Quando si può mangiare dopo una gastroscopia: Guida completa

La gastroscopia, nome abbreviato dell’esofagogastroduodenoscopia (EGDS), è un esame invasivo indicato quando c’è un sospetto di patologia dell'esofago, dello stomaco e del duodeno, la porzione iniziale dell’intestino. Attraverso la bocca, oppure meno spesso attraverso il naso, si introduce un sondino flessibile al termine del quale è posta una telecamera con cui osservare le superfici interne di questi organi.

Come si svolge la gastroscopia?

La persona si posiziona sul lettino, sdraiata su un lato secondo le indicazioni del personale sanitario. A quel punto viene inserito lentamente il sondino fino ad arrivare al duodeno, poi altrettanto lentamente viene retratto. Durante la procedura il medico osserva sullo schermo la superficie interne degli organi grazie alla telecamera posta sul sondino.

Chi può fare l'esame?

In genere non è un esame rischioso, ma va eseguito con molta cautela nei pazienti con grave insufficienza respiratoria o che hanno recentemente subito un infarto. Durante l’indagine, il medico, se lo ritiene necessario, può prelevare piccole porzioni di tessuto da sottoporre ad analisi istologica. Per questa ulteriore procedura, chiamata biopsia, il medico deve sapere in anticipo se il paziente ha gravi disturbi della coagulazione del sangue o prende farmaci antiaggreganti o anticoagulanti.

Preparazione all'esame

  • Nelle 8-12 ore precedenti l’esecuzione dell’esame occorre rimanere a digiuno.
  • In molti centri vengono richiesti gli esami della coagulazione del sangue, in previsione di una possibile biopsia.
  • Solitamente, il paziente dovrà astenersi dal mangiare e bere per almeno 6-8 ore prima della procedura.
  • Non devono essere somministrati antiacidi.
  • I pazienti in terapia anticoagulante o affetti da patologie a rischio emorragico (cirrosi epatica, emofilia, piastrinopenia, coagulopatie, ecc) vanno sottoposti per tempo a specifici esami del sangue.
  • È sufficiente rimanere a digiuno dalla mezzanotte del giorno prima se l'esame è svolto in mattinata, oppure dalle prime ore del mattino se eseguito nel pomeriggio.
  • È molto importante, quando arriverà in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, indicare al medico che eseguirà l’esame endoscopico l’eventuale terapia in corso.
  • In particolare, è opportuno scrivere la lista delle medicine che si assumono, con quantità e orari in quanto alcuni farmaci richiedono particolari avvertenze.

Quanto dura l'esame?

La procedura richiede tra i 10 e i 15 minuti.

È necessario essere accompagnati? Si può guidare per tornare a casa?

È preferibile farsi accompagnare, in modo che il medico possa somministrare un sedativo che faciliti e renda meno fastidioso l’esame. La sedazione impedisce al paziente di tornare a casa da solo, in particolar modo se alla guida di una macchina. Se viene eseguita una sedazione, non ci si può mettere alla guida di un autoveicolo per 12 ore come sarà specificato nel referto.

L'esame è doloroso?

L’esame non è doloroso ma può provocare disagio. Prima dell’indagine viene spruzzato in gola un anestetico locale per ridurre il riflesso del vomito indotto dal passaggio del sondino. Se si pensa di avere difficoltà a sostenere l’esame è possibile ricevere un leggero sedativo, più raramente una leggera anestesia, circa 10 minuti prima di iniziare. Durante l’esame si può avvertire un leggero fastidio dovuto all’aria che talvolta il medico deve soffiare attraverso il sondino per distendere le pareti dello stomaco. Dopo l’esame si potrebbe percepire irritazione alla gola e gonfiore allo stomaco. Questi ultimi sono disturbi che scompaiono rapidamente.

La procedura non è dolorosa e comporta solo un lieve fastidio nel momento dell’introduzione della sonda. La procedura viene eseguita dopo aver praticato un’anestesia locale con un spray di sostanza anestetica spruzzato nell’area del farige. Su richiesta del paziente o per esigenze tecniche dell’endoscopista, si può eseguire una gastroscopia con sedazione endovenosa cosciente (iniezione endovenosa di benzodiazepine). In tal caso, oltre ad essere indicata la presenza di un accompagnatore, al termine dell’esame il paziente viene fatto aspettare in sala di osservazione fino alla scomparsa degli effetti della sedazione. È comunque sconsigliato guidare o dedicarsi a lavori che richiedano attenzione per almeno 6 ore.

La sensazione di dover vomitare è normale senza sedazione ed è tipica soprattutto della prima fase dell'esame. La sedazione serve proprio ad evitare o a dominare questo inconveniente.

