Ecografia della Vena Porta: Tecnica e Interpretazione

L'ecografia delle vene sovraepatiche è un esame diagnostico non invasivo che utilizza ultrasuoni per visualizzare le vene che drenano il sangue dal fegato nella vena cava inferiore. Questa tecnica di imaging è fondamentale per valutare la salute del fegato e identificare eventuali anomalie vascolari.

Anatomia delle Vene Sovraepatiche

Prima di addentrarci nella procedura ecografica, è essenziale comprendere l'anatomia delle vene sovraepatiche. Il fegato è drenato da tre principali vene sovraepatiche: la vena sovraepatica destra, la vena sovraepatica media e la vena sovraepatica sinistra. Queste vene convergono direttamente nella vena cava inferiore, la grande vena che trasporta il sangue deossigenato dalla parte inferiore del corpo al cuore.

  • Vena Sovraepatica Destra: Drena la parte destra del fegato.
  • Vena Sovraepatica Media: Drena la porzione centrale del fegato e spesso si unisce alla vena sovraepatica sinistra prima di confluire nella vena cava inferiore.
  • Vena Sovraepatica Sinistra: Drena la parte sinistra del fegato.

La visualizzazione accurata di queste vene tramite ecografia è cruciale per diagnosticare diverse patologie epatiche e vascolari.

Indicazioni all'Ecografia delle Vene Sovraepatiche

L'ecografia delle vene sovraepatiche è indicata in una varietà di situazioni cliniche. Alcune delle principali indicazioni includono:

  • Valutazione della cirrosi epatica: La cirrosi può causare alterazioni nel flusso sanguigno attraverso il fegato, che possono essere rilevate tramite ecografia Doppler delle vene sovraepatiche. La cirrosi è caratterizzata da fibrosi e noduli che alterano la normale architettura del fegato, influenzando il flusso sanguigno. L'ecografia può rivelare flussi anomali, inversione del flusso, o assenza di flusso in casi avanzati. La valutazione della velocità del flusso e dell'indice di pulsatilità può fornire indicazioni sulla gravità della cirrosi e sull'ipertensione portale associata.
  • Diagnosi della sindrome di Budd-Chiari: Questa rara condizione è caratterizzata dall'ostruzione delle vene sovraepatiche, che può portare a congestione epatica e insufficienza epatica. L'ecografia può rivelare la presenza di trombi o stenosi nelle vene. La sindrome di Budd-Chiari è una condizione grave che richiede una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo per prevenire danni irreversibili al fegato. L'ecografia Doppler è uno strumento diagnostico di prima linea in questi casi.
  • Monitoraggio del trapianto di fegato: L'ecografia è utilizzata per monitorare il flusso sanguigno attraverso le vene sovraepatiche dopo un trapianto di fegato, al fine di identificare eventuali complicanze vascolari come trombosi o stenosi. Il monitoraggio post-trapianto è fondamentale per garantire il successo a lungo termine del trapianto.
  • Valutazione dell'ipertensione portale: L'ecografia Doppler può essere utilizzata per valutare il flusso sanguigno nella vena porta e nelle vene sovraepatiche, al fine di determinare la presenza di ipertensione portale, una condizione caratterizzata da un aumento della pressione nel sistema venoso portale. L'ipertensione portale può essere causata da diverse condizioni, tra cui la cirrosi, la trombosi della vena porta e le malattie mieloproliferative.
  • Ricerca di tumori epatici: L'ecografia può aiutare a identificare tumori epatici che possono comprimere o invadere le vene sovraepatiche. L'ecografia con mezzo di contrasto (CEUS) può migliorare la visualizzazione dei tumori e la loro vascolarizzazione.
  • Valutazione di anomalie congenite delle vene sovraepatiche: In rari casi, le vene sovraepatiche possono presentare anomalie congenite che possono essere identificate tramite ecografia.
  • Dolore addominale superiore di origine incerta: Quando il dolore addominale superiore non è spiegato da altre indagini, l'ecografia delle vene sovraepatiche può essere utile per escludere cause vascolari.
  • Epatomegalia di origine sconosciuta: L'ingrossamento del fegato può essere associato a diverse condizioni, tra cui malattie epatiche, insufficienza cardiaca congestizia e infezioni. L'ecografia delle vene sovraepatiche può aiutare a identificare la causa dell'epatomegalia.
  • Ascite di nuova insorgenza: L'accumulo di liquido nell'addome può essere associato a malattie epatiche, insufficienza cardiaca e tumori. L'ecografia può aiutare a determinare la causa dell'ascite e a valutare la salute del fegato.

Preparazione all'Esame

La preparazione per un'ecografia delle vene sovraepatiche è generalmente semplice. Ecco alcuni consigli:

  • Digiuno: È consigliabile rimanere a digiuno per almeno 6-8 ore prima dell'esame per ridurre la quantità di gas intestinale, che può interferire con la visualizzazione delle vene.
  • Farmaci: Informare il medico di tutti i farmaci che si stanno assumendo, in particolare anticoagulanti, poiché potrebbero influenzare l'esame.
  • Abbigliamento: Indossare abiti comodi e larghi per facilitare l'accesso all'addome.

