Dolori Dopo Colonscopia: Cause e Rimedi

La colonscopia è una procedura diagnostica essenziale per la prevenzione e la diagnosi di patologie intestinali. Tuttavia, è comune sperimentare alcuni disagi dopo l’esame, tra cui i dolori addominali.

Sintomi Comuni Dopo la Colonscopia

Dopo una colonscopia, è normale avvertire alcuni sintomi lievi. Questi possono includere gonfiore addominale, crampi e una sensazione di pienezza. Altri sintomi comuni possono includere gas e flatulenza, causati dall’aria introdotta nell’intestino durante la procedura.

Cause dei Dolori Addominali Post-Colonscopia

I dolori addominali post-colonscopia possono derivare da diverse cause. Un’altra causa frequente è l’introduzione di aria nell’intestino per migliorare la visibilità durante l’esame. In alcuni casi, i dolori possono essere causati da spasmi intestinali.

Quando Consultare un Medico

È cruciale sapere quando i sintomi richiedono l’intervento di un medico specialista. La presenza di sanguinamento rettale abbondante è un altro segnale di allarme. Se si sviluppa febbre superiore a 38°C, potrebbe essere indicativo di un’infezione. Se si avvertono dolori addominali intensi o persistenti, è importante monitorare la situazione.

Rimedi e Trattamenti per Alleviare i Dolori

Per alleviare i dolori addominali post-colonscopia, ci sono diversi trattamenti e rimedi che si possono adottare. Applicare impacchi caldi sull’addome può aiutare a ridurre i crampi e il gonfiore. L’idratazione è fondamentale. Infine, è consigliabile evitare cibi pesanti e grassi nelle ore successive alla colonscopia.

Prevenzione dei Dolori Addominali Post-Colonscopia

Per prevenire i dolori addominali dopo future colonscopie, ci sono alcune misure che si possono adottare. Discutere con il medico l’uso di sedativi o anestetici può aiutare a minimizzare i rischi di effetti collaterali. Seguire le istruzioni post-procedura fornite dal medico è cruciale. Il monitoraggio post-procedura è essenziale per garantire una recupero sicuro e senza complicazioni. Informare il medico di eventuali cambiamenti improvvisi o peggioramenti dei sintomi può aiutare a identificare rapidamente eventuali complicazioni.

Colon Irritabile: Sintomi, Cause e Diagnosi

Il colon irritabile, chiamato in modo più generico colite spastica o colite nervosa, è caratterizzato da dolore o fastidio addominale e alterazioni dell’alvo. È molto frequente, più diffuso tra il genere femminile e spesso peggiora la qualità della vita di chi ne soffre.

Sintomi del Colon Irritabile

Per parlare di colon irritabile, il dolore addominale deve presentarsi in modo ricorrente, con una cadenza di uno o più episodi alla settimana negli ultimi 3 mesi e con almeno due delle seguenti caratteristiche:

  • essere alleviato dall’evacuazione;
  • associarsi ad alterazioni della frequenza dell’alvo;
  • associarsi ad alterazioni della consistenza delle feci.

A supporto della diagnosi, inoltre è frequente riscontrare:

  • muco nelle feci (mucorrea);
  • meteorismo e senso di distensione addominale;
  • urgenza o sforzo all’ evacuazione.

Il colon irritabile non comporta la presenza di sangue nelle feci. Questo segno pertanto potrebbe essere correlato ad altre patologie, come la rettocolite ulcerosa, polipi, emorroidi o tumori.

Spesso i sintomi del colon irritabile sono presenti insieme ad altri disturbi gastro-intestinali anche del tratto digestivo superiore come il reflusso gastro-esofageo e la dispepsia, a intolleranze alimentari, come quella più comune al lattosio o ad altre malattie inclusa la celiachia. In molti casi chi ne soffre li riferisce da lungo tempo altre volte ne correla l’insorgenza a eventi emotivi o fisici molto stressanti, a gastroenteriti o a pregresse terapie antibiotiche.

Cause del Colon Irritabile

Non esiste una singola causa che determini il colon irritabile, ma sono alcuni i fattori coinvolti che possono in misura differente rendersene responsabili. Si può genericamente distinguere tra fattori propriamente “intestinali” e quelli “extra intestinali".

Tra i primi troviamo alterazioni di:

  • motilità intestinale;
  • sensibilità viscerale;
  • microbiota;
  • fattori ormonali.

Tra quelli esterni:

  • lo stress emotivo gioca un ruolo importante; è ormai comune la definizione di intestino come secondo cervello, correlazione ben riassunta nel termine “asse cervello-intestino”;
  • l’alimentazione;
  • lo stile di vita di vita.

