della normale trasparenza, osservabile in un individuo sano, ed è dovuta al liquido fuoriuscito.

Elettrocardiogramma (ECG)

La misura dell'attività elettrica permette di sapere se all'origine dell'edema polmonare, di cui si sospetta l'esistenza, ci sono cardiopatie o disordini del ritmo cardiaco, cioè aritmie. È un'indagine utile a capire le cause dell'edema.

Ecocardiografia

Sfruttando l'emissione di ultrasuoni, questo strumento diagnostico mostra, in modo non invasivo, gli elementi fondamentali del cuore: atri, ventricoli, valvole e strutture circostanti. Il medico, inoltre, può misurare, mediante le tecniche di Doppler continuo e pulsato, l'emodinamica (cioè la velocità del flusso sanguigno) e ricavare i valori di pressione nelle cavità cardiache. Anche in questo caso, è un indagine utile qualora si sospetti un edema polmonare cardiogeno.

Cateterismo cardiaco

È una tecnica invasiva di tipo emodinamico. Si inserisce un catetere nei vasi arteriosi, lo si conduce nelle cavità cardiache e si valuta il flusso sanguigno che le attraversa. Lo scopo di questa tecnica è capire se, all'origine dell'edema polmonare, ci sia una cardiopatia.

Cateterismo polmonare

Il catetere, in questo caso, viene condotto nei polmoni e misura la pressione all'interno dei vasi capillari.

Emogasanalisi

Si effettua su un campione di sangue arterioso. Serve a valutare le pressioni dei gas disciolti, fornendo un valore dei livelli di ossigeno. L'ipossiemia, cioè la bassa concentrazione di ossigeno nel sangue, si traduce in insufficienza respiratoria. analisi su un campione di sangue arterioso, che viene prelevato per misurare le pressioni dei gas disciolti e ottenere un valore dei livelli di ossigeno.

Cosa si fa in caso di edema polmonare?

La terapia dell'edema polmonare è un capitolo assai ampio, in quanto esiste un approccio terapeutico diverso in base alla causa specifica. Pertanto, si distinguerà la terapia specifica da quella generica e si descriverà solo quest'ultima.

La terapia generica consiste in tre interventi:

  • Somministrazione di ossigeno.
  • Intubazione, qualora l'insufficienza respiratoria sia grave.
  • Somministrazione di farmaci:
    • Diuretici, per ridurre i liquidi fuoriusciti nello spazio interstiziale.
    • Morfina, per sedare il paziente e favorire la respirazione.

In caso di edema polmonare acuto è utile praticare una serie di esami che possono aiutare a comprenderne le cause. cercare di individuare e trattare il più rapidamente possibile la causa responsabile dell’edema polmonare (ad esempio: crisi ipertensiva acuta, ischemia coronarica, fibrillazione atriale, embolia polmonare, ecc.). posizionamento di lacci emostatici (elastici) ai 3 arti, lasciando libero un solo arto e rotazione oraria dei lacci ogni 10 minuti circa (il laccio del primo arto viene rimosso e posizionato sull’arto lasciato libero in precedenza).

C’è, tuttavia, una terapia generica che prevede principalmente la somministrazione di ossigeno.

Quanto tempo ci vuole per guarire da un edema polmonare?

La prognosi per un edema polmonare dipende dalla sua gravità, dalle condizioni cliniche e dalle caratteristiche del paziente.

Come evitare un edema polmonare?

L’edema polmonare non è un evento prevedibile. Tuttavia, si possono seguire comportamenti e adottare buone abitudini che possono aiutare a prevenire questa condizione. Ad esempio, si può seguire uno stile di vita sano, che includa una dieta completa e bilanciata e una regolare attività fisica.

leggi anche: