Aritmia Sinusale: Cause, Sintomi e Diagnosi

L'aritmia sinusale consiste in un'alterazione del ritmo cardiaco normale e, in condizioni fisiologiche, si manifesta durante la respirazione. L'aritmia sinusale è classificata come aritmia perché si assiste a una variazione del consueto ritmo cardiaco; tuttavia, è di comune riscontro soprattutto nei bambini e negli sportivi, e solo raramente assume un significato patologico.

Epidemiologia dell’Aritmia Sinusale: Quanto è Frequente?

L'aritmia sinusale è un fenomeno frequente nella popolazione generale e interessa per lo più i bambini e i giovani adulti, comparendo più raramente nelle persone anziane. Questa variazione del ritmo cardiaco la si apprezza anche nei soggetti sportivi, dove questa forma di aritmia denota un buon grado di salute cardiovascolare.

Come si Genera il Battito Cardiaco e Quando si Parla di Aritmia?

Il cuore, o miocardio, è formato da quattro camere: due superiori denominate atri e due inferiori, note come ventricoli. Il cuore assicura la sua funzione facendo in modo di contrarsi in maniera uniforme e ritmica, permettendo ad ogni contrazione ventricolare il rilascio di sangue ossigenato nel sistema arterioso dell’organismo.

Il Sistema di Conduzione Elettrica del Cuore

Affinché la contrazione meccanica del cuore sia efficiente, tutte le cellule impegnate nella contrazione devono potersi coordinare in maniera sinergica e puntuale, e ciò avviene grazie a un’attività elettrica sincronizzata di cellule specializzate del cuore stesso. Nel miocardio vi è un vero e proprio sistema di conduzione elettrica sincronizzata che origina dal nodo del seno (o nodo seno-atriale), percorre il nodo atrio-ventricolare e il fascio di His per poi suddividersi nelle branche sinistra e destra.

In questo sistema di conduzione, l’impulso elettrico, che nasce autonomamente nel nodo del seno, viaggia in maniera rapida all’interno di tutto il cuore, consentendo la contrazione sincronizzata e coordinata delle quattro camere.

Aritmia

L’aritmia è una condizione in cui il ritmo cardiaco è disturbato in quanto l’impulso elettrico fatica a formarsi o trova delle resistenze nel propagarsi. Poiché l’aritmia altera il ritmo cardiaco normale, anche la frequenza cardiaca si altera di conseguenza e per tale ragione si definiscono:

  • Un’aritmia a frequenza troppo bassa (ipocinetica), in cui la frequenza cardiaca si mantiene al di sotto dei 50 battiti/minuto.
  • Un’aritmia a frequenza troppo alta (ipercinetica), nella quale la frequenza cardiaca appare superiore ai 100 battiti/minuto.

Fisiopatologia dell’Aritmia Sinusale: Perché si Parla di Aritmia Respiratoria?

L'aritmia sinusale si presenta come un fenomeno fisiologico nella maggior parte dei casi e, anzi, denota anche una buona salute cardiovascolare nei soggetti in cui si manifesta. L’aritmia sinusale fisiologica è anche definita aritmia respiratoria dal momento che la variazione del ritmo cardiaco si manifesta durante gli atti del respiro.

Più nel dettaglio, durante la fase di inspirazione il nervo vago viene inibito e di conseguenza la frequenza cardiaca aumenta, in ragione del fatto che il sistema parasimpatico, tramite il nervo vago, deprime la frequenza cardiaca. Al contrario, durante la successiva fase di espirazione, il nervo vago viene stimolato e induce un abbassamento temporaneo della frequenza cardiaca. Per tale motivo si parla a ragione di aritmia respiratoria quando ci si riferisce alle fisiologiche escursioni della frequenza cardiaca durante la respirazione.

Il Meccanismo Fisiologico dell’Aritmia Sinusale

Questo tipo di aritmia si verifica in conseguenza del normale ciclo respiratorio e della ritmica depressione e attivazione del nervo vago.

Cosa Accade Durante l’Inspirazione

Nella fase di inspirazione, la pressione intra-toracica diminuisce e la cavità toracica si espande a causa della contrazione e del movimento del muscolo diaframma. Diminuendo la pressione intra-toracica diminuisce di conseguenza la pressione atriale, ovvero la pressione necessaria per favorire l’afflusso di sangue all’interno dell’atrio destro.

Giungendo dunque più sangue negli atri (poiché la pressione atriale è minore) i barocettori atriali si attivano perché le camere vengono stirate maggiormente e deprimono il tono del nervo vago. L’evento finale di tutto ciò è dunque l’aumento della frequenza cardiaca mentre si inspira. A livello elettrocardiografico si osserva dunque un fisiologico accorciamento dell’intervallo PP durante l’inspirazione in conseguenza della soppressione riflessa del tono vagale.

