Trigliceridi: Analisi del Sangue, Valori Normali e Interpretazione

I trigliceridi sono i grassi (lipidi) più semplici presenti nel corpo umano. Si formano dall’unione di una molecola di glicerolo a tre acidi grassi e rappresentano una delle principali riserve di energia del corpo, oltre a essere tra i più importanti costituenti del tessuto adiposo.

Dopo un pasto il corpo converte le calorie in eccesso, soprattutto quelle provenienti da zuccheri e carboidrati, in trigliceridi. I trigliceridi sono grassi del sangue che derivano dall’alimentazione e rappresentano il principale tipo di grasso presente nelle riserve energetiche dell’organismo.

Cosa sono i trigliceridi?

I trigliceridi sono la maggior parte dei lipidi contenuti negli alimenti; nel nostro organismo rappresentano i principali componenti del tessuto adiposo. Con l’alimentazione, i grassi degli alimenti vengono aggrediti da bile e lipasi pancreatiche, permettendo l’assorbimento intestinale. I trigliceridi, idrolizzati "enzimaticamente" in acidi grassi + glicerolo (da una lipasi), contengono uno dei tre substrati energetici più importanti dell'organismo.

A produrre chilocalorie sono prevalentemente gli acidi grassi, che ne forniscono ben 9 per grammo, mentre il glicerolo viene recuperato dal fegato per la neoglucogenesi - sintesi di glucosio.

Il ruolo del tessuto adiposo

Il tessuto adiposo si divide in bianco e bruno. Il primo svolge funzioni di: riserva energetica - 1 kg di tessuto adiposo può erogare 7000 kcal - termoisolamento, ammortizzazione meccanica e endocrina (adiponectina, leptina, estradiolo, resistina e citochine, specialmente TNFα e interleuchina 6, ecc).

Come vengono trasportati i trigliceridi?

Dopo i pasti, grassi contenuti negli alimenti (come gli oli da condimento, il grasso della carne e del pesce, quello del formaggio ecc) vengono aggrediti dall'azione combinata di lipasi salivare, bile e lipasi pancreatiche. I grassi, tuttavia, non si possono sciogliere in acqua; per questo motivo il loro trasporto nella circolazione è affidato a particolari "carrier bipolari", chiamati lipoproteine. Le prime, sintetizzate appunto dagli enterociti, sono i chilomicroni.

Questi hanno lo scopo di trasportare i trigliceridi, inizialmente attraverso la linfa e successivamente attraverso il sangue, dall'intestino fino ai tessuti - lo scambio tra le due circolazioni (dalla linfatica alla sanguigna) avviene nel dotto toracico. Nel sangue i chilomicroni interagiscono con altre lipoproteine (HDL e LDL), che gli permettono di assolvere totalmente le sue funzioni e completare il ciclo metabolico.

Giunti ai tessuti, i chilomicroni cedono trigliceridi che, per opera di specifici enzimi chiamati lipoprotein lipasi, vengono scissi nuovamente in glicerolo ed acidi grassi. Anche il fegato ha la capacità di sintetizzare trigliceridi, a partire da altri nutrienti come il glucosio (ciò spiega come mai una dieta ricca di zuccheri semplici sia spesso correlata ad un aumento della trigliceridemia) e gli aminoacidi. I trigliceridi vengono traportati nel sistema linfatico e nel circolo sanguigno grazie a veicoli specifici chiamati lipoproteine.

Analisi dei Trigliceridi: Quando e Perché Farla?

In secondo luogo, il test dei trigliceridi viene solitamente prescritto nell’ambito di un check up di routine per valutare il profilo lipidico del paziente. Il profilo lipidico, che comprende anche il monitoraggio del livello di trigliceridi nel sangue, andrebbe prescritto ogni cinque anni, anche negli adulti sani. Negli adulti sani si raccomanda di sottoporsi all'analisi dei lipidi, comprendente oltre al colesterolo totale, HDL, LDL, anche i trigliceridi, ogni 5 anni per valutare il rischio di malattie cardiovascolari.

Come ci si prepara all’esame?

I trigliceridi si misurano a digiuno. I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.

