Perché la Glicemia Aumenta di Notte: Cause e Soluzioni

Misurando la glicemia al risveglio, prima di far colazione, si può incappare nella ripetuta sorpresa di valori troppo elevati e talvolta completamente discordanti rispetto alle buone glicemie ottenute nel resto della giornata. Una conoscenza adeguata dei meccanismi di controllo della glicemia e di alcuni fenomeni fisiopatologici può chiarire le cause del problema e guidare medici e pazienti verso una soluzione efficace. Esamineremo quindi le varie possibilità alla base dell'iperglicemia del mattino, iniziando da quelle più comuni, relative a dosaggi insufficienti di insulina che non coprono adeguatamente la fase del riposo notturno e del risveglio, per poi considerare meccanismi meno immediatamente intuitivi per il paziente, come il fenomeno dell’alba e l’effetto Somogyi.

Cause Comuni dell'Iperglicemia Notturna

L'iperglicemia può essere dovuta all’assunzione di insufficienti unità di insulina. Questa situazione si può verificare sia per terapie con un’unica iniezione al giorno, cioè al mattino, sia per terapie basate su due o tre iniezioni al giorno, fra cui una prima del pasto serale. In questo caso sarà proprio quest’ultima iniezione la causa della dose insufficiente di insulina.

L'insulina somministrata in un determinato momento deve garantire il controllo della glicemia fino alla somministrazione successiva. Il dosaggio insulinico della sera non sfugge a questa regola generale e può accadere di frequente che l’insulina assunta ai tempi del pasto serale o del momento di coricarsi (bedtime), o l’eventuale forma basale utilizzata in ore diverse, non siano sufficienti a controllare in modo adeguato la glicemia in tarda nottata e quella del mattino.

Oltre alla correzione della dose di insulina serale, quando necessaria, è d’obbligo porre attenzione anche a quantità e qualità del cibo assunto, perché l'insufficienza insulinica è sempre un fenomeno relativo: una dose calcolata per un determinato computo di carboidrati, proteine e grassi non è più sufficiente se la persona adotta improvvisamente una diversa abitudine alimentare, assumendo cibo in quantità più cospicua o di qualità diversa rispetto a quella che in precedenza garantiva glicemie adeguate al mattino.

Se l’insulina assunta la sera, invece di assicurare una copertura di 12 ore dura semplicemente 8-10 ore (quindi fino a notte inoltrata) il risultato sarà un’iperglicemia alla mattina. In questo caso, il fabbisogno insulinico aumenta, ma la quantità di insulina iniettata alla sera non basta a coprire le ore notturne fino al risveglio.

Effetto Somogyi

Spesso per contrastare un’ipoglicemia notturna, si cade nell’errore di assumere troppi zuccheri. Una dose eccessiva assunta durante la notte, può quindi essere la causa dell’iperglicemia mattutina. Oltre al problema costituito da un’ipoglicemia notturna inavvertita, in cui il paziente non ha potuto quindi far nulla in proposito, l'iperglicemia al risveglio può al contrario verificarsi per un errore terapeutico che segue un'ipoglicemia ben percepita e documentata con glucometro nel corso della notte. In questo caso il paziente, spaventato dai sintomi e dal valore riscontrato con la misurazione, fa troppo: per risolvere un'ipoglicemia manifestatasi nelle ore notturne egli può assumere una quantità eccessiva di zuccheri (in zollette di saccarosio, pane, biscotti), rispetto ai 15 grammi raccomandati come primo passo, talvolta già sufficienti a risolvere il problema.

Secondo l’ipotesi dell'effetto Somogyi, i sistemi di controllo dell'organismo, allo scopo di correggere l’ipoglicemia, attivano in modo eccessivo meccanismi di natura ormonale simili a quelli già descritti a proposito del fenomeno dell’alba, spingendoli oltre il livello necessario alla correzione del deficit glicemico.

