La Pancetta Aumenta la Glicemia? Comprendere la Sindrome Metabolica e i Rischi

La glicemia è un po’ alta, la pressione ha sforato di poco il limite, e sulla cintura serve un foro in più perché stringe troppo sulla pancia? O magari il colesterolo “buono” HDL è troppo basso e i trigliceridi sono oltre la soglia?

Difficile credere di essere “malati”, in queste condizioni, eppure chi ha almeno tre di questi “segni” soffre di sindrome metabolica, un problema che riguarda ormai un italiano su tre, circa 15 milioni di adulti. Pochissimi sono però consapevoli di rischiare, proprio perché magari i valori sono sballati di poco e non si pensa che la pancetta unita a troppi grassi nel sangue e la pressione un po’ alta possa fare così tanto male, se non si è chiaramente obesi, ipertesi, diabetici.

La sindrome, che si sta pericolosamente diffondendo anche fra i bambini e gli adolescenti sempre più cicciottelli, è una vera bomba a orologeria: la probabilità di eventi cardiovascolari come infarti e ictus aumenta infatti del 50%.

Per far conoscere la sindrome metabolica e soprattutto per prevenirla, la Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) e la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI) hanno indetto la prima Giornata Nazionale della Medicina Interna sulla sindrome metabolica e i fattori di rischio cardiovascolari “Un metro per la vita”, una manifestazione per sensibilizzare gli italiani nei confronti della “sindrome da pancetta” con il patrocinio della Croce Rossa Italiana.

Per individuare i pazienti e chi è a rischio arriva la prima Giornata Nazionale della Medicina Interna sulla sindrome metabolica e i fattori di rischio cardiovascolari “Un metro per la vita”: simbolo della campagna di sensibilizzazione il metro di carta che sarà distribuito ai cittadini nelle piazze di tutta Italia, per invitarli a misurare la “pancetta” e sapere così se è opportuno agire attraverso un miglioramento dello stile di vita per prevenire o risolvere la sindrome metabolica.

Come Identificare la Sindrome Metabolica

La misura del girovita è il mezzo più semplice e immediato per accorgersi se si è ad alto rischio di avere la sindrome: chi ha la “pancetta” molto spesso nasconde una sindrome metabolica ed è opportuno che controlli anche gli altri parametri per arrivare a una diagnosi chiara.

Glicemia, trigliceridi, pressione e colesterolo fuori dalla norma sono gli altri quattro parametri della sindrome: basta averne tre su cinque fuori posto per fare la diagnosi, molto semplice e veloce.

I “numeri” di cui tenere conto oltre i valori-soglia della circonferenza addominale, pari a 102 centimetri per gli uomini e 88 per le donne, sono pochi: gli altri parametri per la diagnosi della sindrome sono una pressione minima superiore a 85 mmHg e/o una massima più alta di 130, oppure essere già in trattamento antipertensivo; una glicemia a digiuno superiore a 100 mg/dl o la presenza di una terapia ipoglicemizzante; i trigliceridi oltre 150 mg/dl o una cura ipolipemizzante in atto; il colesterolo buono HDL inferiore a 40 mg/dl nell’uomo o 50 mg/dl nella donna.

“La presenza di tre o più di questi fattori consente la diagnosi di sindrome metabolica - dichiara Mauro Campanini, Presidente FADOI - Per questo durante la giornata di sensibilizzazione, oltre a distribuire il metro di carta e materiale informativo ed educativo sui rischi della sindrome metabolica, sulle modalità della diagnosi e sulle principali norme comportamentali e terapeutiche per il suo controllo, i nostri medici saranno a disposizione per visite gratuite: oltre a rispondere a questionari sullo stile di vita e le abitudini alimentari, i cittadini potranno sottoporsi gratuitamente alla misurazione del girovita, alla rilevazione della pressione e alla determinazione della glicemia attraverso una semplice puntura del dito, per una valutazione complessiva del rischio cardiovascolare e dell’eventuale presenza della sindrome metabolica.

I gazebo della Giornata saranno allestiti nelle piazze di Novara, Torino, Milano, Pavia, Bergamo, Genova, Padova, Modena, Perugia, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Catanzaro, Catania, Sassari; a tutti i cittadini saranno distribuite anche le dieci regole per un corretto stile di vita, in grado di prevenire la sindrome metabolica e curarla se è già presente.

  • Bevi almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, anche durante i pasti e limita il consumo di bevande gassate e zuccherate.
  • Distribuisci le calorie giornaliere in 5 pasti: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena.

Ricordate questi due numeri: 102 per gli uomini e 88 per le donne.

