Densitometria Ossea: Valori Normali e Interpretazione

La densitometria ossea è un insieme di tecniche diagnostiche ampiamente utilizzate nella pratica clinica per misurare la densità minerale ossea (BMD), un indicatore chiave della resistenza ossea. La BMD è strettamente correlata al rischio di fratture, specialmente nelle popolazioni a rischio come gli anziani e le donne in postmenopausa.

L'esame di riferimento per la diagnosi di osteoporosi è la densitometria ossea, o mineralometria ossea computerizzata (MOC) che permette di misurare esattamente la densità minerale ossea (Bone Mineral Density, BMD), cioè la quantità (espressa in g/m2) di minerali presenti nello scheletro in toto o in alcuni distretti scheletrici particolarmente soggetti alla perdita di massa ossea. A volte la MOC viene chiamata anche DXA o DEXA (da Dual Energy X ray Absorbtiometry); in realtà queste due sigle indicano la tecnica con la quale viene eseguito l'esame.

Cos'è l'Osteoporosi

L’osteoporosi è una patologia cronica, dalla forte rilevanza sociale, ed è caratterizzata da un’alterata struttura ossea con conseguente riduzione della resistenza al carico meccanico e un aumento del rischio di fratture. L’osteoporosi è una malattia ossea caratterizzata dalla riduzione della densità minerale ossea e dalla compromissione della struttura ossea. Questa malattia dello scheletro si caratterizza per la riduzione del contenuto minerale delle ossa e per il deterioramento della microstruttura che le caratterizza; come tale, espone i pazienti ad un importante rischio di subire fratture anche per traumi di lieve entità. Questo aumenta il rischio di fratture, soprattutto delle vertebre, del collo del femore e del polso.

Come spiega il professor Gherardo Mazziotti, Responsabile della Sezione di Ricerca, Diagnosi e Cura delle Malattie Osteometaboliche di Humanitas: “L’osteoporosi è una malattia silente e l’esordio dei sintomi coincide con la comparsa di una frattura da fragilità. Tutti i distretti scheletrici sono affetti dall’osteoporosi e possono essere interessati da eventi fratturativi.

In cosa Consiste la Densitometria Ossea

La MOC è un esame semplice, rapido (non richiede più di 5 minuti) e assolutamente indolore. Il tempo necessario per l'indagine è di circa 10 minuti, non è in alcun modo dolorosa e non c'è bisogno di particolari preparazioni dietetiche o farmacologiche. I test di densitometria ossea sono facili, veloci e indolori.

Durante l’esame, il paziente si distende su un lettino e una macchina a raggi X passa sopra le aree della colonna lombare e del collo del femore. La macchina utilizza una bassa dose di radiazioni ionizzanti per misurare la quantità di radiazioni assorbite dalle ossa e determinare la densità minerale ossea. Gli apparecchi DEXA, attualmente i più usati, utilizzano una quantità di radiazioni di molto inferiore a quella emessa durante le radiografie, questo significa per esempio che l’operatore che supervisiona l’esame può stare nella stessa stanza con il paziente.

Tutto ciò che è di materiale metallico (cerniere, bottoni, occhiali, anelli, chiavi, …) va rimosso prima di sottoporsi all’esame e questa è l’unica considerazione utile nella valutazione su come vestirsi. Se il test viene eseguito in ospedale o in laboratori di analisi, assicurarsi di informare il medico di eventuali esami recenti con bario o di iniezioni di mezzo di contrasto per esami TAC o RM. L'unica accortezza è di rimandare di qualche giorno la densitometria in caso di recente sottoposizione ad un esame scintigrafico o radiologico con mezzo di contrasto baritato (la valutazione in merito è di competenza dello specialista in medicina nucleare).

Tipi di Densitometria Ossea

La densitometria ossea può essere effettuata attraverso diverse tecniche, ognuna delle quali offre vantaggi e limiti specifici a seconda dell’area da esaminare e delle necessità diagnostiche:

