Il seno è per molte pazienti un punto d’osservazione piuttosto spinoso: si tratta di una parte del corpo esposta, percepita come vulnerabile e psicologicamente connessa ad ambiti essenziali della vita femminile. Proprio per questo, deve essere oggetto di attenzioni costanti, anche per quanto riguarda la prevenzione.
Che cos’è un fibroadenoma?
Il fibroadenoma (abbreviazione FAD) è un tumore benigno della mammella che insorge prevalentemente in donne giovani fertili. Il fibroadenoma è la forma di tumore benigno al seno più diffusa ed è più frequente nelle donne al di sotto dei trent’anni. Il fibroadenoma è il tumore benigno del seno più diffuso e colpisce circa il 25% delle donne. Si tratta di una massa cellulare proliferante, ma molto lenta, non infiltrativa e non metastatizzante: ciò significa che non coinvolge altri tessuti adiacenti, né si diffonde in altri organi del corpo, al contrario di quanto fa un carcinoma.
Il fibroadenoma è un nodulo costituito da una massa che comprende ghiandola e tessuto mammari. La presenza del fibroadenoma non aumenta il rischio di sviluppare un carcinoma mammario. Raramente, carcinomi intraduttali o invasivi possono svilupparsi all’interno di un fibroadenoma, ma questo può avvenire, non per particolari condizioni predisponenti date dalla presenza del fibroadenoma, ma per gli stessi motivi per cui si può sviluppare in altre aree della mammella.
Il fibroadenoma è prevalentemente singolo e colpisce circa 1 donna su 10; solo circa 2 donne su 100 hanno noduli multipli e in questi casi si parla di fibroadenomatosi. Generalmente i fibroadenomi sono costituiti singoli, solo circa il 10-20% è bilaterale.
Anatomia della mammella
Si forma all’interno della ghiandola mammellare (o più semplicemente mammella), la quale è dotata di una struttura anatomica specifica per le sue funzioni. Poggiata sul muscolo grande pettorale sopra le coste della parete toracica, ciascuna mammella è costituita da due macroaree: corpo circolare (quella più ampia e pronunciata) e coda ascellare (che raggiunge la fossa ascellare dal bordo laterale del pettorale). Il punto apicale della mammella è il capezzolo, circondato dall’areola mammaria. All’interno, è composta da ghiandole mammarie (che producono il latte materno grazie alla regolazione della prolattina), circondate a loro volta da uno stroma fibroso di tessuto connettivo e da tessuto adiposo, in quantità variabile da donna a donna. Ogni ghiandola mammaria è suddivisa in gruppi di 15-20 ghiandole indipendenti, dette lobi mammari.
Cause e Fattori di Rischio
Le cause dell’insorgenza di questo tumore benigno sono sconosciute. Le cause d’insorgenza del fibroadenoma non sono ancora ben conosciute. Non esistono comportamenti particolari per prevenire la formazione di un fibroadenoma.
Non sono note cause precise per la formazione di un fibroadenoma mammario, sebbene siano state fatte alcune ipotesi su un legame con il livello di estrogeni, che sarebbe troppo alto. Se così fosse, potrebbe essere meglio comprensibile l’incidenza più elevata fra le donne in età fertile e in particolare fra i 15 e i 40 anni d’età (con un picco fra 20 e 30), così come l’incidenza ridotta fra le pazienti in menopausa e post-menopausa (quando i livelli di estrogeno calano).
Il fibroadenoma è molto spesso causato dall’aumento dei valori di estrogeni nel sangue, legato a pubertà, gravidanza o stimolazione ovarica. L’utilizzo della terapia anticoncezionale in presenza di fibroadenomi è ancora controbattuto. Non ci sono chiare evidenze scientifiche che controindichino l’utilizzo della pillola anticoncezionale se presenti fibroadenomi mammari.
Sintomi e Diagnosi
Di solito, un fibroadenoma nel seno non provoca sintomi particolari. È riconoscibile grazie all’autopalpazione, pratica che ogni donna dovrebbe regolarmente mettere in atto. Al tatto si manifesta come una piccola massa, un nodulo liscio con contorni precisi che può presentarsi alternativamente morbido, elastico o rigido. È più diffusa la formazione di un fibroadenoma presso una sola delle ghiandole mammarie, ma in alcuni casi questi noduli sono presenti in entrambe e possono formarsene anche diversi contemporaneamente.
Le dimensioni variano da un diametro di 1 centimetro fino a un diametro di 6 (dai 3 centimetri in su si definisce fibroadenoma gigante), e possono ridursi in menopausa o aumentare provvisoriamente in gravidanza. In genere il fibroadenoma non è doloroso, a meno che le sue dimensioni non siano invadenti a tal punto da determinare una compressione dei tessuti circostanti. Il fibroadenoma non evolve in lesione maligna.
