Densitometria Ossea DEXA: Interpretazione dei Valori

L'osteoporosi è una patologia cronica, dalla forte rilevanza sociale, ed è caratterizzata da un’alterata struttura ossea con conseguente riduzione della resistenza al carico meccanico e un aumento del rischio di fratture. L'osteoporosi è una malattia insidiosa caratterizzata da una significativa riduzione della densità minerale ossea (BMD - Bone Mineral Density) che aumenta notevolmente il rischio di fratture non traumatiche e spontanee. Queste fratture possono essere altamente debilitanti e, in molti casi, portare a un aumento della mortalità. Le conseguenze dell’osteoporosi sono una debolezza e una fragilità del tessuto osseo e quindi una maggior predisposizione dello scheletro a subire fratture in futuro.

Secondo le statistiche, risulta che all’incirca una donna su quattro soffra di questa patologia. Tra gli uomini l’osteoporosi colpisce invece un soggetto su dieci, questo perché il declino della produzione degli ormoni sessuali è di gran lunga inferiore rispetto alla donna.

Come spiega il professor Gherardo Mazziotti, Responsabile della Sezione di Ricerca, Diagnosi e Cura delle Malattie Osteometaboliche di Humanitas: “L’osteoporosi è una malattia silente e l’esordio dei sintomi coincide con la comparsa di una frattura da fragilità. Tutti i distretti scheletrici sono affetti dall’osteoporosi e possono essere interessati da eventi fratturativi.

Importanza della DEXA

La metodica dual energy x-ray absorptiometry (DXA o DEXA) rappresenta oggi la più diffusa e riproducibile tecnica MOC (mineralometria ossea computerizzata) nella misurazione quantitativa del contenuto scheletrico di calcio (densità minerale ossea BMD). Partendo da questi presupposti, pare logico il perché molti degli sforzi nell’innovazione della diagnostica scheletrica siano stati incanalati nell’implementazione delle sistematiche di questo tipo.

La DEXA è uno strumento diagnostico chiave per:

  • Valutare il Rischio di Frattura: Misurando la densità minerale ossea, la DEXA consente di determinare il rischio individuale di fratture. Questa valutazione è cruciale per identificare le persone a rischio di fratture da osteoporosi e per adottare misure preventive.
  • Monitorare il Progresso: La DEXA è utilizzata anche per monitorare l'andamento della densità ossea nel tempo. Questo è fondamentale per determinare l'efficacia dei trattamenti farmacologici e delle modifiche dello stile di vita nell'arrestare la perdita ossea.
L'obiettivo principale della DEXA è prevenire le fratture ossee e identificare precocemente l'osteoporosi o l'osteopenia (una riduzione meno grave della densità ossea).

Come Funziona la DEXA

L'esame DEXA utilizza una piccola quantità di radiazioni ionizzanti per misurare la densità minerale ossea. Un dispositivo scanner emette raggi X a intensità variabile, che attraversano le ossa e vengono rilevati da un rilevatore. I dati ottenuti vengono quindi elaborati per calcolare la densità ossea. L'intera procedura è rapida e indolore.

Il paziente, dopo aver tolto qualsiasi oggetto metallico, viene invitato a sdraiarsi sul lettino in posizione supina. Sotto il materassino vi è la sorgente di emissione dei raggi X. Al di sopra invece vi è il detettore, un braccio rotante a C, che scorre sopra il corpo del paziente. Il detettore quindi acquisisce i fasci di raggi x attenuati dal distretto corporeo esaminato, dalla cui interpretazione ed elaborazione si ottiene il dato densitometrico.

È importante notare che, nonostante coinvolga l'esposizione ai raggi X, l'esame densitometrico è meno dannoso rispetto a una radiografia tradizionale. L'analisi della composizione ossea richiede infatti un livello di radiazioni meno profondo e con un impatto inferiore sui tessuti circostanti. La sicurezza e l'importanza della valutazione della densità ossea superano il leggero rischio associato alla radiologia.

Indicazioni per la DEXA

La DEXA è raccomandata per diverse categorie di persone, tra cui:

  • Donne in postmenopausa
  • Uomini e donne di età superiore ai 50 anni
  • Persone con fattori di rischio per l'osteoporosi, come una storia familiare di fratture o l'uso prolungato di steroidi
  • Persone con condizioni mediche che possono influire sulla densità ossea

“La diagnosi prevede innanzitutto l’esecuzione della densitometria ossea (DEXA o MOC), un esame che consente di calcolare la densità minerale ossea e che di routine viene valutata a livello della colonna lombare e del femore prossimale.

