La Colangio RM (Risonanza Magnetica Colangiografia) è una tecnica di imaging avanzata utilizzata per visualizzare i dotti biliari e pancreatici. Essa è una specifica applicazione della risonanza magnetica (RM), una tecnologia che utilizza campi magnetici e onde radio per creare immagini dettagliate degli organi interni e dei tessuti del corpo. La Colangio RM è un potente strumento diagnostico per l'analisi dettagliata dei dotti biliari e pancreatici senza la necessità di interventi invasivi.
Colangio RM: Dettagli e Indicazioni
La Colangio RM è raccomandata principalmente per i pazienti che presentano sintomi o condizioni che suggeriscono anomalie dei dotti biliari o pancreatici. In alcuni casi, può essere utilizzato un mezzo di contrasto per migliorare la visualizzazione dei dotti. Durante la scansione, il campo magnetico e le onde radio creano immagini dei dotti biliari e pancreatici.
È importante rimuovere ogni componente metallica e comunicare al radiologo la presenza di eventuali clip metalliche o pacemaker. Per quanto riguarda la preparazione alla colangio risonanza magnetica il paziente dovrà stare digiuno da almeno 5-6 ore in modo tale da ridurre le secrezioni gastroduodenali, ridurre la peristalsi intestinale (e relativo artefatto da movimento) e promuovere la distensione della colecisti. Pazienti con claustrofobia grave potrebbero avere difficoltà a tollerare la macchina RM.
La sua capacità di fornire immagini dettagliate e ad alta risoluzione ne fa una scelta preferita per medici e pazienti nella gestione di varie condizioni biliari e pancreatiche. L’indicazione principale all’esame è l’ittero ostruttivo (quel tipo di ittero postepatico causato da un blocco nel normale deflusso della bile dal fegato alla colecisti oppure da quest’ultima verso il duodeno, ovvero il tratto primario dell’intestino). L’ittero è considerato come un incremento della bilirubinemia oltre i 2,5 mg/dL mentre clinicamente il paziente può presentare colorito giallognolo della cute e/o delle sclere, prurito o dolore addominale.
La Colangio Risonanza magnetica rappresenta un esame di secondo livello rispetto all’ecografia dell’addome per indagare cause di ittero.
Lo Studio Rx Gentile è convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) ed è un punto di riferimento sul territorio per quanto riguarda gli esami di risonanza.
ERCP: La Colangiopancreatografia Retrograda Endoscopica
Che cos’è la colangio-pancreatografia endoscopica retrograda (ERCP)? La colangio-pancreatografia endoscopica retrograda (ECRP) è una procedura invasiva che consente di stabilire cosa impedisca il deflusso della bile e dei succhi pancreatici nell'intestino e di intervenire direttamente per risolvere il problema. L'ERCP si utilizza, per esempio, qualora sia necessario rimuovere calcoli e in presenza di tumori delle vie biliari, pancreatiche e della papilla di Vater (una sorta di valvola situata nel duodeno in cui sboccano i dotti biliari e pancreatici).
L’uso della ERCP a scopo esclusivamente diagnostico è stato soppiantato da metodi non invasivi quali la risonanza magnetica (colangio RM) e l’ecoendoscopia (EUS). Le vie biliari servono per il trasporto della bile dal fegato al duodeno (prima parte dell’intestino dopo lo stomaco). La bile defluisce nel duodeno passando attraverso un’apertura detta papilla di Vater che è circondata da un anello muscolare chiamato sfintere di Oddi.
L'ERCP è una procedura invasiva ma sicura e le complicazioni gravi esistono ma sono rare.
Come si esegue l’ERCP
Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino e gli vengono somministrati dei farmaci sedativi per via endovenosa. La procedura prevede l’utilizzo di un endoscopio, un sottile tubo contenente fibre ottiche per illuminare e una lente per ingrandire le immagini dei tessuti. Questo viene introdotto attraverso la bocca, lungo l’esofago e lo stomaco, fino ad arrivare al duodeno.
A questo punto si inserisce nell’endoscopio una cannula ancora più sottile per raggiungere l’orifizio della papilla di Vater, allo scopo di iniettare un mezzo di contrasto: in questo modo l’apparecchio radiografico sotto il quale il paziente è sdraiato permette di visualizzare eventuali calcoli, neoplasie o restringimenti nei dotti biliari o pancreatici.
