I testicoli sono le gonadi maschili, organi riproduttivi primari deputati alla spermatogenesi, ovvero alla sintesi degli spermatozoi (gameti maschili).
Sviluppo e Anatomia dei Testicoli
Durante lo sviluppo, i testicoli si formano nella cavità addominale, accanto ai reni. Successivamente, si spostano verso il basso trascinandosi dotti, vasi e nervi, che formeranno il funicolo spermatico. Poco prima della nascita o subito dopo, i testicoli vanno a collocarsi nei sacchi scrotali. All'interno della sacca scrotale, i due testicoli sono parzialmente separati da un setto mediano di tessuto fibroso (setto scrotale).
Infatti, se la temperatura dei testicoli sale, la spermatogenesi viene inibita; di conseguenza, quando fa freddo, la contrazione della muscolatura scrotale porta i testicoli in posizione più vicina al corpo, facendo apparire più raccolta e raggrinzita la borsa scrotale; viceversa, in ambiente caldo lo scroto si presenta allungato, liscio e flaccido.
Il gubernaculum testis è un'appendice fibrosa che fissa il polo inferiore del testicolo alla borsa scrotale. L'epididimo si trova addossato al margine posteriore del testicolo; nella sua coda raccoglie gli spermatozoi prodotti dal testicolo e portati a maturazione al suo interno. Inoltre, partecipa al controllo e alle variazioni di composizione del fluido seminale, attraverso processi di secrezione ed assorbimento. Infine, concorre all'eliminazione degli spermatozoi danneggiati.
Durante l'orgasmo gli spermatozoi vengono riversati dall'epididimo nel dotto deferente, dove proseguono verso l'alto grazie all'azione peristaltica generata dai muscoli di questo tubicino di raccordo.
Il funicolo spermatico è un cordone che connette il testicolo al resto dell'organismo, raccogliendo al suo interno un insieme di strutture (arterie, vene, sistema linfatico, nervi, dotto deferente, muscolo cremastere ecc.) tenute insieme da connettivo lasso.
Struttura Interna del Testicolo
Dalla tonaca albuginea originano setti fibrosi che percorrono radialmente il testicolo, formando circa 250-300 logge testicolari (o lobuli piramidali) separate da setti. In corrispondenza della parte terminale, verso la faccia posteriore del testicolo (mediastino), il decorso dei tubuli seminiferi contorti si fa piuttosto rettilineo e per questo prendono il nome di tubuli retti. Questi, a loro volta, costituiranno in una fitta rete di tubuli anastomizzati tra loro: la rete testis del corpo di Highmoro.
La parete dei tubuli seminiferi è costituita da un epitelio pluristratificato, l'epitelio germinativo, in cui si possono distinguere delle cellule di sostegno (o di Sertoli) e delle cellule germinali. In seguito a stimolazione da parte dell'LH, le cellule interstiziali del Leydig producono androgeni (testosterone) a partire dal colesterolo veicolato dalle LDL o sintetizzato nella cellula a partire dall'acetato.
Il Dotto Deferente
Il canale (o dotto) deferente inizia in corrispondenza della coda dell’epididimo, dove fa seguito al canale dell’epididimo, e termina, dopo avere attraversato il canale inguinale ed essere decorso nella cavità pelvica, a livello della base della prostata, riunendosi con la vescichetta seminale omolaterale per formare il condotto eiaculatore.
Il canale deferente ha una forma regolarmente cilindrica, con un calibro di 2-3 mm e una lunghezza media di 40 cm. Nella parte terminale si dilata in una espansione fusiforme lunga circa 3 cm, che prende il nome di ampolla deferenziale. Presenta notevole consistenza a causa della spessa tonaca muscolare di cui è fornito e mostra una superficie esterna liscia e regolare, ad eccezione dell’ampolla dove la superficie è irregolarmente mammellonata.
Decorso del Dotto Deferente
Secondo il decorso, vi si considerano una parte testicolare, una funicolare, una inguinale e una addominopelvica. Nella prima porzione (o parte testicolare), il canale deferente è addossato, con l’interposizione di tessuto connettivo lasso contenente rami dell’arteria testicolare e radici del plesso pampiniforme, alla faccia posteriore della coda e del corpo dell’epididimo, leggermente spostato sul lato mediale.