Interpretazione dei Valori DEXA: T-score e Z-score

I dati ricavati vengono confrontati con quelli attesi, per poi esprimere un valore numerico chiamato T-score per i pazienti di età superiore ai 50 anni e Z-score per i soggetti più giovani. Sulla base dei valori di T-score, i valori densitometrici vengono definiti:

  • Normali: T-score > -1 SD
  • Osteopenia: T-score tra -1.0 SD e -2.5 SD
  • Osteoporosi: T-score < -2.5 SD

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha sviluppato una classificazione in base alle misurazioni della densità minerale ossea, utilizzando il parametro del T-score. Questo rappresenta la differenza in deviazioni standard tra il valore BMD di un paziente e il valore medio BMD osseo di riferimento di una popolazione giovane. Alternativamente, la valutazione può essere espressa in termini percentuali:

Condizione T-score Scostamento Percentuale
Osteopenia Lieve Superiore a -1 Inferiore al 15%
Osteopenia Moderata Tra -1 e -2.5 Tra il 15% e il 30%
Osteoporosi Inferiore a -2.5 Superiore al 30%
Osteoporosi Grave Osteoporosi associata a fratture già radiograficamente accertate

Nei soggetti giovani, la diagnosi di osteoporosi si basa sul riscontro di un valore di Z-score uguale o inferiore a -2.0 SD. Tuttavia, altri fattori possono influenzare il rischio di frattura indipendentemente dai valori di densità minerale ossea. Nelle osteoporosi secondarie, per esempio, il paziente può andare incontro a frattura anche in assenza di una diagnosi densitometrica di osteoporosi. Nei pazienti con diagnosi densitometrica di osteoporosi o in quelli con sospetta osteoporosi secondaria, va eseguita anche una radiografia della colonna vertebrale che consente di diagnosticare precocemente le fratture vertebrali, che rappresentano le complicanze più frequenti dell’osteoporosi.

“L’esame va prescritto a tutti quei soggetti, a prescindere dall’età, che presentino almeno uno dei seguenti fattori di rischio per fragilità scheletrica: pregresse fratture da fragilità; storia di malattie croniche o terapie note per essere cause di osteoporosi secondaria; riscontro radiologico di demineralizzazione ossea. Per le donne in post-menopausa altri criteri maggiori per indirizzare l’esecuzione dell’esame MOC-DEXA sono: familiarità per frattura di femore o di vertebra, menopausa prima dei 45 anni, magrezza (BMI ≤ 19 Kg/m2).

Trabecular Bone Score (TBS)

Il Trabecular Bone Score (TBS) è uno strumento clinico in grado di valutare la microarchitettura ossea, ovvero la disposizione e l'integrità delle trabecole, piccole strutture che compongono l'osso spugnoso. Un algoritmo (TBS iNsight) rianalizza la dinamica spaziale delle variazioni dell’intensità dei pixel sul tratto vertebrale lombare, ricrea una mappatura qualitativa trabecolare, permettendo una valutazione della microarchitettura dell’osso per ogni corpo vertebrale; i dati necessari sono ottenuti dall’immagine DXA prodotta dal densitometro osseo (MOC - mineralometria ossea computerizzata) senza dover eseguire ulteriori esami o esporre il paziente ad ulteriori radiazioni.

L’algoritmo acquisisce e rielabora le variazioni della scala di grigio (corrispondenti all’attenuazione del fascio di raggi X) nei diversi pixel, ovvero in ogni singolo punto dell’immagine DEXA della colonna lombare (L1-L4). Tali valori sono indicativi delle diverse conformazioni micro-architetturali dell’osso trabecolare. Ciò che si ottiene, senza esporre il paziente a ulteriori radiazioni, è un indice quantitativo, detto appunto trabecular bone score, che viene letto in maniera complementare al dato della BMD.

La variabile, al pari della BMD, è correlata all’età: tra i 30 e i 45 anni non si osservano grosse alterazioni del TBS; nella fase successiva della vita si osserva un progressivo decremento, in misura maggiore sul sesso femminile. Un TBS ridotto è indicativo di una micro-architettura debole, esposta alle fratture. Lo stato attuale delle evidenze, le quali consistono in un numero rilevante di studi cross-sezionali e prospettici, indica nel TBS un dato predittivo del rischio fratturativo, in sede vertebrale e anche extravertebrale, nelle donne in menopausa. Tali indicazioni sono confermate anche da studi sulla popolazione maschile.

Il TBS è uno strumento utile per valutare il rischio di fratture osteoporotiche anche in pazienti con densità ossea normale o osteopenica perché la microarchitettura dell’osso spongioso è un fattore determinante della resistenza ossea che non può essere misurato dalla densitometria ossea. Il TBS, unito alla BMD misurata con la MOC, migliora la capacità predittiva e la stratificazione della popolazione da trattare con terapie anti-osteoporotiche inoltre, l’attuale letteratura, indica che un valore basso di TBS a livello lombare è associato sia ad una storia di frattura che all’aumento di incidenza di nuove fratture.

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