Ecografia Interna nelle Prime Settimane di Gravidanza: Informazioni Utili

L'ecografia è uno degli strumenti più importanti durante la gravidanza, necessaria per la sua portata diagnostica e assolutamente sicura per mamma e feto. Ma quando fare la prima ecografia in gravidanza? È una domanda che spesso trova risposte scorrette.

Contrariamente a questa consuetudine, le indicazioni emesse dalla Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) ci dicono che la prima ecografia in gravidanza andrebbe eseguita tra le 11 e le 13 settimane + 6 giorni (13 settimane + 6 giorni è considerato il momento in cui termina il primo trimestre di gravidanza).

Da un punto di vista clinico e assistenziale gli elementi che si riescono a indagare con la prima ecografia sono molto importanti e permettono di assicurarsi che i primi adattamenti della gravidanza siano avvenuti in modo regolare ed efficace. Dal punto di vista dei genitori accade spesso che la prima ecografia segni un passaggio, diventando un segno di realtà, di tangibilità della gravidanza.

Ecografia Transvaginale: Di Cosa Si Tratta?

L’ecografia transvaginale è una tecnica diagnostica che permette di studiare la morfologia e lo stato di salute degli organi genitali interni femminili, ossia il collo dell’utero, l’utero, le salpingi e le ovaie. Una sonda rivestita da una pellicola ricoperta di gel viene introdotta nella vagina ed emette ultrasuoni, ovvero onde sonore a elevata frequenza, non udibili dall’orecchio umano.

Queste sono riflesse in modo differente dai tipi di tessuti circostanti. I segnali provenienti dai tessuti sono registrati da un computer che ricostruisce su un monitor le immagini degli organi pelvici.

Quando è Prescritta l'Ecografia Transvaginale?

Questo tipo di ecografia viene normalmente richiesta per sanguinamenti anomali, dolori pelvici di origine ignota, amenorrea, per donne con problemi di infertilità, malformazioni congenite di utero e ovaie, e quando il medico ha un sospetto di tumori o infezioni. Può essere inoltre impiegata dal termine del primo mese di gravidanza perché permette di evidenziare più precocemente le immagini dell’embrione.

L’esame serve a ipotizzare l’origine di sanguinamenti o di dolori pelvici (infiammazioni possibili cause di infertilità) ed è utile a studiare la natura delle cisti ovariche, il rivestimento interno dell’utero (endometrio) e gli ingrossamenti della parete dell’utero. Può aiutare inoltre a individuare l’eventuale presenza di tumori.

Infatti, l’ecografia transvaginale aiuta a individuare precocemente anomalie nell’endometrio, come ispessimenti, polipi o la presenza di liquido nell’utero. È particolarmente utile nelle donne in postmenopausa.

L’esame potrebbe non essere comunque sempre sufficiente, per cui potrebbero essere prescritti ulteriori esami di approfondimento. In alcuni casi possono essere utili le ecografie tridimensionali (3D) e in tempo reale (4D), dato che possono offrire immagini più chiare e dettagliate rispetto alla tradizionale ecografia in due dimensioni (2D), per esempio per analizzare meglio anomalie congenite o condizioni ginecologiche complesse.

Chi Può Sottoporsi all'Esame e Controindicazioni

L’indagine può essere eseguita in qualunque fase del ciclo mestruale e anche in gravidanza. Nelle donne vergini il ginecologo può valutare con la visita se l’imene è sufficientemente elastico da consentire l’esecuzione del test. In caso contrario si può decidere di ricorrere all’ecografia transrettale.

Preparazione all'Esame

Generalmente non è richiesta alcuna preparazione particolare nei giorni che precedono l’esame. Normalmente questa ecografia viene effettuata preferibilmente a vescica vuota, ma talvolta si richiede di averla piena (e quindi di bere un litro d’acqua entro un’ora prima e non urinare nell’ora precedente all’indagine) per effettuare anche l’ecografia pelvica esterna.

Al momento dell’indagine ci si deve spogliare dalla vita in giù e sistemare sul lettino in posizione ginecologica. Non è richiesta nessun’altra preparazione al test. Non occorre farsi accompagnare e si può tranquillamente guidare dopo l’esame.

