L’ecografia con mezzo di contrasto viene utilizzata in modo mirato per studiare la vascolarizzazione delle formazioni nodulari del fegato, del rene e del pancreas. Inoltre, viene utilizzata nelle operazioni di diagnostica che riguardano le malattie cardiache oltre alle patologie che colpiscono le arterie cerebrali, la carotide e le arterie periferiche.
Come Funziona l'Ecografia con Mezzo di Contrasto
L’ecografia con mezzo di contrasto viene eseguita sia in condizioni ordinarie sia durante e dopo l’iniezione endovenosa del mezzo di contrasto ecografico (circa 5ml di soluzione preparata al momento). Il medico inietta in una vena del braccio del paziente il mezzo di contrasto. Le microbolle che compongono il mezzo di contrasto, che hanno dimensioni inferiori a quelle dei globuli rossi, vengono colpite dagli ultrasuoni che vengono emessi da una sonda utilizzata dal medico e fatta scorrere sulla pelle del paziente in corrispondenza dell’organo che si vuole esaminare. Tutte le diverse fasi che compongono l’esame - prima, durante e dopo l’iniezione - sono analizzate dall’ecografo.
Vantaggi dell'Ecografia con Mezzo di Contrasto
L’ecografia con mezzo di contrasto (Mdc) è fortemente consigliata ad esempio nei casi di angioma epatico, o di altre condizioni epatiche benigne (noduli di iperplasia nodulare focale) in quanto si può concludere in un tempo unico la diagnosi. “E’ un completamento dell’ecografia che permette di verificare delle anomalie riscontrate negli organi addominali (soprattutto nel fegato) e di ottenere diagnosi in tempi più ridotti.
L’ecografia senza il contrasto è una metodica a basso costo, di larghissima diffusione, che nonostante i notevoli progressi tecnologici e l’esperienza degli operatori, ha infatti dei limiti nella caratterizzazione delle lesioni. L’ecografia con mezzo di contrasto è invece un sistema di imaging molto sofisticato con un’accuratezza del 90% e per questo in alcuni casi può ridurre anche il ricorso a metodiche più impegnative per il paziente.
“L’esame è considerato molto valido per lesioni focali, benigne e maligne, primitive o secondarie al fegato. E’ inoltre utile nello studio delle pseudo lesioni al rene, come la ipertrofia colonnare e nella diagnosi e monitoraggio delle cisti renali complesse ai reni.
Inoltre, il mezzo di contrasto può aiutare a valutare la funzionalità di specifici organi. L’esame viene richiesto quando è necessario valutare lo stato di salute di fegato, colecisti, vie biliari, reni, pancreas, milza, aorta, vescica e organi genitali interni. E’ indolore e privo di rischi e controindicazioni.
La Ceus rappresenta nel campo ecografico per la diagnostica delle lesioni epatiche uno strumento indispensabile: “La tecnica abbina l’ecografica con imaging armonico a basso indice meccanico alla somministrazione endovenosa di mezzo di contrasto ecografico (esafluoruro di zolfo, Sonovue).
E’’ fondamentale anche per studiare la vascolarizzazione delle formazioni nodulari del fegato, del rene e del pancreas. Questo percorre l’intero vaso sanguigno e in pochi secondi attraversa gli organi vitali interni come il cuore, i polmoni, il fegato, i reni, il pancreas. In questo modo aumentano e riducono ritmicamente il loro volume generando onde elastiche di ritorno amplificate e quindi visibili sul monitor dell’ecografo. L’intera procedura dura circa 15-20 minuti. Le lesioni epatiche possono essere di origine benigna o maligna: in generale, le lesioni maligne ricevono più sangue e quindi una maggiore quantità di mezzo di contrasto che rilasciano molto più velocemente rispetto alle altre.
Tipologie di Mezzi di Contrasto e Loro Utilizzo
La classificazione dei mezzi di contrasto si basa principalmente sulla loro composizione chimica, sul meccanismo di azione e sulla via di somministrazione.
- Mezzi di contrasto iodati: sono tra i più usati, specialmente nelle radiografie e nelle TC. Contengono iodio, un elemento che blocca i raggi X, rendendo più visibili i tessuti che lo assorbono.
- Mezzi di contrasto paramagnetici: Per esami di risonanza vengono usati mezzi di contrasto paramagnetici (contenenti gadolinio o manganese) e superparamagnetici (contenenti composti di ferro). I più usati sono quelli contenenti gadolinio. In Italia i mezzi di contrasto a base di gadolinio sono: gadodiamide (Omniscan®), acido gadobenico (Multihance®), gadobutrolo (Gadovist®), gadofosveset (Vasovist®), acido gadopentetico (Magnevist®), acido gadoterico (Dotaren®), gadoteridolo (Prohance®) e acido gadoxetico (Primovist®).