  • DEXA (Dual-Energy X-ray Absorptiometry): è la tecnica più comune e considerata il punto di riferimento per la misurazione della densità ossea. Utilizza due fasci di raggi X a diverse energie per calcolare la quantità di minerali presenti nelle ossa. Questo esame viene spesso eseguito su aree come la colonna vertebrale, l’anca e il polso, che sono particolarmente vulnerabili alle fratture. È un esame rapido, che espone il paziente a una dose molto bassa di radiazioni, rendendolo sicuro anche per controlli ripetuti.
  • QUS (Quantitative Ultrasound): impiega gli ultrasuoni per misurare la densità ossea, in particolare nel calcagno, l'osso del tallone. Questo metodo non usa radiazioni ionizzanti e per questo motivo è spesso considerato più sicuro. È anche portatile e meno costoso rispetto alla DEXA, il che lo rende una buona scelta per lo screening iniziale, soprattutto in contesti dove le risorse sono limitate. Tuttavia, la QUS è meno precisa della DEXA e non è comunemente utilizzata per una diagnosi definitiva.
  • QCT (Quantitative Computed Tomography): utilizza la tomografia computerizzata per ottenere immagini tridimensionali delle ossa. A differenza della DEXA, che fornisce una misura bidimensionale della densità ossea, la QCT permette di distinguere tra l’osso trabecolare (più spugnoso e presente nelle estremità delle ossa lunghe) e l’osso corticale (più denso e presente nella parte centrale delle ossa lunghe). Questa tecnica offre un’analisi molto dettagliata della struttura ossea, che può essere particolarmente utile in situazioni cliniche complesse.
  • Altre tecniche: esistono anche altre tecniche, come la SXA (Single X-ray Absorptiometry), che utilizza un singolo fascio di raggi X per misurare la densità ossea, di solito nel polso o nell’avambraccio. È meno versatile rispetto alla DEXA ma può essere utile in contesti specifici. In aggiunta, tecniche come la pQCT (Peripheral Quantitative Computed Tomography) e la HR-pQCT (High-Resolution Peripheral Quantitative Computed Tomography) offrono immagini ad alta risoluzione della microarchitettura ossea, fornendo dettagli ancora più precisi sulla struttura delle ossa periferiche.

La scelta della tecnica per la densitometria ossea dipende da vari fattori, tra cui l’area del corpo che si desidera esaminare, le risorse disponibili e la necessità di precisione.

Risultati della Densitometria Ossea: T-score e Z-score

La MOC fornisce una valutazione di tipo quantitativo e permette di valutare la densità minerale ossea (BMD) definita come rapporto tra contenuto minerale osseo e superficie ossea esaminata (g/cm2): esprime quindi una densità minerale di superficie e non volumetrica. Nella pratica clinica, più che ai valori di BMD, si fa riferimento ai valori di T-score o di Z-score.

I risultati di un test di densitometria aiutano il medico a stabilire cosa fare per ridurre le probabilità di fratture.

T-score

Il T score misura la differenza fra il valore di BMD dell'osso esaminato e il campione di riferimento (soggetti sani di 30 anni esaminati nel momento in cui si raggiunge il massimo livello di massa ossea). Lo scostamento in più o in meno del valore misurato nella persona in esame dal valore medio della popolazione di riferimento si esprime come deviazione standard (DS) e ogni DS in meno equivale circa a una riduzione del 10-15% rispetto al valore medio di riferimento. Il numero di DS dalla media di riferimento si indica con il termine T-score.

I risultati del test di densitometria ossea vengono riportati utilizzando il T-score, un valore che mostra di quanto la densità ossea è maggiore o minore rispetto a quella di un adulto di 30 anni."La diagnosi prevede innanzitutto l’esecuzione della densitometria ossea (DEXA o MOC), un esame che consente di calcolare la densità minerale ossea e che di routine viene valutata a livello della colonna lombare e del femore prossimale. I dati ricavati vengono confrontati con quelli attesi, per poi esprimere un valore numerico chiamato T-score per i pazienti di età superiore ai 50 anni e Z-score per i soggetti più giovani. Sulla base dei valori di T-score, i valori densitometrici vengono definiti normali (T-score > -1 SD), in osteopenia (T-score tra -1.0 SD e -2.5 SD) o in osteoporosi (T-score < -2.5 SD).

Interpretare i risultati di una DEXA (Dual-Energy X-ray Absorptiometry) è fondamentale per diagnosticare condizioni come l'osteoporosi e valutare il rischio di fratture. Il T-score è un valore che confronta la densità ossea del paziente con quella di un giovane adulto sano dello stesso sesso. Questo parametro è il più utilizzato per diagnosticare l'osteoporosi e per valutare il rischio di fratture.

  • T-score ≥ -1: densità ossea normale. NOTA: un T-score uguale a 0 indica che il soggetto esaminato presenta una densità ossea uguale a quella media delle persone giovani; un T-score pari o superiore a -1 viene comunque considerato normale.
  • T-score tra -1 e -2,5: osteopenia. Questo intervallo indica una densità ossea inferiore alla norma, ma non ancora abbastanza bassa da essere classificata come osteoporosi. In presenza di un un T-score compreso tra -1 e -2,5 il soggetto presenta una densità ossea ridotta, non così grave da parlare di osteoporosi ma comunque sufficiente per indurlo ad impostare, insieme al proprio medico, un trattamento efficace per impedire un ulteriore demineralizzazione ossea.
  • T-score ≤ -2,5: osteoporosi. Un T-score inferiore a -2,5 indica la presenza di osteoporosi.

