Interpretazione dell'esame del sangue EBNA per il virus di Epstein-Barr

Il virus di Epstein-Barr (EBV) è un virus a DNA appartenente al gruppo degli Herpes virus. Il suo nome deriva dai suoi scopritori che evidenziarono la sua associazione con il linfoma di Burkitt. Successivamente, l'EBV fu individuato come l'agente infettivo della mononucleosi infettiva.

L’incidenza di questo virus cambia a seconda che ci si trovi nei Paesi industrializzati o in via di sviluppo. La sua diffusione nella popolazione è elevatissima anche se il quadro clinico di insorgenza può essere del tutto silente o poco sintomatico ovvero con un quadro clinico importante caratterizzato da febbre elevata ed intenso interessamento faringeo.

Normalmente nel bambino la sintomatologia è scarsa o assente mentre nell'adulto si ha più di frequente febbre, mal di gola e linfoadenopatia con decorso della malattia di circa 6 settimane.

Come si contrae il virus Epstein Barr?

Il virus EBV è causa della mononucleosi, un’infezione molto comune perché il virus è altamente contagioso. Essa viene trasmessa da paziente a paziente attraverso goccioline di saliva e l’utilizzo di stoviglie, bicchieri e oggetti contaminati. Bisogna considerare, inoltre, che, durante i periodi di riattivazione del virus, gli stessi portatori sani possono diventare fonte di contagio.

Cosa provoca l’Epstein Barr?

L’Epstein Barr è capace di sfuggire ai meccanismi di controllo del nostro sistema immunitario. Sul lungo termine, nelle persone che presentano altri fattori predisponenti (ad oggi ancora poco chiari) questa caratteristica del virus può aumentare il rischio di sviluppare tumori. Questi coinvolgono prevalentemente i linfociti B per l’appunto.

Il passaggio dalla fase di latenza a quella attiva del virus può essere causato da vari fattori come lo stress di tipo psicofisico. Il periodo d’incubazione dura alcune settimane. Durante l’infezione primaria acuta il virus si moltiplica; alla scomparsa dei sintomi, la carica virale diminuisce, ma il virus permane nell’organismo in uno stato di latenza.

Il virus EBV latente rimane all’interno dell’organismo della persona infettata per il resto della sua vita e, talvolta, può riattivarsi causando però problemi significativi solo in caso di particolare compromissione del sistema immunitario. Raramente il virus si riattiva.

In che cosa consiste l’esame?

Questo esame rileva la presenza di anticorpi diretti contro l’antigene capsidico del virus EBV (EBV-CA) nel sangue, come supporto alla diagnosi dell’infezione da EBV o per una diagnosi differenziale tra l’infezione da EBV e da altri patogeni in grado di sviluppare malattie con sintomi analoghi (CMV, HAV, HBV, HCV, Toxo), ma con implicazioni diverse (es. IgM anti-VCA compaiono precocemente, durano 4-8 settimane.

La diagnostica dell'EBV si basa sul dosaggio degli anticorpi IgM e IgG diretti contro vari siti antigenici del virus. L'EBV esprime più strutture antigeniche contro cui si possono dimostrare movimenti anticorpali. Innanzi tutto abbiamo un complesso antigenico del nucleo detto EBNA (Epstein-Barr Nuclear Antigen). Inoltre abbiano gli antigeni precoci detti EA (Early antigen) che indicano la presenza della replicazione virale.

E' da notare che non sempre sono presenti gli anticorpi anti EA e che essi indicano una condizione di reinfezioni o attività virale. Infine abbiamo gli antigeni capsidici VCA (virus capside antigen) che rappresentano sicuramente è la struttura più nota del virus.

Contro questi antigeni sono prodotti vari anticorpi; i più importanti da un punto di vista clinico sono le IgM e le IgG anti VCA che compaiono molto precocemente con un lieve anticipo delle IgM che sono evidenziabili fino a due mesi dal contagio. In circa il 10% dei soggetti le IgM anti VCA possono permanere anche per periodi molto più lunghi ed in caso di reinfezione possono tornare a positivizzarsi.

Gli anticorpi IgG anti VCA raggiungono livelli elevati dopo tre mesi dal contagio, con successivo decremento del titolo, per restare positivi per tutta la vita. Gli anticorpi IgM anti EBNA (non utilizzati nella routine di laboratorio) compaiono dopo circa una settimana dall'inizio della mononucleosi scomparendo con il diminuire dei sintomi, mentre le IgG anti EBNA compaiono al termine della malattia per restare positivi per tutta la vita.

Sono inoltre presenti, nella fase acuta della mononucleosi, altri anticorpi detti Anticorpi eterofili, questi anticorpi di classe IgM presentano attività agglutinante nei confronti di emazie di montone che viene messa in evidenza con la reazione di Paul Bunnel. L’utilità clinica di questa diagnostica è stata fortemente ridotta dai dosaggi degli anticorpi specifici anche se permane, modificato con emazie di cavallo, il test rapido detto Monotest, estremamente veloce nell’esecuzione e di basso costo, su cui gravano però l’incidenza dei falsi negativi.

Quali sono i valori che indicano mononucleosi?

La presenza di anticorpi IgG contro l’antigene del capside virale (VCA IgG) è riscontrabile in quantità elevate durante la fase acuta dell’infezione.

La Ricerca degli Anticorpi anti-EBV VCA: valuta la presenza nel siero di anticorpi specifici (Viral Capsid Antigen) per l’EBV - sia di classe IgG che di classe IgM - che compaiono a seguito dell’infezione. Le immunoglobuline di classe IgM rappresentano l’immediata risposta immunitaria al virus e il valore si alza generalmente agli inizi della malattia, mentre le IGG tendono a salire più tardivamente e lentamente (settimane). Queste ultime denotano la formazione della nostra memoria immune, che non permetterà una nuova infezione; infatti i livelli circolanti saranno stabili per anni.

Gli anticorpi anti Virus di Epstein-Barr (EBV) sono anticorpi che si sviluppano a seguito della contrazione della Mononucleosi infettiva che è una malattia caratterizzata da febbre, mal di gola, senso di affaticamento , ingrossamento dei linfonodi latero - cervicali, splenomegalia (aumento del volume della milza), epatomegalia (aumento del volume del fegato). Il Virus, superata la fase acuta della malattia, rimane nell’organismo in forma latente, pronto a riattivarsi quando le difese immunitarie si abbassano. In caso di riattivazione della malattia la sintomatologia è più lieve rispetto a quella della malattia primaria.

La ricerca degli anticorpi antivirus di Epstein-Barr (EBV) serve a definirne le varie fasi della malattia. Gli anticorpi VCA-IgM (anticorpi anti antigene del capside virale). Compaiono, per primi, dopo l’esposizione al virus; presenti durante tutta la fase acuta della malattia, tendono a scomparire dopo 4-6 settimane.

Gli anticorpi VCA-IgG (anticorpi anti-antigene del capside virale). Compaiono subito dopo gli anticorpi VCA-IgM ; permangono ,a concentrazioni elevate, per 2-4 settimane per poi decrescere gradualmente e , stabilizzati, rimanere in circolo per tutta la vita. Gli anticorpi EBNA-IgG (anticorpi anti antigene nucleare del virus).

Come si cura la mononucleosi infettiva?

Innanzitutto, è necessario premettere che non esistono trattamenti specifici per la cura della mononucleosi infettiva. Dunque, almeno nella fase iniziale dell’infezione, l’unica prescrizione è il riposo.

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