DVR Laboratorio Analisi Rischi: Una Guida Completa

Il Datore di lavoro ha l’obbligo indelegabile di effettuare la Valutazione di tutti i rischi presenti in azienda e ne fornisce riprova elaborando il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Il Documento di Valutazione dei Rischi, anche detto DVR, deve riportare l’anagrafica aziendale, l’organigramma della sicurezza e tutti i rischi specifici dell’attività svolta, suggerendo un programma di miglioramento per la gestione dei vari pericoli.

Aggiornamento e Scopo del DVR

La valutazione dei rischi deve essere aggiornata al mutare delle situazioni di pericolo, in occasione di significative modifiche al processo produttivo, all’introduzione di nuove attrezzature o di nuovi prodotti e tecnologie. E’ necessario analizzare tutte le fasi lavorative interne all’azienda, individuando tutti gli eventuali pericoli e quantificando tutti i rischi derivati.

Il Nostro Servizio di Elaborazione del DVR

Il nostro servizio di elaborazione del DVR prevede:

  • Sopralluogo negli ambienti di lavoro: Un nostro tecnico esperto si reca presso la vostra azienda per effettuare un sopralluogo accurato degli ambienti di lavoro.
  • Analisi della realtà aziendale: Sono esaminati i posti di lavoro, le attrezzature utilizzate, i prodotti maneggiati e le modalità di svolgimento delle lavorazioni.

Rischi Specifici nei Laboratori di Analisi

Rischio Biologico

La valutazione del rischio biologico è la possibilità che, in seguito ad esposizione o contatto ad agenti biologici, un soggetto possa infettarsi e poi ammalarsi. Viene effettuata dal Datore di Lavoro ai sensi delle vigenti norme in materia e costituisce parte integrante del documento di valutazione dei rischi redatto. Per agente biologico, si intende qualsiasi microrganismo che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni. Gli agenti biologici possono arrivare all’uomo tramite acqua, terreno, polveri, animali, rifiuti, superfici ambienti, attrezzature e oggetti (in particolare se di uso comune).

Rischio Chimico

Il rischio chimico all’interno degli ambienti di lavoro è molto più diffuso di quanto si possa pensare ad una prima valutazione; a differenza di quanto si creda, infatti, non ne sono interessate esclusivamente le industrie chimiche o le raffinerie, o i laboratori di ricerca e sintesi, bensì una più vasta casistica di attività lavorative. Pertanto, il Titolo IX del D.Lgs. 81/08, Capo I - Protezione da agenti chimici, come definizione di agente chimico, all'art. 222 indica tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato. Attraverso l’individuazione dei prodotti chimici utilizzati e l’analisi delle relative schede di sicurezza, delle fasi delle lavorazioni, l’individuazione delle persone esposte l'effettuazione dei campionamenti ambientali e altro, elaboriamo il documento di valutazione del rischio chimico. La valutazione viene effettuata con il modello Al.Pi.Ris.Ch.

Rischio Agenti Cancerogeni e Mutageni

La valutazione dell’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni, essendo parte integrante del documento di cui all’art. 17 del D.Lgs. 81/08, è uno strumento utile per la definizione di misure tecniche, organizzative e procedurali atte a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Ai fini della protezione da agenti cancerogeni e mutageni il Titolo IX, Capo II- Sostanze Pericolose, D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., il datore di lavoro che utilizza agenti cancerogeni/mutageni, quali definiti dall’art. 234, è tenuto, ai sensi del successivo art. 235, ad evitare o ridurre l’utilizzazione dell’agente cancerogeno o mutageno sul luogo di lavoro, mediante varie misure.

Rischio ATEX

Il rischio ATEX è un’analisi approfondita delle situazioni di rischio legate alla presenza di materie potenzialmente esplosive: polveri di vario tipo, dalla farina ai metalli e sostanze chimiche volatili che per loro natura abbiano dei limiti di esplosività. La valutazione ATEX ha lo scopo di individuare e valutare i rischi di esplosione, illustrando tra l'altro il tipo e l’estensione delle eventuali zone pericolose individuate, intendendo tali gli spazi dei luoghi pericolosi, circostanti o prossimi alle potenziali sorgenti di emissione che, in relazione alla frequenza di formazione ed alla permanenza di un’atmosfera esplosiva, richiedono l’adozione di misure tecniche e provvedimenti di protezione al fine di evitare l’accensione di atmosfere esplosive.

Secondo l’art. 293 del D.Lgs 81/2008, le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive in quantità tali da richiedere particolari provvedimenti di protezione per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori interessati sono ripartite in zone in base alla frequenza e alla durata della presenza di atmosfere esplosive.

Rischio Radiazioni Elettromagnetiche

Il D.Lgs. 159/2016 definisce i limiti di esposizione e i valori di azione definiti dalla direttiva europea 2013/35/UE, alla luce degli studi scientifici presentati dall’ICNIRP nel 2010, riguardanti gli effetti sulla salute dell’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche. Vengono effettuati rilievi strumentali ed elaborati i dati secondo il metodo del picco ponderato, tenendo conto dell’esposizione sia per i lavoratori e che per la popolazione, ovvero tutte quelle persone che risultano particolarmente sensibili a tale rischio secondo la definizione dell’art.

