Quando le future mamme, all’inizio della gravidanza, pianificano i vari esami e controlli da fare, si pongono molte domande. Una di queste riguarda l’ecografia morfologica. Innanzitutto occorre sapere che l’ecografia morfologica è una delle ecografie più importanti in tutta la gravidanza poiché è quella in cui viene analizzata con più accuratezza l’anatomia del feto.
Cos'è l'Ecografia Morfologica?
L'ecografia morfologica è dunque un esame diagnostico che viene effettuato durante la gravidanza per valutare la salute del feto e individuare eventuali anomalie. Questa dicitura è proprio legata al fatto che, quando si esegue l’esame, si va a leggere la morfologia delle strutture presenti all’interno del feto. L’ecografia è un esame a ultrasuoni, che utilizza quindi le onde sonore e il loro eco per ricreare un’immagine dell’utero e del bambino.
Che si tratti dunque della prima, della seconda o della terza ecografia in gravidanza, è utile chiarire che l’ecografia è un esame indolore e che gli ultrasuoni sono privi di rischi sia per il bambino che per la mamma. L'esame dura circa 30-45 minuti.
Quando Effettuare l'Ecografia Morfologica?
Come preciserà il ginecologo già dalle prime settimane di gestazione, l’ecografia morfologica deve essere eseguita tra la 19esima e la 21esima settimana di gravidanza e serve per accertare il numero di feti; l’età gestazionale; il tasso di accrescimento; il battito cardiaco fetale; la quantità di liquido amniotico; la posizione della placenta; il sesso del feto e la sua morfologia.
L’ecografia strutturale o morfologica viene svolta di prassi dopo il terzo mese di gravidanza: in questo periodo, infatti, l’embrione ha già subito uno sviluppo abbastanza massiccio da poter permettere all’operatore preposto allo svolgimento dell’esame di cominciare a definire un quadro clinico sufficientemente attendibile circa la morfologia degli organi vitali e dello scheletro del bambino. L’ecografia morfologica strutturale viene svolta solo dopo la ventesima settimana di gravidanza per permettere al feto di svilupparsi in maniera sufficiente a rendere attendibile lo screening: lo studio ecografico del bambino, infatti, permette di visualizzare in maniera dettagliata tutti i distretti di cranio, torace e scheletro.
Cosa Viene Valutato Durante l'Ecografia Morfologica?
Durante l’esame, il medico valuta numerosi aspetti del feto, tra cui la struttura del cervello, del cuore, degli arti e degli organi interni. L’ecografia morfologica osserva il feto nella visualizzazione dei seguenti organi:
- Cervello
- Colonna vertebrale
- Profilo fetale
- Torace
- Cuore con studio delle quattro camere cardiache dell’arco aortico e dell’arteria polmonare e nella loro concordanza, della sezione dei tre vasi della frequenza e ritmicità del battito cardiaco fetale.
L’analisi approfondita del cranio permette di distinguere il cervello ed il cervelletto, oltre al corpo calloso e a tutte le aree minori: lo studio di questa zona è funzionale ad escludere le principali patologie che possono riguardare il sistema nervoso centrale. Mediante lo studio del torace, invece, è possibile valutare con esattezza la posizione del cuore e se il funzionamento dei vasi sanguigni presenti anomalie.
L’accertamento, inoltre, mira anche a misurare il flusso del cordone ombelicale e a trarre importanti indicazioni, step dopo step, riguardo alle dimensioni del feto.
Limitazioni dell'Ecografia Morfologica
A volte capita che l’esame non possa essere effettuato in modo soddisfacente a causa di una posizione fetale persistentemente sfavorevole o per una cattiva visualizzazione di alcuni organi (ad esempio stomaco o vescica vuoti). L’esperienza finora acquisita suggerisce che l’esame ecografico effettuato per lo screening delle anomalie fetali tra 19 e 21 settimane consente di identificare dal 20% al 50% delle malformazioni più rilevanti.
