Ecografia a 9 Settimane di Gravidanza: Cosa si Vede?

La prima ecografia in gravidanza è un passaggio spesso indimenticabile. Quell’immagine ci restituisce il frutto di un desiderio coltivato talvolta a lungo oppure, semplicemente, genera in noi un’emozione fino a quel momento sconosciuta. In ogni caso, si tratta della conferma che una vita è nata dentro di noi. Dopo avere fatto un test che ha dato esito positivo, finalmente si può osservare con i propri occhi quel piccolo cuoricino che batte.

La Prima Ecografia: Un Esame Fondamentale

La prima ecografia è un esame medico. Si tratta di un momento fondamentale nel monitoraggio della gravidanza. Il suo scopo è ottenere informazioni circa il feto, la sua condizione all’interno dell’utero materno e anche alcuni aspetti specifici della salute della mamma.

Quando Fare la Prima Ecografia?

Per quanto le linee guida fornite dalla Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) prevedano la prima ecografia tra le 11 e le 13 settimane + 6 giorni (13 settimane + 6 giorni si ritiene sia il termine del primo trimestre di gravidanza), molti genitori le effettuano molto prima. In genere, infatti, viene fatta alle 8/9 settimane ma si potrebbe addirittura anticipare ulteriormente. Ad esempio alla 4 settimana si può vedere la camera gestazionale, ovvero lo spazio dove vivrà e crescerà il feto. Una settimana dopo riusciamo a vedere le strutture embrionali, ad esempio il sacco vitellino. Addirittura, è possibile anche vedere un abbozzo di embrione che, quando raggiungerà i 5 mm di lunghezza mostrerà anche lo sfarfallio del cuore.

Perché Anticipare Potrebbe Essere Controproducente

In caso non vi siano rischi particolari, effettuare un’ecografia troppo anticipata potrebbe non restituire le informazioni necessarie alla valutazione della gravidanza. Supponendo, ad esempio, che vi sia stata una datazione errata dell’inizio della gravidanza, un’ecografia troppo anticipata non mostrerebbe ciò che ci si attende di vedere, causando ansia. Inoltre, sarebbe comunque necessario ripetere l’esame a distanza di tempo. Teniamo conto che raccogliere informazioni valide è meglio che raccoglierne di frammentate da ricomporre. Infine, è normale che ad ogni esame i genitori possano sentirsi in ansia e questo non aiuta la mamma a mantenersi calma e serena. Anticipare, dunque, la prima ecografia non è un bene se non è indispensabile, e di questo bisogna tenere conto.

Cosa si vede nelle primissime settimane?

Potrebbe capitare che per ragioni puramente cliniche il ginecologo richieda un’ecografia nelle primissime settimana di gravidanza. In questi casi si potranno raccogliere dati diversi a seconda della settimana di gestazione.

  • Verso le 4 settimane: si osserva la camera gestazionale che altro non è che lo spazio entro il quale crescerà l’embrione.
  • Verso le 5/6 settimane: normalmente compare l’embrione (quando raggiunge la misura di 5 mm) e si può vederne il cuore battere.
  • Verso le 6/8 settimane: è possibile cogliere il cosiddetto “sfarfallio” che indica l’attività cardiaca dell’embrione
  • Dalle 10/12 settimane: grazie all’impiego del doppler si può percepire il battito cardiaco embrionale

In Cosa Consiste l’Ecografia?

Diciamo subito che nel corso del primo trimestre si effettua l’ecografia transvaginale. Quella transaddominale, comunemente detta ecografia, viene fatta in genere dopo la 12 settimana. E’ sempre sicuro e generalmente indolore. Si tratta di un esame clinico non invasivo che si svolge in ambiente ospedaliero o presso studi medici qualificati. Non è richiesta una preparazione particolare.

