La densitometria ossea, o mineralometria ossea computerizzata (MOC), è un esame radiologico che misura la massa e la densità dei minerali (sali di calcio) contenuti nello scheletro. È utile per giungere a una diagnosi di osteoporosi o di osteopenia, per misurare la risposta o gli effetti collaterali di un trattamento e per determinare il rischio di fratture.
Che cos'è la MOC?
MOC è l’acronimo di “Mineralometria Ossea Computerizzata” e non è altro infatti che il nome “tecnico” dell’esame della densitometria ossea. La MOC (o DXA o DEXA) è l'esame di riferimento per la diagnosi di osteoporosi, che permette di misurare esattamente la densità minerale ossea (Bone Mineral Density, BMD), cioè la quantità (espressa in g/m2) di minerali presenti nello scheletro in toto o in alcuni distretti scheletrici particolarmente soggetti alla perdita di massa ossea.
L'esame viene utilizzato generalmente per valutare la densità ossea dell’anca (MOC femorale) e della colonna vertebrale lombare (MOC lombare). In entrambi i casi si parla di MOC centrale. La MOC periferica misura invece la densità ossea a livello del polso, delle dita o del tallone.
La MOC è un esame semplice, rapido (non richiede più di 5 minuti) e assolutamente indolore. La misurazione si esegue di solito a livello della colonna vertebrale (a livello lombare), del femore o del polso. La scelta del segmento da studiare dipende da diversi fattori, tra cui il sesso e l’età del paziente: in genere, si preferisce analizzare la colonna lombare nelle donne fino a 60 anni e negli uomini fino a 65, e il collo del femore nelle persone più anziane e/o in presenza di malattie della colonna lombare.
La densitometria ossea (o DEXA, dall’inglese Dual X-ray Absorptiometry) è un esame a raggi X che consente di misurare in modo accurato e preciso la massa ossea, in particolare la densità minerale, attraverso l’unità di misura T-score.
Come si svolge la MOC?
La MOC è un esame indolore che richiede di rimanere immobili per circa 5 minuti. La durata totale della procedura si aggira tra i 10 e i 20 minuti. La MOC non richiede alcuna preparazione nelle ore precedenti all’esame e di norma si può eseguire senza togliere i vestiti.
In caso di MOC centrale la scansione radiografica viene effettuata sul paziente sdraiato in posizione supina su un lettino, mentre un apparecchio per la scansione che emette un fascio di raggi X a basso dosaggio viene fatto passare lentamente sulla parte del corpo in esame.
In caso il medico preferisca optare per la MOC periferica, per esempio perché il paziente non può restare sdraiato in posizione per il tempo necessario, l’esame può essere eseguito sull’avambraccio.
È necessario indossare abiti larghi e comodi senza cerniere, cinture o bottoni, togliere i gioielli e svuotare eventuali tasche per non avere con sé durante la scansione oggetti metallici. In alcuni casi può essere fornito un camice da indossare durante l’esame.
Chi dovrebbe sottoporsi alla MOC?
La MOC non va considerata un test di screening da eseguire su tutta la popolazione. Tutti coloro che presentano uno o più fattori di rischio devono rivolgersi a un medico per valutare con lui il loro rischio di osteoporosi e di frattura. Oltre che per diagnosticare un’eventuale osteoporosi, la MOC è utile per seguire l’andamento della perdita di massa ossea nel tempo. In alcuni casi, a seconda della situazione, tra una MOC e l’altra può passare anche qualche anno; in altri, l’esame dovrà essere ripetuto a intervalli più frequenti.
L’esame va prescritto a tutti quei soggetti, a prescindere dall’età, che presentino almeno uno dei seguenti fattori di rischio per fragilità scheletrica:
- Pregresse fratture da fragilità
- Storia di malattie croniche o terapie note per essere cause di osteoporosi secondaria
- Riscontro radiologico di demineralizzazione ossea
Per le donne in post-menopausa altri criteri maggiori per indirizzare l’esecuzione dell’esame MOC-DEXA sono: familiarità per frattura di femore o di vertebra, menopausa prima dei 45 anni, magrezza (BMI ≤ 19 Kg/m2).
Come leggere i risultati della MOC: T-score e Z-score
La scansione della densità ossea fornisce alcuni parametri, come il T-score e lo Z-score, che consentono di confrontare la densità ossea rilevata con i valori di riferimento. La differenza tra questi due dati viene calcolata come deviazione standard (SD).
Il T-score esprime la differenza tra la misurazione rilevata sul paziente e la misurazione rilevata su un soggetto sano di 30 anni. Il T-score rappresenta un dato, espresso in termini di deviazioni standard DS, che deriva dal confronto della BMD di un singolo soggetto con il valore medio di una popolazione giovane (30 anni) e sana. Va infine precisato che il confronto con i valori di riferimento per l’età adulta non è attuabile con il valore di densità minerale ossea di un soggetto in età pediatrica o adolescenziale.
Le attuali linee guida dell’OMS definiscono come:
- T-score maggiore di -1 SD: densità ossea normale.
- T-score compreso tra -1 e -2,5 SD: osteopenia.
- T-score inferiore a -2,5 SD: osteoporosi.
Lo Z-score, invece, indica la differenza tra i valori rilevati nel paziente e quelli di un soggetto della stessa età, sesso ed etnia in salute. Uno Z-score minore di -2 SD indica che la densità minerale ossea del paziente è al di sotto del valore atteso. Il Z-Score è molto simile al T-score, ma utilizza una popolazione statistica di riferimento più specifica, analoga per sesso, età ed etnia.
Nei soggetti giovani, la diagnosi di osteoporosi si basa sul riscontro di un valore di Z-score uguale o inferiore a -2.0 SD.
Tabella riassuntiva interpretazione T-score
| T-score | Interpretazione |
|---|---|
| Maggiore di -1 SD | Densità ossea normale |
| Compreso tra -1 e -2,5 SD | Osteopenia |
| Inferiore a -2,5 SD | Osteoporosi |
Importanza della diagnosi precoce
L’osteoporosi è una patologia cronica, dalla forte rilevanza sociale, ed è caratterizzata da un’alterata struttura ossea con conseguente riduzione della resistenza al carico meccanico e un aumento del rischio di fratture.
Come spiega il professor Gherardo Mazziotti: “L’osteoporosi è una malattia silente e l’esordio dei sintomi coincide con la comparsa di una frattura da fragilità. Tutti i distretti scheletrici sono affetti dall’osteoporosi e possono essere interessati da eventi fratturativi.
Tuttavia, altri fattori possono influenzare il rischio di frattura indipendentemente dai valori di densità minerale ossea. Nelle osteoporosi secondarie, per esempio, il paziente può andare incontro a frattura anche in assenza di una diagnosi densitometrica di osteoporosi.
Nei pazienti con diagnosi densitometrica di osteoporosi o in quelli con sospetta osteoporosi secondaria, va eseguita anche una radiografia della colonna vertebrale che consente di diagnosticare precocemente le fratture vertebrali, che rappresentano le complicanze più frequenti dell’osteoporosi.
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