L'Esame è Doloroso?

La procedura è indolore, ma è possibile avvertire un leggero fastidio o un senso di pressione quando viene inserita la sonda.

Rischi dell'Esame

No, perché l’ecografia non utilizza radiazioni ionizzanti, bensì onde sonore, innocue sia per la donna, sia per il feto, in caso di gravidanza in corso.

Durata dell'Esame

L’esame dura circa 10-20 minuti, ma può variare in relazione alle necessità individuali.

Dopo l'Esame

Prima di iniziare, il ginecologo cosparge di gel la parte su cui farà scorrere una sonda. La donna avverte semplicemente una sensazione di freddo. Le immagini del feto, riprese dalla sonda, vengono visualizzate su uno schermo posizionato davanti al ginecologo.

Consente di stabilire di quanti mesi è il feto e di calcolare di conseguenza la data del parto. Serve per controllare lo sviluppo del feto ed escludere che vi siano malformazioni. Durante la seconda ecografia in gravidanza, il medico misura infatti le forme del feto, controllando le dimensioni del cranio, del femore e dell’addome.

Ecografie Obbligatorie in Gravidanza

Una delle domande più frequenti che si pongono i futuri genitori è quante ecografie fare in gravidanza. La Società italiana di ginecologia e ostetricia ha pubblicato il decalogo delle società scientifiche “Buone pratiche in Ginecologia”. In queste, si sostiene che, in caso di gravidanza fisiologica, cioè senza particolari fattori di rischio, «le ecografie essenziali, anche secondo il disposto dei nuovi LEA (i livelli essenziali di assistenza, ossia le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione, cioè il ticket), sono due».

Queste due ecografie hanno il fine di verificare la regolarità del battito cardiaco, la crescita e la posizione del feto. A queste, si può aggiungere un’ulteriore ecografia durante il terzo trimestre.

Nel caso di una gravidanza patologica o a rischio, invece, il numero di ecografie può aumentare sensibilmente, prevedendo controlli periodici con una cadenza che varia a seconda del caso specifico e dei problemi da monitorare.

Quando Effettuare la Prima Ecografia?

Una donna che scopre di essere incinta spesso va subito dal ginecologo per la prima ecografia, ma potrebbe essere troppo presto. A quante settimane allora è più opportuno farla? «La prima ecografia deve essere effettuata a partire dall’ottava settimana di gestazione, non prima.

Oltre alle ecografie “classiche” finora descritte, in gravidanza è possibile eseguire anche un’ecografia interna o transvaginale qualora il ginecologo ritenga opportuno monitorare le condizioni degli organi riproduttivi della madre.

A maggio 2017 il Ministero della Salute ha aggiornato la lista delle prestazioni sanitarie gratuite per tutte le donne gravide in buono stato di salute. un’ecografia inserita nella diagnosi prenatale del test combinato in cui si valuta la lunghezza del feto e lo spessore della translucenza nucale (nuca del feto) e che si effettua tra le 11 e le 13 settimane di gestazione.

Tra gli esami consigliati per le prime fasi della gravidanza vi è l'ecografia transvaginale. Questa particolare analisi, nota anche come TVS (Trans-Vaginal Sonography), è concepita per verificare lo stato dell'utero, delle ovaie e, in generale, degli organi genitali interni della futura mamma. L'eco transvaginale non comporta assolutamente alcun rischio ed è considerata, più che altro, un controllo di routine.

Lo strumento utilizzato è una sonda rivestita da una guaina in lattice, la quale è a sua volta coperta da uno strato di gel. Il risultato così ottenuto viene illustrato su uno schermo sotto forma di immagini, attraverso le quali è possibile studiare le condizioni delle aree interessate.

Scopo Principale dell'Ecografia Transvaginale

Da quanto finora detto appare evidente che lo scopo principale dell'ecografia pelvica transvaginale consiste nel verificare se la gestazione procede in modo giusto. Tramite le immagini riprodotte sullo schermo, infatti, è possibile vedere il feto e valutare il suo battito cardiaco, così da accertarsi che sia tutto in regola.

