L’ecografia alle anche nei neonati è un esame strumentale diagnostico che utilizza onde sonore per visualizzare le anche del bambino. L'ecografia alle anche dei neonati è una tecnica di imaging medico che utilizza ultrasuoni ad alta frequenza per creare immagini dettagliate delle strutture interne del corpo.
Questa ecografia è utile per identificare eventuali anomalie o mal posizionamenti dell'anca, che vengono definiti con il nome di “displasia dell'anca”, che può causare problemi nello sviluppo dell'articolazione stessa e nella deambulazione. Questo esame viene effettuato nei primi mesi di vita per assicurarsi che le anche siano sane e per intervenire tempestivamente in caso di necessità.
L’ecografia delle anche permette di evidenziare la morfologia e lo sviluppo dell’articolazione dell’anca e di valutare i rapporti anatomici tra la superficie articolare del bacino e la testa del femore senza utilizzare radiazioni, e qualora siano presenti delle anomalie è possibile monitorarne lo sviluppo nel tempo o valutare nel tempo l’efficacia delle terapie ripetendo l’ecografia periodicamente.
Quando effettuare l'ecografia
L’ecografia delle anche nei neonati viene solitamente effettuata tra le 4 e le 8 settimane di vita. Tuttavia, in alcuni casi, il medico può consigliare di eseguire l’esame anche prima o più tardi, o di eseguirlo una seconda volta, in base alle esigenze specifiche del bambino o ai fattori di rischio.
L’esame non è obbligatorio, è consigliato entro i tempi previsti per la corretta interpretazione dell’esame (3 mesi di vita) su indicazione del pediatra, in particolare nel caso siano presenti dei fattori di rischio, come un’anamnesi familiare positiva per displasia dell’anca, ovvero se qualche parente stretto ha avuto la displasia dell’anca da piccolo (non artrosi in età adulta), o se il bambino era in posizione podalica prima del parto o se sono presenti altre anomalie anatomiche degli arti inferiori come ad esempio il piede torto.
Come si svolge l'esame
L’ecografia alle anche nei neonati è un esame non invasivo. L’ecografia delle anche si effettua facilmente nel neonato, appoggiando la tipica sonda ecografica sopra la pelle a livello dell’anca, dopo aver posizionato del gel all’acqua, per favorire i movimenti della sonda sulla pelle.
Viene eseguita posizionando il bambino su un lettino, di solito sdraiato sulla schiena e con l’aiuto di un genitore a tranquillizzarlo o distrarlo. Il neonato è sul fianco, aiutato e rassicurato dalla presenza dei genitori che restano per tutta la durata dell’esame. Successivamente, un piccolo dispositivo a ultrasuoni, chiamato trasduttore, viene spostato delicatamente sull'area dell'anca. L'esame è veloce e può richiedere solo pochi minuti.
L’esame è rapido, il bimbo viene posizionato prima su un fianco e poi sull’altro e la sonda ecografica viene appoggiata perpendicolarmente sull’anca fino ad ottenere l’immagine ottimale dell’articolazione e della testa del femore. La stessa cosa si ripete sull’altro lato. Sull’immagine acquisita vengono poi misurati gli angoli che definiscono il corretto posizionamento delle strutture articolari.
Generalmente l’esame ha una durata di poche decine di minuti e si effettua ponendo il bambino nella cosiddetta “culla di Graf” (dal nome dell’ortopedico austriaco che la progettò), un dispositivo in gommapiuma che consente al piccolo di mantenere la posizione su un fianco ed esporre l’anca da esaminare. La sonda ecografica viene poggiata sulla cute del piccolo, mentre l’arto inferiore dello stesso lato viene mantenuto in posizione semi-estesa.
Anche la tecnica di studio dell’anca del neonato più comunemente utilizzata oggi prende il nome da Reinhard Graf. L’intera procedura dura circa 15-30 minuti. L'ecografia alle anche dei neonati è un esame medico importante che aiuta a identificare precocemente eventuali problemi nell'articolazione dell'anche dei neonati. L'ecografia alle anche dei neonati è un esame totalmente indolore e privo di rischi. Assolutamente! L’ecografia delle anche e in generale gli esami ecografici sono privi di rischi, di breve durata e in genere sono ben tollerati dai bambini anche molto piccoli.
Displasia congenita dell'anca
Alla nascita, è piuttosto frequente riscontrare nei neonati una delle malformazioni ortopediche più comuni come la displasia congenita dell’anca, specie nelle femmine. Le malformazioni congenite sono alterazioni che si presentano alla nascita. Nella displasia congenita dell’anca, le alterazioni riguardano i rapporti tra le componenti dell’articolazione dell’anca, ovvero l’acetabolo e la testa del femore.
Infatti, la presenza di displasia dell’anca può portare a lussazione dell’anca, un evento doloroso in cui la testa del femore si sposta dalla posizione in cui si trova normalmente, nella cavità dell’acetabolo; inoltre, frequenti lussazioni possono danneggiare l’articolazione e rendere doloroso ogni movimento.
Tuttavia, la presenza della displasia dell’anca può essere valutata precocemente con l’ecografia delle anche già nei primi 2-3 mesi di vita, cioè in età in cui il bambino ancora non ha iniziato a camminare. Con l’ecografia delle anche del neonato si riesce a vedere, in modo assolutamente indolore e non invasivo, la morfologia dell’anca, cioè la struttura, la forma e i rapporti tra le componenti articolari, oltre a valutare la maturità delle ossa dell’anca.
Questo permette di diagnosticare precocemente eventuali difetti presenti alla nascita, quali la displasia dell’anca. In genere, a seconda del grado di malformazione, la presenza di displasia può non manifestarsi nei primi anni di vita, ma influenzare la deambulazione futura del bambino e della sua vita adulta.
Nel neonato l’articolazione dell’anca è molto flessibile, in quanto ancora cartilaginea e anatomicamente immatura, e può succedere quindi che la cavità dell’acetabolo non sia perfettamente concava, bensì piatta, per cui la testa del femore non si inserisce bene al suo interno. Questa situazione può determinare la displasia congenita dell’anca, una condizione che, se non viene tempestivamente riconosciuta e corretta, può determinare conseguenze irreversibili per la motilità dell’intera articolazione.
Manovre cliniche
- Manovra di Ortolani: Serve a capire se l’anca esaminata è lussata, ovvero fuori dalla sua sede articolare.
- Manovra di Barlow: Si esegue successivamente alla manovra di Ortolani per verificare se è possibile riportare nuovamente la testa del femore fuori dalla posizione naturale.
- Segno di Galeazzi: Valuta un’eventuale eterometria degli arti inferiori ed in particolare delle cosce.
Fattori di rischio
- Ortolani positivo, ovvero quando la manovra di Ortolani riscontra un possibile problema.
- Familiarità: Uno o più parenti di primo grado (genitori o fratelli) che hanno avuto la displasia congenita dell’anca.
- Presentazione podalica, ovvero quando il feto, posto in situazione longitudinale, si confronta con il canale del parto mediante l’estremità inferiore.
Screening della DEA
La necessità di eseguire uno screening della Dea, finalizzato ad una diagnosi precoce, è oggi ampiamente condivisa. La questione è ancora molto dibattuta in ambito scientifico, e in Italia si assiste a differenze territoriali. Alcune regioni effettuano un cosiddetto screening “selettivo”, ovvero riservano l’esame clinico da parte del pediatra a tutti i neonati e l’esame ecografico solo ai soggetti con fattori di rischio.
In conclusione, tenendo presente che la displasia congenita dell’anca è una condizione che può compromettere le modalità con cui il bambino potrà camminare una volta cresciuto, la diagnosi va effettuata quanto prima, al fine di mettere a punto un trattamento ortopedico adeguato che consenta di minimizzare le conseguenze della patologia.
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