Diabete Insipido e Glicemia: Differenze e Approfondimenti

Il diabete mellito, o più semplicemente diabete, è una patologia dovuta ad un aumento nel sangue della glicemia, ovvero dei livelli di zucchero (glucosio).

La glicemia è la concentrazione di glucosio nel sangue, un elemento fondamentale che rappresenta uno dei nutrienti per la salute delle cellule.

Non si deve pensare che il glucosio si assuma solo tramite alimenti dolci: vi è mai capitato di fare le analisi del sangue e sentirvi dire che avete la glicemia alta, rimanendo stupiti perché non mangiate dolci?

Infatti, la vasopressina, un ormone antidiuretico, ha come compito quello di stimolare il riassorbimento dell’acqua a livello renale e di regolare la diuresi.

Diabete Mellito: Tipi e Cause

Alla base della comparsa del diabete c’è una insufficienza nella quantità d’insulina, prodotta dal pancreas, oppure uno scorretto funzionamento biologico dell’ormone, che non riesce più a controllare bene la glicemia.

Quanti tipi di diabete mellito esistono?

Il diabete mellito è una malattia che racchiude in sé tante patologie diverse, tutte accomunate da livelli alti di glicemia.

Si distinguono:

  • il diabete di tipo 1 o insulino-dipendente;
  • il diabete di tipo 2 o non-insulino-dipendente;
  • il diabete gestazionale;
  • il diabete monogenico (MODY, maturity-onset diabetes of the young)
  • il diabete secondario ad altra patologia, come per una malattia del pancreas, o provocato da specifici farmaci, come ad esempio il cortisone.

Il diabete mellito di tipo 1 è chiamato anche diabete giovanile, perché insorge nella prima infanzia o durante l’adolescenza.

L’insulina viene prodotta dal pancreas tramite le cellule beta: quando però queste cellule vengono erroneamente attaccate dal sistema immunitario vengono distrutte impedendone la secrezione.

Per questo motivo il diabete di tipo 1 è classificato fra le malattie autoimmuni, dovute a una reazione anomala del sistema immunitario.

Il processo infiammatorio autoimmune che colpisce le betacellule pancreatiche è molto lungo e lento, e ancora non è chiaro cosa scateni la risposta autoimmune: alcune ipotesi riguardano l’azione scatenante di alcuni virus.

In questa condizione i livelli di insulina sono insufficienti per regolare i valori di glucosio, creando così una situazione di iperglicemia.

Nel diabete di tipo 1, la produzione di insulina da parte del pancreas viene soppressa o fortemente ridotta a causa della distruzione delle cellule beta da parte del sistema immunitario che le non le riconosce come appartenenti all’organismo, ma come estranee e quindi nocive.

Il diabete di tipo 2 è causato da una produzione insufficiente di insulina e da un’elevata resistenza all’insulina da parte dell’organismo.

A causare questo tipo di diabete è una produzione di insulina deficitaria per l’ottimale funzionamento dell’organismo.

Ci sono poi fattori ambientali che facilitano l’insorgenza di diabete di tipo 2.

Rappresenta la forma di diabete più comune e interessa il 90% dei casi.

Questi due difetti possono coesistere oppure presentarsi separatamente e/o successivamente.

L’insulino resistenza, tipica del dei pazienti obesi, consiste in una incapacità di alcuni organi a rispondere all’azione dell’insulina per cui il glucosio non riesce ad entrare dentro le cellule, rimanendo quindi nel sangue dove determina l’aumento della glicemia.

Le cause alla base dell’insorgenza della malattia vanno generalmente ricercate in fattori ereditari ed ambientali.

Alla ereditarietà si affiancano aspetti caratteristici della persona quali l’obesità e fattori ambientali scatenati come vita sedentaria, lo stress e alcune malattie: le cellule hanno bisogno di zucchero per vivere, tanto maggiore è il numero di cellule da alimentare tanto maggiore sarà il fabbisogno di insulina.

Detto anche diabete mellito gestazionale, questa forma di diabete si manifesta quando i livelli di glucosio diventano troppo alti durante la gravidanza e riguarda l’8% delle donne in dolce attesa.

Questa condizione si verifica nel 8% nelle donne incinte.

Il diabete gestazionale è causato dagli sconvolgimenti ormonali che caratterizzano la gravidanza.

Sarebbero alcuni ormoni della placenta a determinare l’insulino-resistenza.

La cura del diabete durante la gravidanza avviene fondamentalmente attraverso una dieta finalizzata a garantire il giusto apporto calorico necessario alla crescita del feto, a preparare l’organismo materno al parto e all’allattamento, oltre che ad evitare episodi di ipoglicemia o iperglicemia per l’organismo della madre.

