Ecografia al Settimo Mese di Gravidanza: Cosa Si Vede

Il viaggio all’interno dei nove mesi di gestazione prosegue. Entriamo finalmente nell’ultimo step, l’ultimo trimestre di attesa prima che la coppia arrivi a conoscere il proprio bambino.

Le Ecografie in Gravidanza: Uno Strumento Fondamentale

Le ecografie ostetriche, o prenatali, sono considerate lo strumento diagnostico più efficace e sicuro per la gravidanza proprio perché sfruttano gli ultrasuoni, innocui sia per il feto che la madre, a differenza delle tecniche basate sulle radiazioni ionizzanti.

Le ecografie durante la gravidanza servono a monitorare lo sviluppo e il benessere del bambino durante la gestazione, offrendo informazioni cruciali sulla salute del nascituro e della donna.

Modalità di Esecuzione delle Ecografie

Le ecografie fetali possono essere eseguite in due modalità:

  • Ecografie transvaginali (o interne), indicate principalmente nelle prime fasi della gravidanza, quando il feto è ancora troppo piccolo per essere visibile dall’esterno.
  • Ecografie addominali (o esterne), solitamente eseguite a partire all’incirca dall’11ª settimana, con una sonda passata direttamente sull’addome della madre.

Ecografie Obbligatorie e Facoltative

Secondo le linee guida italiane, si raccomandano almeno 3 ecografie obbligatorie durante una gravidanza fisiologica, garantite dal Servizio Sanitario Nazionale:

  1. Ecografia ostetrica nel primo trimestre (generalmente tra l’11ª e la 13ª settimana).
  2. Ecografia morfologica nel secondo trimestre (tra la 20ª e la 22ª settimana).
  3. Ecografia biometrica nel terzo trimestre (tra la 30ª e la 34ª settimana).

Oltre a quelle più importanti sopra citate, possono essere necessarie ulteriori ecografie di controllo su indicazione del medico, in base alle condizioni specifiche della madre o del feto, ad esempio in caso di gravidanze gemellari o se si sospettano delle complicazioni.

Livelli di Approfondimento delle Ecografie

Infine, le ecografie possono essere classificate in due livelli di approfondimento:

  • Eco di primo livello: includono le ecografie standard, ossia quelle eseguite in tutte le gravidanze per confermare la vitalità del feto e monitorarne la crescita.
  • Eco di secondo livello: si tratta di ecografie ostetriche più dettagliate, generalmente impiegate per indagare eventuali malformazioni o anomalie strutturali.

Cosa Aspettarsi al Settimo Mese di Gravidanza

Al settimo mese di gravidanza, anche il piccolo umano continua il suo viaggio che lo porterà verso il mondo esterno: raggiunge e supera i 30 centimetri e il peso arriva a un chilogrammo.

In queste settimane si sviluppa la vista, infatti le palpebre iniziano ad aprirsi e chiudersi e gli occhi sono sensibili alla luce che può attraversare l’addome materno e il liquido amniotico, nonostante l’utero sia buio. Gli altri sensi già sviluppati continuano a “fare pratica”; l’udito, ad esempio, riconoscerà i suoni e le voci di mamma e papà.

Cambiamenti nel Corpo Materno

La sua corretta crescita si monitora attraverso l’ecografia e la misurazione sinfisi-fondo. La prima, non sempre necessaria, misura il diametro biparietale (semplificando, la distanza fra le due orecchie del piccolo) e la circonferenza addominale del bambino, mentre la seconda si effettua con un semplice metro da sarta e misura la distanza tra il fondo dell’utero (cioè il limite alto del pancione) e la sinfisi pubica (cioè il punto più basso della pancia).

Tra gli esami del settimo mese di gravidanza c’è l’emocromo per valutare eventuali anomalie dell’emoglobina e l’esame delle urine per testare le vie urinarie. La donna è bene che continui ad ascoltare il proprio corpo: se mostra un eccessivo affaticamento sarà bene valutare con un esame del sangue i valori dell’emoglobina e del ferro, che potrebbero causare questa sensazione.

In questo periodo, la donna potrebbe sperimentare:

  • Pollachiuria, ovvero un aumento del numero di minzioni giornaliere, soprattutto durante le ore notturne, a causa della pressione della vescica posta sotto l’utero.
  • Difficoltà digestive. Con l’avanzare della gravidanza e del peso dell’utero gravidico sullo stomaco, la donna potrebbe percepire una maggiore difficoltà durante la digestione, e in particolare la comparsa di reflusso gastrico e gonfiore.
  • Dolore nella zona lombare. Le modificazioni posturali dovute alla gravidanza possono determinare maggior fastidio soprattutto nella parte bassa della schiena.
  • Affaticamento.

Cosa Fare e Non Fare

La quotidianità deve proseguire come sempre, ascoltando il proprio corpo che cambia: attività fisica e movimento e attività sessuale possono continuare, salvo diversa indicazione medica. È altrettanto importante ascoltare i suggerimenti del professionista che segue la gravidanza ed eseguire tutte le valutazioni previste e prescritte per un decorso sereno del viaggio verso la nascita.

Inoltre, è bene partecipare ai corsi di accompagnamento alla nascita anche per le coppie che affronteranno il parto tramite taglio cesareo, per prepararsi fisicamente e psicologicamente al magico incontro con il bambino.

Rilevazione di Anomalie Fetali

L’ Ecografia Ostetrica può rilevare anomalie fetali maggiori? La possibilità di rilevare un’anomalia maggiore dipende dalla sua entità, dalla posizione del feto in utero, dalla quantità di liquido amniotico e dallo spessore della parete addominale materna. Perciò è possibile che talune anomalie fetali non siano rilevate all’esame ecografico. Inoltre alcune malformazioni si manifestano tardivamente (al 7°-9° mese) e perciò non sono visualizzabili in esami precoci.

L’esperienza finora acquisita suggerisce che un esame ecografico routinario, non mirato, consente di identificare dal 30 al 70% delle malformazioni maggiori. Non è infatti compito dell’ecografia la rilevazione delle cosiddette anomalie minori e/o di difetti funzionali degli organi.

L’ obesità è correlata ad una difficoltà maggiore di studio delle strutture anatomiche fetali e di conseguenza ci si deve attendere una minore possibilità di individuazione delle patologie fetali.

Esami Precedenti e Quesito Clinico

Al momento dell’ecografia, il Paziente deve recare in visione al Medico Ecografista gli esami effettuati in precedenza (ecografie, altri referti, ecc.) utili per la valutazione del caso in esame anche in termini di evoluzione nel tempo. Inoltre, per permettere una valutazione ecografica esaustiva, è fondamentale che sia chiaro ed indicato al Medico Ecografista il cosiddetto “Quesito Clinico”. Con tale termine si indica la diagnosi già accertata o sospettata, oppure il sintomo prevalente identificati dal Medico Curante del Paziente o dallo specialista che richiede l’effettuazione dell’esame ecografico.

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