La biopsia prostatica (o esame bioptico della ghiandola prostatica) è un esame diagnostico che consiste nel prelievo di alcuni campioni dei tessuti della prostata per la successiva valutazione istologica.
Che Patologie è in Grado di Diagnosticare?
La biopsia prostatica consente di diagnosticare o escludere la presenza di un tumore maligno alla prostata, come il carcinoma prostatico.
Quando Viene Eseguita e Per Chi è Indicata?
Viene prescritta dal medico quando l’esito di esami del sangue indica elevati valori ematici di PSA (antigene prostatico specifico), oppure nel caso in cui siano rilevate formazioni anomale durante l’esplorazione rettale della prostata o in caso di presenza di zone sospette in senso neoplastico alla Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) della prostata, e comunque nei casi in cui la valutazione specialistica urologica ponga il sospetto per la presenza di un tumore prostatico.
Preparazione all'Esame
Per ridurre al minimo il rischio di complicanze, è fondamentale che la preparazione alla biopsia prostatica avvenga secondo quanto prescritto dal medico.
Profilassi Antibiotica
Viene prescritta dal medico curante una profilassi antibiotica per biopsia prostatica, generalmente a partire da due giorni prima dell’esame e da proseguire per alcuni giorni dopo, per evitare eventuali infezioni.
Sospensione di Farmaci Anticoagulanti e Antiaggreganti
Se il paziente sta assumendo anticoagulanti o antiaggreganti (per esempio, l’acido acetilsalicilico), il medico valuta i tempi e i modi della eventuale sospensione della terapia o l’eventuale sostituzione di questi farmaci con medicinali alterativi (come l’eparina a basso peso molecolare). In questo modo è possibile ridurre in modo significativo complicanze come sanguinamenti o emorragie.
Ad esempio, per prevenire gravi episodi emorragici è importante sospendere l'assunzione dei farmaci che diminuiscono la capacità coagulativa del sangue, come il warfarin (Coumadin), l'acenocumarolo (Sintrom) ed i FANS (Cardioaspirina, Aspirinetta, paracetamolo, ibuprofene ecc.); analogo discorso per gli integratori erboristici dotati delle medesime proprietà (come il Ginkgo Biloba, lo zenzero e l'aglio). Il periodo di sospensione viene stabilito dal medico (può arrivare fino a due settimane), che stabilisce anche la necessità di intraprendere o meno eventuali terapie sostitutive.
Clistere di Pulizia
La preparazione alla biopsia prostatica prevede anche un clistere di pulizia la sera prima dell’esame e la mattina dell’esame, per pulire la mucosa del retto e favorire la perfetta visione della sonda ecografica e ridurre il rischio di infezioni.
È necessario effettuare un clistere di pulizia la sera (o 3-4 ore) prima della biopsia. Per tale procedura possono essere utilizzate le preparazioni monouso acquistabili in Farmacia (ad esempio Macrolax o Clisma Fleet).
La pulizia della mucosa rettale dai residui fecali consente alla sonda ecografica di visualizzare al meglio la prostata, guidando l'urologo verso una biopsia prostatica più agevole.
Altre Raccomandazioni
Un'altra raccomandazione importante è quella di presentarsi all'esame con vescica sufficientemente piena, (non troppo), mentre il digiuno non è normalmente richiesto.
Il paziente deve inoltre digiunare nelle tre ore che precedono l’esame, oltre a bere mezzo litro d’acqua senza recarsi al bagno per urinare.
Come Viene Eseguita la Biopsia Prostatica?
La biopsia prostatica viene eseguita generalmente in regime ambulatoriale o eventualmente in day hospital.
Esiste più di una tecnica con cui può essere effettuata la biopsia prostatica: nella biopsia transrettale il prelievo avviene attraverso un ago da biopsia introdotto dal retto; la biopsia trans-perineale prevede invece l’accesso alla prostata attraverso il perineo, ovvero la zona tra l’ano e i testicoli. Non esiste una via di accesso “migliore”: la scelta dipende principalmente dalle preferenze dell’operatore o dalla anatomia specifica del paziente.
