Ecografia del Muscolo Trapezio: Valutazione e Trattamento delle Disfunzioni

Il dolore al collo è un disturbo comune che colpisce una vasta percentuale della popolazione, inclusi i lavoratori d'ufficio. La disfunzione del muscolo trapezio è stata comunemente collegata al dolore al collo, sebbene la fisiopatologia del dolore al collo sia spesso multifattoriale.

In questo contesto, l'esame strutturale osteopatico (OSE), che comprende la valutazione palpatoria delle caratteristiche fisiche delle patologie muscoloscheletriche come il dolore al collo, è uno strumento utile per valutare il dolore al collo dal punto di vista del medico osteopata. Queste caratteristiche comprendono anomalie della consistenza dei tessuti, asimmetria, limitazione dei movimenti e/o tenerezza (TART). I risultati del TART sono utilizzati per identificare la presenza di disfunzione somatica (SD).

Dopo l'identificazione di una SD, il trattamento manipolativo osteopatico (OMT) viene comunemente eseguito come intervento. Tuttavia, questi miglioramenti sono in gran parte soggettivi e inclini alla variabilità tra i pazienti e gli operatori osteopatici. Attualmente sono necessarie ulteriori ricerche per sviluppare misure quantitative e oggettive per catalogare la SD e l'efficacia della OMT.

L'ecografia quantitativa è un metodo che ha dimostrato di quantificare accuratamente la SD. L'elastografia a ultrasuoni con onde di taglio (SWE) può essere utilizzata per valutare la rigidità o l'elasticità dei tessuti, uno dei principali fattori che contribuiscono alla SD. La SWE registra la velocità delle onde di taglio (SWV), la velocità con cui un'onda di taglio si propaga attraverso i tessuti, misurata in metri al secondo. Le onde di taglio si propagano attraverso i tessuti più rigidi più velocemente rispetto ai tessuti più elastici. Pertanto, una maggiore SWV è associata a tessuti più rigidi.

Studio sull'Efficacia dell'Ecografia SWE nel Muscolo Trapezio

Uno studio pubblicato sul Journal of Osteopathic Medicine ha valutato la fattibilità dell'elastografia a onde di taglio (SWE) nella valutazione dei muscoli del trapezio superiore con dolore e ipertonicità, nonché i cambiamenti in questi muscoli dopo la OMT per le disfunzioni somatiche cervicali.

Metodi

Sono stati reclutati 22 volontari adulti (16 femmine e 6 maschi; età media, 27 anni; range di età, 23-34 anni). Sono stati inclusi nello studio 22 soggetti piuttosto giovani (età media 27) e dopo averli valutati con questionari, VAS e valutazioni cliniche basate sul TART, è emerso che 16 partecipanti hanno dichiarato di soffrire di dolore al collo, mentre sei non ne soffrivano. Il gruppo ha iniziato il test con l’ecografia pre-trattamento, 30’ di trattamento osteopatico che includeva manipolazioni mirare ai tratti C1 - C7 e T1 - T4 in base alle disfunzioni rilevate dall’operatore, infine ecografia post-trattamento.

Nella fase di trattamento l’operatore ha utilizzato una vasta gamma di metodiche osteopatiche: rilasciamento miofasciale e posizionale, tecniche articolatorie, ad energia muscolare, ad alta velocità e bassa ampiezza, counter strain, craniali e di bilanciamento delle tensioni legamentose.

La valutazione TART comprendeva 11 parametri ed è stata valutata prima e dopo l'OMT. Prima dell'OMT, un parametro positivo è stato valutato come 1, mentre un parametro negativo è stato valutato come 0.

Risultati

Analizzando i dati emerge che il trattamento osteopatico migliora la contrattilità nei muscoli disfunzionali favorendo il reclutamento delle fibre muscolari, il drenaggio linfatico e la circolazione sanguigna.

La SWV in contrazione muscolare e la SWVR erano significativamente più basse nei muscoli con dolore rispetto a quelli senza dolore (p≤0,01). Anche la SWV nella contrazione muscolare era significativamente più bassa nei muscoli ipertonici rispetto a quelli normo- motonici (p<0,01). Dopo la OMT, la SWV nella contrazione muscolare e la SWVR nei muscoli con dolore e ipertonici sono aumentate significativamente (p≤0,01). Il punteggio complessivo TART di tutti i muscoli con disfunzione somatica (SD) dopo OMT è diminuito significativamente (p<0,01). Anche la SWV nella contrazione muscolare e la SWVR nei muscoli ipertonici sono aumentate significativamente (p≤0,03), con un indice di miglioramento pari a 0,11 e 0,20.

Conclusioni dello Studio

I risultati di questo studio dimostrano la fattibilità dell'utilizzo della SWE per valutare le disfunzioni somatiche della muscolatura del trapezio superiore e l'efficacia della OMT per le disfunzioni somatiche del collo.