Rischio Movimentazione Manuale dei Carichi

Per movimentazione manuale si intende qualsiasi tipo di attività che comporti operazioni di sollevamento di un peso, ma anche le azioni di trasporto, che possano dare origine a disturbi e patologie soprattutto a carico della colonna vertebrale, ma anche a carico delle articolazioni e dei muscoli. Con il D.Lgs. Si utilizza per il calcolo del rischio da sollevamento e spostamento il metodo NIOSH.

Rischio Microclima

La valutazione microclimatica è importante in tutti gli ambienti di lavoro e la stessa normativa sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, il D.Lgs.81/2008, classifica nel Titolo VIII (art. 180) il microclima tra gli agenti fisici che, ai sensi dell’art. 181, devono essere compresi nella valutazione dei rischi. Per microclima si intende quel complesso di parametri fisici (temperatura dell’aria, temperatura media radiante, velocità dell’aria, umidità relativa) che insieme a parametri quali attività metabolica ed abbigliamento caratterizzano gli scambi termici tra ambiente e lavoratori, è un elemento molto importante di ogni valutazione dei rischi.

Rischio Illuminazione

L’illuminazione degli ambienti di lavoro deve essere valutata sulla base delle varie attività previste; l’allegato IV (Requisiti dei luoghi di lavoro) del D.Lgs. 81/2008 riporta molte indicazioni sull’illuminazione naturale e artificiale degli ambienti di lavoro. Il D.L.gs.

Rischio Movimentazione Carrelli

Come tutte le attività lavorative responsabili di determinare patologie muscolo-scheletriche, la movimentazione manuale eseguita trainando o spingendo un oggetto (con o senza ruote), se condotta in assenza di requisiti ergonomici (condizioni non ottimali e di tempi di recupero insufficienti), può creare i presupposti per determinare lesioni a carico delle strutture degli arti superiori e della schiena. Un improprio impiego di un carrello può comportare concreti rischi di sovraccaricare l’apparato muscolo-scheletrico e, conseguentemente, può aumentare la probabilità di maturare, in un periodo medio-lungo, patologie da sovraccarico biomeccanico.

Per tale motivo è importante valutare ed esaminare nel dettaglio tutti gli elementi che concorrono a determinare tale rischio ed eventualmente progettare o riprogettare le attività lavorative. Si deve fare riferimento al titolo VI del D.Lgs.

Principi Ergonomici

L’articolo 15 del D.Lgs 81/2008 mantiene l’obbligo del “rispetto dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e quello ripetitivo”.

È evidente che il richiamo della legge ha un duplice scopo: da un lato assicurare che il rispetto dei principi ergonomici conduca alla prevenzione dei disturbi fisici collegati ad un cattivo disegno del sistema organizzato del lavoro, dall’altro che vengano messe in opera specifiche misure collegate all’attenuazione dei compiti contraddistinti da maggiore monotonia e ripetitività.

Il protocollo OCRA (OCcupational Repetitive Action) è un metodo di valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico determinato dallo svolgimento di movimenti ripetuti degli arti superiori.

Rischio Fulminazione

ll fulmine per definzione, è una forte scarica elettrica che avviene nell’atmosfera e che si instaura fra due corpi con una grande differenza di potenziale elettrico. I fulmini colpiscono la superficie terrestre circa 100 volte al secondo; ogni anno si verificano circa 750.000 fulmini che per brevissimi instanti possono raggiungere temperature elevatissime (fino a 30.000°C). Gli edifici possono essere soggetti alla scarica di un fulmine con conseguenti danni a persone, animali e cose; è pertanto necessario affrontare i fulmini in termini di rischio e cercare tutte le misure di prevenzione più idonee per evitare pericoli e conseguenze. Nelle attività lavorative tale valutazione del rischio fulminazione è appositamente richiesta dal testo unico sulla sicurezza (dlgs 81/2008).

Rischio Stress Lavoro Correlato

Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce che la Valutazione dei Rischi deve fare riferimento a tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a Stress Lavoro Correlato. Le possibili conseguenze derivanti dall’insorgenza dei disturbi da stress lavoro correlato possono riscontrarsi in danni sia psicologici che fisici per i lavoratori, con possibili assenze prolungate dal luogo di lavoro, stati di malessere e disturbi di tipo psico sociale.

Le linee guida per la valutazione del Rischio da Stress Lavoro Correlato sono disciplinate all’interno dell’accordo quadro Europeo dell’8 ottobre 2004 e sono state recepite in Italia da una serie di orientamenti e indicazioni istituzionali successivi, in modo da poter definire i criteri e la metodologia condivisa per l’elaborazione di profili di rischio.

Il percorso di valutazione deve tenere conto dei fattori di esposizione, è un’analisi complessa e articolata che richiede il coinvolgimento di diversi attori della sicurezza e la partecipazione di consulenti esperti.