Come si Esegue l'Ecografia delle Vene Sovraepatiche

L'ecografia delle vene sovraepatiche è una procedura ambulatoriale che dura generalmente dai 15 ai 30 minuti. Ecco i passaggi principali:

  • Posizionamento: Il paziente viene fatto sdraiare supino su un lettino ecografico.
  • Applicazione del gel: Un gel trasparente viene applicato sull'addome per migliorare il contatto tra la sonda ecografica e la pelle.
  • Acquisizione delle immagini: L'ecografista utilizza una sonda ecografica per acquisire immagini delle vene sovraepatiche. La sonda emette onde sonore ad alta frequenza che vengono riflesse dai tessuti e convertite in immagini.
  • Ecografia Doppler: Viene spesso utilizzata l'ecografia Doppler per valutare il flusso sanguigno all'interno delle vene. L'ecografia Doppler color fornisce informazioni sulla direzione e la velocità del flusso sanguigno.
  • Valutazione: L'ecografista valuta le immagini per identificare eventuali anomalie, come trombosi, stenosi, o alterazioni nel flusso sanguigno.

La tecnica ecografica richiede una conoscenza approfondita dell'anatomia e della fisiologia delle vene sovraepatiche. L'operatore deve essere in grado di identificare le vene, valutare il loro calibro, la loro pervietà e il flusso sanguigno al loro interno. L'utilizzo del Doppler è fondamentale per valutare la direzione e la velocità del flusso sanguigno, e per identificare eventuali anomalie.

Tecniche Avanzate

Oltre all'ecografia tradizionale e all'ecografia Doppler, esistono tecniche ecografiche più avanzate che possono essere utilizzate per valutare le vene sovraepatiche:

  • Ecografia con mezzo di contrasto (CEUS): Questa tecnica utilizza un mezzo di contrasto a base di microbolle per migliorare la visualizzazione delle vene e dei tumori epatici. Il mezzo di contrasto viene iniettato per via endovenosa e permette di valutare la vascolarizzazione delle lesioni epatiche.
  • Elastografia: Questa tecnica valuta l'elasticità del tessuto epatico. Può essere utile per valutare la fibrosi epatica associata a cirrosi.

Interpretazione dei Risultati

Dopo l'esame, un radiologo o un medico specialista analizzerà le immagini e redigerà un referto. Il referto descriverà le dimensioni, la forma e la struttura delle vene sovraepatiche, nonché il flusso sanguigno al loro interno. Eventuali anomalie riscontrate verranno descritte in dettaglio.

I risultati dell'ecografia delle vene sovraepatiche devono essere interpretati nel contesto clinico del paziente, tenendo conto della sua storia medica, dei sintomi e di altri esami diagnostici. In alcuni casi, potrebbe essere necessario eseguire ulteriori esami, come una risonanza magnetica (RM) o una biopsia epatica, per confermare la diagnosi.

Vantaggi e Limiti dell'Ecografia delle Vene Sovraepatiche

Vantaggi

  • Non invasiva: Non richiede incisioni o l'inserimento di strumenti nel corpo.
  • Sicura: Non utilizza radiazioni ionizzanti.
  • Rapida: L'esame dura generalmente dai 15 ai 30 minuti.
  • Accessibile: È disponibile in molti centri medici.
  • Economica: Rispetto ad altre tecniche di imaging, come la RM, l'ecografia è meno costosa.
  • Valutazione in tempo reale del flusso sanguigno: L'ecografia Doppler permette di valutare il flusso sanguigno in tempo reale.

Limiti

  • Dipendente dall'operatore: La qualità dell'esame dipende dall'esperienza e dalla competenza dell'ecografista.
  • Interferenza del gas intestinale: Il gas intestinale può interferire con la visualizzazione delle vene.
  • Difficoltà in pazienti obesi: L'obesità può rendere difficile la visualizzazione delle vene.
  • Limitata visualizzazione delle vene profonde: L'ecografia può avere difficoltà a visualizzare le vene più profonde.

Nonostante i limiti, l'ecografia delle vene sovraepatiche rimane un esame diagnostico prezioso per la valutazione delle malattie epatiche e vascolari.

Considerazioni Aggiuntive

L'ecografia delle vene sovraepatiche è uno strumento diagnostico importante, ma è fondamentale che venga eseguita e interpretata da personale qualificato. La conoscenza approfondita dell'anatomia e della fisiologia delle vene sovraepatiche, nonché la capacità di utilizzare le tecniche ecografiche avanzate, sono essenziali per ottenere risultati accurati e affidabili.

Inoltre, è importante ricordare che l'ecografia è solo uno degli strumenti diagnostici disponibili per la valutazione delle malattie epatiche e vascolari.

