Ci sono varie ragioni per sottoporsi alle analisi del sangue, che consistono in un prelievo venoso: in genere è il medico a prescrivere l’esame per verificare il funzionamento di un organo o l’andamento di una patologia o di una terapia. Analizzando in laboratorio un campione ematico, infatti, si possono indagare molti parametri legati allo stato di salute. Tramite l’analisi del sangue si possono infatti controllare i livelli di glicemia, creatinina, omocisteina, sodio, potassio, calcio, trigliceridi, colesterolo, ferro, acido urico e molto altro ancora.
Quando e Dove Effettuare l'Esame
Quando ci si sottopone a un esame del sangue, ci si reca in ospedale, in una clinica, in uno studio medico specializzato o in un laboratorio di analisi dove il personale esperto procede con il prelievo di una certa quantità di sangue. Il momento ideale per fare gli esami del sangue è al mattino, entro le 9. Ciò significa che le ore di digiuno richieste prima dell’analisi coincidono con quelle notturne: bisogna semplicemente ricordarsi di non fare colazione prima di andare in ospedale o in laboratorio.
Preparazione all'Esame: Alimentazione e Farmaci
Per prepararsi all’analisi del sangue non bisogna fare attenzione solo all’alimentazione. Anche l’assunzione di alcuni farmaci può interferire con gli esami del sangue. Se si tratta di terapie farmacologiche già in corso, sarà il medio curante che prescrive l’analisi a dare indicazioni precise su come comportarsi a riguardo. Se invece non si stanno prendendo medicinali (o integratori), è utile evitare di farlo proprio il giorno prima dell’esame del sangue.
In generale, nei giorni che precedono l’esame è utile seguire la propria alimentazione quotidiana, senza variazioni eccessive. La stessa indicazione vale anche per la cena. La cena ideale prima del prelievo dovrebbe essere sobria, bilanciata e abbastanza leggera: salvo diverse indicazioni del medico o particolari esigenze individuali, si può optare ad esempio per un piatto unico con cereali integrali, legumi e verdure di stagione oppure per un filetto di pesce con un contorno di verdure e una porzione di pane integrale. Bisogna ricordarsi di bere adeguate quantità di acqua per mantenersi idratati.
Dopo aver svolto l’esame del sangue, in genere bastano pochi giorni per avere i risultati, che vanno interpretati con il medico curante. Non bisogna comunque aspettare di avere dei sintomi preoccupanti per sottoporsi a un esame del sangue: anche le persone in buona salute possono svolgere questo controllo preventivo una volta all’anno o ogni due anni.
È Sempre Necessario il Digiuno?
Chi ha detto che per sottoporsi alle analisi del sangue è sempre necessario presentarsi a digiuno in laboratorio? Quella che è un’opinione abbastanza diffusa, in realtà non è sempre sostenuta da un fondamento scientifico. Ci sono esami ed esami e un’indicazione valida su larga scala non esiste.
A fare chiarezza è un documento firmato dalla Società Europea dell’Aterosclerosi (presieduta da Alberico Catapano, ordinario di farmacologia all’Università Statale di Milano e direttore del laboratorio per lo studio delle lipoproteine e aterosclerosi dell’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo) e dalla Federazione Europea di Chimica Clinica e Medicina di Laboratorio, pubblicato sull’European Heart Journal. Le conclusioni sono chiare: se il motivo per cui si sottopone alle analisi è la necessità di dosare la quantità di grassi (trigliceridi e colesterolo) presenti nel sangue, non occorre presentarsi all’appuntamento a digiuno, come raccomandato in maniera diffusa in tutti i Paesi. Fa eccezione la Danimarca, che dal 2009 «agevola» i propri connazionali, senza raccomandare che dall’ultimo pasto al prelievo siano trascorse almeno otto ore.
Un’indicazione, scrivono adesso gli esperti, che potrebbe essere «rischiosa per bambini, anziani, diabetici e lavoratori». Alla base del documento c’è la «mancanza di prove che supportino la necessità di presentarsi a digiuno alle analisi del sangue se l’obiettivo èi valutare il rischio cardiovascolare», del cui aumento i grassi - soprattutto il colesterolo Ldl - è direttamente responsabile. I ricercatori fanno riferimento al primo esame.
Nonostante l’invito al digiuno sia piuttosto frequente, il messaggio non coglie di sorpresa Marcello Ciaccio, direttore del dipartimento di biopatologia e biotecnologie mediche e forensi all’Università degli Studi di Palermo e presidente della Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare Clinica.
«L’assunzione recente di grassi attraverso la dieta non è in grado di alterare i parametri lipidici. Non serve digiunare nemmeno se si ha intenzione di donare il sangue. L’indicazione cambia invece se l’obiettivo è misurare i valori di glicemia. In questo caso si consiglia di presentarsi all’appuntamento al mattino presto, a digiuno da almeno otto ore e il limite per gli zuccheri nel sangue è rappresentato da cento milligrammi per decilitro. Per chi si sottopone al prelievo nel corso della giornata, invece, teniamo in considerazione un valore uguale o inferiore a 180 milligrammi per decilitro».