“I fibroadenomi - spiega il dottor Luigi Manca, Responsabile Chirurgia Senologica Città di Lecce Hospital - non danno sintomi ma possono essere individuati al tatto, in quanto si muovono facilmente sotto pelle. In genere queste cisti non procurano dolore e nel caso in cui si manifesti, “questo può dipendere - prosegue il dottor Manca - da diverse situazioni, è dovuto ad esempio a una attività ormonale che agisce sul tessuto mammario determinando una maggiore tensione mammaria, ma tale dolore può essere presente indipendentemente al ciclo mestruale. Il dolore può essere dovuto anche ad un disturbo muscolare, intercostale o neuritico che in tal caso non ha nessuna correlazione con il seno”.
Come si fa la diagnosi?
Per ottenere una diagnosi certa, è necessario sottoporsi a una visita specialistica, durante la quale il medico si informa sullo stato di salute della paziente, su gravidanze o menopausa, sulla sua storia clinica e familiare, e su eventuali sintomi. In seguito sono necessari esami strumentali.
- Esame obiettivo: Il medico analizza, in modo accurato, la mammella interessata dal nodulo sospetto e cerca di capirne la forma e le dimensioni. Come si è detto, un fibroadenoma al seno assomiglia a una biglia e presenta, al tatto, una superficie liscia e una consistenza a volte gommosa, a volte, rigida.
- Anamnesi
Per individuare un fibroadenoma l’ecografia del seno è fondamentale, soprattutto perché particolarmente indicata per le donne sotto i 30 anni. Altro esame che può rivelarsi prezioso è la mammografia, che però comporta un punto d’attenzione: dal momento che utilizza radiazioni ionizzanti, la radiografia della mammella è consigliabile in donne giovani solo nel caso di sospetto di fibroadenoma complesso - dubbio.
In generale, è buona pratica di prevenzione dai 40 anni sottoporsi a mammografia ogni 3 o 4 anni, o comunque sempre seguendo le raccomandazioni del proprio medico. La mammografia è un esame ai raggi X, che fornisce delle immagini chiare dell'area con il nodulo sospetto. Un fibroadenoma al seno si presenta come una massa priva di asperità (quindi liscia), dai contorni definiti, di forma tondeggiante e, infine, distinta dal resto del tessuto ghiandolare. Quest'ultimo aspetto, ovvero il fatto che il tumore sia isolato, è particolarmente importante, in quanto è ciò che caratterizza i tumori al seno non infiltranti.
L'esame ecografico permette di visualizzare, su un monitor e in tempo reale, la struttura del nodulo sospetto. Se ci sono delle cisti (tipiche del fibroadenoma complesso), queste sono riconoscibili, perché lo strumento diagnostico mostra delle raccolte di liquido.
- Aspirazione tramite ago sottile: Eseguita solo in caso di una comprovata presenza di cisti, consiste nell'infilare un ago esattamente nel nodulo sospetto e nell'aspirarne parte del suo contenuto liquido.
- Biopsia: Prevede l'asportazione di una piccolissima porzione di tessuto ghiandolare sospetto e l'osservazione di questa al microscopio.
Tipi di Fibroadenoma
Esistono due tipi principali di fibroadenoma:
- Semplice: Che non rappresenta alcun pericolo.
- Complesso: Che, seppur resti una forma tumorale benigna, va tenuto sotto controllo. Sebbene infatti non sia ancora stato provato un nesso definito, alcune ricerche mediche hanno posto in relazione il suo sviluppo con la possibile futura formazione di un tumore al seno maligno nelle vicinanze. Il fibroadenoma complesso ha caratteristiche peculiari al suo interno, che lo distinguono da quello semplice: contiene infatti cisti piene di liquido e piccoli depositi di sali di calcio. Inoltre, le sue dimensioni presentano un aumento costante.
Trattamento del Fibroadenoma
Una volta identificato il fibroadenoma, quando è necessario toglierlo? In una buonissima parte dei casi, è più che sufficiente continuare a tenere monitorato il fibroadenoma mammario con visite accurate ed esami strumentali. Sebbene si tratti di un tumore benigno, è infatti bene mantenere la situazione sotto controllo in modo da evitare complicazioni. La scelta di non asportare il fibroadenoma, perché è stato valutato innocuo, non vuol dire che vada trascurato. È, infatti, fortemente raccomandato, a tutte le donne con questo tumore (anche per le forme meno pericolose), di sottoporsi a dei controlli periodici, per tenere sotto osservazione la situazione. Questa è una misura soltanto precauzionale, che, però, è fondamentale per evitare qualsiasi tipo di complicazione.