Il Legame tra Diabete e Consumo di Prodotti Animali

Le linee guida dietetiche esistenti per la prevenzione del diabete di tipo 2 raccomandano di consumare alimenti specifici a base vegetale, come cereali integrali, verdura, frutta, legumi e olio d'oliva.

Consigliano, invece, di limitare il consumo della maggior parte dei prodotti animali. Non tutte le fonti di proteine animali, però, sono uguali dal punto di vista nutrizionale. Sapere in che modo i diversi prodotti animali sono associati al rischio di diabete consentirebbe di aggiornare le linee guida, permettendo alle persone di scegliere gli alimenti migliori.

Per questo motivo risulta di particolare importanza la revisione, recentemente condotta da ricercatori dell'Università Federico II di Napoli, di 13 meta-analisi esistenti sul legame tra sviluppo del diabete e consumo di dodici diversi prodotti di origine animale.

Le carni rosse e lavorate sono collegate a un rischio più elevato di diabete di tipo 2 e, al loro posto, sarebbe preferibile consumare quantità moderate di pesce e uova che, invece, non sembrano influenzare il rischio di diabete.

È stato riscontrato un aumento del 20% del rischio di diabete di tipo 2 con il consumo di 100 grammi di carne totale al giorno e del 22% con il consumo di 100 grammi di carne rossa assunta quotidianamente.

Il rischio è ancora maggiore, si parla del 30% in più, se si consumano 50 grammi al giorno di carni lavorate.

Le carni rosse, ovvero carne di manzo, agnello e maiale, e le carni lavorate come pancetta, salsicce e salumi sono fonte di acidi grassi saturi, colesterolo e ferro ematico.

Tutti questi componenti sono noti per promuovere l'infiammazione cronica e lo stress ossidativo, in grado di ridurre la sensibilità delle cellule all'insulina. Le carni lavorate contengono anche nitrati, nitriti e sodio che, tra gli altri effetti negativi, possono danneggiare le cellule del pancreas che producono insulina.

Il Ruolo dei Latticini

I latticini in quantità moderate, invece, sembravano correlati a un rischio più basso di diabete di tipo 2 o, in ogni caso, avere un rapporto neutro con lo sviluppo della patologia.

Il consumo di 200 grammi di latte al giorno è stato associato con una riduzione del rischio del 10%. I latticini totali, invece, sempre nella quantità di 200 g al giorno, riducono il rischio del 5%. Minore è invece la riduzione del rischio data dal consumo di latticini a basso contenuto di grassi, pari al 3%.

Il consumo di 100 grammi di yogurt al giorno è stato associato a una riduzione del rischio del 6%.

I prodotti lattiero-caseari sono ricchi di sostanze nutritive, vitamine e altri composti bioattivi che possono influenzare favorevolmente il metabolismo del glucosio. Le proteine del siero del latte, ad esempio, sono note per modulare l'aumento dei livelli di zucchero nel sangue dopo il pasto.

Sebbene i risultati suggeriscano che i prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi siano più benefici di quelli a pieno contenuto di grassi nel ridurre il rischio di diabete di tipo 2, saranno necessarie ulteriori ricerche per raggiungere prove certe, necessarie a fornire raccomandazioni preventive solide.

Attenzione ai Salumi: La Pancetta nel Mirino

Non tutti sanno che i salumi aumentano il rischio del diabete. 50 grammi di carne rossa al giorno trasformata in insaccati aumenta il rischio del 51%. Questo pericolo aumenta solo del 19% se nelle 24 ore se ne assume un etto di rossa non trasformata. Ecco perché occorre bisogna stare molto attenti a questi alimenti.

Sono alimenti animali trasformati.

Pancetta: In quella arrotolata i grassi sono di più della parte magra. È un alimento molto oleoso con tante calorie. Ha molto cloruro di sodio. Non è indicata per questo nella dieta per il diabete. Non possiede concentrazioni di vitamine o di sali minerali degni di nota. Questa vivanda nella dieta quotidiana deve occupare un ruolo molto marginale.

Altri esempi di salumi da consumare con moderazione includono:

  • Ciccioli: In questo alimento la tranche oleosa supera di molto quella magra. Hanno un elevato apporto energetico. Si ottengono da ciò che resta del tessuto adiposo prima impiegato per fare lo strutto.
  • Salame: È fra i salumi dove la la componente grassa varia dal 30 al 50 per cento. È fatto con carne cruda a base di muscolo e grasso macinato.
  • Coppa: La quantità di lipidi si aggira intorno al 30%. Apporta molte calorie. Viene realizzato utilizzando i muscoli del collo del maiale.
  • Salsiccia: Più di un quarto di questo salume è formato da grasso. Rientra per questo fra i salumi poco idonei all’alimentazione dell’uomo moderno.

