Diverticolite: Sintomi, Diagnosi ed Esami del Sangue

La diverticolite è un'infiammazione o infezione che colpisce i diverticoli, piccole sacche che si formano nella parete del colon. Sebbene la diverticolosi (la presenza di diverticoli) sia comune, soprattutto con l'avanzare dell'età, la diverticolite rappresenta una complicanza che richiede attenzione medica. Si tratta di una patologia gastrointestinale che si verifica quando i diverticoli si infiammano. Questi ultimi, più precisamente, sono delle piccole sacche o estroflessioni che possono formarsi nella parete intestinale all’altezza del colon. La loro infiammazione è causata dalla proliferazione di alcuni ceppi di batteri oppure si verifica quando si produce un piccolo strappo nella sottile parete del diverticolo, noto anche come microperforazione.

Cos'è la Diverticolite (o Malattia Diverticolare del Colon)?

La diverticolite (o "malattia diverticolare del colon") è una condizione caratterizzata dalla formazione di piccoli sacchetti o estroflessioni della parete intestinale chiamati diverticoli, che si sviluppano prevalentemente nel colon, in particolare nel tratto sinistro (sigma). La loro presenza è molto comune dopo i 50 anni e, nella maggior parte dei casi, rimane asintomatica. Tuttavia, in alcune persone possono causare sintomi o complicanze, come l’infiammazione (diverticolite).

Diverticolosi e Diverticoli

I diverticoli, come accennato, sono delle estroflessioni della parete intestinale situate al livello del colon. Anche se possono insorgere ovunque nell’intestino crasso, si formano di solito nella parte sinistra del colon, divisa in colon discendente e sigma. Nella maggior parte dei casi, le persone non sviluppano alcuna sintomatologia. Al contrario, circa il 20% dei pazienti manifestano sintomi, come dolore addominale e meteorismo.

I diverticoli sono frequenti a partire dai 30 - 40 anni di età e si stima che in età avanzata quasi l’80% della popolazione ne soffra, spesso per via di una dieta scarsa di fibre e di liquidi e ricca invece di zuccheri e grassi. Questo non vuol dire che l’80% della popolazione abbia una patologia, dal momento che la diverticolosi è un’alterazione anatomica. I sintomi sono assenti, o al più assimilabili a quelli della Sindrome da Colon Irritabile. Inoltre, i diverticoli possono infettarsi per via dei residui degli scarti alimentari che vi si accumulano, proprio a causa della loro forma estroflessa a tasca. Più i diverticoli sono numerosi e avanzati, più sono suscettibili di infiammazioni o infezione. Generalmente, quindi, il rischio si associa anche all’età.

Sintomi della Diverticolite

Molti pazienti non presentano alcun sintomo (diverticolosi asintomatica). Quando i diverticoli causano disturbi, si parla di malattia diverticolare sintomatica. Il principale sintomo della diverticolite è il dolore. Questo di solito è localizzato nella parte inferiore dell’addome, più frequentemente a sinistra, e può irradiarsi provocando mal di schiena.

Sintomi della malattia diverticolare sintomatica:

  • Dolore o fastidio addominale, spesso localizzato nella parte sinistra inferiore dell’addome;
  • Gonfiore o meteorismo;
  • Alterazioni dell’alvo (stipsi, diarrea o alternanza di entrambe);
  • Nausea o malessere generale.

In caso di complicanze, come la diverticolite, possono comparire:

  • Dolore addominale intenso e persistente, soprattutto a sinistra;
  • Febbre;
  • Nausea e vomito;
  • Cambiamenti nell’alvo;
  • In casi gravi, segni di peritonite o infezione sistemica.

Altri sintomi della diverticolite possono essere: nausea, diarrea o stitichezza. La presenza di febbre o sangue nelle feci indica una complicazione della malattia.

Cause e Fattori di Rischio

La diverticolite, come indicato, è causata dall’ infiammazione dei diverticoli. La loro presenza asintomatica diventa sempre più comune con l’invecchiamento. È infatti presente nel 65% circa delle persone con età maggiore di 65 anni e in circa 3 persone su 4 al di sopra degli 80. Le cause della condizione sono multifattoriali e non del tutto note. Un’alterazione della motilità del colon può causare l’aumento della pressione nel lume intestinale.

