Dottoressa Tomasi: Colesterolo e Consigli Alimentari per un Metabolismo Equilibrato

Il libro "La rivoluzione del metabolismo. Il protocollo metabolico contro infiammazione e insulino-resistenza per prevenire le malattie, rallentare l’invecchiamento e perdere peso", edito da Vallardi, è stato pubblicato dalla dottoressa Cristina Tomasi, esperta di salute metabolica con oltre trent’anni di esperienza e una vasta community. Presenta un libro che introduce un approccio innovativo per riequilibrare il metabolismo. Attraverso un programma personalizzabile, che unisce alimentazione mirata, buone abitudini quotidiane e le più recenti scoperte scientifiche, il metodo Tomasi si propone come una soluzione efficace contro le più diffuse patologie metaboliche.

Squilibri Metabolici: Sintomi e Conseguenze

La maggior parte delle persone soffre di squilibri metabolici senza rendersene conto. Ha quindi difficoltà a perdere peso, soffre stanchezza persistente, ha disturbi del sonno, problemi ormonali e infiammazioni croniche. Nel tempo, questi squilibri aumentano il rischio di patologie come diabete, malattie autoimmuni e cardiovascolari.

Con oltre trent’anni di esperienza clinica e un approccio basato sulle più recenti evidenze scientifiche, la dottoressa Tomasi offre una soluzione completa per riprogrammare il metabolismo e ritrovare il benessere naturale. Attraverso piani alimentari e pratiche quotidiane mirate, questo libro aiuta a riattivare il metabolismo per perdere peso, ridurre l’infiammazione cronica e l’insulino-resistenza, migliorare la qualità del sonno e i livelli di energia, invertire i processi di invecchiamento cellulare.

Disturbi frequenti come diabete, obesità, infertilità e malattie autoimmuni, sono legati a infiammazione cronica e resistenza all’insulina, spesso sottovalutate o trascurate. Nel suo libro si trovano piani alimentari realizzati su misura combinati con strategie efficaci come il digiuno intermittente, l’esposizione solare controllata, il giusto movimento quotidiano e il miglioramento della qualità del sonno.

La Dieta Low-Carb: Non una Moda, ma una Cura

Un tema caldo di questo momento è la low-carb, a basso apporto di carboidrati. «Non è una moda, ma una cura», spiega la dottoressa «perché senza farmaci permette di risolvere l’insulino-resistenza, che è una condizione poco conosciuta. Si tratta di una condizione che rimane nascosta per anni, spesso decenni, prima di manifestarsi come diabete di tipo 2. Il fatto di non sapere di essere affetti da insulino-resi- stenza rende ancora più difficile il trattamento».

Il principio guida è: meno carboidrati, più grassi sani, nella ricetta della salute della dottoressa Tomasi. La low-carb limita l’assunzione di carboidrati, soprattutto quelli presenti in dolci, cereali, legumi, farinacei e cibi preconfezionati. Riducendo la quota di carboidrati, complessivamente, un’alimen- tazione low-carb conterrà una proporzione maggiore di grassi e adeguata di proteine.

«Le varianti di low-carb sono tantissime, ma quelle che prediligo sono le diete che puntano su alimenti naturali ricchi di proteine e grassi, con aggiunta di verdure e frutta, rigorosamente di stagione e possibil- mente locali», si spiega nella guida. «Per decenni siamo stati bombardati con messaggi inquietanti sulla pericolosità dei grassi animali, sul loro effetto negativo per la salute delle arterie, i danni provocati dal colesterolo, le conseguenze nefaste per il cuore. Molto spesso grassi adeguati vengono sostituiti da altri più pericolosi». Un consiglio, dunque, è di non comprare cibi ultraprocessati, prediligendo i prodotti naturali.

«È una dieta che nella forma classica apporta meno di 50 g di carboidrati al giorno, anche se esistono alcune varianti più morbide, che chiamo «soft low- carb», dove l’apporto di carboidrati può raggiungere gli 80- 100 g al giorno. La low-carb generalmente esclude tutti i prodotti "lavorati” che derivano dai cereali, come pasta, pane, biscotti, torte, pizza e simili. Non servono ore in cucina. I sostituti del pasto e altri prodotti dell’industria alimentare specificamente progettati per stimolare nuovi bisogni non solo non vi servono per fare una dieta low-carb, ma andrebbero completamente evitati. Hanno poco a che fare con la natura».

Carne, Uova e Colesterolo: Sfatiamo i Miti

È appena stata pubblicata una metanalisi sulla carne da parte di rispettati scienziati sulla rivista scientifica Annals of Internal Medicine: la carne viene sdoganata. Le affermazioni sui pericoli per la salute della carne rossa non solo sono improbabili alla luce della nostra storia evolutiva, ma sono ben lungi dall’essere supportate da solide prove scientifiche. Dal punto di vista evolutivo ci siamo nutriti mangiando quel che cacciavamo: carne, pesce, tuberi. La carne fa parte del nostro bagaglio alimentare. Suggerirei di ridurre lo zucchero. Bisogna ridurre l’assunzione di carboidrati.

Dimentichiamo la sua pessima reputazione e guardiamolo da vicino. Il colesterolo è un alcol, così importante che la maggior parte delle cellule del nostro corpo è in grado di sintetizzarlo, poiché esso è parte integrante della membrana cellulare. La sintesi del colesterolo si svolge soprattutto a livello epatico. Il colesterolo è indispensabile per lo sviluppo dell’embrione e fondamentale per tutte le nostre cellule; costituisce le membrane cellulari ed è necessario per la sintesi di ormoni; è in grado di favorire l’assorbimento e la digestione degli alimenti.