Rischio Vibrazioni

La valutazione del rischio vibrazioni richiede di analizzare tutti quei fenomeni che sollecitano il sistema ‘mano-braccio’ e il sistema ‘corpo intero’, si indicano le norme tecniche idonee alla valutazione dei rischi connessi all’utilizzazione di macchine vibranti che interessano un solo braccio o entrambe le braccia contemporaneamente (UNI EN ISO 5349) e le norme idonee alla valutazione dei rischi connessi all’utilizzazione di mezzi vibranti e al rischio vibrazioni sul corpo intero (UNI ISO 2631).

Le vibrazioni possono comportare un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, sia quelle trasmesse al sistema mano-braccio nell’uomo, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari, che quelle trasmesse al corpo intero, in particolare lombalgie e traumi del rachide. Per valutare il rischio da vibrazioni, sia corpo intero che mano braccio, si considerano tutte le caratteristiche della sorgente vibrante, l’intensità (espressa in m/s2) della vibrazione emessa e il tempo d’esposizione del soggetto esposto.

Prevenzione Incendi

La prevenzione incendi si prefigge lo scopo di individuare e valutare i rischi di incendio ed esplosione, illustrando il tipo e l’estensione delle eventuali zone pericolose individuate, intendendo tali gli spazi dei luoghi pericolosi, circostanti o prossimi alle potenziali sorgenti di emissione che, in relazione alla frequenza di formazione ed alla permanenza di un’atmosfera esplosiva, richiedono l’adozione di misure tecniche e provvedimenti di protezione al fine di evitare l’accensione di atmosfere potenzialmente esplosive.

Rischio Radiazioni Ionizzanti

Le radiazioni ionizzanti sono costituite da radiazioni corpuscolare chiamate alfa e beta e da radiazioni elettromagnetiche, della stessa natura della luce o delle onde radio, chiamate raggi x o gamma. Con radiazione si intende la propagazione di energia attraverso lo spazio o un qualunque mezzo materiale, sotto forma di onde o di energia cinetica propria di alcune particelle. Il termine ionizzante indica la capacità di queste radiazioni di rompere i legami atomici e molecolari della materia bersaglio in cui interagiscono modificandone lo stato chimico.

Il Decreto Legislativo n° 100 del 01 giugno 2011, recante disposizioni integrative e correttive del D.lgs. 23/2009, di attuazione della direttiva 2006/117/Euratom relativa alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito.

Rischio Radiazioni Ottiche Artificiali

Per radiazioni ottiche si intendono tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d'onda compresa tra 100 nm e 1 mm. Lo spettro delle radiazioni ottiche si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse.

La valutazione del rischio da radiazioni ottiche artificiali, effettuata per mezzo di misure strumentali delle sorgenti di radiazioni ottiche, dovrà verificare il rispetto dei valori limite di esposizione riportati nell'allegato XXXVII del D.Lgs.81/2008, sia per le radiazioni ottiche artificiali incoerenti che per le radiazioni ottiche artificiali coerenti (laser).

Rischio Rumore

Gli effetti uditivi hanno come organo bersaglio l’apparato uditivo, con una possibile compromissione e recupero incompleto delle funzionalità uditive. Ai fini della prevenzione di tali effetti vanno applicati i criteri valutativi ed i valori di azione prescritti dal D.lgvo 81/08 Titolo VIII Capo II.

L’art.190 del D.Lgs.81/2008 impone al datore di lavoro di effettuare una valutazione del rumore all’interno della propria azienda al fine di individuare i lavoratori esposti al rischio ed attuare gli appropriati interventi di prevenzione e protezione della salute.

La valutazione del rischio deve essere effettuata da persona qualificata in tutte le aziende, indipendentemente dal settore produttivo, nelle quali siano presenti lavoratori subordinati o equiparati ad essi; nei casi in cui non si possa fondatamente escludere che siano superati i valori inferiori di azione (LEX>80 dB(A) o Lpicco,C > 135 dB(C)) la valutazione deve prevedere anche misurazioni effettuate secondo le appropriate norme tecniche (UNI EN ISO 9612:2011 e UNI 9432:2011).

Ergonomia

L’ergonomia è la disciplina scientifica che affronta i numerosi e complessi problemi emergenti dai rapporti che intercorrono tra l'uomo e l'ambiente in cui egli vive e lavora, allo scopo di realizzare, attraverso la promozione di nuove posizioni di studio, di ricerca e di applicazione, condizioni di vita e di lavoro che meglio si armonizzino con le capacità e i limiti dell'uomo.

L'ergonomia, quindi, indaga e analizza i rapporti fra sistemi (uomo - macchina; uomo - ambiente; uomo - uomo; uomo - macchina - ambiente), i quali s'integrano scambievolmente e reciprocamente. Per quanto attiene la componente "uomo" l'anatomia e l'antropologia, determinando le principali caratteristiche del corpo umano in senso staticoe dinamico, forniranno i dati indispensabili per un migliore ordinamento del posto e degli strumenti di lavoro durante l'esecuzione del compito, dell'accessibilità dei comandi, della percezione dei segnali.

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