Donare il Sangue e Glicemia: Un Legame Importante per la Salute

Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Diabete, una patologia molto diffusa nei paesi ad alto sviluppo industriale, ma ormai in forte espansione in tutte le zone del mondo.

Secondo i dati dell'OMS e dell'International Diabetes Federation, gli individui affetti dalla malattia nel mondo sono ormai prossimi ai 400 milioni e si stima che possano raggiungere i 600 milioni entro il 2035. In Italia, questa patologia interessa circa il 4,5% della popolazione (3 milioni di italiani), inoltre almeno 1 milione di persone sono diabetiche senza esserne a conoscenza.

Dati che evidenziano chiaramente come il diabete rappresenti una delle patologie più diffuse, tanto che, sempre secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO), la lotta al diabete rappresenta una delle tre emergenze sanitarie insieme alla malaria e alla tubercolosi.

Ma nel nostro paese, una persona con il diabete può donare il sangue? La persona diabetica può donare purché la sua condizione sia compensata dai farmaci e non assuma insulina. Al di sotto dei 300 mg/dl la donazione può essere consentita.

Qualora il livello fosse ancora più alto si potrebbe andare incontro a una sospensione momentanea finché la condizione non rientri nei parametri accettati. Ogni giorno il sangue e gli emocomponenti sono un’esigenza prioritaria nelle strutture ospedaliere per interventi di primo soccorso, per interventi chirurgici e per curare malattie.

Donare il sangue è un gesto molto semplice ma in grado di cambiare la vita di molte persone, i donatori infatti fanno la differenza quando si parla di persone che non godono di buona salute. Ma la donazione non aiuta solo i pazienti, è anche un grande vantaggio per chi contribuisce in prima persona.

Riduzione dei Rischi: Diabete e Apparato Cardiovascolare

Numerosi studi scientifici hanno portato gli esperti ad affermare che donare il sangue almeno una volta l’anno porti vari benefici. La donazione infatti abbassa i livelli di ferritina tissutale e in questo modo il donatore riduce il rischio di contrarre diabete o altre patologie dell’apparato cardiovascolare.

Il prelievo riduce inoltre la viscosità ematica, migliorando la circolazione capillare e favorendo una più efficace ossigenazione dei tessuti. Difatti, aiutando il sangue a diventare più fluido, i donatori saranno meno inclini a sviluppare un infarto acuto del miocardio e problemi come la formazione di trombi.

La Visita e i Controlli Preliminari

Il secondo vantaggio, da non sottovalutare in nessuna occasione, è sicuramente la cara vecchia visita preliminare, una fonte di dati importantissima per conoscere la propria salute. Il donatore di sangue viene infatti sottoposto a una visita preliminare dove il medico analizza gli esami ematochimici che comprendono l’emocromo completo e il controllo di colesterolo, proteine, trigliceridi, glicemia, creatinina e ferritina.

Altri test vengono fatti in laboratorio e riguardano patologie infettive di vario genere. Ogni anno il donatore viene sottoposto quindi ad accurate visite di monitoraggio che verificano lo stato di salute del soggetto e in particolare analizzano i dati riguardanti glicemia, creatinina, colesterolo totale e HDL, trigliceridi e proteine totali.

Inoltre ogni donazione prevede un’analisi accurata del materiale prelevato, che viene sottoposto a emocromo con formula, test per l’epatite B e C e per l’HIV. In questo modo il donatore ha sempre a disposizione i propri valori e risultati. Donare il sangue è semplice e sicuro.

Il prelievo è eseguito nel rispetto delle norme igieniche e gli operatori prelevano solo 450 millilitri di sangue (su un totale di circa 7 litri). È la procedura attraverso la quale viene prelevato il sangue intero dal donatore idoneo alla donazione, secondo la normativa vigente, utilizzando materiale sterile e monouso.

Requisiti e Modalità per la Donazione

  • Può donare il sangue ogni individuo sano, d'età compresa fra i 18 ed i 65 anni.
  • La donazione di sangue da parte di donatori periodici di età superiore ai 65 anni e fino ai 70, può essere consentita previa valutazione clinica dei principali fattori di rischio età correlati.
  • L’appuntamento è preferibile poiché consente di regolare gli accessi e velocizzare le procedure.
  • Il numero massimo di donazioni di sangue intero nell'anno non deve essere superiore a 4 per l'uomo e per la donna non in età fertile.
  • Per la donna in età fertile sono possibili 2 donazioni all'anno.