Nel complesso, questo tipo di esame permette di individuare qualsiasi genere di problema, come - ad esempio - una gravidanza extrauterina, più difficile da scoprire con un'eco transaddominale. La TVS è funzionale anche a identificare e ad accertare la gravidanza, qualora vi fossero ancora dei dubbi nonostante il risultato positivo del test.

Tale tecnica diagnostica, inoltre, serve a misurare alcune sezioni dell'organo genitale femminile, come il collo dell'utero a partire dall'orifizio esterno fino a quello uterino interno. L'ecografia transvaginale è in grado di assicurare immagini molto nitide.

Questo è il motivo per cui tale esame è eseguito non solo in caso di gravidanza, ma anche se si soffre di dolori, di infezioni o di malformazioni ereditarie. In ogni caso sarà possibile ricavare un quadro chiaro e particolareggiato della situazione.

Di norma l'eco pelvica transvaginale fa parte della prima visita ginecologica: essa si effettua dopo aver verificato che il test di gravidanza sia positivo e in seguito agli esami del sangue. La TVS, pertanto, si colloca solitamente tra la sesta e l'ottava settimana di attesa. Vi è, però, la possibilità di anticipare l'analisi alla quinta settimana se si desidera soltanto valutare lo stato del sacco gestazionale, caratterizzato dalle dimensioni di circa un centimetro già in questo periodo: chi opta per l'eco transaddominale dovrà attendere una settimana in più.

Ecografie Gestazionali: Cosa Sapere

Le ecografie ostetriche, o prenatali, sono considerate lo strumento diagnostico più efficace e sicuro per la gravidanza proprio perché sfruttano gli ultrasuoni, innocui sia per il feto che la madre, a differenza delle tecniche basate sulle radiazioni ionizzanti.

Le ecografie durante la gravidanza servono a monitorare lo sviluppo e il benessere del bambino durante la gestazione, offrendo informazioni cruciali sulla salute del nascituro e della donna. Le ecografie fetali possono essere eseguite in due modalità:

  • Ecografie transvaginali (o interne), indicate principalmente nelle prime fasi della gravidanza, quando il feto è ancora troppo piccolo per essere visibile dall’esterno.
  • Ecografie addominali (o esterne), solitamente eseguite a partire all’incirca dall’11ª settimana, con una sonda passata direttamente sull’addome della madre.

Secondo le linee guida italiane, si raccomandano almeno 3 ecografie obbligatorie durante una gravidanza fisiologica, garantite dal Servizio Sanitario Nazionale:

  • Ecografia ostetrica nel primo trimestre (generalmente tra l’11ª e la 13ª settimana).
  • Ecografia morfologica nel secondo trimestre (tra la 20ª e la 22ª settimana).
  • Ecografia biometrica nel terzo trimestre (tra la 30ª e la 34ª settimana).

Oltre a quelle più importanti sopra citate, possono essere necessarie ulteriori ecografie di controllo su indicazione del medico, in base alle condizioni specifiche della madre o del feto, ad esempio in caso di gravidanze gemellari o se si sospettano delle complicazioni.

Infine, le ecografie possono essere classificate in due livelli di approfondimento:

  • Eco di primo livello: includono le ecografie standard, ossia quelle eseguite in tutte le gravidanze per confermare la vitalità del feto e monitorarne la crescita.
  • Eco di secondo livello: si tratta di ecografie ostetriche più dettagliate, generalmente impiegate per indagare eventuali malformazioni o anomalie strutturali.

Quali Ecografie Fare nel Primo Trimestre

  • Ecografia di datazione (6ª - 8ª settimana): conferma la gravidanza, localizza il sacco gestazionale, determina l’età gestazionale e verifica il battito cardiaco.
  • Ecografia genetica (11ª - 13ª settimana): misura la translucenza nucale e stima il rischio di anomalie cromosomiche, come la trisomia 21 o 18.

La prima ecografia della gravidanza, spesso chiamata anche ecografia di datazione, viene solitamente eseguita tra la 6ª e l’8ª settimana: si tratta di una ecografia transvaginale che permette di osservare l’embrione in uno stadio molto precoce.