Le cause della diverticolite sono poco conosciute. Le condizioni che si associano a un aumentato rischio di sviluppare diverticolite comprendono l'ipertensione arteriosa e l'immunosoppressione. L'obesità è un altro fattore di rischio molto importante.

  • Stitichezza
  • Mancanza di fibre nella dieta
  • Invecchiamento
  • Infiammazione cronica dell’intestino
  • Stress
  • Disbiosi intestinale

Sebbene in passato si pensasse che lesioni traumatiche o ostruzioni potessero causare la malattia, recenti studi hanno messo in luce il ruolo del microbioma, delle alterazioni genetiche, della parete neuromuscolare del colon.

Le ultime teorie sulla fisiopatologia della diverticolite, quindi, prevedono l’intervento di uno o più dei seguenti fattori:

  • Infiammazione cronica: L’infiammazione cronica è stata associata alla malattia e molti fattori di rischio per la diverticolite sono gli stessi dell’infiammazione sistemica cronica, come: obesità, ipertrigliceridemia, inattività fisica prolungata.
  • Alterazione del microbiota intestinale: Le alterazioni del microbiota intestinale, vale a dire del tipo di batteri presenti nell’intestino, possono contribuire alla patogenesi di vari disturbi intestinali che possono evolvere in forme infiammatorie della mucosa e diverticolite.
  • Fattori genetici: Secondo stime aggiornate si ritiene che la predisposizione genetica possa contribuire fino al 40-50% all’insorgenza della malattia diverticolare.
  • Alterazioni della parete neuromuscolare del colon: È stato dimostrato che il tessuto connettivo che circonda la mucosa colica e la parete neuromuscolare hanno un ruolo significativo nell’insorgenza della diverticolite.

Altri fattori di rischio per la diverticolite sono: eccessivo consumo di carne rossa, grassi e cereali raffinati di derivazione industriale, che possono anche portare all’obesità, e l’uso persistente di alcuni farmaci, come gli anti-infiammatori non steroidei.

Diagnosi della Diverticolite

La diagnosi di diverticolite si basa su una combinazione di valutazione clinica, imaging e, in alcuni casi, esami di laboratorio, tra cui gli esami del sangue. L’anamnesi e l’esame fisico permettono al medico di raccogliere informazioni sui sintomi del paziente e di eseguire una valutazione preliminare.

La diagnosi si basa su:

  • Visita medica ed esame obiettivo;
  • Esami del sangue per valutare la presenza di infiammazione;
  • Ecografia addominale o TC addome, particolarmente utili in caso di sospetta diverticolite;
  • Colonscopia (indicata a distanza da un episodio acuto), utile per confermare la presenza di diverticoli e per escludere altre patologie.

L'ecografia può costituire un'indagine preliminare, perché individua l'estroflessione non compressiva della parete intestinale, la parete ipoecogena e ispessita, oppure la presenza di fecaliti ostruttive sulla parete intestinale. Le immagini TC rivelano un ispessimento localizzato della parete del colon, con un'infiammazione che si estende al grasso che circonda il colon.

Esami del Sangue nella Diagnosi di Diverticolite

Gli esami del sangue non sono sufficienti da soli per diagnosticare la diverticolite, ma forniscono informazioni cruciali per valutare la gravità dell'infezione, escludere altre condizioni mediche e monitorare la risposta al trattamento. In particolare, aiutano a identificare segni di infiammazione sistemica e infezione, oltre a valutare la funzione renale ed epatica, che possono essere influenzate dalla diverticolite o dai trattamenti utilizzati.

Gli indici di flogosi possono essere aumentati: la conta dei globuli bianchi può mostrare leucocitosi (ma può essere normale nei pazienti immunocompromessi, anziani o nei malati meno gravi), la PCR (proteina C reattiva) e la PCT (procalcitonina) sono altri due indici di flogosi che possono essere superiori alla norma in caso di infiammazione. Sono aspecifici ma insieme ai segni clinici, esame obiettivo ed anamnesi ci indirizzano ad una corretta diagnosi. Un dosaggio di emoglobina è importante nei pazienti che segnalano ematochezia. Può evidenziare anemizzazione. Il dosaggio degli elettroliti può essere utile nel paziente con vomito o diarrea.

