Dolori Addominali Dopo Gastroscopia con Biopsia: Cause e Rimedi

L'esofago-gastro-duodenoscopia è una procedura endoscopica che permette di esaminare dall'interno la prima porzione del tubo digerente. Durante una gastroscopia è possibile fare una biopsia, ovvero un prelievo di tessuto a fini diagnostici. Solitamente, per "intorpidire" la bocca e la gola, sono utilizzati degli spray anestetici orali o dei gargarismi. Dopo l'esame, il paziente verrà osservato per 1 o 2 ore fintanto che passi l’effetto dei farmaci usati per la sedazione.

È possibile, in alcuni casi (bassa percentuale), avere del dolore e gonfiore gastrico dopo endoscopia delle prime vie digestive per un breve periodo. La causa del dolore non è ben nota, potrebbe essere legata alla distensione necessaria per vedere lo stomaco durante l'esame, o alla presenza di una gastrite che si riacutizza. Tuttavia, è un evento che a volte capita e in genere è transitorio.

Cause dei Dolori Addominali Post-Gastroscopia

  • Distensione dello stomaco durante l'esame.
  • Riattivazione di una gastrite preesistente.

Rimedi

Una possibile soluzione può essere, per 7 giorni, aumentare il "gastroprotettore" e l'uso di simeticone e fermenti lattici. La gastroscopia può variare anche se eseguita a distanza con lo stesso operatore e nella stessa sede.

Tumore allo Stomaco: Cos'è e Quanto è Diffuso

Il tumore allo stomaco (o adenocarcinoma gastrico) si origina da cellule gastriche. Lo stomaco è un organo dell’apparato digerente che svolge la seconda fase della digestione, quella successiva alla masticazione. Qui il cibo viene processato prima che arrivi all’intestino, dove saranno assorbite le sostanze nutritive ed eliminate quelle di scarto. È un organo di contenimento, con l’aspetto di un sacco allungato e con forma e dimensione variabili a seconda della costituzione corporea e delle abitudini alimentari.

Il tumore dello stomaco è provocato da una massa di cellule in crescita incontrollata, che nel 90 per cento circa dei casi si sono originate dal rivestimento interno dell’organo, la mucosa.

Il tumore allo stomaco è uno dei più comuni in tutto il mondo, con oltre un milione di nuovi casi diagnosticati ogni anno a livello globale. Si riscontra più comunemente in Asia orientale e in Europa orientale ed è più frequente nei maschi rispetto alle femmine. In Italia si stima che ogni anno vengano diagnosticati circa 8.800 tumori allo stomaco negli uomini e 5.900 nelle donne.

I casi sono in diminuzione negli ultimi anni, soprattutto grazie ai miglioramenti nella diagnosi e all’eradicazione tramite antibiotici dell’Helicobacter pylori, il principale fattore di rischio infettivo. Inoltre, i casi si sono in parte ridotti grazie al riconoscimento di altri fattori di rischio, dietetici e ambientali, tra cui il fumo di sigaretta.

Tra il primo semestre 2020 e il periodo 2015-2019 si è registrato un calo della mortalità per tumore dello stomaco, del 8,1 per cento circa per gli uomini e del 8,7 per cento circa per le donne.

Tipologie di Tumore allo Stomaco

L’adenocarcinoma gastrico rappresenta il 90-95 per cento circa dei tumori dello stomaco, ha origine dalle cellule della mucosa gastrica e può essere anatomicamente distinto in prossimale (più vicino all’esofago) o distale (più vicino al piloro o al duodeno). Il tumore della regione denominata antro, che costituisce la porzione più distale dello stomaco, è il più comune (circa il 50 per cento di tutti i tumori dello stomaco).

Sulla base dello stadio di malattia si divide in iniziale (“early” in inglese) o avanzato (“advanced” in inglese). Per quanto riguarda invece le caratteristiche istologiche, può essere classificato principalmente in intestinale o diffuso.

  • Early Gastric Cancer: ha maggiori possibilità di guarigione, con una sopravvivenza a 5 anni del 90 per cento circa.
  • Tumore dello stomaco di tipo intestinale: è il più frequente, colpisce in prevalenza il sesso maschile e si associa alla trasformazione dell’epitelio gastrico in epitelio intestinale (metaplasia intestinale).
  • Tumore dello stomaco di tipo diffuso: ha una frequenza lievemente inferiore e colpisce in modo indifferente uomini e donne. L’età media dei pazienti alla diagnosi è di 45 anni.

