La scintigrafia è un esame di medicina nucleare che, a differenza della maggior parte degli esami di radiodiagnostica tradizionale, consente di ricavare informazioni sulla localizzazione, estensione, forma e soprattutto la funzionalità di diversi distretti e organi. Tra questi, tiroide, cuore, ossa, cervello, fegato, reni e polmoni.
Questo esame fornisce dati importanti per diagnosticare e valutare la progressione di molte malattie, tra cui la stadiazione delle patologie tumorali. La scintigrafia è un esame poco invasivo e per nulla doloroso.
Cos'è la scintigrafia tiroidea?
La scintigrafia tiroidea è una tecnica diagnostica per immagini di medicina nucleare che fornisce informazioni sulla funzionalità della tiroide. È un esame utile nel rilevare un funzionamento eccessivo dell’organo, come avviene nella sindrome di Basedow-Graves, nonché nei casi di tiroidite subacuta e nel follow-up dei tumori della tiroide dopo l’intervento chirurgico.
Invece, non è più un esame di prima scelta per diagnosticare i noduli tiroidei, tranne quando il TSH (l’ormone tireostimolante, prodotto dall’ipofisi) è basso. La scintigrafia tiroidea è generalmente prescritta dopo che un’ecografia tiroidea ha riscontrato la presenza di noduli.
Come si esegue la scintigrafia tiroidea?
Alla persona viene somministrata una piccolissima quantità di un tracciante radioattivo in grado di essere incorporato dalla tiroide in virtù della sua somiglianza con lo iodio, un elemento fondamentale per la funzione di quest’organo. La tiroide capta il tracciante, il quale emette radiazioni che vengono rilevate da un’apposita apparecchiatura, detta gamma camera.
Le informazioni sono poi elaborate fino a produrre un’immagine della tiroide che ne evidenzia il livello di funzionalità.
I traccianti radioattivi utilizzati sono il tecnezio (Tc-99m pertecnetato) o l’isotopo 123 dello iodio: vengono somministrati per via endovenosa circa 20-30 minuti prima di procedere con l’esame. La scintigrafia tiroidea con captazione prevede invece la somministrazione per via orale di iodio-131, che per essere incorporato nella tiroide ha bisogno di più tempo. In questo caso, la rilevazione delle immagini avviene di solito 6 e 24 ore dopo l’assunzione del radiofarmaco.
Dopo il periodo di attesa necessario al tracciante radioattivo per essere incorporato nella tiroide, la persona che esegue l’esame viene fatta distendere sul lettino con il collo esteso. La gamma camera, che rileva il segnale radioattivo emesso, viene accostata al collo. La procedura dura circa 15-20 minuti.
Grazie al tracciante radioattivo si possono distinguere tra loro i diversi tipi di noduli. Quelli iperfunzionanti captano maggiormente il tracciante e sono detti noduli “caldi”.
Nell’immagine diagnostica appaiono colorati più intensamente perché sono costituiti da tessuto più attivo rispetto a quello circostante. Generalmente sono di carattere benigno e possono indicare delle situazioni di tireotossicosi (aumento della produzione di ormoni tiroidei, che si manifesta per esempio nella sindrome di Basedown-Graves).
I noduli “freddi”, invece, non captano il tracciante e sono formati da tessuto poco o per nulla attivo. Solo in pochi casi sono di origine tumorale. Una volta identificato un nodulo freddo può essere eseguito un agoaspirato per stabilirne la natura.
Chi può fare l’esame?
La scintigrafia tiroidea non deve essere eseguita nelle donne in gravidanza, perché si utilizza un tracciante radioattivo che, anche se somministrato in piccolissime dosi, è potenzialmente pericoloso per il feto. L’esame è controindicato anche per le madri che allattano, poiché le sostanze radioattive potrebbero passare nel latte materno.
In questo caso, l’endocrinologo valuterà se suggerire di sospendere l’allattamento per un periodo più o meno prolungato ed eseguire ugualmente la scintigrafia. Inoltre, l'esame è controindicato nei bambini piccoli.