Gli esami del sangue per la diverticolite possono includere un emocromo completo, un esame delle urine e un esame delle feci. L’emocromo completo può rivelare un aumento dei globuli bianchi, un segno di infezione o infiammazione. L’esame delle urine può aiutare a escludere altre condizioni che possono causare sintomi simili, come un’infezione del tratto urinario.

Quali Esami del Sangue Vengono Eseguiti?

Diversi esami del sangue sono comunemente utilizzati nella valutazione della diverticolite. È importante sottolineare che il medico, in base alla presentazione clinica del paziente, deciderà quali esami specifici richiedere.

  • Emocromo Completo (CBC): L'emocromo completo è un esame di base che fornisce informazioni dettagliate sui diversi tipi di cellule presenti nel sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Nel contesto della diverticolite, l'attenzione si concentra principalmente sui globuli bianchi.
  • Globuli Bianchi (Leucociti): Un aumento del numero di globuli bianchi (leucocitosi) è un indicatore comune di infezione o infiammazione. Nella diverticolite, un numero elevato di globuli bianchi suggerisce che l'organismo sta combattendo un'infezione nella parete del colon.
  • Proteina C Reattiva (PCR): La proteina C reattiva (PCR) è un marker di infiammazione acuta. Viene prodotta dal fegato in risposta a stimoli infiammatori. Un livello elevato di PCR nel sangue indica la presenza di infiammazione nell'organismo.
  • Velocità di Eritrosedimentazione (VES): La velocità di eritrosedimentazione (VES) è un altro marker di infiammazione, sebbene meno specifico e meno sensibile rispetto alla PCR.
  • Elettroliti: Gli elettroliti sono minerali presenti nel sangue che svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento dell'equilibrio idrico, della funzione nervosa e muscolare. La diverticolite, soprattutto se associata a vomito o diarrea, può causare squilibri elettrolitici.
  • Funzionalità Renale: Gli esami della funzionalità renale, come la creatinina e l'azotemia (BUN), valutano la capacità dei reni di filtrare i rifiuti dal sangue.
  • Funzionalità Epatica: Gli esami della funzionalità epatica, come l'alanina aminotransferasi (ALT), l'aspartato aminotransferasi (AST), la bilirubina e la fosfatasi alcalina, valutano la salute del fegato.
  • Esame delle Urine: L'esame delle urine è un test che analizza le caratteristiche fisiche, chimiche e microscopiche dell'urina. Sebbene non sia direttamente diagnostico per la diverticolite, può essere utile per escludere infezioni del tratto urinario (UTI) come causa di dolore addominale.

Come Interpretare i Risultati degli Esami del Sangue?

L'interpretazione dei risultati degli esami del sangue deve essere effettuata da un medico, che terrà conto del quadro clinico complessivo del paziente, inclusi i sintomi, l'esame fisico e i risultati di altri esami diagnostici, come la tomografia computerizzata (TC). È importante ricordare che i risultati degli esami del sangue devono essere considerati nel contesto clinico e non isolatamente.

Altri Esami Diagnostici per la Diverticolite

Oltre agli esami del sangue, altri esami diagnostici sono comunemente utilizzati per diagnosticare e valutare la diverticolite:

  • Tomografia Computerizzata (TC): La TC è l'esame di imaging più utilizzato per diagnosticare la diverticolite. Fornisce immagini dettagliate del colon e degli organi circostanti, consentendo di visualizzare i diverticoli infiammati, l'ispessimento della parete del colon, la presenza di ascessi o perforazioni.
  • Colonscopia: La colonscopia è un esame endoscopico che consente di visualizzare l'interno del colon utilizzando un tubo flessibile con una telecamera. La colonscopia non viene generalmente eseguita durante un attacco acuto di diverticolite a causa del rischio di perforazione. Tuttavia, può essere eseguita dopo la risoluzione dell'infiammazione per escludere altre condizioni, come il cancro del colon.
  • Radiografia Addominale: La radiografia addominale (RX) è un esame di imaging meno sensibile rispetto alla TC, ma può essere utile per escludere perforazioni o ostruzioni intestinali. Tuttavia, non è in grado di visualizzare i diverticoli o l'infiammazione della parete del colon in modo affidabile.

