Il Diabete Mellito di Tipo 2 è una malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio (zucchero) nel sangue. La patologia è dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina, un ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas.
Nel Diabete Mellito di Tipo 2 il glucosio, una volta assorbito dal tratto intestinale e riversato nel torrente circolatorio - a causa di un'alterazione del veicolo ormonale (insulina) o di un mal funzionamento dei recettori periferici tirosin-chinasici che non lo captano in maniera sufficientemente efficace - rimane in circolo determinando una serie di reazioni metaboliche negative (NB. Il tessuto nervoso è l'unico insulino-indipendente).
L’insulina ha il compito di far utilizzare il glucosio circolante dalle cellule dell’organismo, come fonte di energia. Se il pancreas non produce una quantità sufficiente di insulina (deficit parziale di insulina) o se gli organi bersaglio (muscolo, fegato, tessuto adiposo) non rispondono in maniera adeguata all’ormone, l’organismo non può utilizzare il glucosio circolante come energia e quindi questo resta nel sangue. Conseguentemente, i livelli di glucosio diventano sempre più alti e provocano danni a vari organi, per esempio agli occhi (retinopatia diabetica), ai reni (nefropatia diabetica) e al cuore (coronaropatia).
Spesso il diabete si associa ad altre malattie metaboliche, come l’ipertensione arteriosa e le dislipidemie: in questi casi si parla di sindrome metabolica. Il diabete mellito di tipo 2 rappresenta circa il 90% di tutti i casi di diabete, generalmente si manifesta in età adulta (circa 2/3 dei casi di diabete interessano persone over 65), anche se, negli ultimi anni, un numero crescente di casi viene diagnosticato in età adolescenziale, un fattore correlabile all’aumento dell’incidenza dell’obesità infantile.
Cause del Diabete di Tipo 2
Il Diabete Mellito Tipo 2 ha diverse cause eziologiche; le più diffuse riguardano lo stile di vita: alimentazione scorretta ed abuso di carboidrati, eccesso di massa grassa, scarsità di massa muscolare, sedentarietà; altre sono di tipo genetico, come l'alterazione strutturale dell'insulina o dei recettori periferici. Nella maggioranza dei casi, la comparsa del diabete mellito di tipo II è associata a stili di vita scorretti e all’obesità, che spesso lo precede e ne è la causa scatenante. La predisposizione genetica può favorire lo sviluppo della patologia, per questo le persone che ne soffrono hanno spesso parenti prossimi (genitori, fratelli) affetti dalla stessa malattia.
Altre condizioni che aumentano il rischio di sviluppare diabete sono:
- un’alimentazione sbilanciata, eccessivamente ricca di zuccheri semplici e grassi;
- eccessivo consumo di alcolici;
- sedentarietà;
- diabete gestazionale;
- età avanzata, il diabete mellito tipo 2 si manifesta in genere dopo i 40 anni e interessa principalmente persone con più di 64 anni;
Segni e Sintomi del Diabete
Generalmente, il diabete mellito di tipo II rimane silente (asintomatico) per molti anni poiché l’iperglicemia si sviluppa in modo graduale e, almeno inizialmente, i segni e i sintomi della malattia sono più difficili da identificare. Successivamente è possibile riscontrare:
- sete intensa e persistente;
- frequente bisogno di urinare;
- glicosuria, cioè la perdita di zuccheri nelle urine;
- aumento della fame;
- vista sfocata e senso di affaticamento;
- aumento delle infezioni dei genitali e delle vie urinarie (es. cistiti);
- piccoli tagli o ferite che impiegano più tempo per guarire;
- disfunzione erettile e secchezza vaginale.
Diagnosi del Diabete
Per diagnosticare il diabete mellito di tipo II bisogna fare un esame del sangue. I principali test diagnostici sono:
- glicemia al mattino dopo almeno 8 ore di digiuno (valori uguali o superiori a 126 mg/dl sono considerati indicativi di diabete);
- emoglobina glicosilata (HbA1c), che fornisce una valutazione media della glicemia degli ultimi 2-3 mesi e, se superiore a 6,5%, può indicare la presenza di diabete;
- test da carico orale di glucosio (dopo la valutazione della glicemia, viene fatta bere una bevanda contenente 75 grammi di glucosio e, a distanza di 2 ore, una glicemia uguale o superiore a 200 mg/dl indica la presenza di diabete);
- valori di glicemia uguali o superiori a 200 mg/d l riscontrati nell’arco della giornata devono far sospettare la diagnosi di diabete.
Trattamento del Diabete e Importanza della Dieta
La dieta è alla base della terapia del diabete mellito di tipo 2. Ogni diabetico deve seguire scrupolosamente la dieta prescritta dal proprio Medico specialista in diabetologia. Un’ alimentazione sana, varia ed equilibrata svolge infatti un ruolo importantissimo nel trattamento del diabete e si pone come obiettivi principali:
- il raggiungimento e/o il mantenimento di un peso desiderabile;
- la prevenzione dell’iper o ipoglicemia;
- la riduzione del rischio di sviluppare aterosclerosi e complicanze micro-vascolari (retinopatia, insufficienza renale).
Oltre alla dietoterapia, il diabete mellito di tipo II può prevedere anche trattamenti farmacologici che deve stabilire il Medico diabetologo sulla base della situazione clinica e delle diverse caratteristiche personali di ognuno. I diabetici di tipo II in terapia con insulina possono necessitare di dietoterapie individualizzate che, generalmente, vengono erogate dai Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica ospedalieri.
Raccomandazioni Dietetiche Generali
- Ridurre il consumo di zuccheri semplici.
- Limitare l’assunzione totale di grassi a meno del 30% dell’apporto calorico giornaliero.
- Limitare il consumo di grassi saturi a meno del 10% dell’apporto calorico giornaliero.
- Assumere più fibra, almeno 15 g su 1000 kcal.
- Preferire gli alimenti con un basso indice glicemico.
- Non saltare mai la colazione.
- Consumare pasti completi a pranzo e a cena (carboidrati + proteine + verdura + frutta), evitando periodi di digiuno prolungato.
- Suddividere equamente la quota totale di carboidrati complessi (es. pane, pasta, riso, patate, etc.) nei tre pasti principali.
- Scegliere metodi di cottura semplici, come la cottura a vapore, al cartoccio, al forno, alla piastra, in pentola a pressione, in umido o la bollitura. Evitare gli alimenti impanati e fritti, la cui cottura richiede abbondanti quantità di olio.
Alimenti Consentiti e Sconsigliati
Alimenti Non Consentiti
- Zucchero bianco, di canna e fruttosio per dolcificare le bevande, sciroppi dolci come quello d’acero o d’agave, sostituendoli eventualmente con edulcoranti come la stevia.
- Miele e marmellata.
- Dolci e dolciumi come torte, pasticcini, biscotti, gelatine, budini, gelati, ghiaccioli, caramelle, etc.
- Frutta sciroppata, candita e mostarda di frutta.
- Bevande zuccherate o soft drink come cola, aranciata, acqua tonica, tè freddi ma anche i succhi di frutta, poiché contengono naturalmente zucchero (fruttosio), anche se sulla confezione riportano la dicitura “senza zuccheri aggiunti”.
- Salse contenenti zucchero come ketchup, salsa barbecue, etc.
- Condimenti grassi come burro, margarine, lardo, panna, etc.
- Insaccati come salsiccia, salame, wurstel, zampone, cotechino, etc.
- Superalcolici.
Alimenti Consentiti con Moderazione
- Frutta, in quanto contiene naturalmente zucchero (fruttosio), rispettando le quantità indicate nella dieta specifica per ogni diabetico. Limitare al consumo occasionale i frutti più zuccherini, come uva, banane, fichi, cachi, mandarini, etc., e quelli con un indice glicemico più alto, come melone e anguria. Privilegiare invece ciliegie, mele, pere, albicocche, pesche, fragole, prugne, arance e pompelmi. Ricordare che il grado di maturazione del frutto modifica il suo indice glicemico: più è maturo e zuccherino, più alto sarà il suo indice glicemico.
- Castagne, patate e mais. Questi alimenti sono importanti fonti di amido, pertanto sostituiscono pane, pasta, riso e altre fonti di carboidrati complessi. Si possono consumare occasionalmente come primo piatto. In particolare, le patate hanno un indice glicemico abbastanza elevato e sono quindi da limitare anche i suoi derivati (purè, gnocchi, etc.).
- Riso brillato, alimenti fatti con farina di riso e cereali raffinati in genere (es. pane bianco comune, grissini, cracker, fette biscottate, etc.) hanno un elevato indice glicemico, perciò andrebbero consumati in piccole quantità e non abbinati nello stesso pasto.
- Sale, da ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la loro cottura e limitare il consumo di alimenti, che naturalmente ne contengono elevate quantità, come alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia, etc. Al posto del sale, per insaporire le preparazioni, è possibile utilizzare ogni giorno 3 cucchiaini da tè (15 g) di parmigiano grattugiato, un formaggio ricco di calcio , buone proteine ad alto valore biologico (inclusi i 9 aminoacidi essenziali), vitamine del gruppo B e antiossidanti come la vitamina A, zinco e selenio.
- Olio d’oliva, da aggiungere a crudo con il cucchiaino e senza esagerare.
- Vino rosso, circa mezzo bicchiere a pasto per l’elevato apporto calorico.
Alimenti Consentiti e Consigliati
- Verdura, sia cruda che cotta (proporzione 50/50), da consumare in porzioni abbondanti soprattutto per l’importante apporto di fibra, ma anche per il contenuto di vitamine, minerali e antiossidanti. Particolarmente consigliate le verdure a foglia verde, come lattuga, spinaci, cavoli, cime di rapa, etc.
- Pesce, fresco o surgelato, da consumare non meno di due-tre volte a settimana.
- Pasta, orzo, farro, riso, couscous, pane d’orzo, di segale ed altri carboidrati complessi integrali (es. pasta integrale, pane integrale, cracker integrali, fette biscottate integrali, etc.) perché aumentano gli apporti di fibra e riducono il picco glicemico. La cottura “al dente” riduce l’indice glicemico della pasta, cosi come consumare pasta fredda.
- Legumi come ceci, fagioli, lenticchie, piselli, fave, etc., poiché sono un’importante fonte di proteine vegetali (sono perciò da mangiare come secondo e non come contorno). Seppur contengano una piccola percentuale di carboidrati, hanno un basso indice glicemico e sembrano ridurre il picco glicemico. Possono essere consumati una o due volte a settimana, anche in combinazione ai carboidrati per formare dei gustosi piatti unici.
- Carne, sia rossa che bianca, da consumare non più di due volte a settimana, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile. Il pollame è da consumare senza la pelle, perché è la parte che contiene più grassi.
- Affettati magri come prosciutto cotto, crudo, bresaola, speck, arrosto di tacchino e pollo, privati del grasso visibile, da consumare una o due volte a settimana.
- Latte e yogurt scremati o parzialmente scremati, in quanto sono alimenti con un basso indice glicemico.
- Formaggi, da consumare due o tre volte a settimana, come secondo piatto e non come “fuori pasto”. Si possono scegliere freschi (100 g) o stagionati (50 g) come il Grana Padano, un formaggio che può essere consumato al posto di 100 g di carne o 2 uova. In alternativa, si possono consumare ogni giorno 2 cucchiai da cucina (20 g) di Grana Padano grattugiato, per insaporire primi o secondi piatti.
- Spezie ed erbe aromatiche, alimenti con un basso indice glicemico che aiutano ad insaporire le preparazioni, riducendo il consumo di sale.
- Acqua, preferibilmente oligominerale, almeno 2 litri al giorno.
Consigli Comportamentali
- In caso di sovrappeso od obesità si raccomanda il calo di peso, la regolarizzazione della circonferenza addominale e la riduzione della massa grassa, che si può misurare facilmente e gratuitamente con un plicometro. Tornare a un peso normale, permette di ridurre non solo i livelli di glicemia nel sangue, ma anche gli altri fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia).
- Rendere lo stile di vita più attivo.
- Praticare attività fisica almeno tre volte a settimana (minimo 150 minuti settimanali, ottimali 300 minuti) sia di tipo aerobico, sia di rinforzo muscolare (anaerobico). L’esercizio fisico costante regala benefici effetti a chi soffre di diabete, oltre che essere fondamentale per eliminare il grasso in eccesso e dimagrire correttamente.
- Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri. Attenzione ai prodotti “senza zucchero”, in quanto sono spesso ricchi di grassi e quindi ipercalorici.
- Effettuare regolari controlli ematici e screening cardiologici (secondo le indicazioni del proprio Medico).
Consigli Pratici per la Dieta
Chi soffre di diabete mellito di tipo 2 dovrebbe prevedere nella sua alimentazione:
- una colazione composta da una tazza di latte parzialmente scremato o un vasetto di yogurt magro + fette biscottate o pane o cereali o biscotti secchi + un frutto di medie dimensioni (circa 150 g), da consumare preferibilmente con la buccia (se commestibile e ben lavata);
- pranzo e cena come pasti completi, composti da pane, pasta o riso (preferibilmente cotti “al dente”, utilizzando nel 50% circa dei casi cereali integrali) + un secondo piatto (carne o pesce o formaggio o affettati o uova o legumi) + verdure + un frutto. Chi non desidera mangiare primo e secondo piatto, può realizzare piatti unici a base di carboidrati e proteine come pasta al tonno, riso o pasta con legumi, pasta con mozzarella e pomodoro, panino con roast-beef, etc., il tutto sempre accompagnato da verdura e un frutto;
- 2 spuntini (uno al mattino e uno al pomeriggio), o in tarda serata se si è abituati a consumare presto la cena (prima delle 20:00), a base di frutta fresca, yogurt magro con un cucchiaio di cereali senza zucchero oppure un bicchiere di latte o qualche scaglia di Grana Padano (10-15 g) con un paio di fette biscottate.
Dieta, Colesterolo e Diabete di Tipo 2
È noto che abitudini dietetiche come il consumo di quantità eccessive di carboidrati raffinati, zucchero, grassi saturi e grassi trans, unite alla sedentarietà aumentano il rischio di sviluppare dislipidemia e iperglicemia. Studi epidemiologici e clinici suggeriscono che la terapia nutrizionale, l'attività fisica e il trattamento medico sono tre componenti chiave nella gestione del diabete di Tipo 2. Il diabete può essere influenzato in modo significativo dalla dieta e dallo stile di vita.
Studi sperimentali hanno indicato che un livello elevato di colesterolo compromette la funzione delle cellule beta pancreatiche e di conseguenza il metabolismo glicemico. Una meta-analisi ha rivelato che un alto consumo di colesterolo nella dieta è associato a un maggior rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Il meccanismo alla base dell'associazione tra colesterolo elevato e diabete non è chiaramente definito, ma alcune ricerche hanno riportato che un elevato accumulo di colesterolo nelle isole pancreatiche potrebbe compromettere la funzione delle cellule beta.
Una dieta per diabetici e per chi ha il colesterolo alto dovrebbe concentrarsi su alimenti che aiutano a mantenere i livelli di zucchero nel sangue e di colesterolo sotto controllo. Questa dieta dovrebbe includere una varietà di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre, limitando allo stesso tempo l'assunzione di grassi saturi e trans, zuccheri aggiunti e carboidrati raffinati.
Gli studi dimostrano che un consumo elevato di colesterolo nella dieta può aumentare il rischio di sviluppare il diabete di Tipo 2, pertanto, una dieta a basso contenuto di colesterolo è particolarmente consigliata per chi è a rischio. Nei pazienti con diabete mellito tipo 2 l'incidenza di malattie cardiovascolari è più alta rispetto alla popolazione sana. Preferendo i grassi monoinsaturi e poliinsaturi è possibile aumentare la frazione del colesterolo buono HDL. Se nell'elenco degli ingredienti compare l'espressione «totalmente o parzialmente idrogenato» è bene riporre l'alimento nello scaffale.
Livelli di Assunzione di Riferimento di Proteine (LARN)
La tabella sottostante, prodotta dalla SINU (Società Italiana per la Nutrizione Umana) riassume i Livelli di Assunzione di Riferimento per la Popolazione Italiana (LARN) di proteine. AR, PRI ed SDT sono corretti per la qualità proteica attribuita alla dieta italiana.
Principi Fondamentali per una Dieta Sana (Secondo l'OMS)
Sono 4 i principi fondamentali, secondo l’OMS, alla base di una dieta sana: adeguatezza, diversità, equilibrio e moderazione e sono principi che valgono per tutti.
- Adeguatezza: La dieta sana deve, innanzitutto, soddisfare nel giusto equilibrio i fabbisogni energetici e nutritivi, specifici per età, sesso, composizione corporea, livelli di attività fisica e stati fisiologici (es. gravidanza).
- Diversità: Deve, poi, prevedere una grande varietà di alimenti appartenenti ai diversi gruppi alimentari; tale scelta consente di recuperare tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, proteggendo dal rischio di carenze o eccessi nutritivi legati a diete monotone e poco variate.
- Equilibrio: Assicurare il giusto rapporto tra i diversi nutrienti.
- Moderazione: Evitare eccessi calorici e di nutrienti specifici.
"Dieta significa modo di vivere, stile di vita con particolare riferimento al modo di nutrirsi, all’attività fisica e all’assenza o limitazionedi fumo e di superalcolici" D.ssa Valentina Fragale, Nutrizionista.
leggi anche:
- Dieta per Ecografia Addominale: Cosa Mangiare e Cosa Evitare per Risultati Ottimali
- Dieta ed Ecografia Addominale: Cosa Mangiare per Prepararsi al Meglio
- Esame Sangue Occulto nelle Feci e Dieta: Cosa Mangiare e Cosa Evitare
- Dieta per Ecografia Addome Superiore: Patate Sì o No?
- Scopri VitaMill®: La Farina a Basso Indice Glicemico che Rivoluziona la Tua Alimentazione!
- Colesterolo Totale Alto: Scopri i Segreti per Ridurlo Velocemente e in Modo Naturale!
