Ecografia Doppler in Gravidanza: Quando Farla e Perché

La flussimetria in gravidanza, nota anche come velocimetria doppler, è un esame ecografico che utilizza la tecnologia doppler per valutare il flusso sanguigno all'interno dei vasi sanguigni del feto e della madre. Questo esame è diventato uno strumento essenziale per lo screening, la diagnosi, la prognosi e il monitoraggio di diverse condizioni patologiche che possono colpire la madre e il feto.

Cos'è la Flussimetria in Gravidanza

La flussimetria in gravidanza è stata introdotta come esame di diagnosi prenatale nel 1977. Si tratta di un esame del flusso sanguigno fetale e del sistema circolatorio effettuato utilizzando l’ecografia doppler.

Nello specifico, attraverso la flussimetria in gravidanza il medico può analizzare e misurare il flusso sanguigno che passa attraverso:

  • Le vene che irrorano l’utero materno
  • L’arteria del cordone ombelicale
  • L’aorta addominale fetale
  • I vasi sanguigni che irrorano il cervello del feto

Questa misurazione consente di determinare se la placenta funziona correttamente e se la nutrizione e l'assunzione di ossigeno del bambino sono soddisfacenti.

Come per tutte le ecografie, la flussimetria impiega l’azione degli ultrasuoni per valutare il flusso del sangue nelle vene e nelle arterie, la sua quantità e la velocità. Proprio per il fatto che viene eseguita con ultrasuoni, la procedura è assolutamente innocua per la donna incinta e per il feto. In caso di necessità, può essere ripetuta senza alcun rischio. La flussimetria viene anche chiamata Doppler perché sfrutta l’omonimo effetto, importantissimo per studiare le patologie a carico del sistema cardiocircolatorio.

Quando Eseguire la Flussimetria in Gravidanza

Le linee guida SIEOG (Società Italiana di Ecografia Ostetrica e Ginecologica e Metodologie Biofisiche) raccomandano la flussimetria solo in caso di gravidanze a rischio, non in presenza di una gestazione fisiologica.

Sarà il medico a stabilire se le condizioni della donna in gravidanza suggeriscano o meno la necessità e l’utilità di sottoporsi a una flussimetria e, se sì, quando eseguirla.

Ecco alcune situazioni in cui la flussimetria è raccomandata:

  • Iposviluppo fetale
  • Ipertensione materna
  • Preeclampsia
  • Gravidanza gemellare con crescita discordante
  • Diabete materno con vasculopatia
  • Anemia fetale
  • Idrope fetale
  • Malformazioni congenite, come la sindrome malformativa fetale
  • Cardiopatia congenita

Ad oggi non è stata dimostrata nessuna utilità derivante dall’esecuzione di questo esame in condizioni di normalità e assenza di rischio.

In particolare, la flussimetria materna delle arterie uterine viene fatta tra la 17esima settimana di gravidanza e la 23esima settimana di gravidanza. Con la flussimetria fetale vengono analizzate le arterie ombelicali e l’arteria cerebrale media o il dotto venoso. Solitamente la flussimetria fetale si esegue dalla 32esima settimana di gravidanza in poi, talvolta in concomitanza con l’ecografia del terzo trimestre.

A Cosa Serve la Flussimetria

La flussimetria è un esame ecografico che serve a controllare la circolazione sanguigna materna e fetale per valutare il funzionamento della placenta. La funzione della placenta è quella consentire lo scambio di sostanze nutrienti e sostanze di scarto, ossigeno e anidride carbonica tra il nascituro e il corpo della mamma.

Grazie alla flussimetria infatti è possibile sapere molte cose sullo stato di benessere del bimbo. Fornisce informazioni utili circa l’elasticità di alcune arterie e il flusso del sangue. Se questo non è ottimale, l’ossigenazione ne risente, la placenta non lavora bene e, a cascata, il piccino cresce più lentamente, un fenomeno pericoloso. È stato dimostrato che un’alterazione dei flussi uterini è associata ad un alto rischio di complicanze nel terzo trimestre di gravidanza, tra cui la gestosi e il ritardo di crescita intrauterino.

Come Funziona la Flussimetria

La flussimetria o ecodoppler o velocimetria Doppler funziona sfruttando un fenomeno fisico che si osserva quando un’onda di qualunque tipo, sonora o luminosa, viene emessa da una sorgente in movimento rispetto a chi la osserva: l’effetto Doppler.

Quando si effettua una flussimetria, la sonda dell’ecografo emette un’onda a ultrasuoni che raggiunge il vaso e il sangue che scorre al suo interno, ne viene riflessa e torna al sensore della sonda. L’onda riflessa è stata di fatto emessa da una sorgente in movimento: il sangue.

“Ogni vaso sanguigno ha la sua onda caratteristica”, spiega il ginecologo. “L’operatore che effettua l’esame osserva quella sullo schermo e riconosce eventuali anomalie.

Se i controlli normalmente previsti in gravidanza evidenziano un ritardo della crescita fetale oppure sussistono delle condizioni di rischio che fanno temere il ritardo, mediante la flussimetria si studia la circolazione sanguigna all’interno di alcuni vasi: l’arteria ombelicale, l’arteria cerebrale media del nascituro e, a volte, il dotto venoso del piccolo”, dice De Santis. “Il flusso nell’arteria ombelicale è indicativo del corretto funzionamento degli scambi feto-placentari.

Altri Usi della Flussimetria in Gravidanza

Lo studio della circolazione sanguigna nei vasi dell’utero in epoca precoce della gravidanza, associato all’analisi di alcuni parametri chimici nel sangue della donna, permette di ottenere delle informazioni sullo sviluppo della placenta e di stimare il rischio che la futura mamma possa più avanti sviluppare un’ipertensione o una preeclampsia”, spiega De Santis.

In determinate circostanze può accadere che il sistema immunitario materno attacchi degli antigeni presenti sui globuli rossi fetali, che riconosce come estranei. Questa reazione può comportare la distruzione dei globuli rossi e anemiadel piccolo. È necessario allora intervenire con una trasfusione in utero.

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