Cosa Succede se Non Si Cura la Diverticolite? Complicanze

La diverticolosi può dar luogo a complicanze in caso di perforazione della parete del diverticolo. Se la perforazione non è limitata si possono infatti formare ascessi all’interno dell’addome, fino ad arrivare alla peritonite batterica, ovvero all’infiammazione del peritoneo. Un’altra possibile complicanza della malattia diverticolare può essere il sanguinamento dai piccoli vasi sanguigni del colon che si manifesta con la presenza di sangue nelle feci, che può essere rosso vivo oppure più scuro. Il sanguinamento diverticolare riguarda il 10-15% dei pazienti colpiti da diverticolosi, ed è indolore. La quantità di sangue che fuoriesce è solitamente moderata o consistente, dal momento che il vaso interessato è un’arteriola. I soggetti colpiti da sanguinamento diverticolare sono più esposti alla possibilità di incorrere in nuovi episodi emorragici.

Le principali complicanze della diverticolite sono:

  • Diverticolite acuta (infiammazione dei diverticoli);
  • Ascessi addominali;
  • Perforazione intestinale con peritonite;
  • Stenosi o restringimenti del colon;
  • Fistole intestinali;
  • Emorragia diverticolare (sanguinamento rettale).

Trattamento della Diverticolite

La diverticolite può essere trattata con diversi approcci, a seconda della gravità dei sintomi e della presenza di complicanze. In molti casi, un trattamento conservativo con antibiotici e modifiche della dieta è sufficiente per risolvere l'infezione e alleviare i sintomi.

Il trattamento dipende dalla gravità:

  • Nei casi lievi e asintomatici: dieta ricca di fibre, idratazione adeguata e attività fisica regolare;
  • In caso di sintomi moderati: modifiche dietetiche, probiotici e farmaci antispastici;
  • In caso di diverticolite lieve: terapia antibiotica, riposo intestinale, dieta liquida;
  • Nei casi gravi o complicati (ascesso, perforazione, peritonite): ricovero ospedaliero e, se necessario, intervento chirurgico.

Mentre in caso di diverticolosi asintomatica non è necessaria alcuna terapia, la cura dei diverticoli infiammati è commisurata alla gravità dei sintomi. In caso di diverticolite lieve, il trattamento sarà basato su un antibiotico da assumere per bocca, mirato contro i principali batteri che possono causare la diverticolite. In presenza di sintomi gravi o se compare la febbre, potrebbe essere necessario ricorrere all’ospedalizzazione, in modo da somministrare liquidi e antibiotici in vena. I casi severi possono essere trattati con intervento chirurgico per rimuovere la parte del colon interessata dall’infiammazione.

Terapia Farmacologica

La terapia farmacologica per la diverticolite può includere:

  • Antibiotici per trattare l’infezione batterica associata alla diverticolite;
  • Analgesici per alleviare il dolore addominale;
  • Antispastici, anch’essi utili per alleviare il dolore addominale e ridurre i crampi intestinali;
  • Lassativi per prevenire la stipsi e ridurre la pressione sui diverticoli infiammati;
  • Anti-infiammatori.

Terapia Nutrizionale

L’alimentazione ha un impatto sulla salute dell’intestino e sulla gravità dei sintomi della diverticolite, pertanto la terapia farmacologica può anche essere combinata con una terapia nutrizionale. Alcuni consigli dietetici importanti:

  • Aumentare l’assunzione di fibre, che aiutano possono aiutare a prevenire la stipsi e ridurre la pressione sui diverticoli infiammati, come frutta, verdura, cereali integrali, legumi e noci;
  • Bere molta acqua;
  • Limitare l’assunzione di cibi ad alto contenuto di grassi saturi che possono aumentare l’infiammazione;
  • Limitare l’assunzione di cibi piccanti o speziati che possono irritare il colon;
  • Consumare pasti più piccoli e frequenti per ridurre la pressione sull’intestino;
  • Evitare l’alcol e il fumo, poiché possono aumentare il rischio di complicanze.