Valori Normali dei Trigliceridi

I trigliceridi si misurano con un esame del sangue, spesso incluso nel profilo lipidico. I livelli ottimali di trigliceridi sono inferiori a 150 mg / dl. I valori normali dei trigliceridi nel sangue in un adulto sano dovrebbero essere inferiori ai 150 milligrammi per decilitro. Sopra i 500 mg / dl sono molto elevati. Un valore superiore ai 500 mg/dL è considerato, invece, molto alto. Valori superiori (iper-) a questo intervallo sono da considerare negativi per lo stato di salute.

Livello di Trigliceridi (mg/dL) Interpretazione
Inferiore a 150 Normale
150-199 Limite superiore
200-499 Alto
Superiore a 500 Molto alto

Ipertrigliceridemia e Rischi per la Salute

L'eccesso di trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia) aumenta sensibilmente il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, del fegato e del pancreas. In generale, a valori elevati di trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia) si associano anche quantità elevate di colesterolo totale e LDL. L'ipertrigliceridemia genetica va trattata farmacologicamente.

È frequente che, ai trigliceridi alti, si associno gli altri elementi tipici della dislipidemia - come appunto il colesterolo totale e colesterolo LDL superiori alla norma. Un valore eccessivo di trigliceridi è normalmente asintomatico. Esiste tuttavia anche una sintomatologia legata a trigliceridi troppo alti, che si registra solitamente con valori superiori ai 1000 mg/dl. Si consiglia pertanto di prevedere un controllo regolare dei valori di trigliceridi nel sangue, specialmente, oltre i 40 anni di età, e nei casi a rischio, come persone sovrappeso.

Trigliceridi Alti: Cosa Fare?

La semplice correzione di tali fattori consente, nella maggior parte dei casi, di riportare il livello dei trigliceridi a valori normali. Mantenere un valore funzionale dei trigliceridi è un obiettivo che si raggiunge attraverso una combinazione di scelte alimentari e abitudini di vita. Per mantenere i livelli di trigliceridi sotto controllo bisogna prestare attenzione alla propria alimentazione.

Differenza tra Trigliceridi e Colesterolo

Che differenza c’è tra trigliceridi e colesterolo? I trigliceridi derivano sostanzialmente dagli alimenti e sono una forma di energia di riserva: il corpo li immagazzina e li utilizza quando serve. Il colesterolo è sempre un lipide, ma appartiene alla classe degli steroli. Viene utilizzato per produrre ormoni, vitamina D e la membrana delle cellule.

Il colesterolo è un composto organico che fa parte dei lipidi steroidei; è presente nelle membrane cellulari e negli ormoni steroidei. È infatti un importante fattore di rischio per lo sviluppo di placche aterosclerotiche e di conseguenza di malattie cardiovascolari e stroke ischemico.

I valori che definiscono il livello di colesterolo sono il colesterolo totale, le HDL (High Density Lipoprotein) e le LDL (Low Density Lipoprotein). Il colesterolo è la principale frazione lipidica delle lipoproteine, ovvero un grasso presente in tutte le cellule dell’organismo, e riveste un valore significativo nelle patogenesi cardiovascolari.

HDL (high - density lipoprotein): sono le lipoproteine definite “colesterolo buono” e trasportano il colesterolo dalle periferie verso gli organi che lo utilizzano o lo eliminano. Il colesterolo HDL, comunemente chiamato “colesterolo buono”, agisce eliminando il colesterolo in eccesso che si forma sulle arterie e protegge, quindi, da aterosclerosi e infarto cardiaco.

LDL: (low - density lipoprotein): sono le lipoproteine definite “colesterolo cattivo”. Distribuiscono il colesterolo alle cellule, ma se aumenta la loro quantità possono diventare pericolose, poiché si modificano strutturalmente e si infiltrano sulle pareti delle arterie. Il colesterolo LDL è una lipoproteina che innesca il processo di aterosclerosi, accumulandosi sulle pareti delle arterie ed ostacolando il passaggio del sangue formando delle placche. Più il valore dell’LDL è alto, maggiore è il rischio di aterosclerosi.

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