Differenza tra Risonanza Magnetica e Radiografia: Una Guida Completa

Si sente spesso parlare di radiografia e risonanza magnetica, ma non sempre si conoscono le differenze tra questi due esami. Molti dubbi sorgono sulle diverse tecniche di diagnostica per immagini e per questo vi spiegheremo in poche parole a cosa servono.

Cos'è la Radiografia (RX)?

La radiografia (RX) è un esame diagnostico che, attraverso l’uso di radiazioni elettromagnetiche (note anche come raggi X), analizza parti specifiche dell’apparato scheletrico individuando eventuali problematiche. Partiamo dalla definizione: una radiografia o RX utilizza delle radiazioni elettromagnetiche (di tipo X) e viene solitamente prescritta dal medico in caso di possibile o effettiva frattura delle ossa per constatare l’entità del danno subìto.

Il suo funzionamento può sembrare complesso ma possiamo immaginarlo come una stampa fotografica del nostro apparato: i raggi ionizzanti che attraversano il nostro corpo fissano un’impronta sulla pellicola che mostrerà lo stato di salute delle nostre ossa. Sulla pellicola dei raggi X le ossa appaiono bianche a contrasto con lo sfondo nero del resto del corpo e dei tessuti molli. Questo permette quindi allo specialista di individuare eventuali problematiche.

L’immagine in negativo si crea perché i raggi X che attraversano i diversi tessuti vengono assorbiti in maniera differente dal nostro corpo. L’esame consiste nell’interporre tra una sorgente che produce il raggio e una pellicola recettore, la porzione anatomica da esaminare. La lastra verrà bruciata dal Raggio X e risulterà nera, le immagini chiare(radiopache) sono il risultato dell’assorbimento del raggio che quindi non è arrivato alla pellicola.

La radiografia ha una durata solitamente molto breve (sono sufficienti al massimo 10 minuti) ed è necessario rimanere quanto più fermi possibile per permettere al macchinario di effettuare l’esame in modo preciso. Si tratta di una procedura indolore e molto rapida: il paziente dovrà solo indossare un camice ospedaliero ed avvicinarsi alla lastra, cercando di restare il più possibile immobile.

Una volta concluso l’esame, il radiologo analizzerà i dati, comunicando al paziente il referto. L’RX è una tecnica le cui fasi sono perfezionabili nel giro di davvero poco tempo.

Quando si Utilizza la Radiografia?

La radiografia è lo strumento di imaging che sfrutta i Raggi X(una radiazione ionizzante). Le radiografie mostrano chiaramente la parte dura dei tessuti, quindi l’osso. Si sfruttano per vedere se ci sono fratture oppure se c’è degenerazione ossea (artrosi o artrite). Nella sua variante classica, il corpo di colui che vi si sottopone viene esposto alle radiazioni generate da un macchinario. Ciò che ne risulterà sarà un’immagine nella quale emergerà la differente capacità dei tessuti di lasciar penetrare questi raggi. Il mezzo di contrasto, eventualmente, potrà servire per rendere più evidente la superficie dell’organo o del tessuto da analizzare.

Si possono anche eseguire radiografie al torace, per vedere se ci sono anomalie dell’apparato respiratorio. Nella sua variante classica, il corpo di colui che vi si sottopone viene esposto alle radiazioni generate da un macchinario. Ciò che ne risulterà sarà un’immagine nella quale emergerà la differente capacità dei tessuti di lasciar penetrare questi raggi. Nelle strutture ossee, la radiografia è ad esempio capace di risaltare la presenza d’una frattura.

I raggi X si eseguono di norma anche per valutare le curve della colonna vertebrale per atteggiamenti scoliotici, “paramorfismi”, scoliosi strutturate e dorso curvo.

Controindicazioni della Radiografia

L’indagine non crea dolore ma presenta qualche controindicazione dovute all’utilizzo di radiazioni ionizzanti, che hanno un possibile effetto biologico. Per questo non può essere eseguito nel primo trimestre di gravidanza e deve essere accuratamente dosato nei mesi successivi. Alcune controindicazioni della radiografia possono essere costituite dagli effetti potenzialmente dannosi che i raggi X causerebbero nei confronti di alcune parti del corpo, come i testicoli. Per tale motivo, attualmente l’RX viene prescritta con molta cautela. L’utilizzo di alcuni ausili, come degli schermi in piombo, protegge ad esempio le donne da danni alle ovaie. Il personale sanitario, nel momento in cui l’esame viene effettuato, si sposta verso un ambiente adiacente. Ciò nonostante, in generale è possibile affermare che non si tratta di un esame pericoloso.

Cos'è la Risonanza Magnetica (RM)?

La risonanza magnetica (RM) è invece un’esame basato sull’utilizzo di campi magnetici che non espone quindi il paziente a nessun tipo di radiazioni ionizzanti. Una risonanza magnetica o RM è una tecnologia più recente rispetto alla TAC o alla radiografia e non prevede l’utilizzo di radiazioni o di raggi X ma che si basa sulla fisica dei campi magnetici. Dato che non utilizza radiazioni ionizzanti, è priva di potenziali effetti negativi, a differenza delle altre tecniche che espongono il paziente a raggi X o gamma, come ad esempio la radiografia o la TAC.

Anche in questo caso si tratta di un esame indolore. La risonanza magnetica basa il proprio funzionamento sulla presenza di grossi magneti. Questi ultimi avranno il compito di dar vita a dei campi magnetici che modificheranno l’orientamento degli atomi di idrogeno presenti nelle cellule dei tessuti che si andranno ad analizzare. Un computer aziona i componenti magnetici creando immagini estremamente dettagliate delle strutture corporee.

Si tratta di una procedura abbastanza semplice: il paziente si sdraia su un lettino in posizione supina e viene inserito in un “tubo” aperto alle estremità nel quale viene sottoposto ad un forte campo magnetico. Grazie a questo procedimento i nostri protoni acquistano energia e seguono l’andamento del campo magnetico. Una volta che quest’ultimo viene spento, gli atomi tornano a muoversi nella direzione originale emettendo così un segnale che verrà intercettato per creare un’immagine.

Il referto, rappresentato su diversi piani (sagittale, coronale e assiale), sarà molto più dettagliato rispetto a quello di un esame RX. La procedura non comporta alcun rischio per l’essere umano che a seconda del caso, potrà anche ripetere l’esame a breve distanza di tempo. L’immagine che ne risulterà sarà di tipo tridimensionale.

Durante la gravidanza l’esame non è controindicato ma è caldamente sconsigliato effettuarlo durante le prime 12 settimane se non in presenza di urgenze. L’esame non crea dolore e non ha effetti collaterali, per questo può essere svolto più volte a distanza ravvicinata.

Quando si Utilizza la Risonanza Magnetica?

La risonanza magnetica viene solitamente effettuata per esaminare i diversi organi, lo scheletro o le articolazioni, a seconda della patologia presentata dal paziente. Essa si caratterizza per un grado di invasività piuttosto basso, dato che non si serve di alcuna radiazione ionizzante. Il suo campo di azione è essenzialmente circoscritto a quelli che vengono chiamati tessuti molli.

La RMN si usa in moltissimi campi: neurologico, ortopedico, traumatologico, oncologico, cardiologico, gastroenterologico. Per le patologie muscolo-scheletriche è in genere migliore della Tac.

Controindicazioni della Risonanza Magnetica

A causa del campo magnetico generato non possono sottoporsi all’esame persone portatrici di apparecchi metallici interni, come pace-maker, protesi metalliche, clips vascolari, anche se, grazie ai progressi della tecnologia ormai gran parte dei metalli utilizzati per uso medico è compatibile con questa metodica. Prima di essere sottoposti all’esame il personale sanitario si accerterà che non siano presenti pace-maker, clip vascolari e protesi metalliche anche se da diverso tempo la maggior parte dei metalli usati in campo medico sono compatibili con la risonanza magnetica.

Principali Differenze tra Radiografia e Risonanza Magnetica

Frequentemente, risonanza magnetica ed RX vengono tra loro confuse. Malgrado per caratteristiche possano apparire non troppo difformi, tra le due esistono tuttavia differenze sostanziali. Detto questo, è evidente che tra la radiografia e la risonanza magnetica esistono delle differenze. Il primo elemento differenziante concerne i costi. La radiografia comporta infatti una spesa decisamente più contenuta. L’utilizzo di alcuni ausili, come degli schermi in piombo, protegge ad esempio le donne da danni alle ovaie.

Ecco una tabella riassuntiva delle principali differenze:

Caratteristica Radiografia (RX) Risonanza Magnetica (RM)
Radiazioni Utilizza radiazioni ionizzanti (raggi X) Non utilizza radiazioni ionizzanti (campi magnetici e radiofrequenze)
Tessuti Visualizzati Ideale per ossa e tessuti duri Ideale per tessuti molli, organi, muscoli, tendini
Durata dell'esame Breve (circa 10 minuti) Più lunga (15 minuti - 2 ore)
Costo Inferiore Superiore
Invasività Leggermente invasiva (a causa delle radiazioni) Non invasiva
Controindicazioni Gravidanza (soprattutto nel primo trimestre) Presenza di dispositivi metallici non compatibili

Ad influenzare direttamente gli ambiti diagnostici di entrambi sono gli strumenti di cui ciascuno giova. Nella risonanza magnetica si utilizzano esclusivamente dei campi magnetici. Vista tuttavia l’uso dei raggi X, non è possibile sostenere che la radiografia rappresenti un esame non invasivo.

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