L'uso degli ultrasuoni ha avuto un grande impatto nella pratica ostetrico-ginecologica. L'ecografia strutturale è un esame diagnostico che ha lo scopo di studiare nel dettaglio la morfologia del feto, da cui il nome, per accertarne il corretto sviluppo anatomico e individuare eventuali malformazioni.
Cos'è l'Ecografia Strutturale?
In ecografia si sfruttano gli ultrasuoni, onde intermittenti ad alta frequenza generate applicando corrente alternata ad un trasduttore costituito da materiale piezoelettrico. Esso ha la capacità di inviare le onde ultrasonore e di ricevere le onde riflesse dai tessuti sottostanti. Si tratta di uno dei controlli più importanti da fare durante la gravidanza, per valutare l’integrità di organi e distretti anatomici del feto.
La morfologica sfrutta una sonda ad ultrasuoni per trasmettere le immagini sul monitor: per questo motivo non è invasiva e non comporta rischi per la madre o il bambino. Grazie a questo esame i futuri genitori possono ottenere informazioni preziose sullo stato di salute del nascituro e, in molti casi, anche confermare definitivamente il sesso del nascituro.
Quando Effettuare l'Ecografia Strutturale
L’ecografia morfologica è consigliata durante il secondo trimestre, tra la 19^ e 21^ settimana di gravidanza. Questo esame va fatto tra la 20ma e la 22ma settimana, quando lo sviluppo degli organi interni è in una fase sufficientemente avanzata da poterne definire con buona approssimazione la completezza e la normalità, mentre le ossa sono ancora prevalentemente allo stato cartilagineo e si lasciano attraversare dagli ultrasuoni.
È Possibile Farla in Ritardo?
Se, per qualsiasi motivo, la morfologica non viene svolta nel periodo indicato, è sempre possibile farlo successivamente, anche se la sua accuratezza potrebbe essere ridotta. In particolare, dopo le 26 settimane diventa più difficile esaminare alcuni dettagli, a causa della crescita del feto e del limitato spazio nell’utero. Nei casi in cui si sospettino malformazioni o vi siano dubbi, è spesso consigliabile ripetere l’esame più tardi.
Quante Volte Serve Farla?
L’ecografia strutturale viene generalmente eseguita una sola volta; tuttavia, in alcune circostanze, potrebbe essere necessario ripetere l’esame. Ad esempio, se la visibilità non è ottimale, il ginecologo potrebbe richiedere una nuova ecografia per completare l’indagine.
Cosa si Vede Durante l'Esame
L’ecografia morfologica consente una stima dell'accrescimento fetale, in rapporto alle settimane di gestazione. Durante la morfologica, che avviene con un’ecografia esterna, il medico applica un gel sull’addome della madre e utilizza una sonda per esaminare la conformazione anatomica del feto e verificare lo sviluppo dei principali apparati, generando immagini visibili sul monitor.
Con l’ecografia morfologica è possibile osservare nel dettaglio l’anatomia del nascituro: il cervello, la colonna vertebrale, il cuore con le quattro camere cardiache, i polmoni, lo stomaco, i reni, la vescica e le ossa lunghe degli arti. L'esame del cranio distingue il cervello, il cervelletto, il corpo calloso ed alcune strutture minori importanti per escludere le grandi anomalie del sistema nervoso centrale, come l'idrocefalia o l'anencefalia. Del volto si possono visualizzare le cavità orbitarie, la bocca, il labbro superiore in continuità anatomica con il palato duro, per escludere la formazione del labbro leporino.
L'esame del torace ci dà l'esatta posizione del cuore e l'assenza di malformazione cistica del polmone. Del cuore si devono vedere le 4 camere, due atri e due ventricoli, ed i due assi, cioè la continuità tra cavità cardiaca e grandi vasi. Dello scheletro vanno misurati, oltre ai diametri della testa, la lunghezza del femore e dell'omero; vanno visualizzati tutti e due i segmenti (prossimale e distale, ovvero braccio ed avambraccio, gamba e coscia) per ciascuno dei 4 arti, e le mani ed i piedi, mentre non è previsto il conto delle dita.
La colonna vertebrale va studiata in sezione longitudinale e trasversale, soprattutto nei segmenti sacrali, per la diagnosi di spina bifida. Permette di valutare la crescita del bambino, la corretta formazione degli organi e di identificare potenziali malformazioni maggiori, analizzando anche la posizione della placenta e il volume di liquido amniotico.
Cosa Non si Vede
Tuttavia, la morfologica non è in grado di rilevare tutte le malformazioni, in particolare quelle di piccole dimensioni o che si sviluppano più tardi nella gravidanza, che potrebbero non essere visibili in questa fase. Spesso sono difficilmente visualizzabili il labbro superiore ed il palato duro, il volto, lo sviluppo dei ventricoli cardiaci, i genitali ed alcuni vasi periferici. Alcuni reperti, come la quantità di liquido amniotico, l'inserzione bassa della placenta o un'anomala anatomia placentare, sono frutto dell'interpretazione soggettiva perché non esistono metodi di misurazione precisi.
