Ecografia Flussimetrica in Gravidanza: Come Funziona e a Cosa Serve

L'Ecografia con Flussimetria Materno-Fetale o con Flussimetria Ostetrica è la terza ecografia ostetrica che si effettua in gravidanza all’inizio del terzo trimestre (generalmente a 30-32 settimane di gestazione). Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire cos’è la flussimetria in gravidanza, a cosa serve e quando e perché eseguirla.

Cos'è la Flussimetria in Gravidanza?

La flussimetria in gravidanza, altrimenti detta velocimetria doppler, è stata introdotta come esame di diagnosi prenatale nel 1977, in seguito alla pubblicazione di un articolo redatto da Fitzgerald e Brumm nel quale proponevano l’utilizzo della velocimetria doppler per lo studio del circolo fetale. Come accennato nell’introduzione, si tratta di un esame del flusso sanguigno fetale e del sistema circolatorio effettuato utilizzando l’ecografia doppler.

Come Funziona?

Come per tutte le ecografie, la flussimetria impiega l’azione degli ultrasuoni per valutare il flusso del sangue nelle vene e nelle arterie, la sua quantità e la velocità. Proprio per il fatto che viene eseguita con ultrasuoni, la procedura è assolutamente innocua per la donna incinta e per il feto. In caso di necessità, può essere ripetuta senza alcun rischio. La flussimetria viene anche chiamata Doppler perché sfrutta l’omonimo effetto, importantissimo per studiare le patologie a carico del sistema cardiocircolatorio.

Quando si effettua una flussimetria, la sonda dell’ecografo emette un’onda a ultrasuoni che raggiunge il vaso e il sangue che scorre al suo interno, ne viene riflessa e torna al sensore della sonda. L’onda riflessa è stata di fatto emessa da una sorgente in movimento: il sangue. Ogni vaso sanguigno ha la sua onda caratteristica e l’operatore che effettua l’esame osserva quella sullo schermo e riconosce eventuali anomalie.

A Cosa Serve l'Ecografia con Flussimetria Ostetrica?

Le principali finalità dell’ecografia ostetrica eseguita nel terzo trimestre di gravidanza sono la valutazione dell’accrescimento fetale, della quantità di liquido amniotico e dell’inserzione placentare (ovvero la corretta posizione della placenta all’interno dell’utero) nonché il benessere del feto attraverso l’ausilio della velocimetria Doppler. Questa ecografia è utilizzata anche per diagnosticare condizioni potenzialmente associate ad un aumento della morbilità perinatale, ad esempio un feto troppo piccolo o grande per l’epoca gestazionale.

Nello specifico, attraverso la flussimetria in gravidanza il medico può analizzare e misurare il flusso sanguigno che passa attraverso:

  • le vene che irrorano l’utero materno;
  • l’arteria del cordone ombelicale;
  • l’aorta addominale fetale;
  • i vasi sanguigni che irrorano il cervello del feto.

Questa misurazione consente di determinare se la placenta funziona correttamente e se la nutrizione e l’assunzione di ossigeno del bambino sono soddisfacenti.

Grazie alla flussimetria infatti è possibile sapere molte cose sullo stato di benessere del bimbo. Fornisce informazioni utili circa l’elasticità di alcune arterie e il flusso del sangue. Se questo non è ottimale, l’ossigenazione ne risente, la placenta non lavora bene e, a cascata, il piccino cresce più lentamente, un fenomeno pericoloso. È stato dimostrato che un’alterazione dei flussi uterini è associata ad un alto rischio di complicanze nel terzo trimestre di gravidanza, tra cui la gestosi e il ritardo di crescita intrauterino.

Flussimetria Materna

La flussimetria materna valuta il flusso sanguigno in direzione dell’utero. Le arterie uterine sono quelle che portano il sangue dalla mamma alla placenta. In genere, la flussimetria materna delle arterie uterine viene fatta tra la 17esima settimana di gravidanza e la 23esima settimana di gravidanza. Non viene prescritta a tappeto a tutte le mamme, ma solo a quelle che hanno delle problematiche di salute o potrebbero andare incontro a rischi di vario tipo.