L’ipoglicemia notturna alla base dell’effetto Somogyi può essere causata da dosi eccessive di insulina serale, spesso in relazione a effetti protratti dell’insulina intermedia o basale, o da alimentazione scarsa in rapporto alle dosi insuliniche.

Fenomeno dell'Alba

Alcuni ormoni, la cui secrezione aumenta durante le ore notturne, provocano un rialzo della glicemia (dovuta alla produzione di glucosio da parte del fegato). In questo caso, il fabbisogno insulinico aumenta ma la quantità di insulina iniettata alla sera non basta a coprire le ore notturne fino al risveglio.

Le ricerche hanno dimostrato che i livelli di glucosio nel sangue, ma anche dell’insulina, l’ormone più importante alla base del controllo dei valori di glicemia, rimangono abbastanza stabili per tutta la notte, con solo un piccolo aumento della secrezione di insulina prima dell’alba. Sta di fatto che questi ormoni, o comunque almeno alcuni, segnalano al fegato di aumentare la produzione di glucosio in preparazione al risveglio, fornendoti da subito le energie necessarie.

Al mattino il paziente, ignaro dei bassi livelli di glicemia occorsi a circa metà della notte, riscontrando alti valori di glicemia può invece orientarsi sull'interpretazione che in quel momento gli appare più logica: un dosaggio insufficiente di insulina.

Importanza del Sonno

Oltre alle strategie diurne per gestire la glicemia, anche la routine serale può fare la differenza. Avere una buona qualità del sonno è spesso più facile a farsi che a dirsi. Dormire una notte di sonno ristoratore è una pratica spesso sottovalutata, ma estremamente utile per condurre uno stile di vita sano, e ancora di più per chi soffre di diabete di tipo 1.

Infatti, le cattive abitudini del sonno sono collegate ad un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, in quanto il sonno influenza l’insulina, il cortisolo (un ormone dello stress) e lo stress ossidativo (uno squilibrio tra radicali liberi e antiossidanti che può danneggiare i tessuti nel lungo periodo). La mancanza di sonno potrebbe anche contribuire all’aumento dell’insulino-resistenza (la ridotta capacità delle cellule di utilizzare l’insulina, che porta a necessitare di più insulina per gestire i livelli di glucosio nel sangue).

Non esistono linee guida specifiche per la gestione del sonno per le persone con diabete di tipo 1, ma seguire alcuni accorgimenti può favorire un sonno ristoratore: Evitare pasti pesanti la sera: Preferire pasti leggeri, limitando cibi ricchi di grassi e carboidrati. Scegliere porzioni più piccole con meno grassi e carboidrati.

Due ormoni fondamentali che vengono regolati durante il sonno sono la leptina e la grelina. La leptina è responsabile della sazietà (il meccanismo che ci fa sentire pieni dopo aver mangiato), mentre la grelina stimola la fame. Se una persona è privata del sonno, il livello di grelina aumenta e la leptina diminuisce, spiegando perché chi dorme poco tende a mangiare di più. La mancanza di sonno può anche farci sentire stanchi e “in letargo”, inducendoci a cercare cibi ad alto contenuto energetico, come dolci, torte e cibi fritti. Inoltre, è stato dimostrato che la privazione del sonno altera la nostra percezione del cibo, facendolo sembrare come una ricompensa positiva, il che aumenta il rischio di mangiare troppo.

Monitoraggio e Diagnosi

La diagnosi delle cause dell'iperglicemia mattutina "pre-colazione" viene facilitata dal monitoraggio della glicemia secondo lo schema riportato in Tabella 1. Il profilo è eseguibile anche in ambiente domiciliare per ciò che riguarda la misurazione della glicemia, mentre può essere utilmente completato dal profilo dell'insulinemia in caso di soggetti ricoverati in strutture idonee. Lo schema di monitoraggio prevede il dosaggio della glicemia (+ eventuale insulinemia) in 3 momenti: bedtime/notte/mattino, quindi all'atto di coricarsi, verso le ore 3.00 e verso le ore 7.00 del mattino. I dosaggi sono da eseguire per qualche giorno consecutivo perché ciò che interessa non sono i singoli valori di una notte ma il catturare nel profilo glicemico uno "schema" ricorrente che possa orientare alla diagnosi. Ciò è particolarmente valido quando si esegua la sola determinazione della glicemia, caso molto più frequente.