Comprendere il Diabete: Tipi e Gestione

Il diabete è una patologia metabolica che riguarda praticamente un abitante del pianeta su 10 che è dovuta a una carenza o poca efficacia nella funzionalità dell’insulina, l’ormone che controlla la concentrazione del glucosio nel sangue (la glicemia) e che viene prodotto dal pancreas.

In Italia circa 3 milioni di persone hanno una diagnosi di diabete e accanto a questi si stima che un altro milione e mezzo abbia la malattia senza saperlo. Si tratta di una malattia molto complessa che aumenta il rischio di sviluppare altre patologie croniche a carico del sistema cardiovascolare e neurologico.

Le necessità differiscono in base al tipo di diabete:

  • Diabete di tipo 1 (insulino-dipendente): Interessa circa il 5-10% delle persone con diabete ed è dovuta a una carenza nella secrezione di insulina perché le cellule beta del pancreas, che producono l’ormone, vengono distrutte dal sistema immunitario: la malattia ha un’origine autoimmune.
  • Diabete di tipo 2 (non-insulino-dipendente): È il tipo di diabete più diffuso, poiché riguarda il 90%dei pazienti. È causato da una ridotta risposta dei tessuti all’insulina (insulino-resistenza) che, a lungo andare, è prodotta sempre in minori quantità.
  • Diabete gestazionale: Si manifesta durante la gravidanza e in genere scompare dopo il parto.
  • Diabete monogenico: È ereditario, dovuto a un problema genetico.
  • Diabete secondario ad altra patologia: Cioè che è conseguenza di un altro disturbo.

Principi Fondamentali della Dieta per il Diabete

La dieta ideale per il diabete non è affatto complessa o restrittiva. Una persona che soffre di diabete ha la necessità di evitare o minimizzare gli sbalzi della glicemia, per limitare il fabbisogno di insulina.

A prescindere dalla tipologia di diabete, chi soffre di questa patologia necessita di un apporto calorico giornaliero normale, uguale a quello di una persona che non ha questa malattia.

Nel diabete di tipo 2 e nel diabete gestazionale un'alimentazione ben bilanciata è spesso sufficiente per ottenere un buon controllo del diabete. Diversi studi hanno dimostrato che in caso di sovrappeso riuscire a perdere anche solo il 5-10% del peso di partenza permette di ottenere significativi miglioramenti nel controllo della glicemia e relative complicanze, oltre a essere un’efficace arma di prevenzione verso le malattie cardio-metaboliche associate, come ipertensione, iperlipidemia e ipertrigliceridemia.

Gli zuccheri, o carboidrati, rappresentano la principale fonte di energia per l’organismo: sono molecole in grado di essere facilmente utilizzate da ogni tessuto del corpo, in particolare da cervello e muscoli.

Tanto più lo zucchero è chimicamente semplice, tanto prima può essere utilizzato per la creazione di energia e quindi dà un picco di glicemia. L’ideale sono quindi i carboidrati che vengono metabolizzati più lentamente, rilasciando gradualmente gli zuccheri nel sangue.

Dal punto di vista chimico si possono distinguere i carboidrati in semplici e complessi in base al numero di molecole di cui sono composti, cioè dalla quantità di molecole di zuccheri che ne compongono le catene.

  • Zuccheri complessi o polisaccaridi: composti da catene lunghe e che sono ad assorbimento lento (ne sono esempi amido e glicogeno).

Sono quindi da favorire gli alimenti con carboidrati complessi e integrali, ovvero ricchi di fibra, che riduce ulteriormente la velocità di assorbimento oltre a limitare la quantità di grassi che passano nel sangue, risultando quindi utili anche in caso di ipercolesterolemia.

L’indice glicemico indica la velocità con cui un alimento aumenta la glicemia nel sangue. Il massimo indice glicemico è calcolato sulla velocità con cui il glucosio alza la glicemia, definito pari a 100. È ancora più importante considerare la quantità di zuccheri presenti nell’alimento, ovvero il carico glicemico.

Linee Guida Alimentari e Stile di Vita

Le proteine devono costituire circa il 15-20% del fabbisogno calorico giornaliero, avendo cura di assumerne in abbondanza da fonti vegetali (in particolare, dai legumi).

Fondamentale la verdura, ricca di vitamine, sali minerali e fibre. Attenzione alla frutta, che contiene a sua volta questi micronutrienti benefici ma è anche ricca di zuccheri (soprattutto uva, fichi, datteri e cachi).

