Ecocardiogramma: Quando Farlo e Indicazioni

L'eco al cuore, o ecocardiogramma, è uno degli esami più richiesti in ambito cardiologico per la sua capacità di fornire una visione dettagliata e in tempo reale del cuore in azione. Ma cosa si vede davvero durante questa indagine? L'ecografia al cuore, comunemente conosciuta come ecocardiogramma o eco cuore, è un esame diagnostico non invasivo che utilizza onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni) per ottenere immagini in tempo reale del cuore. Serve a valutare la struttura, la funzionalità e il flusso sanguigno del cuore in modo non invasivo.

Consente di individuare patologie cardiache, monitorare condizioni croniche e verificare l’efficacia di terapie o interventi.

Come Funziona l'Ecocardiogramma?

L’ecocolordopplergrafia cardiaca sfrutta fasci di ultrasuoni emanati da una sonda esterna (trasduttore), i quali penetrano nel torace, vengono riflessi e rifratti dalle strutture che incontrano (cuore, grossi vasi) e ritornano indietro alla sonda generando segnali che vengono trasformati in immagini dall’ ecografo (ovvero l’apparecchio esterno a cui è collegata la sonda). Il funzionamento è simile all’ ecoscandaglio utilizzato dalle imbarcazioni per esplorare la profondità dei fondali o scoprire relitti affondati. Gli ultrasuoni consentono inoltre di studiare anche il flusso di sangue all’ interno del cuore e dei vasi attraverso un principio fisico chiamato effetto “Doppler”. Si tratta di un esame sicuro in quanto gli ultrasuoni non sono dannosi per l’organismo a differenza dei raggi X (quelli utilizzati per le comuni radiografie o TAC), ed è completamente indolore. Anche le donne in gravidanza o i bambini possono effettuare tranquillamente un’ecografia al cuore.

Preparazione all'Esame

Non bisogna essere a digiuno per eseguire l’esame. Per l’ecocardiogramma transtoracico non è richiesta una preparazione particolare. Tuttavia, per l’eco transesofagea è necessario il digiuno da almeno 6 ore.

Come si Svolge l'Esame?

Durante l’eco al cuore il paziente viene fatto stendere su un lettino in posizione supina o laterale sinistra. L’esame viene eseguito con il paziente disteso su un lettino in decubito laterale sinistro (cioè disteso sul fianco sinistro) per la gran parte del tempo, poi in posizione supina. Il paziente deve stendersi a petto nudo sul lettino dell’ecografista, che gli posizionerà degli elettrodi sul petto. In seguito l’ecografista spalmerà un apposito gel sul petto del paziente e sul trasduttore, una sonda che, appoggiata sul torace, emette gli ultrasuoni che, riflessi e rielaborati dall’apparecchiatura, permettono di visualizzare il cuore e le sue strutture. La sonda verrà spostata sul petto con una leggera pressione. Al paziente potrebbe essere chiesto di rimanere immobile o di respirare profondamente. Al termine dell’esame gli elettrodi saranno rimossi e non resterà che pulirsi dal gel rimasto sul petto.

Dei piccoli sensori a ventosa, chiamati elettrodi, vengono attaccati al torace e connessi ad una macchina che registra il ritmo cardiaco durante l'esame. Successivamente, sulla sonda a ultrasuoni che viene applicata e spostata lungo il torace è applicato del gel. La sonda è connessa tramite un cavo ad una macchina (ecografo) che mostra e registra le immagini prodotte.

Durante l’esecuzione dell'esame, le onde sonore generate dalla sonda producono un fruscio, perfettamente normale, che corrisponde al suono amplificato del flusso sanguigno che attraversa il cuore ed è captato dalla sonda.

L’esame ha una durata variabile a seconda del quesito clinico. In generale può durare da 5 minuti per una valutazione rapida (“echo-fast”) a circa 20-30 minuti per una valutazione più completa.

Cosa si Vede con l'Eco al Cuore?

Con un’eco al cuore è possibile osservare in modo diretto e dettagliato la struttura del cuore e il suo comportamento durante il ciclo cardiaco. L'esame mostra le camere cardiache, le valvole, le pareti del cuore e i principali vasi sanguigni.

Durante l’eco al cuore il paziente viene fatto stendere su un lettino in posizione supina o laterale sinistra.

L’ecocardiografia è una metodica con cui si studiano il cuore e il flusso del sangue attraverso le valvole per mezzo degli ultrasuoni.