Cosa Accade Durante l’Espirazione

Al contrario durante l’espirazione il diaframma non è contratto e dunque la cavità toracica è meno espansa e la pressione intra-toracica aumenta. Aumentando la pressione intra-toracica aumenta anche la pressione atriale, diminuisce il ritorno venoso all’atrio destro ed essendo minore il flusso di sangue in entrata i barocettori vengono attivati in maniera molto più blanda.

Dal momento che i barocettori non vengono pienamente attivati, il tono vagale non viene soppresso e può dunque esercitare la sua funzione cronotropa negativa, ossia quella di rallentare la frequenza cardiaca. Quest’ultimo evento spiega il perché la frequenza cardiaca si abbassa durante l’espirazione.

Cosa Accade se si Trattiene il Respiro

Se un soggetto prova a trattenere il respiro, ossia entra in uno stato temporaneo di apnea, in teoria dovrebbe eliminare le variazioni cicliche dell’aritmia sinusale. In realtà alcuni studi di elettrofisiologia hanno dimostrato che durante l’apnea, anche a causa della pre-ossigenazione quando si trattiene il respiro, l’aritmia sinusale continua a manifestarsi. Tuttavia sono necessari ulteriori studi per comprendere meglio il fenomeno.

Aritmie Sinusali Patologiche

In altre circostanze l’aritmia sinusale può assumere un significato patologico, soprattutto in due casi:

  • Nel caso del blocco senoatriale, in cui si assiste a un disturbo della conduzione a livello del nodo del seno, e l’impulso è rallentato o addirittura assente.
  • Nel caso della rara sindrome del seno malato, o sindrome del nodo del seno, dove le cellule del nodo vanno incontro a disfunzioni, specie in età avanzata.

Valutazione e Diagnosi dell’Aritmia Sinusale

L'aritmia sinusale spesso viene riscontrata in maniera occasionale durante una visita cardiologica di controllo o durante degli accertamenti in cui è prevista l’esecuzione di un elettrocardiogramma. Al contrario è la mancanza di aritmia sinusale fisiologica (o respiratoria) che dovrebbe destare sospetti nel medico, indirizzando il paziente verso degli approfondimenti mirati, in quanto può essere spia di una malattia cronica grave, che coinvolge il sistema nervoso autonomo.

Durante la visita cardiologica appare comunque opportuno effettuare una buona anamnesi del paziente, al fine di individuare altre cause eventualmente responsabili dell’insorgenza dell’aritmia, come un trauma del capo o l’uso prolungato di anti-coagulanti.

L'aritmia sinusale viene diagnosticata tramite indagine condotta con elettrocardiogramma (ECG) dove si riscontrano delle onde P monoformi e un intervallo PP superiore ai 120 millisecondi.

Che Vuol Dire Aritmia Sinusale?

L’aritmia sinusale è una variazione del ritmo cardiaco. Si verifica in seguito all’attivazione o modificazione di automatismi all’interno del nodo senoatriale, il pacemaker naturale del cuore da cui origina il ritmo cardiaco. Più precisamente, questa aritmia cardiaca è caratterizzata da una variazione del ritmo rispetto alla normale successione dei battiti cardiaci. L’intervallo che intercorre tra un battito cardiaco e l’altro non è sempre costante o contenuto in determinati limiti, ma tende a variare.

In condizioni normali, il nodo senoatriale genera impulsi elettrici in modo regolare. Questi vengono trasmessi attraverso le cellule che costituiscono il sistema di conduzione elettrico del cuore. Nella maggior parte dei casi l’aritmia sinusale è benigna e non richiede trattamento. Tuttavia, più raramente, può essere la spia di una patologia, in particolare se associata a sintomi quali sensazione di affaticamento, vertigini o mancanza di fiato.

La forma fisiologica si verifica molto comunemente in risposta a cambiamenti del ritmo cardiaco associati agli atti del respiro. In inspirazione, la frequenza cardiaca tende ad aumentare. In espirazione la frequenza cardiaca tende a diminuire in modo assolutamente fisiologico. Ciò è legato a variazioni dell’attività adrenergica (livelli di ormoni quali adrenalina e noradrenalina in circolo) e a variazioni della pressione nella cavità toracica. Anche gli atleti professionisti possono presentare aritmia sinusale. In tal caso è legata all’azione del sistema nervoso parasimpatico.

L’aritmia sinusale patologica è più rara ed è dovuta generalmente a malattie del nodo senoatriale o del sistema di conduzione cardiaca. Rispetto alla forma fisiologica vi è una maggiore variabilità di frequenza pur nell’ambito di un ritmo sinusale.

Quali Sono i Sintomi dell’Aritmia Sinusale?

Non sempre l’aritmia sinusale si associa a sintomi, ma a volte si può avere una percezione spiacevole del battito cardiaco (palpitazioni o cardiopalmo).

Come si Diagnostica?

