Differenza tra Visita Senologica e Mammografia: Guida Completa

Il principale mezzo per contrastare il tumore al seno è senza dubbio la prevenzione. Grazie ad una diagnosi precoce, infatti, è possibile individuare il tumore nel suo stato iniziale, in una fase dove gli eventuali interventi chirurgici possono essere meno invasivi e più circoscritti, aumentando in questo senso di molto le possibilità di guarigione. La prevenzione è resa possibile grazie ai numerosi programmi di screening mammografici che consentono di sottoporre ad approfondimenti le donne nelle fasce di età raccomandate: una serie di accertamenti utili soprattutto nei soggetti più giovani.

Una cosa è certa, che si tratti di mammografia o ecografia al seno, una diagnosi precoce al giorno d’oggi è sempre più importante. Quella al seno rappresenta infatti la forma di tumore che più colpisce le donne.

Spesso ci si domanda quali siano le differenze tra questi due esami. Quante volte avete sentito la domanda “che cosa è meglio fare la mammografia o l’ecografia?”. La risposta è semplice: una non esclude l’altra quando si parla di prevenzione del tumore al seno. Sì, sempre ricordando che mammografia ed ecografia al seno non sono due esami alternativi ma complementari. A dircelo sono proprio gli specialisti dei Poliambulatori Lazio Korian.

Tutte le donne dai 25 anni di età dovrebbero infatti svolgere una visita al seno almeno una volta all’anno, anche in assenza di sintomi. Non è necessario aspettare un sintomo per effettuare un controllo senologico. Gli specialisti consigliano di eseguire una visita almeno una volta all’anno, anche in assenza di disturbi. In alcune circostanze, invece, è importante non rimandare il controllo. Effettuare regolarmente una visita senologica significa prendersi cura del proprio corpo in modo concreto.

Il seno è una parte delicata, soggetta a cambiamenti nel corso della vita: ormoni, età, fattori ereditari e stili di vita possono influenzarne l’aspetto e la salute. Investire tempo nella prevenzione non significa preoccuparsi inutilmente, ma scegliere consapevolmente di volersi bene. Prendersi cura del proprio seno è parte integrante del benessere generale.

Cos'è la Visita Senologica?

La visita senologica è un esame clinico al seno finalizzato ad individuare possibili patologie mammarie. La visita senologica è uno degli strumenti più importanti nella prevenzione e nella diagnosi precoce delle patologie mammarie. La valutazione senologica si protrae anche ai cavi ascellari (dove si potrebbero trovare linfonodi sospetti), alle fosse sopra e sotto la clavicola e ai solchi sottomammari.

La visita senologica è un esame semplice, non doloroso e non invasivo. Si svolge in ambulatorio e ha una durata di circa 20-30 minuti. La visita senologica presso la Casa di Cura Piacenza comprende sempre un accurato esame ecografico ad entrambe le mammelle. In caso di sospetti o per necessità di approfondimenti, dopo la visita senologica possono essere richieste dal medico altri esami come la mammografia, sempre eseguibile presso il nostro centro.

L’esperienza dei Poliambulatori Lazio Korian ci ricorda tuttavia che oltre alla tecnologia è fondamentale rivolgersi al professionista maggiormente funzionale, in questo caso un senologo, ovvero un medico radiologo specialista in patologie mammarie.

Mammografia: Un Esame Radiografico Dettagliato

La mammografia è un esame radiografico che utilizza raggi X a bassa dose per studiare il tessuto mammario. La mammografia rappresenta uno dei principi cardini nell’ambito dello screening mammografico: un esame radiografico che generalmente dura tra i 5 e i 10 minuti mediante la compressione del seno tra due piastre. La mammografia bilaterale, come accennato, è un esame radiografico. Attraverso l’emissione di radiazioni a basso dosaggio (non dannose), offre informazioni preziose su microcalcificazioni e noduli di piccole dimensioni non visibili con l’ecografia o neoplasie in stadi iniziali. È utile per le donne che con l’avanzare dell’età presentano una mammella in involuzione adiposa, caratterizzata cioè dalla riduzione di tessuto ghiandolare e dalla presenza invece di una buona quantità di tessuto grasso.

Si tratta di una radiografia effettuata comprimendo tra due lastre un seno alla volta. L’esame, per alcune donne più fastidioso, richiede pochi secondi e permette di ottenere immagini in tre dimensioni, a fronte di una minima esposizione ai raggi X. A effettuare la mammografia, in questo caso, è un tecnico di radiologia. Ma a garantire la sicurezza dell’indagine è la lettura separata dei risultati da parte di due radiologi senologi.

La sua importanza sta nella capacità di individuare lesioni molto piccole, spesso non palpabili, come microcalcificazioni o noduli profondi. Negli ultimi anni, l’introduzione della mammografia 3D o tomosintesi ha ulteriormente migliorato la qualità dell’esame, consentendo una visione stratificata del tessuto mammario. La frequenza consigliata varia in base all’età, al profilo di rischio e alle indicazioni delle linee guida nazionali.

Come si svolge? Con la paziente in piedi, il tecnico radiologo posiziona il seno sulla apposita piattaforma (mammografo) e lo comprime per lo studio gradualmente. Il posizionamento rigoroso, unito alla giusta compressione, consente l’evitamento di errori tecnici (pieghe cutanee, immagini di trasporto di capelli, naso, spalle) che possano impedire l’identificazione di una lesione o comprometterne la localizzazione spaziale. La metodologia d’esame prevede che la mammella sia posta al centro del film con il capezzolo in asse per evitare che possa essere interpretato anch’esso come una lesione patologica. La compressione può provocare dolore, anche se per pochissimi secondi, tuttavia è necessaria per visualizzare l’organo nella sua interezza. L’esame di screening dura complessivamente circa 10 minuti.