Digiuno raccomandato anche per il dosaggio dell’insulina (nelle persone in cui si sospetta una diagnosi di diabete) e del peptide C (altro marcatore «sensibile» alle oscillazioni della glicemia). Come risulta già chiaro, non c’è un’unica indicazione valida su larga scala. E il digiuno non è l’unico parametro da considerare nella lettura della analisi del sangue. Se per esempio il medico curante richiede gli esami per conoscere i livelli ematici di ormoni «sensibili» allo stress - adrenalina, noradrenalina, prolattina, cortisolo - «è importante che l’ambiente in cui viene effettuato il prelievo sia confortevole per il paziente e che lo stesso risulti sereno - prosegue Ciaccio -. Anche la semplice paura dell’ago può alterare i parametri di interesse».
È infine necessario considerare anche se una persona ha svolto attività fisica la sera prima di sottoporsi alle analisi del sangue.
Regole da Seguire Prima del Prelievo
Prima di sottoporsi al prelievo, è importante rispettare alcune regole affinché gli esiti non vengano falsificati da comportamenti errati. «Nei giorni precedenti, è bene mantenere la dieta abituale ed evitare brusche variazioni dell’apporto calorico, sia in eccesso sia in difetto», raccomanda il dottor Francesco Milone. La stessa indicazione vale per il pasto che precede l’esame, in genere la cena. Il giorno del prelievo, è importante rispettare l’abituale terapia farmacologica. Fa eccezione a questa regola il diabete.
È bene astenersi completamente dal fumo nelle ore che precedono i prelievi ematici, ricordando che la disassuefazione totale è comunque la strada vincente. Inalare fumo di tabacco 1-2 ore prima di un prelievo del sangue provoca un incremento delle concentrazioni ematiche di glucosio, adrenalina e noradrenalina, acidi grassi liberi, glicerolo, cortisolo e aldosterone. Inoltre, fa aumentare i marcatori tumorali (Cea), i globuli bianchi (neutrofili, linfociti e monociti) e i metalli pesanti (piombo, cadmio, rame), mentre fa ridurre le lipoproteine, alcuni enzimi (Ace), alcuni ormoni (prolattina) e le vitamine, come i carotenoidi.
L’attività fisica può influenzare alcuni valori ematochimici, per cui nei giorni precedenti al prelievo sarebbe meglio evitare gli sforzi troppo intensi e protratti. «Il principale parametro che può modificarsi a causa di un esercizio fisico vigoroso è la creatinfosfochinasi, abbreviatain Cpk, un enzima presente in vari tessuti e cellule del corpo, specie nelle fibre muscolari, ma anche nelcervello», spiega il dottor Milone.
Se i prelievi non sono urgenti e indispensabili, è bene rimandare le analisi del sangue in caso di malattia acuta, come influenza, febbre alta oppure disturbi gastro-intestinali, come vomito o diarrea. «Tutte le condizioni che comportanodisidratazione possono alterare il valore dell’ematocrito, un esame che esprime il rapporto fra la parte liquida del sangue e quella corpuscolata, come piastrine, globuli bianchi e globuli rossi», chiarisce il dottor Milone. «Quando siamodisidratati, il sangue diventa più denso. Ma la maggiore viscosità può essere dovuta anche ad altre molteplici cause, come insufficienza renale acuta, patologie polmonari o malattie cardiovascolari, per cui può accendere un inutile campanello d’allarme».
Esami del Sangue e Digiuno: Domande Frequenti
Esami del sangue e digiuno. E quindi la solita domanda: quante ore di digiuno prima? È uno dei dubbi più frequenti che si hanno quando ci si appresta a fare gli esami ematici, da quelli più comuni come, la misurazione del glucosio, a quelli meno frequenti, tra cui il reuma test. Alcune analisi che si effettuano attraverso un prelievo ematico infatti richiedono necessariamente il digiuno nelle ore precedenti per poter essere lette correttamente. La concentrazione di alcuni nutrienti presenti nei cibi, tra cui gli zuccheri, i grassi, le proteine, le vitamine, possono infatti rimanere elevate nel flusso sanguigno anche per ore dopo averli assunti e influenzare i risultati.
Cosa si intende per digiuno?
«Digiunare prima delle analisi del sangue significa astenersi da qualsiasi tipo di alimento, tranne dall’assunzione di acqua, che non deve essere aromatizzata né dolcificata» spiega Michela C. Speciani, medico chirurgo esperto in nutrizione applicata. «Anche un pezzetto di biscotto consumato a poca distanza dalle analisi del sangue può avere un grande impatto metabolico e alterarne la leggibilità. Per questo se l’indicazione medica per un esame è il digiuno, è importante rispettarla» dice l’esperta. La quantità di ore di digiuno necessaria dipende dal tipo di esame. Ecco dunque quante ore di digiuno prima delle analisi del sangue.