Di base, è raccomandata una cucina magra, a basso contenuto di grassi. Per quanto riguarda la frutta e verdura, sono necessari alcuni distinguo. Va infatti evitata la verdura con fibre dure e filamentose, come ad esempio finocchi e fagiolini. L’alimentazione pensata per le persone affette da diverticolosi prevede una serie di accorgimenti e rimedi per evitare la stipsi.

Trattamento Chirurgico

In alcuni casi il trattamento chirurgico può essere necessario per curare la diverticolite, in particolare se si verificano complicanze o se i sintomi sono gravi e non migliorano con altre terapie. L’intervento chirurgico prevede la rimozione del segmento di colon colpito dalla malattia, che può essere eseguita tramite chirurgia aperta o laparoscopica, in anestesia generale. Dopo l’intervento il paziente può richiedere un periodo di recupero in ospedale e un periodo di riposo intestinale.

L’intervento può essere indicato in caso di:

  • Perforazione o peritonite;
  • Ascessi non drenabili per via percutanea;
  • Stenosi o occlusione intestinale;
  • Episodi ricorrenti di diverticolite con ridotta qualità di vita;
  • Emorragie massicce o persistenti.

L’intervento, in elezione o in urgenza, prevede generalmente la resezione del tratto di colon interessato (sigmoidectomia), preferibilmente eseguita in laparoscopia.

Diverticolite e Tempi di Recupero

Dopo una resezione laparoscopica non complicata:

  • Il ricovero ospedaliero dura circa 4-7 giorni;
  • Il ritorno alle normali attività quotidiane avviene entro 2-4 settimane;
  • Il recupero può richiedere più tempo nei casi operati in urgenza o in presenza di complicanze.

Domande Frequenti sulla Diverticolite

  • Si può prevenire la diverticolite? Una dieta ricca di fibre (frutta, verdura, cereali integrali), un’adeguata idratazione e uno stile di vita attivo possono ridurre il rischio di sviluppare diverticoli o limitarne le complicanze.
  • La diverticolite può peggiorare? Sì. Anche se molti convivono senza sintomi, in alcuni casi i diverticoli possono infiammarsi o dare luogo a complicanze come la diverticolite.
  • Qual è la differenza tra diverticolosi e diverticolite?
    • Diverticolosi: presenza di diverticoli senza infiammazione o sintomi significativi;
    • Diverticolite: infiammazione dei diverticoli, spesso accompagnata da dolore e febbre.
  • La diverticolite si può curare senza intervento? Nella maggior parte dei casi sì, con terapia antibiotica e riposo intestinale. Tuttavia, le forme gravi o complicate richiedono spesso un intervento chirurgico.
  • Dopo quanti episodi di diverticolite si consiglia l’intervento? Non esiste una regola fissa. Si valuta caso per caso, tenendo conto della frequenza degli episodi, della loro gravità e dell’impatto sulla qualità della vita.
  • Si può convivere con i diverticoli senza problemi? Sì, molte persone hanno diverticoli senza mai sviluppare sintomi o complicanze.
  • Cosa fare in caso di sanguinamento da diverticoli? In presenza di sangue rosso vivo nelle feci, è fondamentale rivolgersi al medico o al pronto soccorso. Nella maggior parte dei casi, il sanguinamento si arresta spontaneamente, ma in alcuni casi può essere necessario un trattamento endoscopico, radiologico o chirurgico.
  • Quali sono i sintomi da non sottovalutare?
    • Dolore addominale intenso e persistente, soprattutto in basso a sinistra;
    • Febbre;
    • Nausea e vomito;
    • Gonfiore addominale importante;
    • Sangue nelle feci.
  • Cosa mangiare in caso di diverticolosi? Si raccomanda una dieta ricca di fibre, con abbondanza di frutta, verdura e cereali integrali, salvo diverse indicazioni mediche. Durante un episodio acuto, la dieta sarà temporaneamente più restrittiva.
  • È possibile che la diverticolite si ripresenti? Sì, la recidiva è possibile, soprattutto nei soggetti con fattori di rischio non corretti (alimentazione inadeguata, obesità, sedentarietà).
  • L’intervento chirurgico è risolutivo? Nella maggior parte dei casi, la resezione del tratto di colon malato previene nuove infiammazioni.

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