Ecografia Mammaria: Un Approccio Non Invasivo

L’ecografia mammaria è un esame che può essere effettuato in qualsiasi fase del ciclo mestruale, anche se viene preferita la fase post mestruale (5-12 giorno del ciclo). Non occorre alcuna preparazione specifica: la paziente viene fatta sdraiare su un lettino, con il braccio - corrispondente alla mammella sotto indagine - flesso, e la mano sopra la testa. Questa posizione consente un appiattimento della ghiandola e anche una maggiore immobilità nel corso dell’esame. L’ecografia al seno permette inoltre di evidenziare patologie benigne, come ad esempio tutti i casi di mastopatia fibrocistica (cioè cisti liquide con fibrosi) noduli solidi benigni e formazioni nodulari a contenuto solido, con margini regolari e caratteristiche di assoluta benignità quali fibroadenomi, lipomi, ecc.

L’ecografia è un’indagine che sfrutta gli ultrasuoni per visualizzare il seno in modo non invasivo e privo di radiazioni. La procedura dell’ecografia è indolore, non presenta controindicazioni e non richiede alcuna preparazione specifica: il medico applica sul seno della paziente, sdraiata su un lettino, un sottile strato di gel acquoso e passa sul seno una sonda che emette ultrasuoni, permettendogli di visualizzare in tempo reale, su un monitor, le immagini della ghiandola mammaria. L’ecografia seno permette di individuare e valutare la presenza di eventuali anomalie risparmiando alla paziente la (seppur minima) dose di radiazioni che caratterizza invece la mammografia.

L’ecografia della mammella può rilevare tumori benigni del seno, ma anche cisti e patologie maligne come i tumori (per esempio il carcinoma della mammella). Può essere prescritta dal medico curante come esame complementare alla mammografia dopo i 40 anni, per tutte quelle donne con un tessuto mammario denso e per rilevare la natura solida o liquida di una formazione, o per valutare eventuali addensamenti pericolosi. Anche in questo caso, la frequenza con cui eseguire l’esame dipende dall’età, dal tipo di tessuto mammario e da eventuali condizioni cliniche specifiche.

L’ecografia mammaria è in grado di evidenziare la presenza di formazioni nodulari che possono rendere necessario un intervento chirurgico o comunque una valutazione specialistica più approfondita. Il referto dell’indagine riporterà la dimensione e le caratteristiche dei margini di questo tipo di formazioni, elementi fondamentali per valutarne la natura benigna o maligna. Vi è poi un’ulteriore applicazione dell’ecografia al seno per la valutazione dei cavi ascellari. Molte donne hanno linfonodi nel cavo ascellare, che nel 90% dei casi risultano aspecifici, cioè non legati a patologie maligne, nonostante l’analisi ne riveli l’aumento di dimensioni. L’ecografia al seno può contribuire quindi a tranquillizzare la paziente. Nel caso di presenza di linfonodi specifici aumentati di volume, la prognosi, e di conseguenza la strategia, cambia completamente.

Quando Effettuare Mammografia ed Ecografia?

La verità è che con il compimento dei 40 anni vanno svolte entrambe! Non si tratta più di scegliere tra mammografia o ecografia al seno. Questo perché la mammografia risulta essere fortemente consigliata in questa fascia di età, spesso in coppia proprio con l’ecografia al seno. Questo, badate bene, a prescindere dalla presenza di sintomi o di familiarità.

Per le donne giovani è consigliato eseguire le ecografie al seno con cadenza annuale. Questo nel caso in cui non siano stati individuati noduli o una variazione nella consistenza e nella dimensione del seno e se non ci sia una familiarità con casi di tumore della mammella.

Per le donne under 40, senza fattori di rischio specifici, un’ecografia annuale potrebbe essere sufficiente come parte di un check-up senologico di routine; per le donne over 40, l’ecografia potrebbe essere richiesta assieme alla mammografia annuale o biennale, soprattutto in caso di alta densità mammaria; per le donne ad alto rischio, potrebbero essere raccomandati controlli più frequenti, anche ogni 6 mesi, in combinazione con altri esami.

Sul tema della salute del seno l’ecografia mammaria e la mammografia rappresentano i due esami più importanti a livello diagnostico per valutare lo stato di salute del seno. Anche se, fortunatamente, la medicina sta facendo passi avanti anche in questo ambito e oggi le percentuali di donne guarite sono estremamente alte, a patto di intervenire il prima possibile, ed è per questo che, come detto in precedenza, la prevenzione è estremamente importante.

Una valutazione completa della salute del seno prevede l’integrazione tra esame clinico e diagnostica per immagini.

Tabella comparativa: Mammografia vs Ecografia Mammaria

Caratteristica Mammografia Ecografia Mammaria
Tecnologia Raggi X a basso dosaggio Ultrasuoni
Radiazioni Esposizione a basse dosi Nessuna radiazione
Età consigliata Principalmente dopo i 40 anni Spesso utilizzata per donne più giovani e come complemento
Rilevazione Microcalcificazioni, alterazioni strutturali Masse, distinzione tra cisti e noduli solidi
Tessuto mammario Più adatta per seni con componente adiposa Efficace per seni densi

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