Si possono diagnosticare:

  • Studio della dimensione del cuore. Un cuore ingrandito potrebbe essere il risultato di pressione alta, valvole cardiache difettose o insufficienza cardiaca.
  • Problemi delle valvole cardiache.
  • Problemi strutturali. L’esame permette di valutare la presenza di difetti cardiaci congeniti, come fori nel cuore.
  • Presenza di coaguli.

Tipologie di Ecocardiogramma

Ci sono diversi metodi per eseguire l'ecocardiogramma ma nella maggior parte dei casi è utilizzato l’ecocardiogramma transtoracico (ETT). Il tipo di ecocardiogramma praticato dipende dai disturbi da indagare e dalla malattia cardiaca da accertare (diagnosticare) o da seguire nel tempo (monitorare).

  • L'ecocardiogramma transtoracico: è la forma più comune e non invasiva.
  • L'ecocardiogramma transesofageo: In alcuni casi, per una visione più accurata, si ricorre alla via transesofagea, in cui la sonda viene introdotta nell’esofago. Fornisce immagini più precise del cuore e dei vasi associati, rispetto a un ecocardiogramma transtoracico.

    Per l’esecuzione, il paziente viene sistemato sul lettino sul fianco sinistro, collegato al monitoraggio di frequenza cardiaca ed ECG. Il medico procede all’introduzione della sonda nel canale orofaringeo, operazione che può risultare fastidiosa, ma che non ostacola la funzione respiratoria. Per ridurre la sensazione di disagio vengono utilizzati uno spray orale con anestetico locale o un leggero sedativo per via endovenosa. Al termine della procedura, il paziente viene tenuto sotto osservazione per 30 minuti in caso di somministrazione di sedativo, ed è consigliabile sia accompagnato per non doversi rimettere subito alla guida. Le controindicazioni all’esame vengono discusse con il medico al momento dell’anamnesi, fermo restando che gli impedimenti principali sono rappresentati da alcune patologie dell’esofago.

    Una piccola sonda viene fatta passare, attraverso la bocca e la gola, nell'esofago fino allo stomaco. Prima dell’esecuzione dell'esame, viene applicato un anestetico locale spray nella gola ed è somministrato un sedativo per favorire il rilassamento.

  • L'ecocardiogramma color-Doppler: Eseguibile sia in modalità transtoracica che in modalità transesofagea, permette di evidenziare e studiare il flusso ematico (cioè il flusso del sangue) all'interno del cuore e dei vasi che arrivano e dipartono da quest'ultimo. Permette di evidenziare e studiare il flusso del sangue all'interno del cuore e dei vasi distinguendolo con colori diversi secondo la tecnologia color-Doppler.
  • L'ecocardiogramma da sforzo (o ecocardiogramma da stress o eco-stress): È un ecocardiogramma eseguito a una persona che ha appena svolto un'attività fisica di una certa intensità. Serve a vedere qual è il comportamento del cuore durante uno sforzo.

    Viene eseguito durante, o subito dopo, un esercizio fisico a intensità crescente praticato, di solito, con una cyclette o un tapis roulant.

    Esistono essenzialmente due metodologie di stress, quello fisico e quello farmacologico.

    Il cuore, essendo un muscolo, è capace di incrementare la sua capacità di contrazione durante lo sforzo. Inoltre, l’ ecostress fisico si presta alla valutazione anche di altre patologie come le malattie delle valvole cardiache (ad esempio la stenosi aortica, l’insufficienza aortica e l’insufficienza mitralica) in cui è utile avere informazioni sul grado di severità della patologia, sulla tolleranza allo sforzo fisico e sulla capacità di adattamento del cuore.

    È inoltre necessario un abbigliamento adeguato per eseguire la prova fisica, evitando di indossare indumenti stretti e scarpe scomode.

    È importante sottolineare che, ai fini di una corretta valutazione della salute cardiaca del paziente, questa procedura diagnostica prevede una doppia visualizzazione del cuore: una a riposo, prima dell'esercizio fisico, e una appena concluso lo sforzo.

  • L'eco fetale: è usata per valutare il cuore di un feto, quando cioè si trova ancora nel grembo materno.

Quando è Indicato l'Ecocardiogramma?

Le indicazioni possono essere molto varie.