In particolare:

  • Non è necessario bere un determinato quantitativo di liquidi o osservare alcuna regola particolare.
  • L’esame si effettua da sdraiata scoprendo l’addome.
  • Viene applicato un gel trasparente per migliorare il contatto tra la sonda dell’ecografo e la pelle, consentendo così il passaggio degli ultrasuoni.
  • La sonda emette ultrasuoni e rilevando i loro echi mentre rimbalzano dai tessuti interni. Gli ultrasuoni vengono tradotti in immagini.
  • Il medico o il tecnico eseguirà varie scansioni per osservare il feto da diverse angolazioni e per misurare le dimensioni e le strutture.
  • Al termine dell’esame verranno restituiti i risultati raccolti.

Cos'è l’Ecografia Transvaginale?

L’ecografia transvaginale, se richiesta dal medico, è utilizzata nelle prime fasi della gravidanza soprattutto durante il primo trimestre. Serve anch’essa a confermare la presenza del feto e a stabilire una datazione precisa. Talvolta può essere raccomandata anche in fasi successive della gravidanza per scopi diagnostici specifici. Si tratta di una procedura sempre sicura quando eseguita da operatori esperti.

Questo tipo di ecografia è diverso dalla più comune ecografia addominale, in quanto prevede l’inserimento di una sonda ecografica direttamente nella vagina della mamma. In genere, non è richiesta una preparazione specifica, eccetto lo svuotamento della vescica prima dell’esame.

Come si effettua l’ecografia transavaginale

Sdraiata e con le gambe leggermente piegate e divaricate le verrà introdotta in vagina la sonda ecografica. L’inserimento sarà agevolato dall’impiego di un gel lubrificante a base di acqua e da un rivestimento monouso. La sonda ecografica, che è una sottile sonda a forma di tubo ed è progettata affinché non rechi dolore.

Una volta che la sonda è posizionata correttamente, verranno acquisite le immagini ecografiche. L’intera procedura solitamente richiede solo pochi minuti ed è generalmente ben tollerata dalla maggior parte delle donne.

Principali informazioni raccolte durante la prima ecografia

  • Datazione della Gravidanza: La datazione si definisce anamnestica e fa riferimento alla data dell’ultima mestruazione. Nel primo trimestre si può misurare il CRL (lunghezza dell’embrione) per ottenere una datazione ecografica. Se queste non corrispondono la gravidanza sarà ridatata. Successivamente il metodo ecografico non è più attendibile per la datazione della gravidanza
  • Numero di Feti: per gravidanze è gemellari o plurigemellari.
  • Battito Cardiaco Fetale: a conferma della vitalità del bambino.
  • Misurazioni Fetali: forniscono una stima dell’età gestazionale e del tasso di crescita del feto.
  • Rilevamento della Traslucenza Nucale: se l’ecografia è effettuata tra la 11ª e la 14ª settimana il medico può misurare la traslucenza nucale. Trattasi di uno spazio detto plica nucale. Quando risulta troppo spesso può essere considerato come uno dei fattori che concorrono con altri a porre il dubbio di anomalie cromosomiche. L’ingrossamento della traslucenza nucale può essere un segno di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down.

Vi sono altri due esami che vengono effettuati più avanti nel corso della gravidanza:

  • Esame delle Strutture Anatomiche: Si effettua intorno alla 19/20 settimana. Consente di esaminare varie strutture anatomiche del feto, tra cui il cervello, il cuore, lo stomaco e gli arti, per verificare che si sviluppino correttamente.
  • Posizione della Placenta e del Cordone Ombelicale: può anche identificare la posizione della placenta e del cordone ombelicale, rilevanti per il monitoraggio del benessere del feto.

La scelta del momento giusto per la prima ecografia è fondamentale. Seguire le linee guida stabilite dalla Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) è essenziale per ottenere informazioni accurate e significative sulla gravidanza. L’ecografia transvaginale è un ulteriore strumento disponibile in alcune circostanze, specialmente nelle prime fasi della gravidanza. Questa procedura, se richiesta dal medico, fornisce immagini dettagliate e precise del feto. È una procedura ben tollerata, ma viene eseguita in modo diverso rispetto all’ecografia addominale, con l’inserimento di una sonda nella vagina.

L’ecografia è un passaggio essenziale durante la gravidanza. Le emozioni che si vivono sono quasi sempre uniche anche se non si tratta del primo figlio e le informazioni che si ottengono sono importantissime.

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