Il paziente viene fatto sdraiare su un lato, con le gambe piegate accostate al busto oppure in posizione “ginecologica”, cioè sdraiato sulla schiena con le gambe divaricate.
Dopo una visita iniziale, il medico procede con l’esame ecografico interno, effettuato con una sonda endorettale. Prima di procedere con il prelievo di piccoli campioni di tessuto in aree diverse della prostata con lo strumento ad ago, viene iniettata una dose di anestetico (lidocaina).
L’esame prevede generalmente che il paziente sia sdraiato su un fianco con le ginocchia raccolte verso il petto, e viene portato a termine mediante l’utilizzo di una sonda ecografica adeguatamente lubrificata con gel, sulla quale viene fissato un supporto per l’introduzione dell’ago. Dopo aver eseguito l’anestesia locale, che può provocare una sensazione di bruciore della durata di pochi secondi, si procede all’esecuzione dei prelievi.
In casi particolari la biopsia prostatica viene eseguita impiegando simultaneamente le immagini della RMN della prostata e della ecografia transrettale (biopsie con tecnica “cognitive” o tecnica “fusion”) per meglio mappare aree più sospette in senso neoplastico all’interno della prostata.
La procedura dura generalmente tra i 10 e i 20 minuti.
È un Esame Doloroso?
La biopsia prostatica non provoca gravi conseguenze e non è un esame doloroso, grazie all’impiego di anestetico locale, ma può essere fastidioso. In caso di necessità può essere effettuata sotto leggera sedazione.
Talvolta nel corso dell'esame può esservi sudorazione eccessiva, sensazione di perdita di conoscenza e svenimento.
Raramente si manifesta bruciore alla minzione dopo la biopsia prostatica, che può essere sintomo di eventuali complicanze di tipo infiammatorio o infettivo.
È normale poter vedere sangue durante la minzione e la defecazione per alcuni giorni, così come la presenza di emospermia (sangue nel liquido seminale). L’emospermia può durare anche 15-20 giorni e non deve preoccupare.
Cosa Fare Dopo l'Esame
Al termine dell’esame il paziente deve rimanere in osservazione per circa un’ora, in modo da escludere complicanze immediate.
È utile recarsi all’esame accompagnati, ed evitare di guidare autoveicoli nelle ore successive all’esame.
È sconsigliabile mettersi alla guida dell’automobile.
Possibili Complicanze
Molte delle complicanze elencate in questo capitolo possono essere prevenute, o perlomeno attenuate, seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite dall'urologo circa le modalità di preparazione all'esame.
Le complicazioni infiammatorie della biopsia prostatica determinano il rigonfiamento della ghiandola, che può crescere al punto da impedire il normale flusso di urina; anche in questa abbastanza rara circostanza (<1%), può rendersi necessario il posizionamento di un catetere da mantenere per qualche giorno. della stessa, il medico può decidere di applicare il catetere vescicale subito dopo l'esame e mantenerlo in sede per alcune ore.
In presenza di complicazioni infettive (cistiti, prostatiti infettive ed epididimiti), la difficoltà ad urinare si associa tipicamente a perdite uretrali e a febbre più o meno elevata, che quando diviene particolarmente alta impone il ricovero ospedaliero; in tal caso vengono in aiuto gli antibiotici, il cui utilizzo andrà perpetuato per qualche giorno dal termine della biopsia.
Considerate le sue spesso contenute dimensioni, infatti, può succedere che non vengano prelevati campioni in corrispondenza del tumore, restituendo dei falsi positivi (soggetti che secondo l'esame citologico appaiono sani quando in realtà soffrono di carcinoma prostatico). Pertanto, anche se gli esiti della biopsia escludono la presenza di un tumore, di solito si rende necessario un nuovo controllo del PSA; in presenza di ulteriori sospetti clinici si renderà quindi necessaria una nuova biopsia prostatica a distanza di qualche mese.
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