Inizialmente ha decorso sinuoso, ma diviene ben presto rettilineo finché, giunto al limite fra corpo e testa dell’epididimo, abbandona quest’ultimo e sale verticalmente riunendosi al fascio vascolonervoso del testicolo per entrare a far parte del funicolo (o cordone) spermatico (parte funicolare). Contenuto nella parte posteriore del funicolo spermatico e accompagnato dai vasi deferenziali e dal plesso nervoso omonimo, il canale deferente prosegue il suo decorso ascendente nello scroto (o borsa scrotale) e raggiunge l’orifizio sottocutaneo del canale inguinale, nel quale penetra.
Sempre contenuto nel funicolo spermatico, percorre quindi il canale inguinale, con decorso obliquo in alto e lateralmente (parte inguinale), fino al suo orifizio addominale dove si libera dai rapporti con gli altri elementi del funicolo ed entra nella cavità addominale collocandosi nel connettivo sottoperitoneale (parte addominopelvica). All’uscita dal canale inguinale il deferente descrive una curva a concavità mediale, abbracciando dall’esterno all’interno i vasi epigastrici inferiori; quindi discende in basso e, dopo aver incrociato dal loro lato mediale i vasi iliaci esterni, decorre lungo la parete laterale della piccola pelvi diretto in basso, medialmente e in dietro, sempre coperto dal peritoneo parietale.
Nel suo tragitto pelvico il canale deferente costeggia la faccia laterale della vescica e incrocia dal lato mediale il tratto obliterato dell’arteria ombelicale, il nervo e i vasi otturatori e i vasi vescicali. Raggiunta la faccia posteriore della vescica, incrocia dall’avanti l’uretere e si dirige verso la base della prostata, convergendo con il deferente del lato opposto e avendo al lato la rispettiva vescichetta seminale. In quest’ultimo tratto (ampolla deferenziale) è situato fra la base della vescica, dove delimita con l’ampolla controlaterale il trigono interseminale, e il retto, dal quale è separato mediante la fascia rettovescicale. Infine si riunisce ad angolo acuto con il dotto della vescichetta seminale del proprio lato per formare il condotto eiaculatore.
Istologia del Dotto Deferente
Il canale deferente ha una parete assai spessa in relazione al calibro relativamente ristretto (circa 0,5 mm) del lume. La parete è formata dalle tonache mucosa, muscolare e avventizia. La tonaca mucosa, di colorito giallastro, si solleva in pieghe longitudinali che diminuiscono con la distensione. In corrispondenza del tratto ampollare, il lume del dotto diviene più ampio e irregolare per la presenza di pieghe permanenti della mucosa variamente anastomizzate che delimitano cripte più o meno profonde.
L’epitelio di rivestimento fa seguito a quello del canale dell’epididimo del quale mantiene, specialmente nel tratto iniziale, i caratteri strutturali. Risulta perciò costituito da cellule cilindriche superficiali e da cellule basali irregolarmente poliedriche. Le cellule cilindriche, assai alte particolarmente sull’apice delle pieghe, sono rappresentate da tipiche cellule a pennacchio, dotate di attività secretoria vescicolare. Fra le cellule cilindriche si trovano cellule a bastoncino che rappresentano elementi in via di degenerazione, e cellule particolarmente ricche di mitocondri, che potrebbero avere importanza nell’acidificazione del contenuto luminale e nel trasporto di acqua ed elettroliti.
A partire dal tratto inguinale l’epitelio tende a divenire più basso: le cellule basali si fanno più rade fino a scomparire e le cellule cilindriche presentano stereociglia sempre più corte. Particolarmente, nel tratto iniziale, l’epitelio svolge funzioni assorbenti e secernenti che si attenuano progressivamente lungo il decorso del canale. Nell’ampolla l’epitelio cilindrico semplice non possiede più stereociglia e mostra caratteri analoghi a quello delle vescichette seminali.
La lamina propria, assai spessa, è costituita da tessuto connettivo denso, ricco di fibre elastiche; profondamente continua con il connettivo interstiziale degli strati muscolari.