La diagnosi di aritmia sinusale viene posta attraverso l’analisi di un elettrocardiogramma (ECG), a volte eseguito dal paziente su indicazione medica per la presenza di sintomi. La diagnosi presuppone un’attenta valutazione clinica. In seguito al riscontro di aritmia sinusale è necessario distinguere, inoltre, tra condizione fisiologica e patologica ed escludere possibili cause anche potenzialmente gravi. Il cardiologo studia la documentazione ed esami eventualmente già eseguiti dal paziente.

Qual è il Trattamento?

In presenza di una forma patologica, il trattamento dipende dalla causa sottostante e dalla presenza ed entità dei sintomi. In questo caso, le cure sono finalizzate in primis alla gestione della causa che ha determinato la condizione. Se la condizione è determinata da alterazioni dei livelli di elettroliti, si procede all’integrazione o correzione degli stessi. In presenza di malattie cardiache si procede al trattamento farmacologico laddove indicato o al monitoraggio o sorveglianza della patologia di base.

Cosa Sono le Aritmie Cardiache e Come si Classificano

Le aritmie cardiache sono alterazioni del normale ritmo di battito del cuore. Le alterazioni possibili sono tre ed è sufficiente che se ne presenti una affinché insorga un'aritmia. Esse sono:

  1. Modificazioni della frequenza e della regolarità del ritmo sinusale.
  2. La variazione della sede del centro segnapassi dominante.
  3. Disturbi della propagazione (o conduzione) dell'impulso.

Esistono due valori soglia, espressi in battiti al minuto, che delimitano l'intervallo di normalità: 60 battiti per minuto è il valore minimo e 100 battiti per minuto è il valore massimo. Ci sono alterazioni di frequenza anche nelle cosiddette aritmie fisiologiche sinusali. Esse non sono episodi allarmanti, si verificano più spesso in giovane età e le loro cause sono legate al metabolismo centrale e a riflessi respiratori.

Classificazione delle Aritmie

Chiarite le alterazioni, le aritmie si possono classificare in almeno due modi: in base ai caratteri fisiopatologici delle alterazioni (1) e in base alla sede d'origine del disturbo (2).

  1. Aritmie dovute prevalentemente ad una modificazione dell'automaticità (o formazione dell'impulso).
    • Modificazioni della frequenza e della regolarità del ritmo sinusale.
    • Variazione della sede del centro segnapassi dominante.
  2. Aritmie dovute prevalentemente ad una modificazione della conduzione (o propagazione) dell'impulso.
    • Disturbi della propagazione dell'impulso.

La classificazione basata sulla sede d'origine del disturbo distingue le aritmie in:

  • Aritmie Sinusali
  • Aritmie Ectopiche
    • Sopraventricolari
    • Atrioventricolari, o nodali
    • Ventricolari

Possibili Cause

A determinare i cambiamenti di automaticità e ritmicità concorrono diverse cause:

  • Cardiopatie congenite, cioè presenti dalla nascita.
  • Cardiopatie acquisite, cioè sviluppate nel corso della vita.
  • Ipertensione arteriosa.
  • Ischemia cardiaca.
  • Infarto del miocardio.
  • Ipertiroidismo.
  • Abuso di alcol e droghe.
  • Fumo.
  • Intossicazioni da farmaci.

Sintomi più Frequenti

La sintomatologia è variabile e richiederebbe una descrizione ben più lunga di quella che seguirà. Infatti, come si è visto, le aritmie sono tantissime, ognuna con una sua fisiopatologia particolare e causate da fattori diversi. Ciò fa sì che i sintomi siano numerosi e la presenza/assenza di uno di questi contraddistingua la singola aritmia. In generale, il quadro sintomatologico si aggrava di pari passo con la gravità dell'aritmia manifestata da un paziente.

Un elenco dei sintomi principali è il seguente:

  • Tachicardia (o cardiopalmo/palpitazione).
  • Bradicardia.
  • Battito irregolare.
  • Dispnea.
  • Dolore al petto.
  • Ansia.
  • Capogiri e vertigine.
  • Senso di debolezza.
  • Affaticamento dopo minimi sforzi.

Diagnosi

Una visita cardiologica è il primo passo per diagnosticare un'aritmia. Essa si basa su:

  • Misurazione del polso.
  • Elettrocardiogramma (ECG).
  • Elettrocardiogramma dinamico secondo Holter.

Terapia

Come per la sintomatologia, anche la terapia da adottare dipende dal tipo di aritmia e da eventuali cardiopatie associate. Pertanto, si riporteranno di seguito i principali interventi terapeutici, sia farmacologici che strumentali.

I farmaci somministrati sono:

  • Beta-bloccanti e calcio-antagonisti.
  • Antiaritmici.
  • Anticoagulanti.

I principali interventi strumentali/chirurgici sono:

  • Cardioversione elettrica.
  • Ablazione a radiofrequenza, o ablazione transcatetere.
  • Pacemaker.
  • Defibrillatore (ICD).

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