Altre Considerazioni sull'Ecografia del Trapezio

Attraverso l’ecografia si potrà vedere anche la presenza di alcuni trigger point sul ventre muscolare ma non solo. Infatti attraverso il Doppler, cioè la capacità dell’ecografo di eseguire una valutazione del flusso sanguigno, si potrà vedere anche se in quella zona c’è una minor perfusione sanguigna.

Infatti possiamo dire che è una sorta di effetto collaterale del fatto che è sempre contratto per vari motivi che abbiamo elencato prima. Quando si va a palpare il muscolo, ciò che ci si rende conto è che non soltanto è teso, ma sembra a volte quasi gonfio.

Esame Dinamico ed Infiltrazioni Ecoguidate

Oltre a tutti questi aspetti, ciò che rende pressoché insostituibile l’ecografia rispetto ad altri esami sono due caratteristiche peculiari: la possibilità di effettuare un ESAME DINAMICO ed INFILTRAZIONI ECOGUIDATE.

L’esame dinamico altro non è che lo studio diretto del movimento di muscoli, tendini, articolazioni e legamenti che non potremmo effettuare con altre metodiche, e che risulta essenziale in situazioni come il conflitto di spalla o i traumi con lesioni muscolari o tendinee.

Per quanto riguarda invece la terapia infiltrativa, in molte malattie reumatiche e non (ad es. nell’artrosi piuttosto che nelle tendiniti, nelle borsiti o nelle epicondiliti dovute a cause lavorative piuttosto che sportive), si sottopone spesso il paziente a infiltrazioni articolari o periarticolari con farmaci a base di cortisone o acido ialuronico, che è un componente della cartilagine articolare. Il diretto controllo visivo che abbiamo a disposizione aumenta in maniera importante la probabilità di successo.

Infatti diversi studi, in particolare uno dell’EULAR, la lega europea contro le malattie reumatiche, hanno dimostrato come solo una percentuale variabile tra il 33 ed il 50% delle infiltrazioni effettuate a mano libera vada effettivamente a bersaglio. Il che è comprensibile se pensiamo che a volte si eseguono infiltrazioni di strutture delle dimensioni di pochi mm con aghi del diametro di 0,5 mm (come nelle infiltrazioni con acido jaluronico eseguite nell’articolazione trapezio-metacarpale per l’artrosi del pollice).

L’esempio tipico della utilità (se non necessità) della visione ecografica diretta è rappresentato dall’anca: a causa della profondità anatomica di questo distretto e della stretta associazione con strutture vascolari e nervose, le operazioni di infiltrazione o artrocentesi (ossia lo svuotamento di liquido dalla cavità articolare) necessitano di un supporto visivo continuo durante la procedura.

Questa tecnica si sta sempre più diffondendo proprio per la sicurezza che si garantisce al paziente, ma anche per la certezza di somministrare il farmaco esattamente dove risulta più utile o necessario (farmaco che spesso ha degli alti costi e quindi non va assolutamente sprecato).

L’ecografia muscolo-scheletrica alla spalla è una tecnica di imaging non invasiva, utilizzata per la valutazione delle strutture muscolari, tendinee, legamentose, articolari e nervose della spalla. L’ecografia muscolo scheletrica utilizza ultrasuoni per ottenere immagini dettagliate dei tessuti, permettendo di individuare infiammazioni, lesioni o anomalie senza radiazioni. L’articolazione della spalla è una delle più mobili del corpo umano, ma anche una delle più complesse e soggette a infortuni. Si tratta di un esame fortemente operatore-dipendente.

L’ecografia muscolo-scheletrica alla spalla rappresenta uno strumento diagnostico di prima scelta per molte condizioni patologiche, specialmente nei casi di sospette tendinopatie, borsiti o traumi. È un esame sicuro, rapido e dinamico, che permette una valutazione dettagliata delle strutture superficiali e guida efficacemente gli interventi terapeutici locali.

Il Ruolo del Fisioterapista

Se ti stai chiedendo come risolvere un fastidioso dolore al trapezio, la cosa più importante che devi fare è scegliere un bravo fisioterapista in grado di trovare la strada migliore per il tuo problema. Varie sono le tecniche che possono essere utilizzate. Per quanto riguarda le tecniche migliori che devono essere usate, sicuramente vanno incluse le manipolazioni delle giunzione cervicotoracica.

Veniamo ora a parlare di un trattamento di ultima generazione presente proprio all’interno del nostro studio. Parliamo del trattamento con la “Terapia a Percussione” cioè un tipo di trattamento caratterizzato da una percussione del muscolo trapezio colpito con una sorta di pistone 40 volte al secondo. Questo si traduce con una serie di modifiche a livello neurologico e fasciale che si traduce in un aumento della vascolarizzazione in quella zona; in questo modo il muscolo trapezio, ricevendo più irrorazione sanguigna, risulta essere più libero e meno teso. Se però la genesi dei problemi al collo e al trapezio provengono da assetti posturali errati, il trattamento di elezione è sicuramente quello della rieducazione posturale Mezieres.

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