Insieme alla carne rossa le uova sono vittima dell’isteria antigrasso degli ultimi quattro decenni. Le uova apportano la nutrizione più completa di qualsiasi cibo sul nostro pianeta. Infatti dai loro nutrienti si può formare un pulcino, proprio perché lì ci sono tutti questi nutrienti così importanti anche per noi. Le uova sono un’eccellente fonte di proteine con il più alto valore biologico (il 46% va in sintesi proteica) e contengono anche la più vasta gamma di grassi monoinsaturi benefici per il cuore, omega 3, colesterolo, tante vitamine, tutti gli aminoacidi essenziali, lecitina, ferro, selenio, zinco, fosforo e calcio. Le uova sono un’ottima fonte di colina, una vitamina B “non ufficiale”, componente essenziale delle membrane cellulari, specie quelle cerebrali, rendendole importanti per lo sviluppo del cervello nel feto e per l’intera salute e funzionalità cerebrali.

Dinner Cancelling: Saltare la Cena per Rimettersi in Forma

Ma in cosa consiste il «dinner cancelling»? Ed è davvero un metodo efficace e sicuro per risolvere la lotta con la bilancia?«Il dinner cancelling è una forma di digiuno», spiega l'esperta. «Esistono molti regimi di digiuno diversi e non c'è una tipologia “migliore” di un'altra. Un regime funziona per una persona, ma può essere inefficace per un’altra, anche se si può dire che il dinner cancelling è una modalità molto valida perché soddisfa uno stile alimentare vicino alla nostra natura e al nostro ritmo circadiano alimentare, per il quale non si dovrebbe mangiare la sera». «Il dinner cancelling rientra nello schema del cosiddetto TRE - Time Restricted Eating, ovvero del mangiare in una finestra di tempo ridotta nell'arco della giornata.

In generale, sconsiglio di allenarsi la sera, ma se l’apporto proteico e energetico nelle ore diurne è sufficiente e adeguato all'attività fisica praticata, questa ne gioverà dal dinner cancelling». Saltare il pasto serale aumenta la concentrazione e l’energia, stimola la perdita di peso e di grasso corporeo, riduce i valori pressori, glicemici e di colesterolo, aumenta la sensibilità insulinica, previene la malattia di Alzheimer, aumenta la durata della vita riducendo i processi di invecchiamento, riduce i processi infiammatori, migliora la qualità del sonno. Questo digiuno, inoltre, rispetta i ritmi circadiani fisiologici intestinali: l’intestino è attivo di giorno dopo le 8.30-9 ed è attivo durante l'arco della giornata, ma la funzione gastro-intestinale, verso sera, si riduce».

«La perdita di peso che si ottiene col digiuno intermittente dura più a lungo, in modo persistente e sano. Ovviamente, nelle fasi in cui si mangia, si devono evitare grandi quantità di «cibo-spazzatura». «Nel dinner cancelling, si fa colazione e si pranza, magari un po' tardi, oppure si prevede uno spuntino verso le 17, ma da questo momento alla colazione successiva si pratica il digiuno. In questo arco di tempo, sono ammesse bevande non caloriche come acqua e tè, senza alcuna aggiunta di zucchero, dolcificante o latte. Per quanto riguarda i pasti, non occorre contare le calorie, in quanto i timori che il digiuno possa portare a mangiare troppo, non sono fondati.

Colesterolo: Alleato o Nemico?

Ci sono persone che, terrorizzate da 230 di colesterolo, hanno eliminato dalla dieta formaggi, latticini, grassi, biscotti e si sono buttati per mesi su aglio nero, Omega-3 e yogurt ultraprocessati solo per verificare un calo del colesterolo a 218. Sarebbe comunque utile eliminare/ridurre il sale, l’alcol, i grassi, la carne, gli zuccheri, i dolci, i salumi, i latticini, il fumo.

La quantità sintetizzata è inversamente proporzionale a quella assunta con la dieta. Il fegato è il principale regolatore: produce colesterolo e lo utilizza per creare la bile. Una volta nell'intestino, circa il 95% della bile viene riassorbita, perché il corpo non spreca questa preziosa risorsa. È un processo complesso e altamente efficiente, che coinvolge fino a 42 reazioni biochimiche”.

Il problema principale non è il colesterolo o i grassi alimentari, ma la resistenza insulinica, una condizione che nasce dall’eccessivo consumo di zuccheri e carboidrati raffinati. Quando assumiamo zuccheri in quantità eccessive, i livelli di glucosio nel sangue salgono rapidamente. Il corpo risponde producendo insulina, l’ormone che permette al glucosio di entrare nelle cellule per essere utilizzato come energia. Quando questa situazione si ripete spesso, le cellule diventano meno sensibili all’insulina: è l’inizio della resistenza insulinica. I livelli alti di insulina non solo promuovono l’accumulo di grasso, ma creano anche uno stato di infiammazione cronica nel corpo”.

Ridurre gli zuccheri e i carboidrati raffinati, evitando picchi glicemici e livelli cronicamente elevati di insulina. Questo è il primo passo per spezzare il circolo vizioso dell’infiammazione e promuovere un metabolismo sano. Non sono i grassi animali a metterci in pericolo, ma il modo in cui la nostra dieta moderna, ricca di zuccheri, altera l’equilibrio metabolico”.

Il nostro corpo lo produce perché è indispensabile. Anzi, in alcuni casi, una dieta povera di colesterolo può portare il fegato a produrne di più per compensare. La chiave è scegliere fonti di qualità e adottare un'alimentazione equilibrata.

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