La tonaca muscolare è molto sviluppata presentando uno spessore di 1 mm e oltre; è costituita da fascetti di fibrocellule muscolari lisce disposti in tre strati (longitudinali esterno e interno e circolare intermedio). In realtà i fascetti muscolari presentano una disposizione a spirale: internamente ed esternamente essi descrivono una spirale molto ampia così da apparire longitudinali nelle sezioni; nello strato intermedio gli avvolgimenti sono più stretti tanto da apparire circolari. Nella tonaca muscolare esiste una fitta rete di fibre nervose con numerose terminazioni adrenergiche e colinergiche.
La tonaca muscolare, abitualmente sede di una modesta e occasionale attività contrattile, è responsabile di energiche contrazioni peristaltiche che intervengono subito prima della eiaculazione.
La tonaca avventizia, ricca in vasi e nervi, è formata da tessuto connettivo denso contenente abbondanti fibre elastiche e alcuni fascetti di fibrocellule muscolari a disposizione longitudinale.
Funzioni dei Testicoli
I testicoli hanno due funzioni principali: la produzione degli spermatozoi dal momento della pubertà sino alla morte, e la produzione degli ormoni sessuali maschili chiamati androgeni, tra i quali il testosterone è il più importante. La produzione degli spermatozoi non comincia fino alla pubertà, anche se segue il modello della produzione di ormoni riducendosi in età avanzata.
In ogni testicolo, vicino ai tubuli seminiferi, ci sono numerose cellule chiamate cellule interstiziali o cellule di Leydig. Esse sono responsabili della produzione dell'ormone sessuale maschile (testosterone) che viene secreto direttamente nei vasi sanguigni circostanti. Al momento della pubertà, la maggior parte dei cambiamenti che avvengono nel ragazzo è prodotta dalla maggior quantità di testosterone che scorre nel suo corpo.
Durante l'eccitazione sessuale i testicoli aumentano di grandezza. Il sangue riempie i vasi sanguigni che si trovano in essi causando il loro ingrandimento. Dopo l'eiaculazione essi tornano alle loro normali dimensioni. Subito prima dell'eiaculazione i testicoli vengono tratti molto vicini al corpo. Il medesimo avvicinamento dei testicoli al corpo avviene nei momenti di intensa paura, collera o quando l'uomo ha freddo. In questo modo, naturalmente, il corpo protegge questo meccanismo delicato e vulnerabile.
I testicoli pendono fuori dal corpo per potere stare alla temperatura leggermente più bassa che è richiesta per la produzione dello sperma. Quando la stagione è molto calda o durante un bagno tiepido essi pendono più in basso del normale, lontano dal corpo e dal suo calore; al contrario, nella stagione fredda, essi si avvicinano al tepore del corpo per mantenere una temperatura ottimale. Se vengono tenuti alla temperatura corporea, i testicoli non sono più in grado di produrre spermatozoi e l'uomo diventa sterile.
Struttura del Testicolo
Il testicolo è costituito dalla tunica albuginea e dalle sue dipendenze, da un parenchima costituito dai tubuli seminiferi, e dallo stroma che circonda i tubuli seminiferi e contenente quest'ultimo le cellule di Leydig a funzione endocrina.
La tonaca albuginea è la tonaca più intima del testicolo, costituita da tessuto connettivo fibroso denso con fasci di fibre di collagene ad andamento parallelo; è resistente e inestensibile, spessa tra lo 0,5 e 1 mm, e all'esterno continua con l'epiorchio. Negli strati più superficiali troviamo fibrocellule muscolari lisce mentre negli strati più profondi troviamo fibre elastiche.
Dalla faccia profonda dell'albuginea, detta tonaca vascolosa perché riccamente vascolarizzata, si dipartono dei setti convergenti verso il mediastino testicolare (o corpo di Highmoro) che si approfondano all'interno del testicolo delimitando circa 300 logge.
Il parenchima, di colorito roseo giallastro, riempie le logge, all'interno delle quali si organizza in lobuli. Ciascun lobulo contiene tubuli seminiferi contorti, le cui estremità si uniscono a formare i tubuli retti che sboccano nella rete testis, posta a livello del mediastino testicolare, una serie di tubuli riccamente anastomizzati. Dalla rete testis si dipartono circa 15-20 condottini efferenti che confluiscono a formare l'epididimo.