Il diabete secondario: insorge a causa di altre malattie, la cirrosi epatica, la pancreatite cronica, la sindrome di Cushing o in seguito a interventi chirurgici sul pancreas.

Diabete Insipido: Cause e Sintomi

Altra variante della malattia è il diabete insipido, che si distingue per cause e sintomi e che hanno poco a che vedere con il diabete.

Il diabete insipido è una rara malattia metabolica provocata da una mancata o insufficiente secrezione o da una ridotta sensibilità dei reni all'azione dell'ormone antidiuretico (vasopressina).

Tranne che per l'eccessiva diuresi e la sete insaziabile, il diabete insipido è completamente differente dal diabete mellito e non è in alcun modo correlabile a quest'ultimo.

Il diabete insipido è una malattia rara che, nonostante il nome, ha poco a che vedere con il diabete mellito.

Si tratta infatti di una malattia rara che si manifesta con sete e diuresi eccessive.

Ciò si deve a un’alterazione della produzione, della secrezione e del funzionamento dell’ormone antidiuretico, o ADH, che, a livello renale, stimola il riassorbimento dell’acqua e bilancia il meccanismo della diuresi.

Il diabete insipido può essere provocato da una mancata o insufficiente secrezione dell'ormone antidiuretico (vasopressina o Adh) da parte dell'ipotalamo e dell'ipofisi posteriore o da una ridotta sensibilità dei reni all'azione di questo stesso ormone.

Nel primo caso si parla di diabete insipido centrale, Adh-sensibile o neurogenico, mentre nel secondo caso si parla di diabete insipido nefrogenico o Adh-insensibile (perché non può essere trattato con la somministrazione di vasopressina).

All'origine di entrambe le forme possono esserci cause congenite o acquisite.

Nel caso del diabete insipido centrale si possono avere forme dovute a rare malattie genetiche o a malformazioni congenite a livello ipotalamico, e forme acquisite dovute, perlopiù, a traumi o a interventi chirurgici riguardanti la regione ipotalamo-ipofisaria.

A causare questa anomalia nella secrezione dell’ormone antidiuretico è la presenza di malattie genetiche, malformazioni congenite dell’ipotalamo (dove viene secreto l’ADH), traumi e interventi chirurgici al cervello.

Nel diabete insipido nefrogenico la forma congenita è causata da mutazioni di uno specifico gene.

Esistono due tipi di diabete insipido nefrogenico: uno congenito ed uno acquisito.

L’ormone antidiuretico ADH viene prodotto a livello dell’ipotalamo e svolge un’importante funzione a livello renale.

In questa sede il sangue viene filtrato tramite un processo che permette di assorbire le sostanze utili all’organismo ed eliminare quelle nocive.

Chiamato anche neurogenico o ADH-sensibile, è causato da un’insufficiente o mancata produzione di ADH da parte di ipotalamo e ipofisi posteriore.

Le forme idiopatiche possono essere causate dalla scarsità di cellule nervose deputate alla produzione dell’ormone antidiuretico.

In genere il diabete insipido centrale è transitorio, tuttavia nel caso in cui siano state distrutte più dell’80% delle cellule nervose deputate alla produzione della vasopressina, la patologia può diventare permanente.

Detto anche ADH-insensibile, è causato dall’assenza di risposta renale all’ADH, di conseguenza non può essere corretto con la somministrazione di vasopressina esogena.

La prima è causata da mutazioni del gene che codifica per il recettore V2 o per l’acquaporina 2, mentre la seconda è spesso conseguenza di malattie renali croniche (rene policistico o insufficienza renale), deficit di potassio, ipercalcemia, uso di farmaci come il carbonato di litio, la demeclociclina, la colchicina o il metossifluorano.

Sintomi e Diagnosi

I sintomi del diabete sono poco evidenti, motivo per cui spesso non ci si accorge di avere qualcosa che non va.

Il diabete gestazionale si manifesta con sintomi poco evidenti e passa spesso inosservato alle donne.

I sintomi del diabete si diversificano a seconda dei diversi tipi di malattia.

Ci possono essere, inoltre, dei sintomi di prediabete (anche se in molti casi si preferisce non chiamarli più così) che, in molti casi precede il diabete di tipo 2.

La diagnosi non è semplice a causa della similitudine dei sintomi con quelli di altre patologie, come il diabete mellito e la polidipsia primaria.

Diagnosi del Diabete Mellito

Una persona è malata di diabete se la glicemia misurata attraverso gli esami del sangue a digiuno risulta superiore a 126 mg/dl.

L’emoglobina è una proteina del sangue deputata al trasporto dell’ossigeno.

Questo test permette di monitorare la glicemia sul lungo periodo in quanto si basa sulla irreversibilità della glicosilazione dell’emoglobina, cioè una modificazione strutturale che comporta l’adesione di una molecola di zucchero alla proteina.

