L'ecografia delle anche in età neonatale è un esame rapido, non invasivo e assolutamente indolore che generalmente si fa nei primi mesi di vita del bambino. In alcuni casi specifici, tuttavia, deve essere effettuato subito, già nelle prime settimane. Molte neomamme si chiedono riguardo, all’ecografia alle anche dei neonati: “quando farla?”. Solitamente questo particolare accertamento viene prescritto dal pediatra entro il secondo mese di vita del bambino.
Naturalmente l’ecografia alle anche per i neonati rappresenta uno degli esami di routine tra i più importanti dei primi mesi di vita ed ha lo scopo di identificare tempestivamente quale sia l’operazione più adeguata a risolvere immediatamente ed in maniera definitiva la displasia: quest’ultima, infatti, se presente in forma lieve, può risolversi autonomamente entro il primo anno di vita, ma, se presente in maniera più evidente, la disfunzione, per essere curata, richiede l’impiego di un’apposita mutandina o di un divaricatore, strumenti che hanno lo scopo di mantenere la postura delle anche e del bacino in una posizione adeguata a garantire la risoluzione del problema. Le moderne tecniche di indagine hanno permesso di scongiurare, nella maggior parte dei casi, la necessità di intervenire in forma chirurgica per il trattamento di questa malformazione.
Cos'è l'Ecografia alle Anche del Neonato?
L’ecografia alle anche è un esame che, tramite l’utilizzo di ultrasuoni, permette di visualizzare l’articolazione e la posizione della testa del femore rispetto all’acetabolo. Rispetto alla radiografia, che si faceva in passato non prima del 4°-6° mese di vita, l’ecografia è un esame più sicuro (non utilizza raggi X) e più dettagliato.
Al pari di quanto avviene per lo svolgimento di tutti gli accertamenti di tipo ecografico, anche l’esecuzione dell’ecografia delle anche prevede la necessità di utilizzare delle sonde esterne che il medico manovra manualmente facendole scorrere sopra alla parte da esaminare. La grande efficacia diagnostica e la totale assenza di controindicazioni inseriscono l’ecografia alle anche per i neonati in un novero di accertamenti in grado di risultare pienamente attendibili pur senza rendere necessaria la sottoposizione del paziente a radiazioni potenzialmente pericolose.
A Cosa Serve l'Ecografia alle Anche?
Questa ecografia è utile per identificare eventuali anomalie o mal posizionamenti dell'anca, che vengono definiti con il nome di “displasia dell'anca”, che può causare problemi nello sviluppo dell'articolazione stessa e nella deambulazione. L’ecografia delle anche permette di evidenziare la morfologia e lo sviluppo dell’articolazione dell’anca e di valutare i rapporti anatomici tra la superficie articolare del bacino e la testa del femore senza utilizzare radiazioni, e qualora siano presenti delle anomalie è possibile monitorarne lo sviluppo nel tempo o valutare nel tempo l’efficacia delle terapie ripetendo l’ecografia periodicamente.
L’ecografia dell’anca del neonato si inserisce nel contesto di uno screening della DEA, la Displasia Evolutiva dell’Anca. Questo tipo di ecografia offre la possibilità di procedere all’esame delle articolazioni delle anche e permette di valutare non solo la maturità delle articolazioni, ma anche i rapporti articolari.
Quando Effettuare l'Ecografia?
Se non ci sono criticità, l’esame viene generalmente effettuato nel secondo o terzo mese, quando le strutture articolari del lattante sono ancora sufficientemente plastiche da permettere la correzione del difetto qualora si evidenziassero anomalie. L’ecografia delle anche andrebbe eseguita il prima possibile: l’utilità di questo esame sta proprio nel fornire una diagnosi precoce. Nei neonati con fattori di rischio, può essere eseguita già alla nascita prima della dimissione ospedaliera.
Fattori di Rischio
L’ecografia alle anche è raccomandata a tutti i neonati che presentino specifici fattori di rischio. L’esame non è obbligatorio, è consigliato entro i tempi previsti per la corretta interpretazione dell’esame (3 mesi di vita) su indicazione del pediatra, in particolare nel caso siano presenti dei fattori di rischio, come:
- Anamnesi familiare positiva per displasia dell’anca, ovvero se qualche parente stretto ha avuto la displasia dell’anca da piccolo.
- Presentazione podalica, ovvero quando il feto, posto in situazione longitudinale, si confronta con il canale del parto mediante l’estremità inferiore.
- Presenza di altre anomalie anatomiche degli arti inferiori come ad esempio il piede torto.
Al di là dello screening neonatale, le indicazioni all’esame includono la familiarità per displasia all’anca, la positività a manovre ortopediche con sospetto di displasia e il parto podalico.
Come Viene Eseguita l'Ecografia?
Generalmente l’esame ha una durata di poche decine di minuti e si effettua ponendo il bambino nella cosiddetta “culla di Graf” (dal nome dell’ortopedico austriaco che la progettò), un dispositivo in gommapiuma che consente al piccolo di mantenere la posizione su un fianco ed esporre l’anca da esaminare. La sonda ecografica viene poggiata sulla cute del piccolo, mentre l’arto inferiore dello stesso lato viene mantenuto in posizione semi-estesa. L’ecografia alle anche richiede circa 20 minuti. Il bambino viene posto su un lettino appositamente sagomato che lo aiuta a stare su un fianco e a mantenere la posizione.