Perché gli esami del sangue si devono fare a stomaco vuoto?
«Le ore di digiuno suggerite prima di un esame del sangue dipendono dal tipo di esame e hanno come obiettivo la standardizzazione e, quindi, la maggiore interpretabilità dei risultati» spiega la dottoressa Michela C. Speciani. «Alcune molecole in particolare che troviamo in circolo si modificano a seconda della distanza dal pasto. Allontanare e rimuovere l’influenza del pasto stesso permette di interpretare correttamente i risultati» dice l’esperta. «Non per tutti gli esami del sangue questo è necessario ma, poiché molti di quelli che si effettuano con prelievo venoso necessitano di essere fatti a digiuno da diverse ore per avere risultati interpretabili, l’indicazione è spesso quella di fare gli esami prima di colazione. Di solito, nelle ore precedenti agli esami del sangue occorre evitare anche il fumo, il tè, il caffè e l’attività fisica intensa» dice l’esperta. «In caso di dubbio, l’indicazione da seguire è far riferimento al proprio medico e, in secondo luogo, al proprio laboratorio di analisi».
Cosa succede se bevo acqua prima degli esami del sangue?
«Essere idratati prima di un prelievo è utile per aiutare a ricostruire rapidamente il volume che viene prelevato. Ma bere molta acqua a poca distanza dagli esami del sangue può aumentare la “parte liquida” dello stesso, con la conseguenza di diluire ciò che si sta cercando e alterare quindi la leggibilità dell’esame stesso» dice l’esperta. «Bene, quindi, salvo diversa indicazione specifica, qualche sorso di acqua nelle ore prima al prelievo, bevendo normalmente la sera precedente. Mentre bere abbondantemente a breve distanza dal prelievo stesso potrebbe non essere particolarmente indicato».
Cosa mangiare a cena la sera prima degli esami del sangue?
«La cena, salvo diversa indicazione medica, può essere quella che di solito si fa, evitando naturalmente eccessi che non fanno parte della nostra quotidianità e che potrebbero rendere i risultati degli esami peggiori di come sarebbero nella nostra normalità» dice l’esperta. «A volte può servire anticiparla un po’, quando serve che le ore di digiuno prima dell’esame siano almeno 8».
Quante ore di digiuno per analisi della glicemia?
La glicemia misura la concentrazione degli zuccheri nel sangue. Livelli elevati a digiuno, superiori ai 100 mg/dl possono indicare una condizione di diabete o prediabete. «Per le analisi del sangue della glicemia sono di solito indicate almeno 8 ore di digiuno» dice la dottoressa Michela C. Speciani. «Discorso diverso per il paziente diabetico o per chi sta controllando anche la risposta glicemica al pasto, situazione in cui il controllo della glicemia può essere richiesto anche in momenti diversi e a una distanza differente dal pasto».
Quante ore di digiuno per analisi del colesterolo nel sangue?
Il colesterolo è un indicatore importante della salute. Livelli elevati di colesterolo LDL e bassi di HDL sono associati a un rischio maggiore di malattie cardiovascolari, che attualmente sono tra le principali cause di mortalità precoce a livello mondiale. «Anche nel caso delle analisi del colesterolo nel sangue, l’indicazione a oggi è quella di astenersi dal cibo e da qualsiasi tipo di alimento solido o liquido, tranne dall’assunzione di acqua non dolcificata e non aromatizzata, per almeno 8 ore».
Quante ore di digiuno per il reuma test?
Il reuma test è un esame che si effettua attraverso un prelievo del sangue. E’ opportuno che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8-12 ore. Durante questo lasso di tempo è possibile assumere piccole quantità di acqua, evitando ovviamente bevande zuccherate, alcol e caffè. L’assunzione di cibo e bevande nelle ore precedenti il prelievo potrebbe influire sull’esito dei valori ematochimici delle analisi del sangue.
Tabella Riassuntiva: Ore di Digiuno per Diversi Esami del Sangue
| Tipo di Esame | Ore di Digiuno Raccomandate |
|---|---|
| Glicemia | Almeno 8 ore |
| Colesterolo | Almeno 8 ore |
| Reuma Test | 8-12 ore |
Per un corretto esito degli esami del sangue è importante anche la dieta seguita nei giorni che precedono il prelievo. La preparazione agli esami del sangue dovrebbe prevedere la non assunzione di farmaci nelle ore che precedono il prelievo. Il giorno prima delle analisi del sangue sarebbe meglio evitare uno sforzo fisico intenso e protratto.
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