Le persone affette da diabete presentano valori più elevati di HbA1c (maggiori del 6,5%).

Perché questo test da informazioni sul lungo periodo? Perché l'emoglobina glicosilata, racchiusa all'interno dei globuli rossi, circola nel sangue per circa tre mesi, che poi è il periodo di durata media della vita di un globulo rosso.

Un altro esame diagnostico è il test di tolleranza al glucosio o di carico di glucosio.

Una glicemia maggiore o uguale a 200mg/dl, dopo due ore dalla somministrazione orale di glucosio a digiuno, è indicativa della malattia.

Diagnosi del Diabete Insipido

Test delle urine: utile a evidenziare bassi livelli di glucosio, parametro utile alla diagnosi differenziale con il diabete mellito.

Esami ematici: anche nel sangue, come nelle urine, i livelli di glucosio sono bassi.

Il test della disidratazione: viene chiesto al paziente, accuratamente monitorato, di non bere liquidi per un certo periodo di tempo.

Trattamenti

L’unico ormone ad attività ipoglicemizzante è l’insulina, il cui ruolo è quello di consentire all’organismo di utilizzare il glucosio per i processi energetici delle cellule.

Questa situazione, se non corretta, porta al diabete mellito.

Nel diabete di tipo 1 sono necessarie iniezioni di insulina, da eseguire numerose volte al giorno, al minimo 4, poiché la produzione di tale ormone è carente.

In alternativa, sempre più di frequente oggi si utilizzano strumenti sofisticati, denominati microinfusori di insulina, che forniscono la quantità necessaria in modo continuo, in rapporto ai valori glicemici.

Del tutto ancora sperimentale invece è la tecnica dei trapianti di insule pancreatiche.

La terapia del diabete di tipo 2 inizialmente non prevede iniezioni di insulina, poiché, spesso, per tenere sotto controllo la glicemia è sufficiente seguire una dieta corretta ed equilibrata e facendo attività fisica.

Tuttavia le Linee Guida internazionali suggeriscono di iniziare precocemente una terapia farmacologica con Metformina fin dal momento della diagnosi.

Successivamente, sulla base del controllo dei valori glicemici, potranno essere inseriti in terapia altri farmaci molto efficaci, in modo progressivo.

Se viene diagnosticato il diabete gestazionale, è bene non farsi prendere dal panico e restare il più tranquille possibile, in modo che lo stress non vada a creare altri effetti indesiderati.

Può essere necessaria una terapia a base di insulina, ma più comunemente, invece, alle donne con diabete mellito gestazionale viene consigliato uno stile alimentare adeguato alla loro situazione, ma che tenga la glicemia sotto controllo.

Nel caso del diabete insipido centrale (ADH-sensibile) il trattamento è basato su una terapia sostitutiva con vasopressina (analogo sintetico dell’ormone antidiuretico) somministrata per via parenterale, intranasale o per os.

Nel caso invece del diabete insipido nefrogenico (ADH-insensibile), la somministrazione esogena di questo ormone non ha alcun effetto.

Alimentazione e Glicemia

La glicemia è strettamente legata al tipo di alimentazione e ai cibi ingeriti: prestare attenzione alla propria dieta diventa quindi fondamentale per non aggravare la condizione.

Ci sono alimenti, infatti che non solo favoriscono un innalzamento della glicemia, ma creano il picco glicemico, un repentino innalzamento della glicemia, che porta a peggiorare la condizione del diabete.

Fra questi ad esempio vi sono i cibi troppo ricchi di zuccheri, i carboidrati (pane, pasta, prodotti da forno).

Gli alimenti per diabetici consigliati sono quelli poveri di zuccheri e ricchi di fibre, come verdura, frutta (non zuccherina e matura), alimenti integrali (cereali in chicco).

Anche le proteine sono indicate e devono rappresentare il 15-20% del fabbisogno calorico, ma è preferibile assumerle da fonti vegetali, come i legumi.

Prevenzione del Diabete Insipido

Contro l'insorgenza del diabete insipido sono poche le strategie attuabili.

Complicanze del Diabete Mellito

Nel tempo la glicemia non ben controllata dai farmaci porta alla comparsa di complicanze a carico di vari organi (cuore, occhi e reni).

La non modificazione dei fattori di rischio cardiovascolare e i livelli costantemente alti di zucchero nel sangue possono aumentare il rischio di danni ai vasi sanguigni, sia grandi che piccoli.