Diagnosi del Colon Irritabile

La diagnosi di colon irritabile è una diagnosi di esclusione, in cui gli accertamenti eseguiti non mostreranno alterazioni riconducibili ad alcuna patologia. In presenza dei sintomi, occorre innanzitutto parlare col proprio medico di base e quindi con lo specialista gastroenterologo e potranno essere prescritti:

  • esami del sangue (compreso lo screening per la celiachia);
  • esami delle feci;
  • breath test al lattosio e per la sovracrescita batterica;
  • ecografia addominale e delle anse intestinali;
  • colonscopia.

Consigli per Convivere Meglio con il Colon Irritabile

Per la variabilità dei sintomi e dei fattori scatenanti il colon irritabile, non esiste una cura che possa essere considerata standard ed è pertanto importante valutare ogni singolo caso e intervenire sui sintomi. Sotto consiglio medico, possono essere intraprese terapie farmacologiche a base di antispastici, procinetici o antidepressivi; e di probiotici che andranno a riequilibrare il microbiota, avendo un effetto benefico sulla salute dell’intestino. Le alterazioni dell’alvo possono essere corrette mediante anti-diarroici o integratori ricchi di fibre e lassativi osmotici a seconda che prevalga la diarrea o la stipsi.

E’ importante seguire corrette norme alimentari dedicando un tempo adeguato al pasto, masticando a lungo, non coricandosi subito dopo aver mangiato. La dieta influisce in maniera sostanziale sul colon irritabile e va personalizzata. Non sempre infatti lo stesso alimento crea disturbi. Tra i cibi che più comunemente evocano i sintomi rientrano:

  • grano;
  • latte e latticini;
  • legumi;
  • alcuni tipi di frutta e verdura;
  • frutta secca;
  • bevande gassate.

Anche nell’ ambito della salute intestinale l’attività fisica come una camminata di mezz’ora a passo veloce ogni giorno è fondamentale e sufficiente per garantire effetti benefici.

L'Importanza dei Probiotici Dopo la Colonscopia

La sintomatologia addominale che insorge dopo la colonscopia è certamente frutto della dismotilità intestinale e della disbiosi. L’alterazione della microflora intestinale è un elemento chiave da considerare e trattare preventivamente.

I probiotici ripristinano l’equilibrio della flora intestinale restituendone le funzioni fisiologiche. Lo studio analizzato, randomizzato, controllato e in doppio cieco indica che la somministrazione di 109 UFC di L. rhamnsosus GG riduce la sintomatologia addominale nei pazienti che si sottopongono a colonscopia.

Il 15% dei pazienti sperimenta dolore addominale di tipo crampiforme, dispepsia, reflusso gastro-esofageo, diarrea o stipsi al termine della colonscopia. Sebbene non vi siano studi che descrivano le cause esatte della sintomatologia, diverse sono le ipotesi. La dismotilità intestinale e l’alterazione della flora batterica sembra siano i fattori responsabili del discomfort addominale.

L’integrazione di specifici ceppi batterici riequilibra l’ecosistema intestinale il quale ha funzione immunomodulatoria, contrasta la colonizzazione di germi patogeni, mitiga l’infiammazione delle pareti intestinali, regola la motilità e modula l’ipersensibilità viscerale.

Lo studio monocentrico, randomizzato ed in doppio cieco ha coinvolto 284 pazienti candidati a colonscopia. I ricercatori hanno suddiviso il campione in quattro gruppi somministrando ai primi tre gruppi capsule di probiotici contenenti 109 UFC di L. rhamnosus GG.

Il primo gruppo ha integrato tre volte al giorno una capsula di probiotici a partire da una settimana prima continuando sino ad una settimana dopo la procedura. Il secondo gruppo ha integrato tre capsule die di probiotici la settimana prima della procedura, mentre il terzo la sola settimana successiva la colonscopia.

Tutti i partecipanti hanno descritto la sintomatologia gastrointestinale prima dell’endoscopia ed una settimana dopo attraverso l’ausilio di una scala validata - Gastrointestinal Symptom Rating Scale o GSRS - composta da dodici quesiti a risposta chiusa.

Se la disbiosi è responsabile della sintomatologia intestinale, valutando i pazienti con la GSRS i ricercatori hanno indagato l’efficacia preventiva dei probiotici. Non tutti i probiotici sono uguali e ogni ceppo batterico ha proprietà specifiche. Il L. rhamnsosus GG è il probiotico più studiato con un alto grado di evidenza scientifica, è sicuro e ben tollerato.

I risultati dello studio mostrano un miglioramento della sintomatologia addominale nei pazienti che hanno integrato i probiotici. Dolore, senso di indigestione, stipsi e diarrea sono stati meno frequenti a sette giorni dalla procedura in coloro a cui sono stati somministrati i probiotici. Il gruppo di pazienti a cui non sono stati somministrati i probiotici non hanno avuto i medesimi benefici.

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