L’osteoporosi è una malattia che colpisce lo scheletro, rendendo le ossa più fragili e più esposte al rischio di fratture. Si stima che in Italia circa 4,5 milioni di persone soffrano di osteoporosi, soprattutto donne in menopausa e anziani. Diversamente da quello che spesso si pensa, la patologia non interessa solo gli anziani e le donne, ma può colpire anche giovani e uomini.
Per la diagnosi dell’osteoporosi e la valutazione del rischio di frattura da fragilità è possibile utilizzare una nuova tecnologia: si chiama REMS, acronimo di Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry, e consente di valutare la densità e la qualità ossea sulle vertebre lombari e sul femore prossimale tramite una semplice scansione ecografica senza radiazioni.
Cos'è l'Ultrasonografia Ossea Quantitativa (QUS)?
Ormai da oltre quindici anni l’ultrasonografia ossea quantitativa (QUS - MOC US) è stata introdotta nella pratica clinica per l’indagine del tessuto osseo. Si basa sulla stessa tecnologia delle ecografie: l’attenuazione e le alterazioni del fascio ultrasonico nell’attraversamento dei tessuti è direttamente proporzionale alla consistenza e all’architettura dei tessuti.
L’ultrasonometro genera ultrasuoni che attraversano il tallone. Tale test si effettua sul calcagno perché la struttura dell’osso è simile dal punto di vista biomeccanico a quella del femore e delle vertebre, le sedi più soggette a frattura nei casi di osteoporosi. L’ultrasuono viene rallentato nella sua corsa se attraversa l’aria, quindi, durante questo esame, dell’acqua tiepida riempie le membrane a contatto con il calcagno per far sì che gli ultrasuoni non subiscano interferenze. Per effettuare l’esame occorre che il piede sia nudo.
Tecnologia R.E.M.S.
Questo nuovo strumento diagnostico è stato sviluppato e brevettato a livello internazionale da uno spin-off del Centro Nazionale delle Ricerche (CNR) di Lecce, validato da studi multicentrici nazionali ed internazionali realizzati con i più importanti centri per la diagnosi dell’osteoporosi in Italia e in Europa. Una tecnologia innovativa che contribuisce ad innalzare la qualità delle prestazioni mediche offerte ai pazienti e allo stesso tempo valorizza la ricerca scientifica locale.
“REMS è il primo metodo al mondo basato su ultrasuoni che, mediante una scansione ecografica dei siti anatomici assiali quali colonna e femore, riesce a valutare lo stato di salute dell’osso”, spiega l’ingegnere nucleare Sergio Casciaro, Ph. D in ingegneria Biomedica, CEO e founder della società Echolight SpA, nata nel 2010. “Sulla base delle tecnologie a ultrasuoni abbiamo iniziato a lavorare nel 2006 per fare una caratterizzazione tissutale dei tessuti molli, nell’ambito di un progetto di ricerca condotto assieme al Mise”, spiega.
“Siamo nati come spin-off del CNR per sviluppare nuove tecnologie diagnostiche non invasive per la caratterizzazione tissutale”, racconta Casciaro che ha deciso di tornare in Italia e nella sua terra, la Puglia, dopo un periodo di specializzazione all’estero, tra gli Stati Uniti e la Svizzera. “L’obiettivo era arrivare alla caratterizzazione di tessuti tumorali senza fare biopsie. La caratterizzazione è stata poi applicata ai tessuti ossei, quelli più difficili da studiare con gli ultrasuoni, perché c’è una forte attenuazione e il segnale che resta disponibile è molto debole.
Vantaggi della tecnologia REMS
- A differenza della Moc a raggi X, la tecnologia REMS non richiede un ambiente protetto perché non vengono impiegate radiazioni ed è portatile: questo consente di svolgere l’esame ovunque, raggiungendo anche il paziente che si trova immobilizzato a letto, o nel suo domicilio, o ancora nell’ambulatorio del medico.
- In tal modo, quindi, il paziente evita le liste d’attesa e non ha bisogno di recarsi dal medico più volte perché può fare l’esame e avere contestualmente la diagnosi nello stesso momento.
MOC DEXA: L'Alternativa Diagnostica
La MOC DEXA (Dual-energy X-ray absorptiometry) è una tecnica di densitometria ossea che utilizza due fasci di raggi X con differenti livelli di energia, che vengono inviati sul tessuto osseo del paziente. In base all'assorbimento dei raggi X da parte delle ossa, si ottiene una misura della quantità di calcio e altri minerali presenti nel segmento osseo analizzato.
La MOC ha due scopi: diagnosi di osteoporosi e valutazione del rischio di frattura. La DXA misura accuratamente la massa ossea (non la densità) ed è adatta a diagnosticare bassa massa ossea ed osteoporosi, a patto di tener conto di alcune sue possibilità di errore, la principale delle quali è la variabilità della misura con la statura. Infatti in donne di statura molto bassa il valore della DXA è sottostimato fino a fabbricare false diagnosi di osteoporosi; l'opposto avviene ovviamente in donne alte.
MOC ad ultrasuoni vs MOC DEXA
La "MOC" a ultrasuoni NON misura la densitá dell'osso ma valuta la sua elasticità in sedi periferiche quali il calcagno o le mani. Quindi va considerata come un esame integrativo che può dare solo delle informazioni collaterali sul rischio che tali ossa possano rompersi se sottoposte ad una sollecitazione meccanica. L'unica energia in grado di valutare la densitá dell'osso sono i raggi X della vera MOC, cioè la DEXA, esame a bassissimo dosaggio e privo di rischi per il Paziente e l'operatore.
Per il secondo scopo della MOC, valutare il rischio di frattura, la MOC ad ultrasuoni è uguale o addirittura migliore della DXA, proprio perchè stima anche l'elasticità dell'osso e non solo la quantità di calcio. L'unico strumento che misura la vera densità ossea (volumetrica) è la pQCT (TAC quantitativa periferica), che viene eseguita a livello del polso o della tibia in pochi centri specialistici.
Quando eseguire la MOC DEXA?
Il primo controllo va eseguito in etá perimenopausale sulla colonna lombare, vera sede di rischio di frattura, successivamente ( in genere dopo i 60 anni) si integrerà con la MOC dell'anca, con cadenza periodica. La frequenza con cui ripetere la MOC DEXA dipende dal giudizio del medico, che valuta il grado di osteoporosi, il rischio di frattura e la risposta alla terapia.
Fattori di Rischio e Prevenzione
Il più importante fattore di rischio è l’età. Le donne sono più a rischio degli uomini perché tendono ad avere una struttura ossea più piccola e minuta. Un altro importante fattore che incide sulla fragilità delle ossa delle donne è la menopausa. Particolarmente indicata nelle donne nel corso della menopausa, in caso di disordini ormonali come le amenorree e i disturbi della tiroide.
Le ossa sono in continua evoluzione, come altri organi del nostro corpo. Nel corso dell’infanzia e della giovinezza, le ossa crescono e si rafforzano. Si raggiunge il picco di massa ossea intorno ai trent’anni d’età, poi col passare degli anni le ossa tendono ad indebolirsi.
Conseguenze dell'Osteoporosi
Le fratture possono tipicamente presentarsi a livello femorale e vertebrale, oppure alle ossa lunghe dell’avambraccio (tipica la frattura di Colles in occasione anche di piccole cadute). L’osteoporosi rende le ossa sottili e quindi fragili. La perdita di massa ossea avviene in maniera progressiva e subdola, senza che ci siano campanelli d’allarme. Per questo motivo si dice che la malattia è silenziosa.
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