- Mezzi di contrasto ecografici: I mezzi di contrasto ecografici sono costituiti da microbolle di gas che vengono iniettate direttamente nel circolo venoso e sono caratterizzate da una bassa solubilità che consente loro di rimanere a lungo all’interno dei vasi sanguigni. L’ecografia con mezzo di contrasto (CEUS) rappresenta un metodo molto efficace per la caratterizzazione di lesioni focali epatiche o pancreatiche, soprattutto per l’identificazione di metastasi o per lo studio della valutazione della risposta al trattamento medico antitumorale, Guidano inoltre alla terapia ablativa percutanea dei tumori epatici e alla valutazione dell’efficacia del trattamento radioterapico. Altre importanti applicazioni riguardano lo studio delle lesioni focali di milza e rene e lo studio dei vasi addominali (in particolar modo nella valutazione di complicanze dopo l’innesto di protesi aortiche).
Rischi e Controindicazioni
La somministrazione del mezzo di contrasto è generalmente sicura; tuttavia possono verificarsi reazioni avverse, soprattutto a quelli iodati e a base di gadolinio, che variano da lievi a severe. “Il mezzo di contrasto ecografico è ottimamente tollerato con rarissimi effetti collaterali, comporta scarse limitazioni d’uso tanto che si può eseguire in pazienti con insufficienza epatica e renale.
Reazioni Avverse
I mezzi di contrasto, in particolare quelli iodati utilizzati per studiare i vasi delle vie urinarie (uroangiografici) e le vie biliari (colangiografici), possono causare reazioni avverse od effetti collaterali di vario tipo e di diversa gravità.
- reazioni di natura chemiotassica o di Tipo A: chiamate così perché la tossicità del composto è legata alla sua composizione chimica.
- reazioni imprevedibili o di Tipo B: sono quelle in cui il rapporto causa-effetto è più difficile da stabilire e, per darne spiegazione, sono state fatte varie ipotesi riguardanti l'intervento del sistema immunitario, la presenza di malattie concomitanti e lo stato emotivo del paziente.
Effetti collaterali lievi: nausea, vomito, prurito, rossore e una sensazione di calore o freddo al sito di iniezione. Reazioni avverse gravi acute (pochi minuti dopo l’introduzione del contrasto), se pur rare, sono sempre possibili. Benché queste reazioni possano avere le stesse manifestazioni delle reazioni anafilattiche, esse non sono vere reazioni di ipersensibilità IgE mediate. Infatti una sensibilizzazione precedente non è necessaria, né la reazione si ripete sempre nello stesso paziente.
Precauzioni
È fondamentale informare il proprio medico radiologo se si hanno precedenti allergici noti a mezzi di contrasto o se si hanno reazioni avverse dopo l’esecuzione dell’esame. Occorre prestare attenzione nei casi di insufficienza renale ed epatica grave. Nell'insufficienza renale si dovrà, ove possibile, evitare l'impiego del mezzo di contrasto ed optare per indagini (ecografia, risonanza magnetica) che non ne richiedano l'impiego.
Particolari condizioni predisponenti, come una preesistente insufficienza renale, la disidratazione, terapie diuretiche, l’uso di farmaci che possono causare tossicità renale (per esempio FANS o ACE inibitori che vanno sospesi prima dell’esame) devono essere attentamente valutate, soprattutto per la prevenzione (o l’aggravamento) della nefrotossicità. A questo scopo è obbligatorio considerare in ogni paziente che deve essere sottoposto a esame con contrasto per via endovenosa non solo la creatininemia, ma anche il GFR (filtrato glomerulare), che molti laboratori forniscono insieme.
Dal punto di vista della pratica clinica è fondamentale, accingendosi a prescrivere un esame con contrasto per via endovenosa, avere informazioni su eventuali pregresse reazioni avverse (lievi o gravi, acute o subacute, cutanee o generali) avvenute in precedenti esami dopo introduzione di mezzo di contrasto. Non vanno trascurate condizioni patologiche in atto o antecedenti (per esempio asma bronchiale, allergie alimentari o a farmaci) che possono predisporre a reazioni indesiderate. Va sempre raccolta, quando possibile, un’accurata anamnesi farmacologica. Ugualmente importanti sono un attento esame clinico del paziente e la valutazione di alcuni parametri di laboratorio, quali funzionalità renale, epatica, tiroidea, emocoagulativa ed elettroforesi proteica del siero. Ovviamente la prima considerazione da fare, anche in relazione ai possibili rischi, è la reale utilità dell’esame.
Gravidanza
Durante la gravidanza, ogni procedura medica che riguarda la futura mamma necessita di un’attenta valutazione dei possibili rischi e benefici. Questo è particolarmente vero quando si parla di diagnostiche per immagini che richiedono l’uso di mezzi di contrasto.