Gli obiettivi principali sono confermare l’effettiva presenza della gravidanza, determinare la sede del sacco gestazionale (intra o extra uterina) e il numero di embrioni presenti. Inoltre, l’ecografia di datazione consente di misurare il battito cardiaco del feto e di stabilire con precisione l’età gestazionale, prevedendo la data presunta del parto.

Tra l’11ª e la 13ª settimana si può effettuare una seconda ecografia: lo scopo principale di questo esame è misurare lo spessore della translucenza nucale, una piccola raccolta di liquido dietro il collo del feto. Associata al test prenatale, questa ecografia consente di stimare il rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down o di Edwards.

Quali Ecografie Fare nel Secondo Trimestre

  • Ecografia morfologica (20ª - 22ª settimana): valuta la crescita del bambino, individua eventuali malformazioni e monitora lo sviluppo degli organi.
  • Eventuale ecografia 3D o 4D (23ª - 29ª settimana): può essere richiesta per una visualizzazione tridimensionale più dettagliata o in tempo reale del nascituro.

L’ecografia più importante del secondo trimestre di gravidanza è l’eco morfologica, richiesta generalmente tra la 20ª e la 22ª settimana di gestazione. Eseguita tramite sonda esterna, la morfologica è cruciale per valutare lo sviluppo anatomico del bambino e verificare la presenza di malformazioni congenite. Durante questa ecografia vengono esaminati il cervello, il cuore, i reni, la colonna vertebrale e gli arti del feto, oltre ad essere misurate le circonferenze della testa e dell’addome e la lunghezza del femore.

In alcuni casi può essere eseguita un’ecografia 3D o 4D: l’eco 3D fornisce delle immagini statiche del nascituro in tre dimensioni, consentendo una visualizzazione più dettagliata delle strutture anatomiche, mentre l’eco 4D mostra immagini in movimento e in tempo reale.

Ecografia del Terzo Trimestre

Intorno a 30-32 settimane è prevista la terza ecografia raccomandata in gravidanza. Come detto però ora non è più a carico del Sistema sanitario nazionale, se non in particolari condizioni. La finalità è la valutazione della crescita fetale e della quantità di liquido amniotico (normale, scarso, eccessivo). Inoltre, serve ad osservare la posizione della placenta, in particolare se ci sono difetti placentari, ad esempio se è previa, cioè se va a chiudere l’orifizio vaginale, una situazione un po’ delicata.

Al piccolo vengono misurate la circonferenza cranica, il diametro biparietale, la circonferenza addominale e la lunghezza del femore. Il ginecologo potrebbe anche azzardare delle previsioni sul peso del feto, ma sappiate che si tratta di una stima e che esiste un margine di errore di circa il 10% per eccesso e per difetto. Vengono inoltre studiati ventricoli cerebrali, camere cardiache, stomaco, reni, vescica.

Infine, si controlla la posizione del bambino: se a quest’epoca è ancora podalico, si programmerà un ulteriore controllo per verificare se si è spostato. In caso contrario, verrà programmato un parto cesareo.

A Quante Settimane Farla?

Se il test di gravidanza è risultato positivo o magari il ginecologo ti ha comunicato la bella notizia durante una visita di routine, i medici consigliano di aspettare tra l’ottava e la dodicesima settimana per fare la prima ecografia fetale, detta anche tecnicamente Office. L’ecografia a 12 settimane consente all’ecografo di rilevare dalle immagini e dai suoni informazioni più accurate sul feto e il suo stato di salute.

Un altro aspetto importante dell’attendere la 12esima settimana è la possibilità di analizzare la translucenza nucale, cioè un piccolo accumulo di liquido che il feto presenta sotto la cute che collega testa e collo.

La prima ecografia può essere svolta in due modalità: transaddominale, con una sonda esterna, o transvaginale, con una sonda interna. Entrambe le procedure sono indolori e innocue, sia per il feto che per la mamma.

È possibile assumere cibi e liquidi anche a ridosso dell’esame, ciò che può variare è la presenza di urina o meno in vescica. In caso di ecografia transaddominale, la vescica deve risultare piena, condizione non consigliata in caso di ecografia transvaginale.

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