Si definisce aritmia cardiaca l’alterazione del battito del cuore, che risulta irregolare oppure troppo lento o troppo veloce. Si tratta di una condizione estremamente comune, che, se in alcuni casi è lieve o in ogni caso benigna, in altre situazioni può rappresentare un campanello d'allarme da considerare e approfondire. Grazie alla sua struttura, il cuore riesce a fungere da pompa per la circolazione sanguigna e di conseguenza per il nutrimento di tutto il corpo. Fondamentale in ciò è il ritmo del suo battito, la cui regolarità è il frutto di diversi fattori.
Cos'è l'Aritmia Sinusale?
L’aritmia sinusale è una variazione del ritmo cardiaco. Si verifica in seguito all’attivazione o modificazione di automatismi all’interno del nodo senoatriale, il pacemaker naturale del cuore da cui origina il ritmo cardiaco. Più precisamente, questa aritmia cardiaca è caratterizzata da una variazione del ritmo rispetto alla normale successione dei battiti cardiaci. L’intervallo che intercorre tra un battito cardiaco e l’altro non è sempre costante o contenuto in determinati limiti, ma tende a variare.
L’aritmia sinusale è nota anche come respiratoria in quanto proprio al respiro è connessa l’alterazione fisiologica del ritmo cardiaco. Si tratta quindi di una variazione della frequenza assolutamente naturale che si manifesta durante il ciclo respiratorio: quando la persona inspira, la pressione intra-toracica si riduce a causa del movimento diaframmatico e dell’espansione toracica, facendo così diminuire anche la pressione atriale. In questo modo, una maggiore quantità di sangue torna verso il cuore, il nervo vago viene inibito e la frequenza cardiaca si alza. Quando si espira, il diaframma si rilassa e la cavità toracica si riduce, provocando un aumento della pressione intra-toracica.
L’aritmia respiratoria si manifesta in modo più evidente nei soggetti più giovani, compresi i bambini, e tende a regredire in autonomia con l’avanzare dell’età. Fanno eccezione gli atleti professionisti e in generale le persone adulte che godono di un buon livello di salute cardiovascolare.
Forme di Aritmia Sinusale
Esistono due forme principali di aritmia sinusale:
- Forma fisiologica: Si verifica comunemente in risposta a cambiamenti del ritmo cardiaco associati agli atti del respiro. In inspirazione, la frequenza cardiaca tende ad aumentare. In espirazione la frequenza cardiaca tende a diminuire in modo assolutamente fisiologico. Ciò è legato a variazioni dell’attività adrenergica (livelli di ormoni quali adrenalina e noradrenalina in circolo) e a variazioni della pressione nella cavità toracica. Anche gli atleti professionisti possono presentare aritmia sinusale, in tal caso è legata all’azione del sistema nervoso parasimpatico.
- Forma patologica: È più rara ed è dovuta generalmente a malattie del nodo senoatriale o del sistema di conduzione cardiaca. Rispetto alla forma fisiologica vi è una maggiore variabilità di frequenza pur nell’ambito di un ritmo sinusale.
Cause Patologiche dell'Aritmia Sinusale
Tra le cause patologiche dell'aritmia sinusale troviamo:
- Sindrome del nodo del seno: ossia una disfunzione dovuta molto spesso all’aumento dell’età e a lesioni del sistema elettrico del cuore, originate da patologie specifiche.
- Blocco seno-atriale: particolarmente ostico da diagnosticare con un ECG, in quanto la frequenza sinusale risulta molto bassa.
Sintomi dell'Aritmia Sinusale
Non sempre l’aritmia sinusale si associa a sintomi. Quando presenti, i sintomi possono includere:
- Percezione spiacevole del battito cardiaco (palpitazioni o cardiopalmo).
- Sensazione di affaticamento.
- Vertigini.
- Mancanza di fiato.
