La solidarietà fa bene alla salute. La recente legge 219/2005 (al comma 2 dell’articolo 2) definisce “volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita” la donazione del sangue umano e dei suoi componenti.
La Donazione di Sangue e la Ferritina
Ti è capitato di fare un esame del sangue e scoprire che la tua ferritina è alta? Magari il tuo medico ti ha detto di approfondire, oppure hai letto che un valore elevato può essere collegato a problemi di salute come disturbi del fegato o stati infiammatori.
La ferritina è una proteina fondamentale per il nostro organismo perché immagazzina il ferro, un minerale essenziale per la produzione di emoglobina e il trasporto dell’ossigeno nel sangue. Quando i suoi valori superano la norma, si parla di iperferritinemia, una condizione che può essere legata a processi infiammatori, accumulo di ferro o patologie sottostanti. In questa guida, scoprirai cosa significa la ferritina alta, quali sono le cause più comuni, i sintomi a cui prestare attenzione e come abbassarla in modo naturale o con trattamenti mirati.
Quando si parla di ferritina, è inevitabile parlare di ferro, ma attenzione: avere la ferritina alta non significa automaticamente avere troppo ferro nel sangue. La ferritina è una proteina che funge da magazzino del ferro nel corpo. Il ferro, infatti, non può circolare liberamente nel sangue in grandi quantità perché risulterebbe tossico. La ferritina è contenuta principalmente nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nei muscoli scheletrici. I valori della ferritina variano in base a sesso, età e stato di salute generale.
⚠️ Attenzione: il valore della ferritina da solo non è sufficiente per diagnosticare un eccesso di ferro. Se i tuoi esami del sangue hanno mostrato una ferritina alta, probabilmente ti starai chiedendo da cosa dipenda. È un segnale di allarme? Come abbiamo visto, una ferritina elevata non significa sempre che ci sia un eccesso di ferro nel sangue.
Cause dell'Iperferritinemia
Un valore elevato di ferritina può indicare diverse condizioni. In alcuni casi, è una risposta del corpo a uno stato infiammatorio o a un’infezione in corso. Altre volte, può essere segnale di un eccesso di ferro accumulato nei tessuti o di patologie sottostanti, come problemi epatici, sindrome metabolica o disturbi autoimmuni.
Sì, la ferritina alta è spesso un indicatore di disturbi epatici. Condizioni come steatosi epatica (fegato grasso), epatite cronica o cirrosi possono far aumentare la ferritina nel sangue.
Donare sangue abbassa la ferritina?
La donazione di sangue comporta una riduzione del volume ematico di circa il 10%, una riduzione dell’emoglobina compresa fra 1 e 2 grammi e la riduzione dei livelli di ferro e ferritina.
La protezione nei confronti di tali affezioni deriverebbe dai ridotti livelli di ferritina tissutale, e quindi di ferro, che sono conseguenti alla donazione di sangue periodica.
In conclusione, un’alta frequenza di donazioni di sangue determina una riduzione dei depositi di ferro e dei parametri dello stress ossidativo, aumentando il flusso ematico arterioso. Ciò suggerisce un rapporto positivo tra frequenza delle donazioni di sangue e prevenzione di malattie cardiovascolari.
Benefici della Donazione di Sangue
La serie di aggettivi potrebbe continuare, ma essi servirebbero comunque solo a descrivere le caratteristiche della donazione in funzione del ricevente. Nessun appellativo risulterebbe, infatti, sufficientemente adeguato a descrivere il valore (oltre che morale) che la donazione di sangue riveste ed i vantaggi che essa comporta per lo stesso donatore, poiché fino ad oggi non è stata posta adeguatamente in evidenza la correlazione clinica tra donazione periodica di sangue e riduzione del rischio di malattie croniche gravi, quali quelle cardiovascolari ed il diabete di tipo insulino-dipendente.
In realtà, esiste una serie di prove cliniche che dimostrano l’effettiva riduzione del rischio a contrarre una malattia cardiovascolare in soggetti che eseguono almeno una donazione di sangue l’anno.
Alcuni studi dimostrano come donare sangue periodicamente riduca drasticamente rischio di infarto e propensione al diabete.
Gli epidemiologi hanno da tempo osservato che la donazione periodica di sangue è associata ad una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 (insulino-dipendente). Alcuni studi hanno, per esempio, investigato la correlazione tra depositi di ferro e sensibilità all’insulina in donatori di sangue e soggetti che non hanno mai donato sangue.
La donazione abituale di sangue è quindi associata contemporaneamente con un aumento della sensibilità all’insulina e con una riduzione dei depositi di ferro. Tali depositi sembrano influenzare negativamente l’azione dell’insulina anche in soggetti sani, e non solo in individui con patologie classicamente correlate ad un accumulo di ferro come l’emocromatosi e l’emosiderosi. Questi dati suggeriscono, quindi, che la donazione periodica di sangue può esercitare un’azione protettiva nei confronti di patologie croniche molto gravi.
C’è poi un ulteriore dettaglio: al donatore vengono infatti garantiti a titolo totalmente gratuito test di carattere medico che coprono una vasta gamma di patologie, con particolare attenzione a colesterolo, glicemia e trigliceridi.