La parete dei tubuli seminiferi è costituita da epitelio pluriseriato detto epitelio germinativo che poggia su una lamina propria. L'epitelio germinativo comprende accanto alle cellule germinali in diverso stato differenziativo le cellule del Sertoli, che sono cellule di sostegno.
Le cellule del Sertoli sono cellule di derivazione mesodermica non spermatogeniche che oltre a sostenere e a nutrire gli spermatozoi svolgono importanti funzioni endocrine. Si estendono per tutto lo spessore dell'epitelio con la base che poggia sulla membrana basale e l'apice verso il lume; l'apice presenta delle infossature entro cui sono contenute le teste degli spermatidi in via di sviluppo. Sono riconoscibili per il nucleo triangolare con nucleolo evidente e cromatina dispersa.
Le cellule del Sertoli sono unite da complessi giunzionali, tight junctions, che suddividono l'epitelio germinativo in due compartimenti conosciuti come basale e come luminale. Il citoplasma è acidofilo, con gocciole lipidiche, scarso RER e abbondante REL. Sono talora visibili aggregati proteici noti come corpi di charcot bottcher. Troviamo anche lisosomi primari e secondari.
Le cellule del Sertoli mediano la spermatogenesi e la spermiazione, riassorbono i corpi residui tramite fagocitosi.
Le cellule germinali sono cellule in vario stadio differenziativo. Quelle in stadio precoce di sviluppo si trovano perifericamente mentre quelle negli stadi tardivi prospettano verso il lume. Il processo attraverso il quale gli elementi cellulari passano dalla periferia al lume prende il nome di spermatogenesi. Dura 74 giorni circa e comprende la spermatogoniogenesi (proliferazione per mitosi delle cellule germinali primitive, da cui originano gli spermatociti primari), la spermatocitogenesi (divisione meiotica degli spermatociti primari a formare spermatociti secondari e da questi gli spermatidi) e la spermiogenesi (differenziazione degli spermatidi in spermatozoi maturi, non si hanno fenomeni moltiplicativi).
Patologie Testicolari
La patologia del testicolo è un tema centrale nella salute maschile, e non solo da un punto di vista sessuale. Esistono, infatti, numerose patologie che possono colpire i testicoli: molte sono benigne.
Tumore Testicolare
Il tumore testicolare rappresenta circa l’1% di tutti i tumori nell’uomo e il 5% di tutti i tumori urologici. È una malattia tipica dell’uomo giovane, con un picco di incidenza tra i 20 e i 30 anni e un secondo picco tra i 30 e i 40 anni. Come abbiamo già detto, un tumore testicolare può svilupparsi a partire da qualunque cellula che compone il testicolo, ma l’istologia più frequente è quella derivante dalle cellule germinali: in questa grande categoria (che da sola rappresenta circa il 95% dei casi di carcinoma testicolare) le due forme più frequenti sono il seminoma e il non seminoma.
Come spesso accade, il carcinoma testicolare è una malattia silente (soprattutto nelle fasi iniziali) fino a quando non raggiunge stadi avanzati, con comparsa di metastasi diffuse. Proprio in virtù di questa caratteristica, la diagnosi precoce è un aspetto fondamentale nella sua gestione. Dovrebbe essere fatta con calma, di solito dopo una doccia calda, quando i testicoli discendono nella borsa scrotale e sono ben palpabili. Il primo passo è posizionarsi di fronte ad uno specchio e valutare forma e dimensioni dei testicoli, notando se vi sono irregolarità visibili a occhio nudo. Successivamente si prende un testicolo, posizionando indice e medio nella parte inferiore e il pollice nella parte superiore e facendo scorrere pian piano le dita sulla superficie del didimo.
I testicoli hanno una consistenza sodo-elastica (immaginate una pallina di gomma) e sono assolutamente lisci sulla faccia anteriore e sui lati, mentre sarà possibile apprezzare una zona più “ruvida” nella parte posteriore (epididimo). È sempre importante palpare bene entrambi i testicoli uno alla volta.
L’autopalpazione dei testicoli dovrebbe essere fatta una volta al mese e, se si dovessero identificare aree sospette, bisogna rivolgersi subito al proprio medico.
La gestione terapeutica del carcinoma testicolare prevede, nella maggior parte dei casi, l’orchifunicolectomia (la rimozione chirurgica di testicolo e funicolo spermatico).
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