Una volta individuata la causa di ostruzione dei dotti, il medico può intervenire introducendo, sempre attraverso l’endoscopio, gli strumenti necessari a risolvere il problema, siano calcoli delle vie biliari o tumori, mentre in caso di restringimento dei dotti (stenosi) può posizionare delle protesi per ripristinare il passaggio dei succhi nel duodeno.
Durante l’ERCP è possibile anche effettuare prelievi di cellule (tramite “brushing”) o di piccoli frammenti di tessuto (biopsie) a scopo diagnostico.
Il medico introdurrà dalla bocca l’endoscopio fino a raggiungere il duodeno e la papilla di Vater. Questa prima fase dell’esame è simile a quanto avviene per una gastroscopia, con la differenza principale che consiste nel tipo di endoscopio utilizzato: mentre per la gastroscopia standard l’endoscopio può essere di piccolo diametro ed è dotato di una visione frontale, nel caso dell’ERCP l’endoscopio è di diametro attorno ai 10 mm ed ha una visione laterale.
Mediante un sottile catetere viene incannulata la papilla di Vater e successivamente iniettato del mezzo di contrasto liquido nel dotto biliare o in quello pancreatico. Grazie alle radiografie è possibile vedere (fase diagnostica) se esistono dei restringimenti o dei calcoli nei dotti biliari o in quelli pancreatici.
La sfinterotomia è un piccolo taglio eseguito con un filo metallico su cui passa della corrente, che consente di allargare lo sbocco della papilla. Questo taglio consente di accedere con maggior facilità alle vie di escrezione biliare e pancreatica e di introdurre vari dispositivi utili alla diagnosi e/o terapia. Dopo che è stata fatta la sfinterotomia si può procedere all’estrazione di calcoli con l’impiego di alcuni strumenti (cestello, palloncino ecc.).
Preparazione all'ERCP
Dopo l’ERCP è possibile avvertire una sensazione di gonfiore addominale o di dolore addominale legati all’aria insufflata nel corso dell’esame. E’ raccomandato un digiuno di 6-8 ore. La maggior parte della terapia farmacologica domiciliare può essere continuata come al solito, ma alcuni farmaci quali anticoagulanti e antiaggreganti devono essere sospesi alcuni giorni prima.
E’ necessario l’accompagnamento di un amico o di un familiare per il rientro al domicilio dopo l’esame. Sedazione - Attraverso un’infusione endovenosa la maggior parte delle unità di endoscopia usa una combinazione di un sedativo per indurre il rilassamento e un farmaco per prevenire il disagio. Per motivi di sicurezza, verrà chiesto di rimuovere occhiali, lenti a contatto e dentiere.
L’ERCP viene eseguito in una stanza che contiene apparecchiature a raggi X. Molte persone sono molto preoccupate all’idea di essere sottoposte ad un’endoscopia ma in realtà resta un esame molto ben tollerato. I farmaci verranno somministrati per via endovenosa. Un paradenti di plastica è posizionato tra i denti per prevenire danni ai denti e all’endoscopio.
L’endoscopio ERCP è un tubo flessibile speciale, approssimativamente delle dimensioni di un dito. Contiene una videocamera ed una sorgente luminosa che consente all’endoscopista di visualizzare l’interno del corpo del paziente; le immagini vengono ingrandite su un monitor in modo da poter vedere anche dettagli molto piccoli. L’endoscopio verrà introdotto dalla bocca e fatto discendendere lungo l’esofago lo stomaco ed il duodeno.
L’endoscopio non interferisce con la respirazione. Il disagio più comune dopo l’esame è una sensazione di gonfiore a causa dell’aria introdotta durante l’esame. Questo di solito si risolve rapidamente. Alcune persone hanno anche un lieve mal di gola. L’endoscopista di solito può informare immediatamente il paziente sui risultati del suo esame.
Potenziali Complicazioni dell'ERCP
- La pancreatite (infiammazione del pancreas) è la complicazione più frequente, che si verifica in circa il 3-5% delle persone sottoposte a ERCP. Quando si verifica, di solito è lieve, causando dolore addominale e nausea, che si risolvono dopo alcuni giorni in ospedale.
- A volte l’endoscopista deve tagliare la papilla (il punto in cui il dotto biliare comune e il dotto pancreatico si uniscono all’intestino tenue) per allargarla e talvolta può verificarsi un sanguinamento da questo taglio.
- Una condizione grave durante e dopo ERCP è la perforazione duodenale.
- L’infezione dei dotti biliari (colangite) è un’altra complicanza rara in generale ma che può verificarsi.
ERCP: Indicazioni e Controindicazioni
Generalmente tutti possono fare l’esame, ma è sconsigliato alle donne in gravidanza poiché l’indagine usa raggi X che possono nuocere al feto.
Ti è stata diagnosticata una coledocolitiasi? Un’ecografia addominale ha evidenziato la presenza di calcoli nella colecisti? Devi eseguire un’ERCP ?Soffri di dolori addominali ricorrenti?Prenota una visita con il Dott.
Tumore del Pancreas: Diagnosi e Trattamento
In Italia, secondo i dati dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM), nel 2020 si è registrata una crescita significativa dell’incidenza dell’adenocarcinoma del pancreas tra gli uomini, sebbene si manifesti senza grandi differenze in entrambi i sessi. ll carcinoma pancreatico è una delle neoplasie a prognosi più infausta, rappresentando la quarta causa di morte nel sesso femminile (7%) e la sesta nel sesso maschile (5%), con una sopravvivenza a 5 anni dell’8% e a 10 anni del 3%.
Non sono ancora del tutto chiari i fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo del carcinoma pancreatico, ma esistono chiare evidenze che fumo di sigaretta e stile di vita non sano ne aumentino il rischio. La diagnosi arriva spesso in fase di malattia già avanzata, ovvero quando l’adenocarcinoma del pancreas è in metastasi, poiché i sintomi possono essere aspecifici o non manifestarsi fino a quando la malattia si diffonde in altri organi, dando così origine a sintomi organo-specifici.
Esistono diversi altri tipi di tumori del pancreas, ma l’adenocarcinoma è la neoplasia del pancreas più comune. Si tratta di una malattia che origina nei dotti che trasportano gli enzimi digestivi prodotti dal pancreas, le cui cause sono ancora sconosciute. Si forma in seguito all’accumulo di cellule pancreatiche che hanno subìto un’alterazione genetica che le porta a moltiplicarsi in maniera incontrollata, senza mai morire, e che cresce e si diffonde rapidamente.
Nelle fasi iniziali, il carcinoma del pancreas è spesso asintomatico. Un sintomo precoce di neoplasia del pancreas è la comparsa improvvisa di diabete, specie in assenza di familiarità per questa malattia, mentre uno dei sintomi con cui si manifesta il tumore del pancreas è l’ittero, ossia il colorito giallo della cute e degli occhi, che compare quando la bilirubina, una sostanza normalmente prodotta dal fegato che passa attraverso il pancreas per riversarsi nell’intestino, si accumula nel sangue.
Solitamente l’ittero si associa a urine di colore scuro e feci di colore chiaro.
Diagnosi del Tumore del Pancreas
In Humanitas la diagnosi del tumore del pancreas è affidata a tecnologie radiodiagnostiche all’avanguardia che forniscono un livello di dettaglio inimmaginabile soltanto pochi decenni fa. Grazie a tali tecnologie, gli specialisti sono in grado di valutare in modo più completo, accurato e rapido possibile l’eventuale presenza di tumore del pancreas.
- Ecotomografia: spesso è la prima indagine di imaging addominale, che viene proposta quando il paziente riferisce sintomi anche se aspecifici.
- Tomografia computerizzata (TAC): effettuata con mezzo di contrasto iodato, la TAC è l’indagine più efficace sia per la diagnosi che per la stadiazione di questo tumore, fornendo al chirurgo tutte le informazioni anatomiche necessarie alla programmazione dell’intervento, quando possibile.
- Ecoendoscopia (EUS): attraverso un endoscopio (gastro-duodenoscopio) viene introdotta nello stomaco e nel duodeno una minuscola sonda a ultrasuoni che permette di ottenere immagini molto dettagliate del pancreas.
- ERCP: chiamata anche Colangio-pancreatografia endoscopica retrograda, viene utilizzata abitualmente quando la Colangio-Risonanza non ha permesso di effettuare la diagnosi della causa di ittero ostruttivo.
Trattamento dell’Adenocarcinoma del Pancreas
Il trattamento dell’adenocarcinoma del pancreas dipende dalla presenza o meno di metastasi e, quindi, dalla sua diffusione a organi, nervi e vasi sanguigni adiacenti. La rapidità di diffusione e l’aggressività del carcinoma del pancreas ai tessuti vicini, insieme alla sua refrattarietà alla chemioterapia standard e alla sua tendenza a recidivare, ne fanno uno dei tumori più difficili e impegnativi da trattare.
Le opzioni di trattamento più appropriate, tra cui chirurgia, chemioterapia, radioterapia e cure palliative, possono essere tutte necessarie, dipendono dalla sede e dall’estensione del tumore, dall’età del paziente, dal suo stato di salute generale e dalle sue preferenze. La chirurgia di resezione pancreatica è l’opzione terapeutica più efficace nei casi in cui sia possibile asportare il tumore, cioè quando non ha dato metastasi a distanza alla cavità addominale, al fegato o ai polmoni, o quando non sia esteso ai principali vasi sanguigni vicini.
Le evidenze scientifiche dimostrano che le migliori probabilità di successo di questo tipo di chirurgia si ottengono nei centri che trattano un numero elevato di pazienti. Si tratta di una chirurgia che, nonostante i miglioramenti tecnologici per la diagnosi e stadiazione del tumore, le tecniche chirurgiche più evolute e le cure postoperatorie, rimane tuttora una delle più difficili ed impegnative, sia per il chirurgo che per il paziente.
Interventi Chirurgici
- Duodenocefalopancreasectomia: è l’intervento più comune per il tumore del pancreas. Consiste nell’asportazione della “testa” del pancreas, ovvero la porzione di pancreas situata accanto al duodeno, unitamente alla asportazione del duodeno, della cistifellea, della parte terminale del dotto biliare e, a volte, di una porzione di stomaco; questi organi sezionati poi vengono anastomizzati (ricongiunti) a un tratto dell’intestino tenue. Si tratta di un intervento complesso e delicato, che é talora seguito da complicanze; la più frequente e temibile è rappresentata dalla perdita di succo pancreatico dalle suture (complicanza che si verifica in circa il 15-20% dei casi e che talora, seppur assai raramente, può comportare la necessità di un nuovo intervento chirurgico).La perdita di circa il 7% del peso corporeo è frequente dopo questo intervento, mentre un diabete di nuova insorgenza compare solo raramente.
- Pancreatectomia centrale: si tratta di un intervento ad alta specializzazione effettuato in casi selezionati per i tumori benigni o a bassa malignità localizzati nel collo del pancreas, che consiste nell’asportazione della porzione centrale o istmo del pancreas, conservando però entrambe le estremità (la testa e la coda).
- Pancreatectomia totale: consiste nell’asportazione di tutto il pancreas insieme alla cistifellea, al duodeno ed a una porzione di stomaco, al dotto biliare, alla milza e ai linfonodi regionali.
La chemioterapia è indicata in diverse fasi della malattia: i farmaci maggiormente utilizzati sono gemcitabina, da sola o in associazione a nab-paclitaxel, fluoroderivati, irinotecano e derivati del platino. Nelle forme non trattabili chirurgicamente, ma non metastatiche, la chemioterapia viene somministrata per ridurre le dimensioni del tumore con l’obiettivo di renderlo operabile, mentre nei pazienti già candidati alla chirurgia, talvolta, il trattamento chemioterapico pre-operatorio viene somministrato per eliminare cellule tumorali che potrebbero essersi diffuse al di fuori del pancreas.
Nei casi in cui, per estensione della malattia al momento della diagnosi, il paziente non sia candidato all’intervento chirurgico, la radioterapia può essere effettuata in associazione o meno alla chemioterapia, allo scopo di ridurre il più possibile l’estensione locale della malattia e dei sintomi organo-dipendenti. In particolare, la radioterapia stereotassica corporea può essere considerata una terapia sicura ed efficace nel setting neoadiuvante, dopo il trattamento chemioterapico.
La radioterapia, inoltre, può essere considerata in alcuni pazienti adeguatamente selezionati, in cui la neoplasia pancreatica si può presentare in uno scenario, seppur raro, di malattia oligometastatica. Si tratta di un setting di pazienti in cui si osserva un numero limitato di metastasi in un numero circoscritto di organi e/o distretti anatomici; la radioterapia, integrata opportunamente alla terapia sistemica, offre risultati promettenti in termini di controllo locale.
L’Unità Operativa di Chirurgia Pancreatica di Humanitas applica un approccio multidisciplinare al trattamento delle patologie pancreatiche, al fine di offrire al paziente competenze mediche e tecnologiche avanzate per la diagnosi, la cura e la ricerca.
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