Per quanto riguarda i mezzi di contrasto iodati, studi hanno mostrato che possono attraversare la placenta e raggiungere il feto. Sebbene non ci siano evidenze conclusive che indichino effetti teratogeni diretti, l’esposizione al mezzo di contrasto iodato può interferire con la funzione tiroidea del nascituro. I mezzi di contrasto a base di gadolinio, invece, hanno una minore capacità di attraversare la placenta. Tuttavia, alcune ricerche suggeriscono che possono essere associati ad un aumentato rischio di condizioni infiammatorie e allergiche nel neonato se somministrati durante il secondo e terzo trimestre.
In generale, quando una donna incinta necessita di un esame con mezzo di contrasto, i medici valuteranno attentamente il caso specifico.
Preparazione all'Esame
Prepararsi all’esame è semplice. Una dieta leggera nei giorni precedenti, il digiuno sei ore prima dell’esame: Per l’ecografia dell’addome superiore (con cui si esplorano il fegato, la cistifellea e le vie biliari, la milza, i reni, il pancreas, lo stomaco, i grossi vasi sanguigni, in particolare l’aorta ed eventuali linfonodi ingranditi) occorre prepararsi con un’alimentazione adeguata. Nei tre giorni precedenti, per eliminare l’aria presente nell’intestino, si possono utilizzare tisane oppure pastiglie di carbone vegetale da assumere dopo i due pasti principali. Meglio anche evitare pasta, frutta, verdura, legumi, cereali, latte, succhi di frutta, bevande gassate.
Per l’ecografia dell’addome inferiore (o ecografia pelvica) occorre che la vescica sia piena. Durante l’esame il paziente viene fatto sdraiare supino. La procedura non è dolorosa e prevede lo scorrimento della sonda ecografica - azionata manualmente dal medico - sull’addome cosparso di un gel trasparente che ha lo scopo di permettere il passaggio degli ultrasuoni dalla sonda ai tessuti. E’ una tecnica immediata, sicura e senza importanti effetti collaterali.
Cosa Fare Dopo l'Esame
Terminata la risonanza magnetica, il corpo del paziente elimina naturalmente il mezzo di contrasto attraverso i reni e l’apparato urinario. Per facilitare l’eliminazione del gadolinio, si consiglia ai pazienti di idratarsi adeguatamente bevendo molti liquidi nelle ore successive all’esame. Inoltre, è fondamentale seguire le istruzioni fornite dai professionisti sanitari riguardanti eventuali precauzioni o restrizioni alimentari da adottare dopo l’esame.
È raccomandabile consigliare al paziente di bere molta acqua per favorire l'eliminazione della sostanza il più velocemente possibile, e di favorire l'idratazione nei soggetti con insufficienza renale, diabete, mieloma multiplo ed iperuricemia. Normalmente, lo Iodio utilizzato nei liquidi di contrasto viene metabolizzato dal fegato e successivamente eliminato attraverso le urine dai reni. Per facilitare e accelerare questo processo naturale, si consiglia ai pazienti di idratarsi adeguatamente prima e dopo la TAC. Bere abbondante acqua aiuta i reni a filtrare e eliminare più efficacemente lo Iodio dal sangue.
Dati sulle Reazioni Avverse
Le segnalazioni nel database GIF (Gruppo Interregionale di Farmacovigilanza) al 30 giugno 2009 mostrano un quadro delle reazioni avverse ai mezzi di contrasto. Nella banca dati del Gruppo Interregionale di Farmacovigilanza al 30 giugno 2009 erano presenti 2.274 segnalazioni di reazioni avverse alle due categorie di mezzi di contrasto prese in considerazione nell’articolo (vedi tabella), con una percentuale di reazioni gravi del 23% circa.
Sia per i mezzi di contrasto iodati sia per quelli a base di gadolinio per risonanza magnetica le reazioni più segnalate come causa di morte sono state lo shock anafilattico e l’arresto cardiaco o cardiorespiratorio. Per entrambe le classi le reazioni avverse sono state per la grande maggioranza a carico della cute, dell’apparato cardiovascolare e respiratorio. Pochissime sono le segnalazioni a carico dei mezzi di contrasto iodati ad alta osmolarità (n= 21) così come quelle per i supermagnetici a base di ferro (n= 7), indice dello scarso utilizzo di tali composti. Poche anche le segnalazioni per i composti utilizzati nell’ultrasonografia (n= 22), anche se va sottolineato che sono quasi tutte gravi (>70%) tra cui un decesso.
La tabella seguente riassume i dati sulle segnalazioni di reazioni avverse:
| Mezzi di Contrasto | N. Segnalazioni | N. Segnalazioni ADR gravi (%) |
|---|---|---|
| Mezzi di contrasto iodati a bassa osmolarità e paramagnetici per risonanza magnetica | 2,274 | Circa 23% |
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