Chi è a Rischio?

Il tumore dello stomaco è una patologia multifattoriale e non è possibile identificare una singola causa. Tra i fattori di rischio, l’alimentazione ha un ruolo importante. Una dieta ricca di amidi, grassi e cibi conservati sott’olio, sotto sale o affumicati ne può favorire l'insorgenza, così come il consumo eccessivo di alcolici. Una dieta varia ed equilibrata è importante anche per evitare l’obesità, un altro fattore di rischio di questa malattia.

L’Helicobacter pylori, un batterio che riesce a sopravvivere nello stomaco, ha un ruolo accertato nella genesi di questa patologia tumorale. Il fumo di sigaretta è associato a un aumento del 40 per cento circa del rischio di sviluppare un cancro dello stomaco. È stato poi documentato un aumento del rischio in persone con sindromi oncologiche ereditarie.

Un’alimentazione di tipo mediterraneo con abbondante frutta e verdura e poca carne alla griglia o affumicata sembra avere un effetto protettivo. L’abbandono della sigaretta certamente aiuta. Inoltre, poiché esiste una relazione tra l’infezione da Helicobacter pylori e il tumore dello stomaco, in caso di sintomi e di accertata presenza del batterio è importante procedere alla terapia antibiotica per eliminarlo.

Sintomi

I sintomi del cancro gastrico sono inizialmente molto aspecifici e possono essere confusi con quelli di una gastrite o di un’ulcera peptica. Tra questi vi sono soprattutto dispepsia (dolore o bruciore di stomaco), difficoltà alla digestione, sensazione di pienezza o gonfiore dopo un piccolo pasto, nausea o vomito (anche con sangue), difficoltà alla deglutizione, presenza di sangue nelle feci e importante calo ponderale.

Se fossero presenti questi ultimi sintomi la patologia potrebbe essere avanzata e aver coinvolto altri organi. Per questa ragione, se un trattamento per la gastrite o per l’ulcera non portasse alcun beneficio potrebbe esser utile effettuare ulteriori esami (per esempio, la gastroscopia) per valutare direttamente lo stato della mucosa dell’organo.

Diagnosi

La diagnosi di tumore dello stomaco avviene in genere dopo una gastroscopia. Questo esame permette, mediante uno strumento dotato di telecamera, di identificare esattamente la sede del tumore e di prelevarne uno o più frammenti per l’esame istologico.

Una volta identificata la presenza della neoplasia è opportuno effettuare altri accertamenti diagnostici che aiutano a definire meglio la diffusione del tumore nell’organismo e ad assegnare uno stadio alla malattia. Tra questi vi possono essere:

  • TC addome e torace con mezzo di contrasto.
  • Ecoendoscopia.
  • PET con 18 FDG.

Inoltre, poiché è noto il ruolo dell'Helicobacter pylori nella genesi del tumore, è utile ricercare la presenza di questo microrganismo con esami semplici e poco invasivi come il breath test e la sua ricerca nelle feci, e procedere eventualmente alla sua eradicazione mediante l’associazione di diversi antibiotici.

Come si Cura

La valutazione della possibile terapia del cancro dello stomaco deve essere sempre effettuata da un team multidisciplinare con chirurghi e oncologi. Le possibilità di guarigione (prognosi) e la scelta dei trattamenti dipendono dallo stadio di sviluppo del tumore (dal fatto, cioè, che sia localizzato al solo stomaco o che sia propagato ad altri organi) e dalle condizioni generali dei pazienti.

Per le fasi iniziali di malattia la chirurgia è il trattamento di prima scelta e l’intervento prevede l’asportazione di tutto lo stomaco o di una parte di esso. La gastrectomia parziale elimina solo quella parte dello stomaco che contiene il tumore e parti di altri tessuti e organi vicini alla sede del tumore. La gastrectomia totale elimina per intero lo stomaco, una piccola parte dell’esofago, i linfonodi vicini e a distanza.

La chemioterapia nei pazienti con tumori operabili può essere neoadiuvante (prima della chirurgia) o adiuvante (dopo la chirurgia), mentre rappresenta l’opzione principale per i pazienti con tumore in stadio avanzato.

Alcuni segnali positivi arrivano anche dall’utilizzo dell’immunoterapia in aggiunta alla chemioterapia in alcuni sottogruppi specifici di tumori e di pazienti.