Preparazione all'esame
Nelle due settimane precedenti l’esame è bene evitare il consumo e l’uso di prodotti contenenti iodio, come sale iodato, alghe marine, dentifrici iodati e, in determinati casi, creme anti-cellulite e integratori alimentari (occorre controllare l’elenco degli ingredienti). Nel caso in cui per l’esame venga utilizzato lo iodio-131, somministrato per via orale, il radiofarmaco va assunto a digiuno.
Per evitare che la scintigrafia venga eseguita all’inizio di una gravidanza, quando la persona potrebbe ancora non sapere di essere incinta, si consiglia alle donne in età fertile di effettuare l’esame nei primi giorni del ciclo.
Almeno una settimana prima della scintigrafia si raccomanda, inoltre, di sospendere l’utilizzo di farmaci che possano interferire con l’attività tiroidea. L’eventuale assunzione di ormoni tiroidei deve invece essere interrotta circa un mese prima, salvo diversa indicazione dell’endocrinologo.
Dopo la scintigrafia
Durata dell'esame
In totale la procedura dura intorno ai 45 minuti. Nel caso si utilizzi lo iodio-131 è necessario tornare nel laboratorio di medicina nucleare 6 e 24 ore dopo l’assunzione del radiofarmaco.
Si può guidare dopo la scintigrafia?
Non occorre essere accompagnati all'esame. Il paziente non deve essere necessariamente accompagnato perché può guidare in modo autonomo: il radiofarmaco iniettato non influisce sulle capacità di utilizzare un mezzo.
È necessario farsi accompagnare e quindi evitare la guida dopo l’assunzione di terapia ansiolitica eventualmente necessaria per l’esame solo in caso di claustrofobia.
Precauzioni
Una volta concluso l’esame, si possono riprendere tutte le normali attività. Le raccomandazioni sono di bere molto per facilitare l’eliminazione del tracciante radioattivo e di evitare il contatto con bambini piccoli e donne in gravidanza per le 24 ore (per tecnezio o iodio-123) o le 48 ore (per iodio-131) successive alla scintigrafia.
Nelle 24 ore successive è necessario continuare a bere e a urinare un po’ più spesso del solito, perché il radiofarmaco possa essere eliminato soprattutto attraverso le urine ed evitare i contatti stretti e prolungati (stare abbracciati, dormire insieme ecc.) con bambini piccoli (minori di 3 anni) e donne in gravidanza: è bene mantenere da essi almeno un metro di distanza.
Per tutelare l'ambiente, i materiali che sono entrati in contatto con urine, feci o sangue della persona che si è sottoposta a scintigrafia devono essere conservati in sacchi chiusi per almeno due giorni, possibilmente in uno scantinato o in garage.
Trascorso questo tempo, è possibile eliminare questi residui inserendoli nei contenutori per la raccolta dei rifiuti indifferenziati.
In caso in cui capi intimi o vestiti si siano macchiati con urina, feci o sangue dopo l'esame, gli indumenti vanno riposti per almeno 2 giorni in sacchi chiusi, possibilmente in uno scantinato o in garage. Trascorso questo tempo, possono essere lavati e indossati di nuovo.
Domande Frequenti
- La scintigrafia tiroidea è dolorosa? L'esame non è doloroso e non provoca particolari disagi.
- L'esame comporta rischi immediati? L'esecuzione della scintigrafia tiroidea non comporta rischi immediati.
- L'esame comporta rischi a lungo termine? La scintigrafia tiroidea non comporta particolari rischi a lungo termine.
- Al termine dell’esame è necessario restare in osservazione? Alla fine dell'esame si può andare a casa, previa autorizzazione del personale sanitario.
| Tipo di Scintigrafia | Tempo di Attesa dopo Somministrazione | Precauzioni Post-Esame |
|---|---|---|
| Tecnezio (Tc-99m) o Iodio-123 | 20-30 minuti | Evitare contatto stretto con bambini e donne incinte per 24 ore |
| Iodio-131 | 6 e 24 ore | Evitare contatto stretto con bambini e donne incinte per 48 ore |
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