Anche la tecnica di studio dell’anca del neonato più comunemente utilizzata oggi prende il nome da Reinhard Graf. Il bambino viene posto sul fianco da esaminare con una tecnica ben precisa. La tecnica di Graf, un ortopedico austriaco che ha introdotto negli anni 80 questa metodica, seguendo rigidi criteri di posizione del bambino, di formazione dell’immagine e misurazione dei valori angolari alfa e beta. Questo la rende, in mani esperte, una metodica standardizzata e riproducibile. L'esame è veloce e può richiedere solo pochi minuti. Successivamente, un piccolo dispositivo a ultrasuoni, chiamato trasduttore, viene spostato delicatamente sull'area dell'anca.
L'esame è rapido, il bimbo viene posizionato prima su un fianco e poi sull’altro e la sonda ecografica viene appoggiata perpendicolarmente sull’anca fino ad ottenere l’immagine ottimale dell’articolazione e della testa del femore. Sull’immagine acquisita vengono poi misurati gli angoli che definiscono il corretto posizionamento delle strutture articolari. La stessa cosa si ripete sull’altro lato.
Interpretazione dei Risultati
Dalle immagini che si acquisiscono vengono eseguiti dei calcoli in virtù dei quali l’anca è classificata in un determinato tipo, in base al metodo di Graf.
| Stadio | Descrizione | Terapia |
|---|---|---|
| 1 e 2A+ | Anca normale | Nessuna terapia |
| 2 | Anca displasica | Sì terapia, doppio pannolino o mutandina rigida |
| 3 e 4 | Anca decentrata | Sì terapia, divaricatore o terapia chirurgica |
Costo dell'Ecografia
L’ecografia alle anche del neonato ha un costo relativamente contenuto, che si pone alla portata di un po’ tutte le famiglie: il prezzo medio di questo genere di accertamenti, se svolti all’interno di una struttura privata, di solito, non supera i 60 Euro, ma, in presenza di alcune particolari condizioni, questa soglia può ridursi ulteriormente.
È un Esame Sicuro?
Assolutamente! L’ecografia delle anche e in generale gli esami ecografici sono privi di rischi, di breve durata e in genere sono ben tollerati dai bambini anche molto piccoli. L'ecografia alle anche dei neonati è un esame totalmente indolore e privo di rischi.
Displasia Evolutiva delle Anche
La displasia congenita (o evolutiva) delle anche è la patologia dell’apparato muscolo scheletrico più frequente del neonato, con un’incidenza di circa 5-6 casi ogni mille neonati. E' la più frequente alterazione congenita dell’apparato muscolo-scheletrico del neonato. Nel neonato l’articolazione dell’anca è molto flessibile, in quanto ancora cartilaginea e anatomicamente immatura, e può succedere quindi che la cavità dell’acetabolo non sia perfettamente concava, bensì piatta, per cui la testa del femore non si inserisce bene al suo interno.
Questa situazione può determinare la displasia congenita dell’anca, una condizione che, se non viene tempestivamente riconosciuta e corretta, può determinare conseguenze irreversibili per la motilità dell’intera articolazione. La lussazione congenita alle anche (o displasia congenita) è una patologia caratterizzata dalla non corretta formazione dell’anca nel bambino.
Grazie all’esame clinico, il pediatra può riconoscere le forme più gravi di displasia (lussazione completa). Durante la degenza in Ostetricia, che dura in genere 48 ore, il neonato viene sottoposto almeno due volte (alla nascita e alla dimissione) alla visita pediatrica e alle relative manovre (Ortolani, Barlow, segno di Galeazzi) per evidenziare una eventuale lussazione. Dopo la dimissione, queste verranno poi ripetute anche dal pediatra di famiglia nei vari controlli di salute programmati.
Manovre Cliniche
- Manovra di Ortolani: Serve a capire se l’anca esaminata è lussata, ovvero fuori dalla sua sede articolare. Ortolani positivo, ovvero quando la manovra di Ortolani riscontra un possibile problema.
- Manovra di Barlow: Si esegue successivamente alla manovra di Ortolani per verificare se è possibile riportare nuovamente la testa del femore fuori dalla posizione naturale.
- Segno di Galeazzi
Classificazione della Displasia
- Lussazione completa: quando la testa del femore è posizionata fuori dall’acetabolo femorale.
- Sublussazione o anca lussabile: l’anca è all’interno dell’acetabolo ma può essere portata fuori dalla sua sede naturale con la manovra di Barlow.
In conclusione, tenendo presente che la displasia congenita dell’anca è una condizione che può compromettere le modalità con cui il bambino potrà camminare una volta cresciuto, la diagnosi va effettuata quanto prima, al fine di mettere a punto un trattamento ortopedico adeguato che consenta di minimizzare le conseguenze della patologia.
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