Z-score

Lo Zeta score misura la differenza tra il valore di BMD dell'osso esaminato e il campione di riferimento rappresentato da soggetti sani e di pari età. Nelle donne in pre-menopausa e negli uomini di età inferiore ai 50 anni bisogna fare riferimento allo Z-score, e non al T-score. Per evitare questo problema i punteggi vengono corretto per sesso ed età, con la trasformazione del dato nel cosiddetto Z-score.

Nei pazienti con un’età inferiore ai 50 anni invece si utilizza solitamente lo Z-score. Questo indice confronta la densità ossea del paziente con quella di persone dello stesso sesso, età e dimensioni corporee.

  • Z-score > -2,0: nella norma.
  • Z-score ≤ -2,0: bassa densità ossea rispetto all’età. Nei soggetti giovani, la diagnosi di osteoporosi si basa sul riscontro di un valore di Z-score uguale o inferiore a -2.0 SD.

Quando Sottoporsi all'Esame

La densitometria ossea lombare e femorale è quindi un esame importante per la diagnosi e la gestione dell’osteoporosi. La MOC permette quindi di stabilire se la densità ossea sia normale, ridotta (osteopenia) o se sia sviluppata una franca osteoporosi. È l’unico esame che può diagnosticare l’osteoporosi.

La densitometria è un esame importante per le donne che stanno affrontando la menopausa e per gli uomini di età superiore ai 70 anni, poiché questi gruppi di persone sono maggiormente a rischio di osteoporosi e fratture ossee. Tuttavia, la densitometria ossea lombare e femorale può essere consigliata anche a persone più giovani con fattori di rischio per l’osteoporosi, come bassa statura, storia familiare di osteoporosi o uso prolungato di steroidi. In caso di risultati anomali, il medico potrebbe raccomandare di intraprendere delle misure per migliorare la salute delle ossa, come aumentare l’apporto di calcio e vitamina D, fare attività fisica regolare e assumere farmaci per l’osteoporosi.

La MOC non va considerata un test di screening da eseguire su tutta la popolazione. Tutti coloro che presentano uno o più fattori di rischio devono rivolgersi a un medico per valutare con lui il loro rischio di osteoporosi e di frattura.

“L’esame va prescritto a tutti quei soggetti, a prescindere dall’età, che presentino almeno uno dei seguenti fattori di rischio per fragilità scheletrica: pregresse fratture da fragilità; storia di malattie croniche o terapie note per essere cause di osteoporosi secondaria; riscontro radiologico di demineralizzazione ossea. Per le donne in post-menopausa altri criteri maggiori per indirizzare l’esecuzione dell’esame MOC-DEXA sono: familiarità per frattura di femore o di vertebra, menopausa prima dei 45 anni, magrezza (BMI ≤ 19 Kg/m2).

Fattori di Rischio

Ecco alcuni dei principali fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di sottoporsi a una densitometria ossea:

  • Donne in postmenopausa: una delle indicazioni più comuni per eseguire una densitometria ossea è la menopausa. Dopo la menopausa, le donne sperimentano una significativa riduzione dei livelli di estrogeni, un ormone che svolge un ruolo chiave nel mantenimento della densità ossea: questa condizione le rende più suscettibili all'osteoporosi.
  • Età avanzata: l'età avanzata è un altro fattore di rischio importante per la perdita di densità ossea. Per questo motivo, sia gli uomini che le donne di età superiore ai 65 anni sono spesso sottoposti a densitometria ossea, anche in assenza di altri fattori di rischio.
  • Presenza di fattori di rischio: la densitometria ossea è indicata in presenza di vari fattori di rischio che possono contribuire alla riduzione della densità ossea.
  • Monitoraggio della terapia: per le persone che hanno già una diagnosi di osteoporosi la densitometria ossea è utile per monitorare l'efficacia del trattamento.
  • Condizioni di malnutrizione o anoressia: le persone affette da malnutrizione o disturbi alimentari come l’anoressia nervosa sono a rischio di ridotta densità ossea.

Frequenza dell'Esame

Oltre che per diagnosticare un’eventuale osteoporosi, la MOC è utile per seguire l’andamento della perdita di massa ossea nel tempo. In alcuni casi, a seconda della situazione, tra una MOC e l’altra può passare anche qualche anno; in altri, l’esame dovrà essere ripetuto a intervalli più frequenti.

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