Nel caso in cui le cisti presentino dimensioni notevoli dando origine a fenomeni compressivi il medico può invece ritenere opportuno effettuare un'agoaspirazione (prelievo del tessuto solido o liquido contenuto nei noduli che si possono formare in varie zone del corpo tramite un ago molto sottile).
Nei casi in cui lo specialista ritenga invece necessario asportarlo, si procede con la rimozione del fibroadenoma dal seno. Si tratta sempre dell’ultima opzione, in quanto ogni intervento chirurgico, anche estremamente sicuro e di lieve entità (come in questo caso), è pur sempre foriero di un minimo rischio di complicazioni. Se lo specialista decide di operare, è perché gli esami strumentali hanno fatto emergere caratteristiche atipiche (bordi irregolari, vascolarizzazione anomala, ecc.) oppure la paziente soffre di sintomi fastidiosi.
Quale terapia per il fibroadenoma?
- Lumpectomia o biopsia escissionale: È una metodica ideale per rimuovere le cisti formatesi all'interno del tessuto ghiandolare, di cui è incerta la natura (se maligna o benigna). Essa prevede una piccola incisione, sopra la zona sospetta, e l'asportazione del nodulo sottostante. Tale nodulo, una volta prelevato, viene analizzato accuratamente in laboratorio, in modo tale da scoprire l'origine della neoplasia.
- Crioablazione: Che, come illustra il termine, sfrutta le potenzialità delle temperature fredde. Prevede l'utilizzo di uno strumento particolare, dotato di tanti piccoli aghi e chiamato criosonda, che è in grado di congelare i tessuti sospetti (il termine "crio" deriva dal greco e vuol dire "freddo") e scongelarli gradualmente. Una volta messo in pratica, questo processo crea uno shock termico che provoca la morte delle cellule tumorali trattate. I processi di congelamento e scongelamento si ottengono con dei gas (argon per il primo processo ed elio per il secondo), i quali vengono "sparati", attraverso gli aghi della criosonda, sul tessuto da trattare. Grazie a un’apposita criosonda con ago singolo, si veicola azoto liquido proprio al centro della lesione. Questo porta alla formazione di una sorta di “palla di ghiaccio” che incamera il nodulo, il cui tessuto cellulare viene necrotizzato. Nel giro di 6 mesi circa, il tessuto si riassorbe spontaneamente. Ciò implica naturalmente una conseguenza che in alcuni casi si preferisce evitare: è impossibile analizzare il tessuto dopo l’intervento.
- Terapia a ultrasuoni: Efficace e poco invasiva. Grazie a un dispositivo dedicato, è possibile concentrare sulla lesione una quantità prestabilita di onde a ultrasuoni ad alta intensità, che distruggono le cellule. È una metodica la cui efficacia è stata riconosciuta solo di recente; difatti, fino a poco tempo fa, era presa in considerazione solo per i tumori di prostata, utero o fegato.
- Escissione semplice (quadrantectomia): Si pratica un’incisione nella mammella (in genere intorno all’areola del seno), si separa il fibroadenoma dai tessuti circostanti, lo si asporta e in seguito si esegue un esame istologico.
In tutti questi casi, l’operazione viene eseguita con anestesia locale. Un intervento per fibroadenoma del seno quanto dura? Dipende dalla tecnica prescelta.
Prevenzione
Se è vero che non è possibile praticare una vera e propria strategia preventiva, è però possibile ricevere una diagnosi tempestiva se ci si sottopone con regolarità a visite di controllo e si ricorre in autonomia all’autopalpazione del seno. Quando, durante l'autopalapazione o l'autoesame del seno, si avverte la presenza di un nodulo oppure si nota una leggera secrezione dal capezzolo è bene non farsi prendere da inutili allarmismi: spesso questi sintomi sono il segno di disturbi non seri e facilmente curabili. Il consiglio è di rivolgersi al proprio medico per sottoporsi a un controllo.
Il seno è certamente una delle parti del corpo maggiormente delicate nella percezione femminile: è assolutamente naturale che una paziente abbia timore di approfondire una particolare situazione o che provi un senso di allarme al momento della diagnosi. Ecco perché è così importante che il percorso di diagnosi, terapia e follow-up avvenga in un contesto sicuro e confortevole, in strutture specializzate dove non solo è possibile contare sulle competenze di specialisti altamente qualificati e sulla presenza di tecnologie all’avanguardia, ma anche su un metodo che mette al centro la persona nelle sue particolarità.
Comunque la mastopatia non deve essere trascurata.
AVVISO ALLE UTENTI: Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico. Ogni terapia è individuale e deve essere monitorata dal proprio specialista. Per risolvere i tuoi dubbi richiedi tranquillamente un consulto a SenoClinic.
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