L’ecografia della spalla è un esame diagnostico con cui studiare i tessuti molli della regione scapolo-omerale, con particolare attenzione ai tendini della cuffia dei rotatori che garantiscono la funzionalità articolare della spalla. Attraverso l’esame, il medico può individuare alterazioni morfologiche che giustificano il dolore o la ridotta funzionalità della spalla.
L’ecografia spalla cuffia dei rotatori serve a individuare eventuali segni di infiammazione, usura o rottura dei tendini. Il medico può osservare i movimenti dei tendini durante l’esecuzione di specifici gesti dell’articolazione. L’ecografia può essere impiegata anche per guidare con precisione infiltrazioni locali o per eseguire aspirazioni di raccolte fluide, ovvero accumuli anomali di liquidi.
Quando è prescritta l'ecografia della spalla?
L’ecografia della spalla viene prescritta in presenza di sintomi come dolore alla spalla, rigidità articolare, riduzione dell’ampiezza del movimento o difficoltà nei gesti quotidiani (come sollevare il braccio, vestirsi o dormire sul lato dolente).
Come si svolge l'esame ecografico?
L’esame viene eseguito con il paziente seduto su una poltrona o sdraiato, a seconda delle preferenze del medico. Sulla spalla viene applicato un gel trasparente che facilita il passaggio degli ultrasuoni. Successivamente viene appoggiata la sonda ecografica sulla pelle, spostandola lungo i vari punti di interesse: porzione anteriore, laterale e posteriore della spalla.
Il medico può richiedere al paziente di eseguire piccoli movimenti articolari per osservare la funzionalità dinamica dei tendini. Questa fase è particolarmente utile per cogliere eventuali segni di attrito, impingement o instabilità.
Preparazione all'esame
L’ecografia spalla cuffia dei rotatori non richiede alcuna preparazione specifica. Non serve sospendere farmaci né digiunare. Si consiglia di indossare un abbigliamento comodo e facilmente rimovibile nella parte superiore del corpo, così da consentire l’accesso completo alla zona anatomica da esaminare.
Cuffia dei rotatori: anatomia e patologie
La cuffia dei rotatori è una parte anatomica della spalla che viene utilizzata nei movimenti di sollevamento e rotazione del braccio. La cuffia dei rotatori va incontro, nel tempo, ad un processo fisiologico di degenerazione. Ma non basta: la cuffia dei rotatori, infatti, è particolarmente esposta anche al rischio di lesioni traumatiche.
Delle strutture tendinee, l’Ecografia valuta: struttura, spessore e integrità. Le calcificazioni in sede preinserzionale dei tendini della cuffia dei rotatori possono anch’esse determinare dolore alla spalla. Un eventuale versamento articolare, la distensione della borsa subacromiondeltoidea o la presenza di eventuali cisti/masse occupanti spazio possono essere diagnosticate da un operatore esperto mediante l’ecografia della spalla.
Ecografia vs. Risonanza Magnetica
Di fronte ad una spalla dolorosa, sempre più frequentemente, si ricorre all’RM già in prima battuta. La risonanza magnetica della spalla, specie se effettuata su apparecchio ad alto campo, consente di studiare in maniera più approfondita i tendini della cuffia ed avere delle informazioni anche riguardo le strutture scheletriche, legamentose e fibrocartilaginee (lacerazione del cercine glenoideo).
Tuttavia, in realtà, fino a rotture di cuffia di non oltre 2 cm, un chirurgo di spalla esperto di ecografia non avrebbe bisogno di richiedere una risonanza magnetica, ma gli basterebbe una radiografia di base per escludere eventuali patologie scheletriche.
Come dimostra una revisione sistematica del 2013 che ha preso in considerazione 20 studi effettuati su 1.147 spalle, nelle lesioni complete non c’è differenza in termini di sensibilità e specificità tra ecografia, artro-Rmn e Rmn, mentre nelle lesioni parziali cala la sensibilità di ecografia e Rmn e aumenta quella di artro-Rmn.
Nelle mani di un chirurgo ortopedico esperto di spalla, l’ecografia eseguita contestualmente alla visita ambulatoriale permette una diagnosi precisa nel 90% dei casi sia nelle lesioni a tutto spessore della cuffia dei rotatori, sia in quelle parziali, rispetto al 95% della Rmn eseguita ad alto campo.
Secondo i risultati di uno studio pubblicato nel 2016 su Journal of Shoulder and Elbow Surgery, invece, la capacità diagnostica del chirurgo dopo 5 anni di utilizzo dell’ecografo a scopo diagnostico durante la visita aumentava in termini di sensibilità e specificità rispettivamente dal 93% e 68% a T0, a 99% e 93% a T5.