Flussimetria Fetale

Con questa tipologia di esame, vengono analizzate le arterie ombelicali (trasportano il sangue dal feto alla placenta, attraverso il cordone ombelicale) e l’arteria cerebrale media o il dotto venoso (è presente solo nel feto e porta il sangue dalla placenta al cuore). Solitamente la flussimetria fetale si esegue dalla 32esima settimana di gravidanza in poi, talvolta in concomitanza con l’ecografia del terzo trimestre. Attraverso l’analisi del flusso sanguigno del cordone ombelicale e di altri organi del feto (come cuore e cervello), si verifica se il bambino riceve sufficienti quantità di ossigeno e di nutrienti di cui ha bisogno attraverso la placenta. Se questo non avviene, si può ipotizzare un suo malfunzionamento. In questo caso, la situazione va monitorata costantemente e in maniera precisa, a volte anticipando anche il parto.

Quando Eseguire Questo Esame in Gravidanza?

Come raccomandano le linee guida SIEOG (Società Italiana di Ecografia Ostetrica e Ginecologica e Metodologie Biofisiche), la flussimetria in non è raccomandata in presenza di una gestazione fisiologica, ma solo in caso di gravidanza a rischio. "La velocimetria doppler dell’arteria ombelicale non è raccomandata per lo screening della popolazione generale".

Quindi, in quali situazioni è raccomandato questo esame in ginecologia e ostetricia?

  • Iposviluppo fetale, ovvero una condizione in cui un feto presenta una circonferenza addominale, misurata ecograficamente, inferiore al 10°centile.
  • Ipertensione materna.
  • Preeclampsia, altrimenti nota come gestosi, che consiste in un aumento eccessivo della pressione sanguigna (ipertensione) in gravidanza.
  • Gravidanza gemellare con crescita discordante, ovvero in cui uno dei bambini presenta uno sviluppo ridotto rispetto all’altro.
  • Diabete materno con vasculopatia.
  • Anemia fetale.
  • Idrope fetale, una condizione molto grave e quasi sempre letale, caratterizzata da un accumulo eccessivo di liquido all’interno dei compartimenti extravascolari e delle cavità del corpo del feto.
  • Malformazioni congenite, come la sindrome malformativa fetale.
  • Cardiopatia congenita.

Ad oggi non è stata dimostrata nessuna utilità derivante dall’esecuzione di questo esame in condizioni di normalità e assenza di rischio. Sarà il medico a stabilire se le condizioni della donna in gravidanza suggeriscano o meno la necessità e l’utilità di sottoporsi a una flussimetria e, se sì, quando eseguirla.

Importanza della Flussimetria Doppler

La flussimetria doppler è lo strumento migliore oggi a disposizione per la valutazione del benessere fetale e che costituisce la guida fondamentale per individuare il momento migliore per la nascita nei casi a rischio. L’esame prevede l’utilizzo di una sonda addominale. Il ginecologo utilizza un ecocolor doppler ed un energy color doppler. La flussimetria fetale è un esame assolutamente indolore e non è fastidioso per la paziente. La sua durata esecuzione prende di solito dai 15 ai 30 minuti. Si tratta della più importante metodica oggi disponibile nel riconoscere lo stato di salute intrauterino del feto.

Tabella Riepilogativa: Quando è Raccomandata la Flussimetria

Condizione Descrizione
Iposviluppo fetale Circonferenza addominale del feto inferiore al 10° centile.
Ipertensione materna Aumento della pressione sanguigna nella madre.
Preeclampsia Aumento eccessivo della pressione sanguigna in gravidanza.
Gravidanza gemellare con crescita discordante Uno dei gemelli presenta uno sviluppo ridotto rispetto all'altro.
Diabete materno con vasculopatia Diabete nella madre con coinvolgimento dei vasi sanguigni.
Anemia fetale Riduzione dei globuli rossi nel feto.
Idrope fetale Accumulo eccessivo di liquido nel feto.
Malformazioni congenite Anomalie presenti alla nascita.
Cardiopatia congenita Malformazioni del cuore presenti alla nascita.

leggi anche: