La densitometria ossea è un esame radiologico fondamentale per valutare la massa e la densità dei minerali contenuti nello scheletro, in particolare i sali di calcio. Questo test è essenziale per diagnosticare l'osteoporosi, una condizione caratterizzata da una bassa densità minerale e dal deterioramento del tessuto osseo, che aumenta la fragilità ossea.
Cos'è e a cosa serve la MOC?
La MOC, mineralometria (o densitometria) ossea computerizzata, è un esame radiologico utile per giungere a una diagnosi di osteoporosi o di osteopenia, per misurare la risposta o gli effetti collaterali di un trattamento e per determinare il rischio di fratture.
In particolare, la densitometria ossea lombare e femorale è una procedura diagnostica utilizzata per valutare la densità minerale ossea (DMO) di due delle zone del corpo più soggette all’osteoporosi: la zona lombare e il collo del femore.
L’osteoporosi è una malattia ossea caratterizzata dalla riduzione della densità minerale ossea e dalla compromissione della struttura ossea. Questo aumenta il rischio di fratture, soprattutto delle vertebre, del collo del femore e del polso. La densitometria ossea lombare e femorale è quindi un esame importante per la diagnosi e la gestione dell’osteoporosi.
Tipologie di MOC: Centrale e Periferica
Il test viene utilizzato generalmente per valutare la densità ossea dell’anca (MOC femorale) e della colonna vertebrale lombare (MOC lombare). In entrambi i casi si parla di MOC centrale.
La MOC periferica misura invece la densità ossea a livello del polso, delle dita o del tallone.
In casi particolari, per esempio nei bambini e negli adolescenti, si può richiedere la MOC total body (ovvero su tutto il corpo): si tratta di un esame meno accurato per giungere a una diagnosi di osteoporosi, ma permette di valutare, oltre alla massa ossea, anche la massa grassa (tessuto adiposo) e la massa magra (muscoli).
Come si svolge la MOC?
La MOC è un esame semplice, rapido (non richiede più di 5 minuti) e assolutamente indolore.
La procedura di densitometria non è invasiva ed è indolore. Durante l’esame, il paziente si distende su un lettino e una macchina a raggi X passa sopra le aree della colonna lombare e del collo del femore. La macchina utilizza una bassa dose di radiazioni ionizzanti per misurare la quantità di radiazioni assorbite dalle ossa e determinare la densità minerale ossea.
In caso di MOC centrale la scansione radiografica viene effettuata sul paziente sdraiato in posizione supina su un lettino, mentre un apparecchio per la scansione che emette un fascio di raggi X a basso dosaggio viene fatto passare lentamente sulla parte del corpo in esame.
In caso il medico preferisca optare per la MOC periferica, per esempio perché il paziente non può restare sdraiato in posizione per il tempo necessario, l’esame può essere eseguito sull’avambraccio.
La MOC non richiede alcuna preparazione nelle ore precedenti all’esame e di norma si può eseguire senza togliere i vestiti.
È necessario indossare abiti larghi e comodi senza cerniere, cinture o bottoni, togliere i gioielli e svuotare eventuali tasche per non avere con sé durante la scansione oggetti metallici. In alcuni casi può essere fornito un camice da indossare durante l’esame.
Se il test viene eseguito in ospedale o in laboratori di analisi, assicurarsi di informare il medico di eventuali esami recenti con bario o di iniezioni di mezzo di contrasto per esami TAC o RM.
Interpretazione dei Risultati della MOC
La MOC viene eseguita di solito con la tecnica DXA (“a doppio raggio X”) e fornisce i valori della massa (BMC) e della densità (BMD) minerale ossea, che nell’adulto sono interpretati attraverso un indice detto “T-score”. I risultati dell’esame vengono espressi come un punteggio T-score.
Il T-score confronta la densità minerale ossea del paziente con quella di un adulto sano del sesso stesso e della stessa età.
La scansione della densità ossea fornisce alcuni parametri, come il T-score e lo Z-score, che consentono di confrontare la densità ossea rilevata con i valori di riferimento. La differenza tra questi due dati viene calcolata come deviazione standard (SD).
Nella pratica clinica, più che ai valori di BMD, si fa riferimento ai valori di T-score o di Z-score.
- T-score: misura la differenza fra il valore di BMD dell'osso esaminato e il campione di riferimento (soggetti sani di 30 anni esaminati nel momento in cui si raggiunge il massimo livello di massa ossea).
- Z-score: indica la differenza tra i valori rilevati nel paziente e quelli di un soggetto della stessa età, sesso ed etnia in salute. Nelle donne in pre-menopausa e negli uomini di età inferiore ai 50 anni bisogna fare riferimento allo Z-score, e non al T-score.
Valori di Riferimento per il T-score
Le attuali linee guida dell’OMS definiscono come:
- T-score maggiore di -1 SD: densità ossea normale.
- T-score compreso tra -1 e -2,5 SD: osteopenia.
- T-score inferiore a -2,5 SD: osteoporosi.
Uno Z-score minore di -2 SD indica che la densità minerale ossea del paziente è al di sotto del valore atteso.
Un T-score di -1 o superiore è considerato normale, mentre un T-score tra -1 e -2,5 è indicativo di osteopenia, una condizione di ridotta densità minerale ossea che aumenta il rischio di sviluppare l’osteoporosi. Un T-score inferiore a -2,5 indica la presenza di osteoporosi.
NOTA: un T-score uguale a 0 indica che il soggetto esaminato presenta una densità ossea uguale a quella media delle persone giovani; un T-score pari o superiore a -1 viene comunque considerato normale. In presenza di un un T-score compreso tra -1 e -2,5 il soggetto presenta una densità ossea ridotta, non così grave da parlare di osteoporosi ma comunque sufficiente per indurlo ad impostare, insieme al proprio medico, un trattamento efficace per impedire un ulteriore demineralizzazione ossea.
In virtù dell'importanza crescente che sta assumendo l'evento fratturativo nella valutazione diagnostico-terapeutica del paziente, è bene specificare che la presenza di frattura da trauma lieve è di per sé diagnostica di osteoporosi severa, indipendentemente dal valore del T-score.
Quando è importante sottoporsi all’esame
La MOC non è un esame di screening, ma viene eseguita su richiesta del medico in presenza di fattori di rischio per l’osteoporosi (ad esempio menopausa precoce, familiarità, età avanzata, malattie come celiachia, ipertiroidismo, iperparatiroidismo).
La densitometria è un esame importante per le donne che stanno affrontando la menopausa e per gli uomini di età superiore ai 70 anni, poiché questi gruppi di persone sono maggiormente a rischio di osteoporosi e fratture ossee.
Tuttavia, la densitometria ossea lombare e femorale può essere consigliata anche a persone più giovani con fattori di rischio per l’osteoporosi, come bassa statura, storia familiare di osteoporosi o uso prolungato di steroidi.
L’esame va prescritto a tutti quei soggetti, a prescindere dall’età, che presentino almeno uno dei seguenti fattori di rischio per fragilità scheletrica: pregresse fratture da fragilità; storia di malattie croniche o terapie note per essere cause di osteoporosi secondaria; riscontro radiologico di demineralizzazione ossea.
Per le donne in post-menopausa altri criteri maggiori per indirizzare l’esecuzione dell’esame MOC-DEXA sono: familiarità per frattura di femore o di vertebra, menopausa prima dei 45 anni, magrezza (BMI ≤ 19 Kg/m2).
Oltre che per diagnosticare un’eventuale osteoporosi, la MOC è utile per seguire l’andamento della perdita di massa ossea nel tempo.
Frequenza di ripetizione dell'esame
In alcuni casi, a seconda della situazione, tra una MOC e l'altra può passare anche qualche anno; in altri, l'esame dovrà essere ripetuto a intervalli più frequenti.
Limitazioni della MOC
Nonostante infatti la densitometria ossea rappresenti tuttora il gold-standard per la diagnosi dell'osteoporosi e sia riconosciuta un importante indicatore del rischio di frattura, è noto che quest'ultimo dipende non solo dalla densità minerale ossea ma anche da altre caratteristiche dell'osso (es. micro e macrostruttura, caratteristiche del collagene, metabolismo) e da fattori di rischio anamnestici e clinici indipendenti dalle condizioni dell'osso (es. trattamento corticosteroideo concomitante, fumo, indice di massa corporea, rischio di caduta, comorbilità ecc).
Ne deriva che la stima del rischio di frattura del soggetto sulla base del solo dato densitometrico risulta spesso inaccurata e che solo una valutazione medica integrata dei molteplici fattori di rischio per frattura può fornire al medico ed al paziente un'indicazione accurata per eventuali ulteriori accertamenti diagnostici o per trattamenti preventivi, farmacologici e non, del rischio di frattura.
Infine, particolare attenzione andrebbe posta a valori di BMD aumentata, secondari ad artefatti o a rare condizioni patologiche dell'osso, che molto spesso sono refertati come normali. pazienti con condizioni associate a osteoporosi secondaria (es.
MOC e Oncologia
La MOC non è utile per la diagnosi di una patologia oncologica, ma può essere utilizzata per valutare gli effetti collaterali di alcune terapie, per esempio per la cura del tumore al seno, che possono aumentare il rischio di una riduzione della densità ossea.
Cosa fare in caso di risultati anomali
In caso di risultati anomali, il medico potrebbe raccomandare di intraprendere delle misure per migliorare la salute delle ossa, come aumentare l’apporto di calcio e vitamina D, fare attività fisica regolare e assumere farmaci per l’osteoporosi.
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