Hepatic Venous Pressure Gradient (HVPG)

L’Hepatic Venous Pressure Gradient o HVPG è la misurazione del gradiente pressorio venoso epatico, parametro che viene impiegato per valutare la pressione della vena porta. Le tecniche di misurazione diretta della pressione portale si basano sul cateterismo chirurgico, percutaneo transepatico o transvenoso della vena porta e risultano piuttosto invasive. Altre tecniche di misurazione indiretta risultano invece meno invasive: tra queste, la procedura più utilizzata consiste nel misurare, attraverso l’approccio transgiugulare o transfemorale, la pressione venosa epatica libera (FHVP= Free Hepatic Venous Pressure) di una delle vene epatiche e la pressione incuneata (Wedged Hepatic Venous Pressure, o WHVP) della stessa vena epatica, ottenuta occludendo la vena. Il gradiente pressorio venoso-epatico (cioè l’HVPG) è il risultato di WHVP-FHVP. Per la misurazione il paziente viene fatto sdraiare in posizione supina. Dopo un’adeguata disinfezione viene praticata un’anestesia locale nel distretto corporeo in corrispondenza della vena (giugulare o femorale) che verrà utilizzata per effettuare la procedura. Questa tecnica, eco-guidata, prevede l’impiego di un introduttore attraverso la vena per far avanzare un catetere radiopaco a palloncino sotto controllo fluoroscopico fino a una delle vene epatiche, nella quale verranno effettuate misurazioni ripetute della pressione epatica con il catetere incuneato (cioè occludendo la vena) e libero.

Caso Clinico: Trombosi della Vena Porta

Un paziente di sesso maschile di 25 anni, in corso di prelievo multi organo, veniva effettuata lobectomia sinistra (segmenti 2 e 3) per ematoma del lobo sinistro con esame istologico negativo per neoplasia. Nell’aprile 2022, veniva accompagnato al PS dell’Ospedale civile di Nuoro, in seguito a comparsa di stato confusionale e pertanto ricoverato. Durante la degenza venivano riscontrati alti livelli di ammoniemia e veniva posta diagnosi di encefalopatia porto sistemica risoltasi dopo terapia catartica. L’ecografia addome eseguita in corso di ricovero metteva in evidenza la presenza di fegato dismorfico aumentato di dimensioni, ecostruttura disomogenea come da steatosi, vena porta ectasica e grossolani circoli collaterali epatosplenorenali. Non eseguito in quell’occasione esame color doppler.

Dopo circa 40 giorni, in occasione della visita di controllo presso il centro trapianti di fegato del nostro Ospedale, il paziente è stato sottoposto ad ecografia addome completo con doppler epatico ( video ) con riscontro di trombosi completa della branca principale della vena porta con flusso invertito a livello dell'asse spleno-portale, marcata splenomegalia (18 cm) con voluminosi circoli collaterali spleno renali, senza versamento ascitico.

Trombosi Portale Post-Trapianto Epatico

Il primo trapianto di fegato è stato eseguito da Starzl et al. nel 1963 (2). Da allora i progressi nelle tecniche chirurgiche e nelle terapie immunosoppressive hanno migliorato significativamente i risultati (3,4). Le più rilevanti sono la trombosi dell’arteria epatica che si verifica nel 4-15% dei trapianti epatici e la trombosi della vena porta che compare nel 3-7% dei casi.

La trombosi portale può verificarsi precocemente o tardivamente dopo il trapianto epatico: è definita precoce se rilevata entro 30 giorni dal trapianto, altrimenti viene descritta come tardiva (9). In caso di trombosi portale precoce, il paziente può anche andare incontro ad una condizione di insufficienza epatica acuta. Se invece si dovesse manifestare tardivamente, la clinica è tipicamente correlata alla presenza di ipertensione portale: dolore addominale, ascite, sanguinamento gastrointestinale e in rari casi anche l’insorgenza di encefalopatia porto sistemica.

Oggigiorno, però il riscontro di trombosi portale anche nel post trapianto, potrebbe essere correlato anche all’'infezione da COVID-19, talora responsabile di diversi tipi di complicazioni trombotiche. Secondo la letteratura attuale, esistono pochi casi di trombosi della vena porta dovuti all'infezione da COVID-19 (11).

La diagnosi precoce delle complicanze che si possono sviluppare nel post trapianto epatico, è fondamentale per la loro gestione e per la sopravvivenza del graft e del paziente. All’esame doppler nel post trapianto la vena porta presenta normalmente un flusso monofasico anterogrado, continuo ed epatopeto che varia con le fasi del respiro. La velocità della vena porta è molto variabile e mostra un flusso turbolento nella fase precoce post operatoria che in seguito tende a diminuire progressivamente. In presenza di trombosi, l’ecografia mostra un trombo ecogeno nella vena porta e utilizzando il doppler non si evidenzia ne flusso ne colore al suo interno (14).

Le strategie di trattamento della trombosi portale vanno dall' anticoagulazione sistemica con eparina, alla trombolisi transgiugulare o percutanea con utilizzo di catetere transepatico, agli shunt portosistemici, alla trombectomia chirurgica e infine al re-trapianto (17). Tuttavia, le linee guida per il trattamento ottimale della trombosi portale post-trapianto non sono ancora state definite.

Attualmente, le procedure radiologiche interventistiche stanno diventando un'alternativa interessante alla trombectomia chirurgica o al ritrapianto, grazie alla minima invasività e ai bassi tassi di complicanze e agli alti tassi di successo associati a queste tecniche (18).

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