Ecografia Urologica: Costi, Ticket e Alternative nel Privato

L'ecografia dell'apparato urinario è una prestazione medica disponibile presso diverse strutture sanitarie, sia pubbliche che private. Tale visita consente di valutare l’eventuale presenza di malattie delle vie urinarie; nello specifico, permette di diagnosticare, escludere o monitorare un qualunque disturbo di carattere urologico, quale l’incontinenza, le neoplasie, le prostatiti negli uomini, i disturbi legati alle funzioni sessuali le infezioni e le calcolosi delle vie urinarie e le infezioni genitali maschili e femminili.

Visita Urologica: Come si Esegue e Quando Farla

La visita urologica è eseguita dall’urologo, medico specialista nello studio e nella cura delle malattie dell'apparato urinario.

Nella prima fase della visita, l’urologo realizza l’anamnesi, acquisendo informazioni sulla storia clinica e lo stile di vita del paziente, ne analizza l'alimentazione, la presenza di eventuali fattori di rischio, il livello dell’attività fisica e di sedentarietà, la presenza di eventuali patologie, l’eventuale assunzione di farmaci, l’attività sessuale e infine valuta la presenza di segni e sintomi legati ai problemi urinari.

La seconda parte della visita si differenzia a seconda del genere sessuale del paziente. Nel caso di visita urologica maschile, il medico esegue un'attenta valutazione del basso addome e della zona genitale esterna.

Durante lo svolgimento della visita urologica può essere anche effettuato il controllo della prostata mediante palpazione dal canale rettale per verificarne lo stato di salute.

Terminata la visita, sulla base delle rilevazioni effettuate, lo specialista potrà richiedere al paziente, lo svolgimento di ulteriori esami (es. l’esame delle urine, l’uroflussimetria, ecografie dell'apparato urinario/genitale).

Nel caso in cui il paziente sia donna, la visita urologica è del tutto simile a quella ginecologica; anche in questo caso, l’urologo provvede ad eseguire l'anamnesi della paziente e realizzare una valutazione dello stato di salute dell'apparato urinario (es. per escludere cistite e calcoli ).

Ticket Sanitari e Superticket: Cosa è Cambiato

Dal primo settembre è stato abolito l’onere aggiuntivo finora dovuto da tutti gli assistiti salvo quelli che usufruiscono di esenzioni. Come disposto dalla Legge di Bilancio 2020 (n. 160/2019), infatti, dal primo settembre è stato abolito su tutto il territorio nazionale il cosiddetto «superticket» sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale, finora dovuto da tutti gli assistiti salvo quelli che usufruiscono di esenzioni (per reddito, patologia o invalidità).

Se dovete fare una visita specialistica o esami di laboratorio, per esempio glicemia e azotemia, o altri accertamenti quali radiografia, gastroscopia o Tac, prescritti dal medico sulla ricetta del Servizio sanitario, d’ora in poi, ovunque siate residenti, pagherete il ticket ordinario fino a un massimo di 36,15 euro a ricetta, senza dover più sborsare altri oneri aggiuntivi, cioè la quota fissa di 10 euro a ricetta oppure quella rimodulata dalle Regioni in base al reddito o al valore economico della prestazione o ad altre modalità.

Risparmi: Esempi Concreti

L’importo del ticket «base» può variare, sia pure di poco, da Regione a Regione, in base alle tariffe stabilite per ogni singola prestazione. Se vivete in una Regione che aveva introdotto la quota fissa di 10 euro a ricetta, una prima visita specialistica, per esempio urologica o cardiologica, che prima pagavate 30,66 euro, ora vi costerà 20,66 euro. Se invece dovete fare una risonanza magnetica, spenderete 36,15 euro rispetto ai 46,15 euro che occorrevano fino al 31 agosto. Per quest’ultimo esame e altri accertamenti ad alto costo, come Tac o Pet, il risparmio sarà ancora più consistente, anche di 30 euro, in quelle Regioni che avevano introdotto un importo progressivo in base al valore della ricetta.

Nulla cambia, invece, per chi risiede in Regioni dove non c’è nessuna quota aggiuntiva da pagare.

Il Percorso Verso il Superamento del Superticket

Introdotto con la Legge Finanziaria del 2011, nel corso del tempo è stato applicato con modalità e importi diversi da Regione a Regione, generando una giungla di tariffe. Già la legge di Bilancio 2018 aveva stanziato un Fondo di 60 milioni di euro, ripartito tra le Regioni l’anno scorso, per la «riduzione della quota fissa per ricetta di prestazioni di specialistica ambulatoriale» al fine di alleggerire l’impatto del superticket sugli assistiti più «vulnerabili».

A decretare l’eliminazione definitiva del balzello sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale in tutta Italia è stata la legge di Bilancio 2020 (art. 1, commi 446-7) che, «nelle more della revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria a carico degli assistiti al fine di promuovere maggiore equità nell’accesso alle cure», ha stabilito l’abolizione dal primo settembre sia della quota fissa di 10 euro a ricetta, sia delle misure alternative che le Regioni potevano adottare purché assicurassero lo stesso gettito.

Equità di Accesso

Gli oneri aggiuntivi, quindi, non si pagheranno più, a prescindere dal luogo di residenza, dal reddito, dal valore della prestazione. Un passo avanti verso una maggiore equità tra assistiti, finora costretti a pagare importi diversi per la medesima visita o lo stesso esame.

Non solo. Come sottolinea il recente Rapporto «Ticket 2019» dell’Osservatorio Gimbe, «la rilevanza economica del superticket è risultata essere inferiore a quella stimata: in una valutazione della Corte dei Conti “il superticket era previsto determinare maggiori entrate per 828 milioni, ma in base ai dati rilevati con la tessera sanitaria nel 2016, la quota fissa riscossa era di poco inferiore alla metà (413,7 milioni)”».

Revisione della Disciplina

Un’altra conseguenza di importi elevati di compartecipazione al costo delle prestazioni è stata la rinuncia a visite o accertamenti specialistici per motivi economici: secondo l’Istat, ogni anno riguarda oltre quattro milioni di italiani. In pratica, chi è in difficoltà, ma non «abbastanza» da avere diritto all’esenzione per reddito, non può permettersi di sborsare importi elevati, tra ticket e superticket, per fare visite ed esami distribuiti su più ricette.

Ora il prossimo passo dovrebbe essere la revisione della disciplina del ticket e delle esenzioni; un impegno preso da Stato e Regioni con l’Intesa sul Patto per la Salute 2019-2021, sottoscritta lo scorso dicembre, che alla scheda 13 prevede « la graduazione dell’importo dovuto in funzione del costo delle prestazioni e del “reddito familiare equivalente” al fine di ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari garantendo l’inclusività del Servizio sanitario nazionale».

Commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe: «Auspichiamo che venga presto attuata una delle più grandi incompiute politiche degli ultimi anni, già prevista dal Patto per la Salute, ovvero uniformare, a livello nazionale, regole per le esenzioni e criteri per la compartecipazione alla spesa sanitaria».

I Ticket sui Farmaci

Per i farmaci in «fascia A», gratuiti in quanto ritenuti essenziali per le cure, non è prevista alcuna forma di compartecipazione a livello nazionale, ma in diverse Regioni si pagano i ticket, in genere una quota fissa per ricetta o confezione. L’anno scorso gli italiani hanno speso 459 milioni per i ticket regionali, secondo il Rapporto 2020 dell’Osservatorio nazionale sull’impiego dei Medicinali (OsMed) di Aifa, Agenzia italiana del farmaco.

Ben più alta, però, è la quota che i cittadini hanno deciso di sborsare per avere il farmaco di marca piuttosto che l’equivalente: un miliardo 122 milioni. Rappresenta il 38,2% della compartecipazione alla spesa sanitaria e il 71% di quella per i farmaci, secondo il Rapporto «Ticket 2019» dell’Osservatorio Gimbe.

Esempio di Costi in una Struttura Privata a Bologna

Per quanto riguarda i costi delle ecografie in strutture private, ad esempio, a Bologna, un'ecografia dell’addome completo (comprende sia addome inferiore che addome superiore) può costare circa 73 euro, così come l’ecografia della mammella bilaterale.

È importante notare come i costi e le modalità di accesso alle prestazioni sanitarie possano variare significativamente a seconda della regione e della struttura scelta.

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