Differenza tra Spirometria Globale e Semplice: Una Guida Dettagliata

La spirometria è l'esame più comune per valutare la funzionalità polmonare.

Serve a misurare i volumi e i flussi respiratori per valutare la funzionalità polmonare, diagnosticare o escludere patologie respiratorie, monitorare l’andamento di malattie nel tempo e valutare l’efficacia dei trattamenti. Può anche essere usata come esame preventivo.

Cos'è la Spirometria Semplice?

La spirometria semplice, definita anche come misura dei volumi polmonari dinamici o curva flusso/volume, è un esame di primo livello che misura la quantità e la velocità dell’aria mobilizzata durante le manovre respiratorie.

La spirometria semplice misura solo alcuni parametri della funzionalità polmonare quali la capacità vitale e i flussi respiratori.

Le principali applicazioni della spirometria riguardano la diagnosi e il monitoraggio di patologie respiratorie come asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e fibrosi polmonare.

Per la spirometria semplice, il paziente indossa uno stringinaso e respira attraverso un boccaglio collegato allo spirometro.

Esegue diverse manovre respiratorie, tra cui una inspirazione massimale seguita da un’espirazione forzata, completa e prolungata (almeno 6 secondi). L’esame viene ripetuto più volte per ottenere almeno 3 tracciati accettabili e ripetibili.

La spirometria semplice prevede i seguenti passaggi: il paziente deve indossare un accessorio stringinaso, in modo da non respirare con il naso, e introdurre in bocca un boccaglio monouso connesso allo spirometro.

Parametri Chiave Misurati nella Spirometria Semplice

  • Capacità Vitale Forzata (CVF): rappresenta il massimo volume totale di aria che una persona può espellere dai polmoni con uno sforzo massimale dopo aver effettuato una inspirazione completa.
  • Volume Espiratorio Massimo al primo Secondo (VEMS o FEV1): indica il volume di aria che viene espirato durante il primo secondo di una manovra di espirazione forzata iniziata dopo una inspirazione massimale. È un indicatore importante della pervietà delle vie aeree.
  • Rapporto VEMS/CVF (o indice di Tiffeneau): il rapporto tra il VEMS e la CVF, espresso in percentuale, è fondamentale per distinguere tra deficit ventilatorio di tipo ostruttivo e deficit ventilatorio di tipo restrittivo.
  • Flussi Espiratori Forzati (FEF25, FEF50, FEF75 o FEF25-75): i flussi d’aria misurati a diversi volumi polmonari durante l’espirazione forzata.

Cos'è la Spirometria Globale?

La spirometria globale, detta anche spirometria completa, oltre a misurare i volumi polmonari dinamici, permette di misurare i volumi polmonari statici.

La spirometria globale, oltre ai parametri della spirometria semplice, misura la capacità polmonare totale (che sarebbe quella che normalmente usiamo per respirare volontariamente oltre a quella detta di riserva, che non possiamo attivare volontariamente ma che ha molto significato in alcune patologie (per esempio nell’enfisema).

La spirometria globale può essere completata ulteriormente dal test della diffusione alveolo-capillare.

Come si Esegue la Spirometria Globale?

Esistono diverse metodologie per eseguire la spirometria globale:

  • Pletismografia: oggi la più utilizzata, il cui funzionamento si basa sulla legge di Boyle - a temperatura costante, il volume di gas (in questo caso aria) in un contenitore varia inversamente ai cambiamenti di pressione, e il prodotto della pressione e del volume nel sistema è costante. Misurando tali cambiamenti si possono ricavare i volumi assoluti quando le variazioni di volume sono note.
  • Diluizione dei gas: che può basarsi sulla diluizione dell’elio oppure sul wash out dell’azoto.

Procedura nella Pletismografia

Il paziente si posiziona nella cabina pletismografica, dotata di apposite pareti trasparenti. Vengono quindi applicati correttamente l’accessorio stringinaso e il boccaglio.

In questa fase, il paziente deve sempre respirare regolarmente e senza aprire la bocca, anche quando l’operatore chiude una valvola posizionata davanti alla bocca stessa.

Pochi secondi dopo, la valvola viene riaperta e il paziente deve inspirare profondamente ed espirare più a lungo che può (manovra spirometrica). Durante l’espirazione, che deve essere mantenuta per il tempo minimo indicato dall’operatore, il paziente non deve inspirare o tossire.

Procedura nella Diluizione dei Gas

Nel primo caso, il paziente deve respirare una miscela contenente elio, gas inerte con la capacità di diffondersi nelle vie aeree senza coinvolgere la barriera alveolo-capillare.

Dato che sono note la concentrazione iniziale dell’elio e quella dell’elio rimasto nello strumento, è possibile misurare quanto ne è stato respirato dal paziente, permettendo così di misurare il volume residuo e la capacità polmonare totale.

Quando si Esegue la Spirometria Globale?

La spirometria globale si esegue per valutare il grado di iperinsufflazione in pazienti con patologie ostruttive come la BPCO grave, e per confermare il sospetto di patologia restrittiva emerso dalla spirometria semplice.

Può essere utile anche in caso di insufficienza ventilatoria associata a fibrosi cistica, SLA e sclerosi multipla.

Differenze Chiave tra Spirometria Semplice e Globale

La spirometria semplice è in grado di misurare i volumi di arie che vengono spostati durante il respiro.

La spirometria globale, in altre parole, misura anche l’aria che rimane nei polmoni dopo aver espirato tutta l’aria possibile.

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