Questa specificità e sensibilità nella valutazione delle lesioni di cuffia può essere ulteriormente aumentata attraverso la cosiddetta artro-eco, cioè un’infiltrazione ecoguidata di acido ialuronico associato a un anestetico locale a seconda della situazione clinica. Questo metodo aumenta ulteriormente la sensibilità nell’identificazione della lesione anche parziale di cuffia, la più difficile da valutare.
Vantaggi dell'ecografia per il chirurgo
Ovviamente con l’ecografia dinamica e comparativa, ed eventualmente con la terapia infiltrativa ecoguidata, è possibile porre una diagnosi immediata e ridurre il dolore del paziente con spalla dolorosa acuta, già durante la prima visita, identificando subito qual è la patologia, ed eseguire una artrocentesi in caso di versamento borsitico o articolare e un’infiltrazione ecoguidata.
Questa precisione diagnostica e operativa è possibile anche con un ecografo portatile, apparecchiature oggi estremamente performanti, con il quale riusciamo a studiare la cuffia dei rotatori, identificando tendiniti, calcificazioni, lesioni parziali o complete di cuffia, versamenti sinoviali della borsa subacromiale, articolari e della doccia bicipitale.
Inoltre l’ecografia è un esame dinamico che si effettua facendo muovere la spalla del paziente: questo permette di valutare anche la dinamica della spalla, confrontandola con la spalla controlaterale sana o asintomatica, consentendo così un esame comparativo delle due spalle.
L'importanza dell'ecografia nella terapia infiltrativa
Anche senza l’uso dell’ecografo, un chirurgo di spalla esperto può eseguire infiltrazioni nello spazio subacromiale, nell’articolazione acromion-claveare della spalla, con una certa garanzia di precisione. Tuttavia, non può essere così preciso nell’effettuare tutta un’altra serie di infiltrazioni, come per esempio quelle nello spazio articolare, in un focolaio di lesione di 1 cm, nella doccia bicipitale, oltre a non poter eseguire artrocentesi se non in caso di versamenti di grande entità in quanto la massa del deltoide copre e maschera le strutture sottostanti.
Studi randomizzati a doppio cieco e comparativi hanno dimostrato che l’ecografia aumenta, come nell’anca, la sensibilità, la precisione e l’efficacia dell’infiltrazione.
Il miglioramento del dolore avviene immediatamente o in tempi molto brevi, favorisce il risparmio di terapie fisiche, antalgiche e farmacologiche, consente un più rapido trattamento riabilitativo e la gestione efficace del dolore di spalla non strettamente correlato all’entità della lesione.
Ruolo dell'ecografia nel follow-up post-operatorio
Non solo l’ecografia permette di valutare e monitorare la patologia del paziente nel pre-operatorio, ma nel post-operatorio, dopo la chirurgia di riparazione della cuffia dei rotatori, per esempio, permette di monitorare anche la cicatrizzazione, il livello di progressione della cicatrice tendinea e, quindi, di pianificare la riabilitazione, la ripresa di attività sportive o lavorative da sforzo, in modo personalizzato, ovvero rispettando i tempi biologici di guarigione del paziente.
Learning curve: quanto tempo per diventare esperti di ecografia?
Uno studio pubblicato nel 2013 su American Journal of Bone Joint Surgery ha rilevato che chirurghi senza alcuna precedente esperienza ecografica, formati secondo un protocollo specifico, raggiungevano un livello medio di capacità e di sensibilità diagnostica e valutativa della cuffia dei rotatori dopo 100 ecografie.
Durante tutto il percorso di apprendimento, il chirurgo metterà in relazione l’ecografia eseguita durante la visita con la risonanza magnetica, cercando di identificare quello che vede all’ecografo con le immagini della risonanza. Infine, eseguirà un confronto con le lesioni riscontrate durante l’intervento da lui stesso eseguito. Sviluppando la propria esperienza con l’ecografia, il chirurgo di spalla arriverà a livelli di precisione diagnostica e valutativa quasi assoluta.
La visita ecoguidata
La visita ecoguidata, cioè la visita con ecografia, è cruciale nella diagnosi delle patologie della cuffia dei rotatori, del capo lungo del bicipite e nelle borsiti, nella lussazione acuta traumatica della spalla, nell’artrosi, nella tendinopatia calcifica e, infine, nelle fratture (frattura occulta del trochite, frattura di Hill-Sachs, lussazioni traumatiche, lussazione acromion-claveare e frattura da stress acromiale nelle protesi inverse).
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