Tabella 1: Schema di Monitoraggio della Glicemia

Momento Glicemia (mg/dL) Insulinemia Interpretazione
Bedtime (ore 22-23) Valore di riferimento Valore di riferimento Valore basale prima del sonno
Notte (ore 3:00) Varia a seconda della causa (bassa in caso di effetto Somogyi) Varia a seconda della causa (alta in caso di effetto Somogyi) Identificazione di ipoglicemia o iperglicemia notturna
Mattino (ore 7:00) Alta Varia a seconda della causa Valutazione dell'iperglicemia mattutina

Come si vede in tabella, nell’effetto Somogyi, consistente in un’iperglicemia di rimbalzo dopo un’ipoglicemia notturna, i valori glicemici rispecchiano questo profilo altalenante tra le 3.00 e le 7 del mattino, con una franca ipoglicemia notturna controbilanciata dal valore del mattino, mentre l’insulina circolante si mantiene tendenzialmente elevata nella notte, potendo rappresentare la diretta causa dell’eccessivo calo della glicemia - in alternativa alla possibilità di un’alimentazione insufficiente. In caso di insufficiente dosaggio insulinico serale le modifiche da apportare allo schema terapeutico sono molto diverse da caso a caso, a seconda se si tratti di diabete tipo 1 o 2 e a seconda del tipo di insulina somministrata (intermedia NPH, basale) o di altre terapie concomitanti.

Aggiustamenti Terapeutici

Se la dose di insulina è insufficiente si può incrementare la dose serale e osservare gli effetti di tale modifica per almeno 2-3 giorni prima di procedere ad ulteriori aumenti. Cambiare il tipo di insulina ad azione protratta passando a uno di questi analoghi basali può quindi correggere adeguatamente il problema generato da un'insulina a durata d'azione intermedia quando l'effetto di questa svanisce troppo precocemente durante le ultime ore notturne. Un’insulina di questo tipo può risolvere ancora più efficacemente il problema dell'effetto alba, sia quando questo si sovrapponga al problema generato da un'insufficiente dose serale di insulina sia quando si manifesti come fenomeno isolato. Tale considerazione può essere particolarmente vera a proposito degli analoghi a maggior durata d'azione (detemir e degludec).

Nell'effetto Somogyi, problema generato dall'ipoglicemia notturna, è necessario adottare accorgimenti per evitare un'eccessiva insulinizzazione durante la notte: ridurre l'insulina intermedia al pasto serale, ridurre la dose bedtime, incrementare il pasto serale quando ciò sia congruo alla dieta del paziente.

È necessario che medici e pazienti usino la massima razionalità nei casi in cui non si riesca a correggere facilmente il problema delle oscillazioni mattutine della glicemia e il paziente sembri preda di un altalena di misurazioni contraddittorie in cui ipoglicemie notturne, effetto Somogyi di rimbalzo, eccessiva correzione con zuccheri, abbiano generato un vero caos clinico e terapeutico. In tali situazioni può essere difficile districarsi tra fatti, dati e opinioni per estrarre un quadro coerente di cause e conseguenze. È necessario utilizzare massima cautela nelle modifiche del dosaggio insulinico, rispettandone i tempi di attuazione e valutazione, tenere un diario diabetologico dettagliato, intensificare il monitoraggio glicemico, attenersi con maggior diligenza agli orari dell’alimentazione e della terapia iniettiva e seguire con scrupolo le indicazioni su come correggere un'ipoglicemia notturna.

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