Riduzione del rischio di infarto
Un altro studio ha valutato, in modo più specifico, la relazione tra frequenza delle donazioni di sangue ed incidenza d’infarto del miocardio su 2682 soggetti. Nel periodo di osservazione, della durata di circa sei anni, è stato osservato che il rischio di infarto acuto del miocardio nei donatori abituali era dell’86% più basso di quello dei donatori episodici. Fattori quali l’anamnesi, lo stato di salute generale, lo stile di vita e le caratteristiche psico-sociali esercitavano una scarsa influenza su questo fenomeno.
Donazione e Sport
Atleta e donatore di sangue? Con le giuste conoscenze sul funzionamento del proprio organismo e mettendo in pratica alcuni accorgimenti è possibile praticare sport, anche a livello intenso, senza rinunciare al piacere della solidarietà.
In seguito alla donazione la parte liquida si ripristina velocemente, e con essa il volume del sangue circolante, mentre per tornare ai livelli di normalità la parte cellulare, in particolare i globuli rossi, necessita di un periodo compreso fra le 2 e le 3 settimane. In questo lasso di tempo, mentre i soggetti che conducono una vita sedentaria non evidenziano nessun sintomo particolare, chi pratica attività sportiva intensa potrebbe manifestare una maggiore affaticabilità, soprattutto entro il primo giorno dopo la donazione. Il calo dell’emoglobina comporta infatti una minor capacità di trasporto dell’ossigeno ai tessuti, ragion per cui i muscoli potrebbero non avere lo stesso rendimento rispetto alla condizione precedente la donazione, con possibile calo delle prestazioni sportive e aumento dei tempi di recupero.
Comunque, al di là dei singoli casi, le raccomandazioni per gli atleti, siano essi professionisti o amatori, sono le seguenti: dopo la donazione è bene assumere molti liquidi, mangiare frutta e verdura fresche e cibi ricchi in ferro, come la carne, le uova e i legumi. Nella giornata della donazione evitare allenamenti di qualità con carichi di allenamento intensi o di lunga durata, che comportino dunque richieste fisiche e metaboliche elevate, siano esse aerobiche o anaerobiche.
Nel caso del podismo si potrebbe diminuire il numero di chilometri percorsi abitualmente in una settimana del 20% nei primi 7 giorni e del 10% dall’8° al 14° giorno, ed eventualmente allungare il tempo sul chilometro fra i 15” e i 5” per gli allenamenti a basso ritmo e sulle distanze medie.
Chiaramente è sconsigliato donare il sangue intero se nei giorni successivi alla donazione è prevista la partecipazione ad una gara. In tal caso si può prendere in considerazione la possibilità di donare il plasma, dato che la procedura della plasmaferesi consiste nella separazione della parte liquida da quella solida, seguita dalla reinfusione al donatore dei globuli rossi e di una quantità di soluzione fisiologica che compensa il plasma prelevato. Se si segue la raccomandazione di assumere liquidi, la donazione di plasma non pone controindicazioni all’attività fisica intensa anche nella stessa giornata della donazione.
In conclusione, atleti di tutti i livelli possono donare sangue o plasma secondo una tempistica, concordata con i medici addetti alla selezione dei donatori, che regoli la frequenza e il tipo di donazione a seconda delle esigenze agonistiche personali. Il controllo periodico di emocromo, ferro e ferritina, previsto per i donatori, assume un valore aggiunto per gli sportivi che donando hanno la possibilità di monitorare questi parametri fondamentali per l’attività sportiva.
Rischi e precauzioni
Se i livelli di ferritina sono elevati, è importante eseguire esami aggiuntivi per comprenderne la causa.
Un valore di ferritina leggermente elevato potrebbe non essere preoccupante, soprattutto se temporaneo.
Altro mito da sfatare è quello legato al fatto che il mondo della donazione sia già popolato da legioni di volontari tali da assicurare un pieno e sufficiente approvvigionamento. I dati reali parlano invece dell’Italia come uno dei paesi fanalino di coda in Europa, e di molte regioni del Centro-Sud Italia come meno virtuose sul piano del contributo in termini di sangue ed emocomponenti.
Frequenza delle Donazioni
Con quale frequenza è possibile effettuare le donazioni di sangue intero? Attualmente la frequenza massima delle donazioni di sangue intero è di quattro volte l’anno (con intervalli minimi di 90 giorni fra una donazione l’altra), ma per le donne in età fertile la frequenza scende a due. La scelta è regolamentata dal D.M.
Ricordiamo infatti che se si vogliono effettuare donazioni con maggiore frequenza, è possibile effettuare donazioni in aferesi. In particolare, tra le possibili donazioni effettuabili in aferesi ricordiamo la donazione di plasma, la parte liquida del sangue, contenente: minerali (ferro, calcio, sodio, potassio, rame, fosforo…), lipidi, zuccheri, proteine (albumina, immunoglobuline, fattori della coagulazione).
L’intervallo di tempo minimo consentito tra due donazioni di plasma è di 14 giorni, stesso intervallo tra una donazione di plasma e una di sangue intero; mentre tra una donazione di sangue intero e una di plasma è di un mese.
Tabella riassuntiva Frequenza Donazioni
| Tipo di Donazione | Frequenza Massima (Uomini) | Frequenza Massima (Donne in età fertile) | Intervallo Minimo |
|---|---|---|---|
| Sangue Intero | 4 volte l'anno | 2 volte l'anno | 90 giorni |
| Plasma | - | - | 14 giorni |
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