Diagnosi dell'Aritmia Sinusale
La diagnosi di aritmia sinusale viene posta attraverso l’analisi di un elettrocardiogramma (ECG), a volte eseguito dal paziente su indicazione medica per la presenza di sintomi. La diagnosi presuppone un’attenta valutazione clinica. In seguito al riscontro di aritmia sinusale è necessario distinguere, inoltre, tra condizione fisiologica e patologica ed escludere possibili cause anche potenzialmente gravi. Il cardiologo studia la documentazione ed esami eventualmente già eseguiti dal paziente.
Come Leggere un Elettrocardiogramma
Sapere come interpretare l’elettrocardiogramma è fondamentale per la diagnosi. Ecco i punti chiave:
- Calcolare la frequenza cardiaca: Si può dividere 300 per il numero di quadrati grandi fra due onde R.
- Analisi del ritmo cardiaco: Per valutare il ritmo cardiaco, si guarda se gli intervalli tra le onde R sono sempre uguali o differiscono di massimo 2 quadratini per poter definire il ritmo cardiaco regolare.
- Valutare l'onda P: Controlla che il ritmo sia sinusale, ovvero che ogni onda P sia seguita da un complesso QRS, con una FC tra 60 e 100 BPM, e senza alterazione delle varie onde e segmenti!
- Morfologia del QRS: Il Complesso QRS rappresenta la diffusione dello stimolo elettrico attraverso la muscolatura (miocardio) ventricolare. La durata normale del QRS è inferiore a 100-120 ms.
- Intervallo PR: L’intervallo PR indica il tempo necessario all’impulso elettrico per raggiungere il ventricolo partendo dagli atri. L’intervallo PR ha una durata di 120-200 ms (da 3 a 5 quadratini).
- Morfologia dell’onda T: La morfologia dell’onda T in un ECG rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli, nella maggior parte delle derivazioni è positiva (tranne in aVR e V1).
- Intervallo QT: L’Intervallo QT rappresenta il tempo necessario per depolarizzare e ripolarizzare i ventricoli del cuore. Il valore normale del QTc varia da 360 a 440 ms.
- Tratto ST: Il tratto ST è l’indicatore della depolarizzazione ventricolare, rilevabile tra l’onda S e la dine dall’onda T. Un sopraslivellamento del tratto ST superiore alla norma indica lesione miocardica o infarto miocardico acuto (IMA).
Onde dell'ECG e Significato
Le onde del tracciato dell’elettrocardiogramma sono:
- Onda P: piccola onda che rappresenta l’attivazione degli atri.
- Intervallo PR: tempo necessario perché l’attivazione degli atri raggiunga i ventricoli. L’intervallo PR si calcola dall’inizio della P all’inizio del QRS.
- Complesso QRS: rappresenta l’attivazione dei ventricoli.
- Onda Q: prima piccola deflessione negativa del complesso QRS.
- Onda R: prima deflessione positiva del complesso QRS.
- Onda S: seconda deflessione negativa del complesso QRS.
- Tratto ST: intervallo fra la fine dell’attivazione ventricolare e l’inizio della ripolarizzazione ventricolare.
- Onda T: rappresenta la ripolarizzazione ventricolare.
- Intervallo QT: rappresenta l’intera attività elettrica dei ventricoli.
- Onda U: rappresenta la ripolarizzazione delle fibre del Purkinje. Molto spesso non è visibile!
Trattamento dell'Aritmia Sinusale
In presenza di una forma patologica, il trattamento dipende dalla causa sottostante e dalla presenza ed entità dei sintomi. In questo caso, le cure sono finalizzate in primis alla gestione della causa che ha determinato la condizione. Se la condizione è determinata da alterazioni dei livelli di elettroliti, si procede all’integrazione o correzione degli stessi. In presenza di malattie cardiache si procede al trattamento farmacologico laddove indicato o al monitoraggio o sorveglianza della patologia di base.
Ruolo dell'Infermiere nell'ECG
L’infermiere, oltre a garantire una buona qualità tecnica dell’elettrocardiogramma, deve saper distinguere un tracciato normale da uno potenzialmente patologico. L’infermiere o l'infermiere di cardiologia non sono tenuti a formulare una diagnosi elettrocardiografica ma, seguendo uno schema, troverà più semplice interpretare un tracciato effettuato sia di routine che in situazioni di urgenza/emergenza.
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