La possibilità di individuare un’ anomalia non dipende necessariamente dalla gravità del difetto ma dalle sue dimensioni e dalla più o meno evidente alterazione dell’immagine ecografica che ne risulta. L’accuratezza dello studio ecografico nell’individuazione delle anomalie fetali può essere limitata da:
- Sfavorevole posizione del feto
- Ridotta quantità di liquido amniotico
- Presenza di cicatrici addominali
- Gemellarità
- Nodi di mioma
- Scarsa penetrazione degli ultrasuoni attraverso la parete addominale materna (condizione frequente nelle gestanti obese)
Ecografia Morfologica Dettagliata: Cosa Include?
L’ecografia morfologica prevede la valutazione delle dimensioni del feto (biometria fetale), dell’impianto e della struttura della placenta, della quantità di liquido amniotico, del collo dell’utero, ma fornisce soprattutto uno studio analitico di tutti i distretti anatomici esplorabili nel feto.
L’ecografista osserva il feto con la maggiore attenzione possibile, visualizzando di norma i seguenti organi interni:
- Cervello con misurazione dei ventricoli laterali, del cervelletto e della cisterna magna
- Faccia con osservazione del profilo, delle labbra e delle lenti del cristallino oculare
- Colonna vertebrale in sezione longitudinale e trasversale
- Torace con osservazione del parenchima polmonare e della posizione del cuore
- Cuore con studio delle 4 camere cardiache, dell’arco aortico, dell’emergenza dei grossi vasi (assi lunghi), della sezione 3 vasi, della frequenza e ritmicità del battito cardiaco fetale.
- Diaframma, per accertarne l’integrità, anche se i piccoli difetti a volte possono essere manifesti solo in epoche tardive
- Addome con controllo della chiusura della parete e studio degli organi interni quali lo stomaco, la colecisti, il fegato e l’intestino
- Apparato genito-urinario, con visualizzazione dei reni, della vescica e dei genitali esterni
- Cordone ombelicale con la visualizzazione dei tre vasi che lo compongono e l’inserzione in addome ed in placenta
- Arti superiori ed inferiori con visualizzazione delle ossa lunghe, dell’asse delle mani e dei piedi, della dita delle mani
Importanza dell'Esperienza dell'Operatore e della Qualità dell'Ecografo
Come facilmente si può comprendere tale esame dipende in misura quasi totale dall’esperienza e dalla capacità dell’operatore unitamente all’impiego di un ecografo di qualità elevatissima. Nonostante ciò non tutti i quadri patologici sono diagnosticabili in utero, e ciò dipende anche dall’ecogenicità della paziente (nelle pazienti magre la visibilità è decisamente migliore rispetto alle pazienti robuste), dalla quantità di liquido amniotico e dalla posizione fetale. Si può comunque affermare che se l’esame viene eseguito a regola d’arte la maggior parte dei problemi malformativi può essere identificata.
Nel nostro Centro vengono utilizzati ecografi della General Electric, di ultimissima generazione e dotati di 3D e 4D, che sono considerati i migliori in assoluto per l’impiego nel settore ostetrico-ginecologico.
Ulteriori Considerazioni
In alcuni casi selezionati, può essere utile eseguire l’esame morfologico tra 16 e 18 settimane (pre-morfologica). Tale indagine non sostituisce l’ecografia morfologica, ma in casi ad alto rischio malformativo (ad esempio precedente nato con anomalia) fare una valutazione precoce dell’anatomia fetale può servire ad anticipare i tempi della diagnosi. Ciò consente alla coppia di approfondire il quadro diagnostico con eventuali esami genetici, i quali richiedono sempre dei tempi più o meno lunghi.
Il riscontro di anomalie strutturali del feto all’ecografia morfologica ci può, inoltre, indirizzare all’esecuzione di esami genetici specifici, mirati a confermare o escludere la presenza di specifiche sindromi. Le malattie genetiche infatti spesso sfuggono ai normali test di screening delle aneuploidie e talvolta danno segno di se’ attraverso malformazioni più o meno gravi del feto. In questi casi è utile una consulenza genetica, che indirizzi la coppia ad effettuare indagini specifiche per arrivare alla diagnosi corretta (cariotipo fetale, array-CGH, DNA fetale su sangue materno, esami genetici).
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