  • Valutazione della contrattilità del cuore in pazienti che hanno avuto un infarto o in cui si sospetta un problema coronarico (un ridotto flusso di sangue al cuore, dovuto ad un’ostruzione coronarica, può causare una riduzione della contrattilità a causa dell’ischemia di un’area cardiaca).
  • Un danno al miocardio (cioè il muscolo del cuore) provocato da un attacco di cuore (o infarto del miocardio).
  • Uno stato di insufficienza cardiaca.
  • Difetti congeniti del cuore. La parola "congeniti" significa "presenti fin dalla nascita".
  • Una valvulopatia. Per valvulopatia, i cardiologi intendono qualsiasi alterazione funzionale o strutturale che interessa le valvole cardiache.
  • Una cardiomiopatia.
  • Un'endocardite.

L’ecocardiografia è uno strumento molto versatile ed estremamente utile al cardiologo anche per la possibilità di poter essere eseguito al letto del paziente, in condizioni in cui quest’ultimo sia impossibilitato a muoversi.

E’ un esame che può essere eseguito in ospedale o in un centro privato convenzionato con il sistema sanitario nazionale, previa prescrizione da parte di uno specialista o del medico curante. Si può altresì optare per eseguirlo privatamente presso il proprio cardiologo di fiducia. In casi estremi (es. In tali casi l’esame di scelta è l’ecocardiogramma “transesofageo” eseguito con una sonda simile a quella utilizzata per fare una gastroscopia, che viene fatta passare attraverso la bocca in esofago.

L’esofago è un organo che si trova esattamente dietro al cuore. L’ecocardiogramma in genere viene eseguito a riposo.

L’ecostress fisico o farmacologico non è altro che un ecocardiogramma eseguito durante uno sforzo fisico (con cyclette, tappeto rotante o lettino fornito di pedali) o durante l’infusione di farmaci per via endovenosa (es. E’ particolarmente utile in caso di dolore toracico dubbio per ischemia o nella valutazione di alcune patologie valvolari (es.

Al termine dell'esame gli elettrodi saranno rimossi e non resterà che pulirsi dal gel rimasto sul petto.

Tabella Riassuntiva Tipologie di Ecocardiogramma

Tipo di Ecocardiogramma Descrizione Modalità di Esecuzione
Transtoracico (ETT) Il più comune, non invasivo Sonda appoggiata sul torace
Transesofageo (ETE) Visione più accurata del cuore Sonda introdotta nell'esofago
Color-Doppler Studio del flusso sanguigno Transtoracico o transesofageo
Da Sforzo (o Stress) Valutazione durante attività fisica Eseguito durante o subito dopo esercizio fisico

L'Ecocardiogramma è Doloroso o Pericoloso?

No, l’ecocardiogramma è indolore. La procedura è totalmente non invasiva e priva di effetti collaterali. Assolutamente no. L’ecografia al cuore è una delle indagini più sicure in medicina. Utilizza onde sonore a bassa frequenza (ultrasuoni), senza esposizione a radiazioni. È quindi indicata anche in età pediatrica e in gravidanza, senza alcun rischio per il paziente.

Non è rischioso sottoporsi a questo esame. In generale, preparazione e rischi della procedura dipendono dal tipo di ecocardiogramma previsto.

Nel caso di un ecocardiogramma transtoracico, i rischi sono minimi. Nel caso di un ecocardiogramma transesofageo, è probabile che la sonda a ultrasuoni irriti la gola, durante il passaggio attraverso quest'ultima. L'irritazione dura in genere qualche ora ed è sopportabile. Raramente, determina effetti indesiderati gravi. È importante sottolineare che, per tutta la procedura, il cardiologo tiene sotto controllo i parametri vitali del paziente.

Limitazioni dell'Ecocardiogramma

Sebbene l’ecografia cardiaca sia estremamente utile, presenta alcune limitazioni. Non consente di visualizzare direttamente le arterie coronarie (responsabili dell’infarto miocardico), che richiedono indagini dedicate come la TAC coronarica o la coronarografia.

Interpretazione dei Risultati

L’interpretazione dell’ecocardio spetta a un medico cardiologo esperto. Nella maggior parte dei casi, il paziente conosce i risultati del suo ecocardiogramma a qualche giorno di distanza dalla procedura. Quest'arco di tempo serve al cardiologo per analizzare con accuratezza le immagini raccolte durante l'esame ecografico. In base a ciò che emerge dall'ecocardiogramma, il cardiologo decide quale sarà il passo successivo: se i risultati sulla condizione cardiaca di un paziente sono chiari, il passaggio seguente consisterà nella pianificazione della terapia più indicata (che può essere medica e/o chirurgica); se invece i risultati presentano alcuni punti interrogativi, all'ecocardiogramma faranno seguito ulteriori esami diagnostici (TAC, coronarografia ecc).

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