In generale, è bene assumere una dieta varia ed equilibrata, entro le indicazioni di dosi indicate da un medico a seconda delle necessità individuali (in base a età, sesso, attività fisica svolta e altri parametri). È importante fare attenzione a rispettare le porzioni consigliate perché anche i cibi sani, in quantità troppo abbondanti, possono far aumentare di peso.

  • Acqua minerale (in genere 1,5-2 litri al giorno).
  • Verdura, in particolare quella a foglia verde, peperoni verdi, carciofi, rape, finocchi, pomodori, spinaci, carciofi, broccoli, fagiolini.
  • Carni bianche come pollo e tacchino senza pelle.
  • Come condimenti: succo di limone, aceto, aglio, cipolla, sedano, basilico, origano e spezie in genere.

Cosa Evitare o Limitare

In genere i cibi più grassi, dolci ed elaborati possono essere assunti saltuariamente. È sempre bene consultarsi con un medico per accertarsi che il caso specifico lo consenta.

Nella dieta per il diabete è essenziale limitare al massimo gli zuccheri semplici, come saccarosio e fruttosio in cucchiaio e miele. I dolcificanti possono rappresentare dei sostituti: uno dei più indicati è la stevia. Tuttavia, non è raccomandato utilizzarli, poiché abituano il palato al gusto dolce, rendendo più difficile seguire una dieta bilanciata. Inoltre, spesso sono ricche di grassi.

L'assunzione di alcolici è da limitare al massimo o evitare del tutto; infatti anche piccole dosi danneggiano le cellule del fegato e aumentano significativamente il rischio di sviluppare cancro, in particolare a livello del tratto gastroesofageo.

Se si desidera bere, è meglio assumere una sola unità alcolica al giorno per le donne o le persone sopra i 65 anni d’età e 2 per gli uomini adulti. Un’unità alcolica corrisponde a 12 grammi di etanolo, ovvero a circa 125 ml di vino, 330 ml di birra, 40 ml di superalcolico.

Consigli Pratici per la Gestione del Diabete

Mangiare la giusta quantità di cibo e nei momenti giusti è importante per gestire il livello di glucosio nel sangue e il peso. A seconda della persona, potrebbe essere necessario mangiare la stessa quantità di carboidrati alla stessa ora ogni giorno oppure si potrà mangiare in modo più flessibile.

Non saltare mai i pasti, infatti il livello di glucosio nel sangue potrebbe abbassarsi troppo. Mantenere un peso sano è molto importante per controllare la glicemia ed evitare lo sviluppo di complicanze.

È però importante seguire solo diete prescritte da medici, in particolare dietologi, perché le diete fai-da-te possono essere inadatte, portando a danni all’organismo o disfunzioni.

Una corretta alimentazione e un’adeguata attività fisica sono i migliori alleati contro il diabete.

Le basi della cura di qualunque forma di diabete sono l’educazione terapeutica per gestire la malattia, la dieta, l’attività fisica e i farmaci.

La dieta per il diabete è essenziale per vari motivi. Il livello glicemico infatti dipende anche, ma non solo, dai carboidrati (zuccheri) assunti.

L’assunzione di grassi va controllata per correggere la dislipidemia (es. colesterolo alto) spesso frequente nel diabete tipo 2.

Una dieta corretta, equilibrata e completa che sia attenta al consumo di zuccheri, associata alla pratica regolare di attività fisica è il cardine del trattamento del diabete perché aiuta a controllare glicemia, pressione del sangue e colesterolo e quindi previene le complicanze di questa malattia.

Il controllo del peso è ideale in una persona obesa o sovrappeso (tipico nel diabete tipo 2), poiché il calo del peso permette di ridurre la necessità di insulina e di farmaci, ristabilendo anche altri eventuali valori del sangue fuori norma.

Bere acqua aiuta ad abbassare la glicemia, oltre a migliorare la funzionalità renale. Sono di aiuto anche le verdure, come spinaci, cavolo riccio, broccoli, pomodori e asparagi.

Anche l’attività fisica aiuta a controllare la glicemia.

Tabella: Parametri Chiave della Sindrome Metabolica

Parametro Valori di Riferimento
Circonferenza Addominale (Uomini) > 102 cm
Circonferenza Addominale (Donne) > 88 cm
Pressione Minima > 85 mmHg
Pressione Massima > 130 mmHg
Glicemia a Digiuno > 100 mg/dl
Trigliceridi > 150 mg/dl
Colesterolo HDL (Uomini) < 40 mg/dl
Colesterolo HDL (Donne) < 50 mg/dl

leggi anche: