Dieta dopo colonscopia: cosa mangiare per un recupero ottimale

La colonscopia è un esame diagnostico fondamentale per la salute gastrointestinale. Si serve di una telecamera a fibra ottica, montata all'apice di un tubo flessibile che viene inserito attraverso l'ano. D'altro canto, non tutti sanno che dieta seguire subito dopo l'esame.

Cos'è la colonscopia?

La colonscopia è un esame diagnostico che permette di visualizzare la mucosa del colon e la parte terminale dell’ileo (piccolo intestino). Si esegue tramite un endoscopio flessibile, dotato di una telecamera a fibre ottiche, inserito attraverso l’ano.

L’esame consente di individuare ulcere, diverticoli, polipi, lesioni tumorali e altre anomalie.

La colonscopia può essere utilizzata anche per eseguire biopsie o per rimuovere lesioni sospette, come i polipi, che verranno successivamente analizzati per determinarne la natura (benigna o maligna). Si raccomanda generalmente di sottoporsi a questo esame dopo una certa età (55-60 anni).

In presenza di una storia familiare di patologie intestinali, è consigliabile iniziare a sottoporsi a colonscopia anche a partire dai 40 anni. Prima dell’esame, è necessaria una preparazione intestinale per pulire il colon, e la dieta gioca un ruolo fondamentale in questo processo.

Cosa mangiare prima della colonscopia

L’alimentazione pre-colonscopia è essenziale per garantire la buona riuscita dell’esame, favorendo una pulizia completa dell’intestino. Solitamente, nei giorni precedenti l’esame, è necessario seguire una dieta specifica, assumere lassativi e rimanere a digiuno nelle ore immediatamente precedenti. Per quanto riguarda la dieta, è importante evitare alcuni alimenti.

È necessario evitare verdure, legumi, frutta e alimenti integrali, preferendo alimenti a basso contenuto di fibre. Si possono consumare carni magre e pesce, formaggi e latticini, brodo di carne sgrassato e uova. La pasta è consentita, ma senza sughi o condimenti contenenti alimenti vietati.

È importante idratarsi bevendo acqua, camomilla e tè. Sono assolutamente vietati alcolici e bevande gassate. Nei 3-4 giorni precedenti l’esame, è consigliabile cenare presto consumando gli alimenti consentiti, evitando di mangiare nelle 6-7 ore precedenti l’esame e di bere nelle 2 ore precedenti la colonscopia.

Cosa mangiare dopo la colonscopia

Dopo la colonscopia, è comune sentirsi un po’ deboli a causa della sedazione, con sintomi come stanchezza, gonfiore addominale e gas intestinale. È possibile riprendere a mangiare regolarmente dopo un paio d’ore dall’esame, prestando attenzione a scegliere alimenti leggeri.

Sono consigliati brodo e passati di verdura, carne magra sgrassata, frutta e verdura (da reintrodurre gradualmente) e yogurt. È importante idratarsi bevendo acqua, evitando tè, alcolici e caffè. Alcuni alimenti è meglio evitarli subito dopo l’esame, ma possono essere reintrodotti in seguito, eventualmente consultando il medico.

Tra questi alimenti rientrano cibi grassi o difficili da digerire, fritti e/o troppo zuccherati, salumi e insaccati. È importante reintrodurre gradualmente gli alimenti dopo la colonscopia. Dopo alcuni giorni dall’esame, si potrà riprendere a mangiare normalmente, ma nei primi giorni è consigliabile seguire una dieta leggera.

Dopo la colonscopia è opportuno seguire un’alimentazione che consenta di minimizzare il rischio di spiacevoli effetti collaterali (come stipsi e diarrea). Il ripristino della regolarità intestinale, dopo la Colonscopia, è subordinato al tempo di riempimento del tubo digerente; ovvero, finché l’intestino non è pieno, difficilmente le evacuazioni potranno essere regolari. Introdurre i cibi con gradualità, soprattutto quelli scarsamente tollerati.

E’ importante una buona idratazione, realizzata non solo con acqua ma anche con brodi e bevande energetiche. Aumentare la quantità di acqua e minerali nella dieta. I pazienti sottoposti a colonscopia risultano tendenzialmente disidratati a causa della dieta e delle soluzioni di preparazione alla visita (tendenzialmente osmotiche). Mangiando primi piatti brodosi, l'apporto idrico aumenta significativamente e non entra in conflitto con le altre raccomandazioni citate sopra.

Si consideri infatti che l’intestino è completamente svuotato e per evitare sintomi intestinali come stipsi e diarrea, la dieta deve eliminare cibi grassi per le successive 24 ore privilegiando frutta, verdura e fibre solubili che regolarizzano l’attività intestinale.

Prediligere una dieta a basso residuo insolubile, aumentando l'assunzione di fibre solubili. Nei casi più difficili, ovvero quelli in cui si assiste ad un'alterazione dell'alvo (stipsi o diarrea), potrebbero essere molto utili gli alimenti, o gli integratori o i farmaci, ad azione probiotica (con lactobacilli e bifidobatteri), prebiotica e nutriente per gli enterociti. Tra questi, yogurt, prodotti fermentati a base di soia (tofu, miso, tempeh ecc), latticello, kefir, yogurt addizionati (da bere), enterogermina ecc. Allo scopo, è bene associare cibi ricchi di prebiotici, che non sono assorbiti e stimolano la crescita dei batteri buoni dell’intestino.

Alimenti da preferire

  • Brodo e passati di verdura
  • Carni magre sgrassate
  • Frutta e verdura (reintrodurre gradualmente)
  • Yogurt
  • Fibre solubili

Alimenti da evitare

  • Cibi grassi o difficili da digerire
  • Fritti e/o troppo zuccherati
  • Salumi e insaccati
  • Alcolici, tè e caffè
  • Cibi che contengono nitrati e nitriti

Per limitare i nitrati e i nitriti è indispensabile evitare le carni conservate (insaccati) e lavare accuratamente gli ortaggi.

Evitare le ricette cucinate con sistemi che tendono a produrre molecole tossiche; evitare anche gli alimenti che contengono nitrati e nitriti. Si tratta di un criterio valido anche per le persone sane, tuttavia, considerando che l'intestino è più vulnerabile, meglio evitare che questi elementi potenzialmente cancerogeni entrino in contatto con la mucosa.

Per limitare le molecole tossiche è indispensabile scartare le cotture alla griglia, alla piastra, allo spiedo, la frittura e quella in padella a fiamma troppo alta.

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