La sonda non esplora le vie aeree, per cui la sensazione di eventuale soffocamento è solamente psicologica. La sedazione è un aiuto per eliminare questa sensazione.

Rischi immediati e a lungo termine

Seppur molto di rado, il sondino può accidentalmente danneggiare la parete dello stomaco o dell’esofago. In questo caso è necessario suturare la ferita con un intervento chirurgico. Nei casi in cui si effettua anche la biopsia è possibile che si verifichi un sanguinamento che può essere arrestato nel corso della stessa gastroscopia.

La gastroscopia è un esame sicuro, con complicazioni molto rare (inferiori allo 0,05%). La frequenza massima della perforazione del primo tratto digestivo è pari allo 0,03% ed è generalmente legata alla presenza di particolari condizioni anatomiche preesistenti (neoplasie, stenosi esofagee, diverticolo di Zenker). In alcuni pazienti potrebbero verificarsi complicanze cardio-respiratorie correlate all’uso dei sedativi, o dovute a patologie cardiache o polmonari.

  • Perforazione: in casi rari, l’endoscopio può causare una perforazione nella parete dell’esofago, dello stomaco o dell’intestino tenue.
  • Sanguinamento: durante la biopsia o altri trattamenti endoscopici, potrebbe verificarsi un sanguinamento, soprattutto se sono presenti ulcere o lesioni nella mucosa del tratto gastrointestinale.
  • Problemi di coagulazione del sangue: pazienti con disturbi di coagulazione o che assumono farmaci anticoagulanti potrebbero essere a rischio di sanguinamento durante la procedura.

Il medico eseguirà una valutazione approfondita della storia medica del paziente e delle condizioni cliniche prima di programmare una gastroscopia.

I rischi più comuni della gastroscopia e della colonscopia sono il sanguinamento e la perforazione. Si tratta comunque di un rischio assai relativo e certamente minore o assimilabile a quello che giornalmente corriamo eseguendo le normali mansioni quotidiane.

Quando si può mangiare dopo la gastroscopia?

Se durante l’esame non si sono verificate complicazioni, è possibile tornare alla vita normale. Generalmente già dopo mezz'ora o un'ora è possibile riprendere l'alimentazione, ma è importante seguire le indicazioni dello specialista. Già dopo 20-30 minuti si può mangiare, prediligendo cibi freddi o a temperatura ambiente soprattutto se sono state fatte biopsie.

Cosa mangiare dopo la gastroscopia:

  • Si potranno mangiare inizialmente cibi dolci (caramelle, cioccolatini, caffè zuccherato) se non sussistono problemi di diabete.
  • Bere acqua e the a piccoli sorsi per la prima ora dopo l’esame.
  • Dopo due ore dall’esame potrà mangiare, con moderazione, pane, pasta, riso, carne, affettati, pesce e pizza.
  • Vanno evitati frutta, verdura, latticini freschi, latte, cappuccino e brodi.

Dopo l'esame:

  • Dopo l'esame dovrà restare per un po' di tempo in sala osservazione (da pochi minuti a un'ora a discrezione del medico).
  • La durata dipenderà dal tipo di sedazione eseguita e dal tuo stato generale.
  • Se la persona è stata sedata viene trattenuta in osservazione per circa 30-60 minuti dopo la fine dell’indagine.
  • Può tornare a casa, accompagnata, quando gli effetti della sedazione si sono attenuati.

Gastroscopia transnasale

La gastroscopia transnasale, nota anche come gastroscopia naso-gastrica o esofagogastroduodenoscopia transnasale, è una variante della gastroscopia tradizionale. È importante sottolineare che, sebbene la gastroscopia transnasale possa essere una buona alternativa in determinati casi, non è adatta per tutti i pazienti o tutte le condizioni.

Gastroscopia virtuale

Uno dei principali vantaggi della gastroscopia virtuale è la sua natura non invasiva, che riduce al minimo il disagio per il paziente e l’esposizione a rischi associati alla procedura endoscopica tradizionale.

Gastroscopia con videocapsula

La gastroscopia con videocapsula, nota anche come videocapsula endoscopica, è una tecnica avanzata per l’esame del tratto gastrointestinale.

Tabella riassuntiva dei tempi e alimenti consigliati dopo gastroscopia

Tempo dopo l'esame Alimenti/Bevande Consigliati Alimenti/Bevande da Evitare
Entro 1 ora Piccoli sorsi d'acqua, tè leggero, caramelle, cioccolatini (se non diabetici) Nessuno
Dopo 2 ore Pane, pasta, riso, carne, affettati, pesce, pizza (con moderazione) Frutta, verdura, latticini freschi, latte, cappuccino, brodi
Dopo 24 ore Ripresa graduale della dieta normale, seguendo le indicazioni del medico Alimenti che causano disagio o gonfiore, cibi piccanti o irritanti

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