Sempre, in ogni caso, l'intervallo tra due donazioni di sangue intero non deve essere inferiore a 90 giorni. Essendo i Servizi Trasfusionali inseriti in Strutture Ospedaliere, la decisione sull’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie resta a discrezione delle Direzioni Sanitarie, sia per i donatori che per gli operatori sanitari.

È possibile donare sangue intero o emocomponenti (globuli rossi, piastrine o plasma), raccolti mediante una procedura specifica chiamata aferesi. Il peso corporeo del donatore non deve essere inferiore a 50 Kg. Ad ogni donazione al donatore vengono valutati i parametri relativi alla pressione arteriosa (PA sistolica inferiore o uguale a 180 mm di mercurio e PA diastolica inferiore o uguale a 100 mm di mercurio) e alla frequenza cardiaca (che deve essere regolare e compresa tra 50 e 100 battiti/minuto).

Il valore dell'emoglobina deve essere uguale o superiore a 12,5 g/dL nelle donne e uguale o superiore a 13,5 g/dL negli uomini. Occorre recarsi presso un Servizio Trasfusionale oppure presso uno dei Centri di Raccolta fissi o mobili (autoemoteche) gestiti dalle strutture sanitarie pubbliche o dalle Associazioni o Federazioni dei donatori di sangue.

Dopo l'identificazione e la compilazione di un questionario, il donatore avrà un colloquio riservato con un medico in cui poter discutere anche dell'eventuale esistenza di controindicazioni alla donazione e ricevere tutti i chiarimenti necessari. Il medico, dopo aver raccolto l'anamnesi, cioè le notizie relative allo stato psicofisico e comportamentale del donatore, valuta l'idoneità alla donazione anche mediante misurazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca.

Viene determinato il valore dell'emoglobina o mediante la puntura del polpastrello di un dito (digitopuntura) o mediante prelievo di sangue, per assicurarsi che la donazione di sangue venga effettuata soltanto da chi dispone di valori di emoglobina indicati dalla normativa di riferimento.

Dopo la verifica di idoneità, e previa sottoscrizione da parte del donatore del consenso informato, si procede con il prelievo al donatore che nel frattempo è stato fatto distendere su un apposito poltrona-lettino. Viene apposto un laccio emostatico su un braccio e viene inserito l'ago in una vena, previa accurata disinfezione della cute.

Il sangue defluisce spontaneamente fino a riempire una sacca di raccolta in cui sono già contenuti un liquido anticoagulante e altre sostanze utili alla conservazione ottimale del sangue. Contestualmente alla donazione, vengono riempite alcune provette per l'esecuzione degli esami previsti dalla legge.

Al termine della donazione, il donatore viene invitato a rimanere disteso per qualche minuto, quindi riceve congruo ristoro comprendente l'assunzione di liquidi in quantità adeguata. Al donatore vengono fornite anche indicazioni sul comportamento da tenere post-donazione.

Esami Eseguiti ad Ogni Donazione

Al fine di garantire elevati livelli di qualità e sicurezza del sangue e per tutelare la salute sia del donatore, sia dei pazienti, ad ogni donazione il donatore viene sottoposto ai seguenti esami:

  1. Esame emocromocitometrico completo.
  2. Fenotipo ABO ed Rh.
  3. Esami per la qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti:
    • HBsAg (antigene di superficie del virus dell'epatite virale B)
    • HCV Ab (anticorpo contro il virus dell'epatite virale C)
    • Ab HIV 1/2 e Ag (test sierologico per la ricerca combinata di anticorpo anti HIV e antigene HIV)
    • TPHA (anticorpi anti-Treponema Pallidum, agente eziologico della sifilide, con metodo immunometrico)
    • HBV/HCV/HIV 1 NAT (test per rilevare la presenza del genoma virale dei virus HIV e delle epatiti virali B, C)
  4. Alla prima donazione vengono inoltre eseguiti la determinazione del fenotipo ABO mediante test diretto e indiretto, del fenotipo Rh completo, del fenotipo Kell/Cellano e la ricerca degli anticorpi anti-eritrocitari irregolari.
  5. Inoltre il donatore periodico è sottoposto, con cadenza almeno annuale, ai seguenti controlli ematochimici: glicemia, creatininemia, alanin-amino-transferasi, colesterolemia totale e HDL, trigliceridemia, protidemia totale, ferritinemia.