Fattori quali la posizione del feto, il peso della gestante, la gemellarità o eventuali cicatrici possono inoltre ridurre la qualità delle immagini. Alcuni difetti di sviluppo possono comparire in epoca successiva all'esame strutturale, come per esempio, l'idrocefalia, l'idronefrosi, l'atresia gastrointestinale.
Con questo esame sono visibili dal 20 al 60% delle malformazioni più importanti, tuttavia, nonostante la gravità, quelle più piccole a livello strutturale possono essere difficilmente diagnosticabili (circa quattro su dieci). In alcuni casi la diagnosi è possibile solo nel terzo trimestre oppure non è possibile a causa della scarsa visibilità, ad esempio nel caso di malformazioni ano-rettali e al colon.
Ecco alcuni esempi di malformazioni che possono essere individuate:
- Malformazioni addominali, come patologie ostruttive del tubo digerente, difetti di chiusura della parete addominale.
- Ernia diaframmatica.
- Cardiopatie congenite (circa il 50%), difetti cardiaci piuttosto piccoli sono invece scarsamente o per nulla visibili.
- Difetti congeniti a livello dei grossi vasi sanguigni.
- Difetti del tubo neurale, causati dalla parziale o mancata chiusura dello stesso, quali la spina bifida, nelle sue differenti forme, idrocefalo e microcefalo evidenti in epoca gestazionale successiva, anencefalia, malformazione di Chiari.
- Difetti scheletrici, displasie, alcune patologie legate a deficit nell’ossificazione, con una accuratezza che aumenta soprattutto nel terzo trimestre.
Come Prepararsi all'Ecografia Strutturale
L’ecografia morfologica non richiede una preparazione complessa; non è necessario digiunare o assumere farmaci specifici, ma è consigliabile evitare l’uso di oli o creme sull’addome nei giorni immediatamente precedenti. Spesso si richiede di bere acqua per riempire parzialmente la vescica prima dell’esame: una vescica moderatamente piena, infatti, può aiutare a migliorare la visibilità degli organi interni durante l’ecografia.
Il giorno dell’esame la paziente dovrà presentarsi con abiti comodi e, durante l’ecografia, il medico applicherà un gel sull’addome per facilitare il passaggio degli ultrasuoni, che permettono di visualizzare le immagini del feto. L’esame è indolore e non è invasivo.
Come Interpretare i Risultati
I risultati dell’ecografia morfologica devono essere interpretati dal ginecologo curante: dopo l’esame, viene solitamente consegnato un referto in cui sono riportati i principali parametri biometrici del feto, confrontati con alcune tabelle di crescita standard. Oltre alle misurazioni, il referto descrive lo stato dei principali organi e segnala eventuali anomalie riscontrate: in caso di sospette malformazioni o anomalie, il medico potrebbe suggerire ulteriori esami di approfondimento.
Cos’è l’Eco Premorfologica e Quali Differenze?
Come suggerisce il nome, l’ecografia pre morfologica viene eseguita precocemente, di solito tra la 16ª e la 18ª settimana, quindi prima della morfologica vera e propria. L’esame è consigliato in circostanze particolari, come gravidanze a rischio o precedenti anomalie congenite; lo scopo della pre morfologica è ottenere una valutazione iniziale dell’anatomia fetale e identificare possibili malformazioni già evidenti in fase prenatale.
Tuttavia, la premorfologica non sostituisce l’eco morfologica tradizionale, che rimane necessaria per un’analisi più dettagliata e accurata; è specificatamente indicata per offrire un quadro preliminare e ulteriori approfondimenti diagnostici in caso di anomalie sospette.
Ecografia Morfologica 3D e 4D
Quando si parla di ecografia morfologica in 3D, ci si riferisce al livello di elaborazione delle immagini, rilevate attraverso ultrasuoni, che mediante un software ricostruiscono le sezioni fetali, di volta in volta esaminate, su un piano tridimensionale.
Limiti dell'Ecografia Morfologica
Quando si parla di diagnosi prenatale, è però sempre bene precisare che non esiste un’attendibilità del 100% e che la sola ecografia morfologica non può escludere la presenza di patologie complesse o anomalie congenite. Le indagini genetiche specifiche, in caso di forti indicatori di rischio, e ulteriori esami quali amniocentesi, villocentesi, RM fetale, insieme a una consulenza genetica fetale adeguata, sono fondamentali per ottenere una corretta diagnosi e studiare eventuali strategie terapeutiche tempestive dopo la nascita.
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