Ecocardiogramma Transesofageo: Durata e Preparazione

L’ecocardiogramma è un esame ecografico che utilizza gli ultrasuoni con l’obiettivo di analizzare tutte le strutture del cuore, la sua contrattilità, e il funzionamento degli apparati valvolari cardiaci.

L’ecocardiogramma transesofageo (TEE) è un’indagine ecocardiografica che si avvale dell’utilizzo di ultrasuoni generati da una sonda munita di trasduttore e applicata a un gastroscopio.

Si tratta di un esame ecocardiografico di II livello, che consente di eseguire lo studio morfologico e funzionale del cuore in modo particolarmente accurato.

Normalmente questo esame viene eseguito appoggiando la sonda ecografica sul petto del paziente.

L'Ecocardiogramma Transesofageo è un esame che permette di studiare il cuore e le sue strutture usando una sonda lineare che viene inserita attraverso la bocca ed arriva nell'esofago.

La sonda emette ultrasuoni che permettono di fornire un’immagine del cuore - soprattutto della sua struttura interna - che si trova posizionato proprio a ridosso dell’esofago.

L’ecocardiografia è una metodica con cui si studiano il cuore e il flusso del sangue attraverso le valvole per mezzo degli ultrasuoni.

Si tratta di un esame di secondo livello che ha l’obiettivo di effettuare un approfondito studio morfologico e funzionale delle camere cardiache e degli apparati valvolari.

Questo tipo di esame si esegue sempre dopo un’ecocardiogramma transtoracico, quando questo non è risultato diagnostico o quando sono necessari ulteriori dettagli per completare la diagnosi.

Con l’ecocardiogramma transesofageo con doppler completo è possibile ottenere informazioni aggiuntive rispetto all’ecocardiogramma standard.

L’ecocardiogramma esofageo può anche essere eseguito in modalità 3D, permettendo di visualizzare l’anatomia cardiaca con lo stesso dettaglio che si avrebbe in sala operatoria ma col vantaggio di posterla studiare in movimento, a “cuore battente”.

Preparazione all'Ecocardiogramma Transesofageo

Per prepararsi all’ecocardiogramma transesofageo con doppler completo occorre restare digiuni per almeno 6 ore.

Viene richiesto al paziente un digiuno assoluto nelle 4 ore precedenti l’esame.

Per eseguire l’ecocardiogramma transesofageo è necessario essere a digiuno dalla mezzanotte precedente il giorno dell’esame.

Le medicine possono essere assunte cercando di bere solo la minima quantità sufficiente per deglutire i farmaci.

Oltre alle allergie note, il paziente deve segnalare prima dell’esame eventuali difficoltà nel deglutire e in particolare se è stato sottoposto in passato ad interventi chirurgici alla gola, esofago o stomaco.

Durante l'esame

Il paziente viene fatto sdraiare sul lettino sul fianco sinistro e con il collo flesso in avanti.

Il paziente deve stendersi a petto nudo sul lettino dell’ecografista, che gli posizionerà degli elettrodi sul petto.

Al paziente potrebbe essere chiesto di rimanere immobile o di respirare profondamente.

In seguito l’ecografista spalmerà un apposito gel sul petto del paziente e sul trasduttore, una sonda che, appoggiata sul torace, emette gli ultrasuoni che, riflessi e rielaborati dall’apparecchiatura, permettono di visualizzare il cuore e le sue strutture.

La sonda verrà spostata sul petto con una leggera pressione.

Il cardiologo, dopo aver spiegato l’esame e fatto firmare il consenso informato, anestetizza il cavo orale e l’ipofaringe con la lidocaina spray, quindi inserisce tra i denti un boccaglio per evitare che il paziente morda la sonda, danneggiandola.

Il paziente deve togliere eventuali occhiali e protesi, stendersi sul fianco e posizionarsi con busto e collo leggermente flessi versi le gambe.

In seguito dovrà deglutire una sonda simile a quella usata per la gastroscopia, inserita attraverso un boccaglio posto tra i denti.

Essendo un esame effettuato attraverso la via digerente, pur se mal tollerato, non rappresenta un ostacolo per le vie aeree che rimangono libere.

Per attenuare il fastidio del passaggio della sonda, viene usato un anestetico locale somministrato sottoforma di spray in gola o liquido con cui effettuare un gargarismo prima di iniziare l’esame e introdurre la sonda.

L’ecocardiografia transesofagea non è dolorosa né pericolosa, ma il passaggio della sonda attraverso la bocca potrebbe generare un certo fastidio.

Per tale motivo, per migliore la tolleranza alla manovra, il medico o il personale infermieristico effettuano una anestesia locale (spruzzando uno spray in gola), alla quale possono associare, nei pazienti più sensibili, un blanda sedazione per via endovenosa.

L’ecocardiogramma transesofageo non è un esame doloroso ma può risultare fastidioso.

Per sottoporsi a un ecocardogramma transesofageo una sedazione leggera non è obbligatoria ma consigliata, soprattutto se l’idea dell’esame mette in agitazione: il rilassamento facilita l’andamento dell’esame stesso.

Durante tutta la durata dell’esame, vengono monitorati costantemente i parametri vitali del paziente.

Dopo l'esame

Appena finita la procedura, è possibile sentire la gola leggermente irritata: ciò è dovuto all’effetto dell’anestetico locale e scompare in autonomia dopo poche ore.

Al termine dell’esame gli elettrodi saranno rimossi e non resterà che pulirsi dal gel rimasto sul petto.

Non è da sottovalutare l’influenza di anestetici e sedativi somministrati: ecco perché il paziente deve essere accompagnato, perché in caso di blanda sedazione non potrà guidare.

Il paziente dovrebbe essere accompagnato da qualcuno, perché l’esame può prevedere l’utilizzo di un leggero anestetico.

Rischi potenziali

I rischi legati all’esame sono molto bassi.

Esiste, però, una rarissima possibilità (2-3 casi ogni mille esami) che la sonda possa danneggiare la mucosa esofagea durante il suo passaggio.

È indispensabile che venga firmato il consenso informato sull’apposito modulo.

Possibili lesioni esofagee, estremamente rare e solitamente correlate a varianti anatomiche misconosciute all’epoca dell’esame.

Indicazioni cliniche

Prima di procedere alla cardioversione elettrica della fibrillazione atriale per escludere la presenza di coaguli nell’atrio sinistro che potrebbero essere “spinti” in periferia una volta che l’atrio riacquista la sua attività contrattile.

Nel caso di sospetta patologia congenita come, ad esempio, il difetto interatriale o il forame ovale pervio.

L’esame viene eseguito a paziente sveglio.

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