Ad ogni donazione il volume di sangue prelevato è pari a 450 mL. La quota liquida del sangue (plasma) viene ricostituita nell'arco di poche ore, grazie a meccanismi fisiologici di richiamo dei liquidi. La quota corpuscolare (globuli rossi, bianchi e piastrine) viene ricostituita in tempi variabili a seconda dell'elemento cellulare considerato.

FAQ - Domande e Risposte sulla Donazione di Sangue

Il materiale utilizzato è sicuro? Assolutamente no. Il materiale impiegato per effettuare la donazione è sterile e monouso (cioè viene usato una sola volta per il singolo donatore).

Si può mangiare prima di donare? No, è possibile fare un pasto molto leggero che comprenda anche carboidrati (ad esempio fette biscottate con marmellata) e bere the o caffè con o senza zucchero. La donazione deve avvenire a distanza di due ore dal pasto.

Si possono assumere farmaci? Dipende da quali farmaci e dal motivo per cui si assumono. Alcune terapie non sono compatibili con la procedura e può essere necessaria una sospensione temporanea. Bisogna quindi segnalare sempre al medico responsabile della selezione del donatore i farmaci assunti per consentire una corretta valutazione, anche nel caso di farmaci di uso comune quali i FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei).

Permessi di lavoro per i donatori: Il donatore di sangue, lavoratore dipendente, ha diritto ad ottenere un permesso di lavoro per l'intera giornata in cui effettua la donazione, conservando la normale retribuzione per l'intera giornata lavorativa (art.8, legge219/2005). Una volta effettuata la donazione il personale del servizio trasfusionale o dell'unità di raccolta forniranno un attestato di avvenuta donazione che poi dovrà essere consegnato al datore di lavoro.

Per gli aspiranti donatori, lavoratori dipendenti, che verranno ritenuti non idonei alla donazione, il permesso retribuito coprirà solo il tempo necessario all'accertamento dell'idoneità e alle relative procedure. La non idoneità alla donazione è certificata dal medico del servizio trasfusionale o dell'unità di raccolta e la certificazione andrà consegnata al datore di lavoro.

Viaggi in paesi a rischio: In alcuni paesi ci sono malattie endemiche che si trasmettono attraverso il sangue quali ad esempio la malaria. È possibile consultare la pagina Paesi del Mondo sul sito della SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia), per capire se si è stati in un paese a rischio. Tuttavia, è sempre preferibile riferire al medico del servizio trasfusionale di tutti i viaggi effettuati negli ultimi mesi, per consentirgli di valutare se effettuare o meno una eventuale sospensione temporanea dalla donazione.

Donazione dedicata: Assolutamente si, anche perché rappresenta un gesto di solidarietà in un momento difficile. Non è prevista tuttavia la donazione “dedicata”, ovvero quella proveniente da una persona conosciuta direttamente dal ricevente, poiché non è più sicura rispetto a quella di un donatore sconosciuto al ricevente.

La donazione in Italia è gratuita, volontaria e anonima. Questo significa che chi riceve del sangue donato non sa da chi arriva e, allo stesso tempo, chi dona il sangue non sa chi ne sarà il beneficiario. La sicurezza è tutelata da tutto il percorso delle donazioni (valutazione delle condizioni generali di salute del donatore, compilazione del questionario anamnestico, accertamento dei requisiti fisici per l'idoneità, analisi di legge etc).

È una procedura pericolosa? La donazione non è una procedura pericolosa e il colloquio con il medico minimizza la possibilità che donino persone a rischio di eventi avversi. Inoltre, il personale medico ed infermieristico è formato appositamente per intervenire tempestivamente ed in modo adeguato in caso di complicazioni o di reazioni indesiderate durante la donazione.

Comportamenti a rischio: Sono esclusi temporaneamente dalla donazione coloro che nei 4 mesi precedenti la donazione hanno avuto comportamenti sessuali a rischio ivi inclusi rapporti eterosessuali/omosessuali/bisessuali con partner occasionale. Per qualsiasi dubbio o per ricevere informazioni su quali siano i comportanti a rischio è possibile fare riferimento al medico responsabile della selezione del donatore.