Helicobacter Pylori

Tra i più comuni disturbi dell’apparato gastrointestinale e, in particolare, dello stomaco, figura l’infezione provocata dal batterio Helicobacter pylori. Questo batterio può risiedere nello stomaco dove viene ospitato dalla mucosa gastrica e dove riesce a sopravvivere grazie alla produzione di un enzima specifico che riduce l’acidità gastrica. L’Helicobacter pylori può essere responsabile inoltre di gastrite atrofica e, in alcuni casi, comportare complicanze come ulcera duodenale, ulcera gastrica e linfoma MALT.

L’Helicobacter pylori si trasmette mangiando cibi contaminati o bevendo acqua contaminata da liquidi gastrointestinali provenienti da persone infette. Se l’infezione da Helicobacter pylori non è silente ma si associa alla presenza di sintomi e/o allo sviluppo di complicanze come ulcere gastriche e duodenali, lesioni precancerose o linfoma di MALT, è necessario seguire una terapia per eliminare l’infezione. Questa, abitualmente, prevede l’utilizzo di antibiotici per circa 10-14 giorni associato a una terapia con protettore gastrico per 4-6 settimane.

Altre Patologie Gastrointestinali

Oltre al tumore allo stomaco e all'infezione da Helicobacter pylori, esistono numerose altre patologie che possono interessare l'apparato gastrointestinale. Alcune delle più comuni includono:

  • Gastrite: Infiammazione dello stomaco, può essere acuta o cronica.
  • Ulcere: Erosioni della mucosa gastrica o duodenale, spesso causate da infezione da Helicobacter pylori o farmaci.
  • Sindrome dell’intestino irritabile: Disturbo funzionale caratterizzato da dolori addominali, gonfiore e alterazioni dell'alvo.
  • Diverticolite: Infiammazione dei diverticoli, piccole estroflessioni della parete intestinale.
  • Malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI): Malattie autoimmuni come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa.
  • Intolleranze e allergie alimentari: Reazioni avverse agli alimenti, come la celiachia.
  • Stitichezza cronica: Difficoltà ad evacuare.
  • Emorroidi: Noduli interni o esterni all'ano che provocano dolore e/o sanguinamento.
  • Epatiti: Infezioni del fegato provocate da virus.
  • Fegato grasso (steatosi epatica): Accumulo anomalo di grassi nel fegato.
  • Cirrosi epatica: Danno epatico cronico con formazione di tessuto cicatriziale.
  • Colelitiasi: Presenza di calcoli biliari.
  • Colecistite: Infiammazione della cistifellea.
  • Pancreatite: Infiammazione del pancreas.

Quando Sottoporsi a una Visita Gastroenterologica

È consigliabile consultare un gastroenterologo in presenza di sintomi persistenti o ricorrenti, tra cui:

  • Sapore acido o amaro in bocca frequente o persistente (alitosi).
  • Sensazioni dolorose di varia natura (pressione, strappi, gonfiore) in tutta la zona superiore del corpo.
  • Forti dolori nell’addome.
  • Sensazione di indigestione, gonfiore o sazietà precoce.
  • Sensazione di avere un corpo estraneo nella gola (detto sensazione di bolo) e difficoltà a deglutire (disfagia).
  • Singhiozzo molto ricorrente.
  • Perdita di peso ingiustificata o drastica.
  • Nausea e/o vomito.
  • Eccessiva eruttazione, distensione (gonfiore) addominale ed eccessiva flatulenza (meteorismo).
  • Diarrea.
  • Stitichezza.
  • Feci strane: cambiamenti di frequenza, consistenza, volume o composizione delle feci.
  • Anemia.
  • Colorazione giallastra della pelle e delle sclere oculari (ittero).

Linfoma Gastrico

Il linfoma gastrico è un linfoma di tipo non-Hodgkin, ovvero un tumore del sistema linfatico che insorge a causa della proliferazione incontrollata di linfociti B e/o linfociti T. Le precise cause di linfoma gastrico sono sconosciute.

La biopsia tumorale è l'unico esame diagnostico che consente di stabilire, con assoluta certezza, il tipo di tumore gastrico presente e lo stadio di avanzamento di quest'ultimo.

A parità di una diagnosi precoce, la prognosi in caso di linfoma gastrico dipende dalla gravità della neoplasia: per un linfoma gastriconon grave, il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi può essere anche del 90%; per un linfoma gastrico grave, invece, il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi non supera il 60%.

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