Tra le gravi complicanze dovute al diabete si elencano:

  • danni neurologici o neuropatie, che causano deficit sensitivi, motori, visivi, acustici;
  • danni renali o nefropatia, che interessano le strutture filtranti del rene (i glomeruli) e che possono portare in casi estremi alla dialisi;
  • danni oculari o retinopatie, ad esempio peggioramento della vista fino alla cecità;
  • danni cardio-cerebrovascolari, che possono portare ad infarto del miocardio, a cardiopatia ischemica, insufficienza cardiaca e a ictus cerebrale-depressione.

la retinopatia diabetica, un danno alla microcircolazione capillare retinica, che può condurre anche alla cecità.

Prevenzione del Diabete Mellito

Purtroppo, oggi non è ancora possibile prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 1.

Non esiste nessuna evidenza scientifica che dimostri come attraverso un particolare stile di vita o assumendo determinati farmaci si possa evitare di ammalarsi di questa malattia.

Discorso diverso, invece, per il diabete di tipo 2.

La prevenzione dovrebbe cominciare già nell’adolescenza.

Tenere sotto controllo il peso e seguire una dieta varia ed equilibrata sono fattori fondamentali nella prevenzione della malattia.

I soggetti obesi, infatti, hanno un rischio di 10 volte maggiore di sviluppare diabete rispetto ad una persona di peso normale.

Inoltre, il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 aumenta anche in chi consuma soprattutto cibi o bevande ricchi di zuccheri semplici o di grassi saturi ( per esempio burro, margarina, carni e formaggi grassi, olio di cocco o di palma).

Anche fare attività fisica aiuta nella prevenzione.

Chi svolge una vita sedentaria, trascorrendo molto tempo davanti alla TV, per esempio, ha un rischio maggiore di chi invece cammina almeno 5 Km al giorno, 3 volte alla settimana.

Diabete e Bambini

Diabete e bambini è un’accoppiata in triste e preoccupante aumento: In Italia ne soffrono circa 20.000 bambini fra 0 e 18 anni.

Si caratterizza, anche in questo caso, per un aumento di glicemia dovuta a carenza o mancanza di insulina.

Per la diagnosi del diabete nei bambini vengono presi i valori di riferimento usati per gli adulti.

La malattia del bambino non deve spaventare: se vostro figlio ha il diabete infantile, non fatevene una colpa.

Statistiche sul Diabete

Il diabete è una malattia molto diffusa: in Italia sono circa 3.5 milioni le persone a cui è stato diagnosticato con un aumento di circa il 60% negli ultimi 20 anni.

Purtroppo, si pensa che tantissimi altri siano malati senza saperlo, tanto che il numero reale dei diabetici in Italia superi i 4 milioni.

Il diabete più comune è quello di tipo 2 e solo circa un 5% della popolazione presenta diabete tipo 1.

Confrontando questi risultati statistici con quelli del 1980, emerge una differenza inquietante: 34 anni prima, la prevalenza sulla stessa categoria di persone era del 4,7%, mentre il numero di persone malate in tutto il Mondo era pari a soli 108 milioni.

A livello mondiale, circa la metà di tutte le morti per diabete mellito riguarda persone di circa 70 anni.

Si è visto che la prevalenza del diabete aumenta anche con l’invecchiamento della popolazione: oltre il 25% della popolazione con più di 65 anni ha il diabete e si stima che questa prevalenza aumenterà in maniera significativa in futuro.

Fattori di Rischio

I fattori di rischio del diabete di tipo 1 sono familiarità, l’essere affetti da altre malattie autoimmuni, come ad esempio artrite reumatoide, vitiligine etc, o la presenza di malattie autoimmuni fra genitori e fratelli/sorelle.

I fattori di rischio del diabete di tipo 2 sono fondamentalmente tre:

  • sovrappeso/obesità
  • mancanza di esercizio fisico
  • fattori socioeconomici, nel senso che le persone meno avvantaggiate socialmente ed economicamente sono quelle più colpite, considerando che presentano maggiore stress psicosociale, minor accesso all’educazione sanitaria e alle cure e hanno meno possibilità nella scelta di una alimentazione adeguata.

Altri fattori di rischio importanti sono: ipertensione arteriosa, alterazioni del metabolismo dei grassi (basso livello di colesterolo HDL e/o alti livelli di trigliceridi) e abitudine del fumo.

Il diabete è un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari (CV), che rappresentano la principale causa di morte nelle persone che soffrono di questa patologia.

Il diabete, nella maggior parte dei casi, non è una malattia ereditaria: un genitore diabetico non deve per forza trasmettere alla sua prole la malattia.

Va però detto che esiste una predisposizione genetica, soprattutto nel caso del diabete di tipo 2.

Ciò vuol dire che se si ha genitore o un fratello/sorella diabetico (parenti di primo grado) si è esposti ad un maggior rischio di sviluppare la malattia rispetto a chi non ha parenti affetti.

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