Tatuaggi e piercing: Si è sospesi temporaneamente dalla donazione soltanto se il tatuaggio/piercing è stato effettuato negli ultimi 4 mesi precedenti la donazione.

Vaccinazioni: Si è sospesi per un periodo variabile dalle 48 ore alle 4 settimane a seconda del tipo di vaccino che è stato effettuato. Il medico responsabile della selezione del donatore saprà chiarire qualsiasi dubbio in merito.

Gravidanza: No, devono essere trascorsi 6 mesi dalla data del parto per poter donare.

Interventi chirurgici: Devono trascorrere almeno 4 mesi da un intervento chirurgico maggiore.

Malattie infettive: Devono trascorrere almeno 14 giorni dalla cessazione dei sintomi.

Trasfusioni: Si, ma devono essere trascorsi almeno 4 mesi dall'ultima trasfusione ricevuta.

Cure odontoiatriche: Si, ma ci sono dei tempi di sospensione temporanea variabili in base al tipo di cura ricevuta: 48 ore per cure di minore entità da parte di odontoiatra od odonto-igienista, una settimana dalla completa guarigione clinica per l'estrazione dentaria non complicata e per la devitalizzazione ed altri interventi assimilabili ad interventi chirurgici minori, 4 mesi nel caso di innesto di tessuto osseo autologo o omologo

Emocromatosi e Talassemia: I portatori di emocromatosi con assenza documentata di danno d’organo, possono essere ammessi alla donazione. I donatori eterozigoti per alfa o beta talassemia possono essere accettati per la donazione di sangue intero con valori di emoglobina non inferiori a 13 gr/dL nell’uomo e 12 gr/dL nella donna.

Il sangue rappresenta circa il 7% del nostro peso corporeo. In un adulto parliamo di circa 5 litri di sangue. Tra queste cellule, i globuli rossi giocano un ruolo da protagonisti: un solo microlitro di sangue (un millesimo di millilitro) contiene circa 5 milioni di globuli rossi. Il ferro è particolarmente importante, poiché è un componente essenziale dell’emoglobina, la proteina responsabile del trasporto di ossigeno nei globuli rossi.

A proposito, te l’avevo detto che ciascuno di quei migliaia di miliardi di globuli rossi contiene a sua volta 270 milioni di molecole di emoglobina? Una donazione di sangue prevede il prelievo di circa 450 millilitri di sangue, ovvero meno del 10% del volume totale. Per ripristinare quanto perso con una donazione, il corpo consuma circa 650 calorie.

Parlando di glucosio, molti potrebbero immaginare che una donazione di sangue comporti una significativa perdita di zucchero. Per quanto riguarda il sistema immunitario, la donazione non sembra rappresentare un rischio significativo. Una nota importante per chi pratica sport: la donazione di sangue può influire temporaneamente sulle prestazioni fisiche.

Questo è dovuto principalmente alla temporanea riduzione del numero di globuli rossi, che sono fondamentali per il trasporto di ossigeno ai tessuti. Per gli sportivi amatoriali, il recupero è generalmente rapido e richiede solo pochi giorni. Per garantire un recupero ottimale dopo la donazione, è fondamentale fornire al corpo i nutrienti di cui ha bisogno.

Innanzitutto, mantenere un consumo adeguato di proteine è essenziale per supportare la produzione di nuove cellule del sangue. Una particolare attenzione va posta sull’assunzione di ferro, indispensabile per la sintesi dell’emoglobina. Gli alimenti sani ricchi di ferro includono legumi, pistacchi e altra frutta secca a guscio e cereali integrali.

Il corpo umano è straordinariamente efficiente nel recuperare ciò che è stato donato, rendendo questa esperienza sicura e priva di rischi significativi per la maggior parte delle persone. Quindi, se sei in salute, perché non considerare di donare? Ogni sacca di sangue può fare la differenza per chi ne ha bisogno.

Tabella dei requisiti minimi per la donazione

Requisito Valore
Età 18-65 anni (fino a 70 con valutazione clinica)
Peso Superiore a 50 Kg
PA sistolica Inferiore o uguale a 180 mm di mercurio
PA diastolica Inferiore o uguale a 100 mm di mercurio
Frequenza cardiaca Regolare e compresa tra 50 e 100 battiti/minuto
Emoglobina (donne) Uguale o superiore a 12,5 g/dL
Emoglobina (uomini) Uguale o superiore a 13,5 g/dL

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